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MessaggioInviato: martedì 8 maggio 2007, 18:48 
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Pik... sei uno dei miei fans più attenti, a quanto pare... dunque, partiamo dalla prima domanda: a destra del disegno, ci sono tre binari, due a scartamento ordinario ed uno a scartamento ridotto; il più in basso è l'asta di manovra e termina contro la pila del ponte sul Conca (affacciandosi sul fiume, un pelo più alto del binario che si infila sotto la volta, la volta che ho fatto vedere nell'altro topic, "domande sui ponti", mi pare...); i due binari di linea, SR e SO si infilano sotto la Cantina Sociale per andare alla stazione nascosta che è posta sotto Morciano, con tre binari per ogni scartamento, abbastanza lunghi da poterli dividere in due tronchi ottenendo sei stazionamenti per ogni scartamento. Da qui, lo scartamento ordinario passa sul ponte girevole per andare a Pianventena e tornare a Morciano, un tragitto breve, tutto sommato; ho preferito sviluppare maggiormente lo scartamento ridotto. Quest'ultimo, passata la stazione sotterranea, gli si affianca di nuovo, percorre tutto il lato sotto il fabbricato viaggiatori e passa sotto a Pianventena; all'estrema destra in alto, c'è un elicoide che raccorda questo binario a quello nascosto dietro Pianventena che torna a Morciano... da Morciano si può scegliere se infilarsi in elicoide a scendere o a salire. Salendo si arriva al secondo livello ma a quello ci arriverò fra dieci anni, presumo. Il V binario è tutto a doppio scartamento fino allo scambio (ho rimediato in ebay due derivazioni fisse e le userò...) il piano caricatore è dotato di un altro di questi aggeggi di Tillig e permette manovre di carri a SO sul binario in basso e a scartamento ridotto su entrambi i binari. Piano caricatore di trasbordo con magazzino merci, gru e vari altri accessori (sagome limite ecc.) Esatto, le rimesse con officina sono due, sarebbe da escludere che si possa far manutenzione contemporaneamente a macchine di diverso scartamento ma non è detto che non aggiunga un binario a doppio scartamento con ingressi opposti e senza terminali. L'elaborazione del progetto continua, sto valutando l'ipotesi di poter accedere al piazzale della Cantina anche con lo SO... la cosa comporta la costruzione di ben quattro incroci a doppio scartamento e in curva ma... l'appetito vien mangiando! Uno sono obbligato a farlo, se non trovo troppe difficoltà, mi metto a fare anche gli altri 4... grazie per l'attenzione, naturalmente...


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MessaggioInviato: venerdì 11 maggio 2007, 16:15 
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Bene, grazie per le spiegazioni, Luca.
Continuiamo la disamina dello s.o.
I binari 8 e 9 sono dedicati ai merci, immagino?
Nel fascio merci, oltre ai 3 binari sinuosi di ricovero, vedo in basso a sx 2 tronchini ai lati della torre d'acqua: che uso hanno?
Infine, i 2 binari passanti ed i tronchini che servono la rimessa/officina dello s.o., in basso, sono specializzati? Per quale compito?


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MessaggioInviato: venerdì 11 maggio 2007, 18:26 
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Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 18:59
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Allora... tutto esatto per i binari di stazione, 8 e 9 sono dedicati al traffico merci non in transito, lo smistamento carri avviene sui tre (forse 4...) tronchini deformi e il successivo tronchino dritto serve per i carri di scorie e di carbone a servizio del deposito locomotive (lo so, ce ne vorrebbero due ma gli scambi di Tillig costano cari...); accanto alla piattaforma girevole c'è il deposito carbone che viene alimentato dai carri a S.O., pertanto il tronchino serve sia il rifornimento del deposito che il rifornimento delle locomotive; le locomotive a scartamento ridotto, fanno rifornimento praticamente sullo scambio... licenza poetica (?). I due tronchini che finiscono contro l'officina non so ancora a cosa serviranno ma gli trovo un utilizzo... tengo anche presente che l'officina locomotive vera e propria è altrove, lungo la linea; quindi qui si farà una manutenzione ordinaria tranquilla... ho appena ricevuto il TEMA n. 11 (DEPOSITI LOCOMOTIVE)... da una prima occhiata veloce mi pare un po' troppo concentrato sulle grandi installazioni (Milano, Roma, Torino... ) ma vuoi che non riesca ad imparare un paio di cosine divertenti? Il fine è solo quello: trovare qualcosa che renda realistico l'insieme... intanto vado a montare il telaio... questo è un passo decisivo: dopo mesi di progetti, quando cominci a costruire significa che non vuoi più cambiare, al limite solo modificare... e le modifiche, nei prossimi 25 anni, saranno innumerevoli... lucabalducci


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MessaggioInviato: giovedì 24 maggio 2007, 9:23 
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Molto ben articolato, Luca.
Un'occhiata alla parte a s.r. di Morciano.
Se non dico fesserie, il binario 4 è per i merci, 2 e 3 per traffico passante, e lo 1 come asta di manovra per il largo fascio di ricovero a sx.
Se è così, sarà necessario dotare le banchine di sottopassi pedonali, no?
Comunque un bel piazzalone a s.r.!


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MessaggioInviato: giovedì 24 maggio 2007, 12:37 
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Certo, ci sarà anche il sottopassaggio pedonale, indispensabile con tutti quei binari... per il momento, ho quasi terminato il telaio della parte nascosta sotto Morciano; probabilmente domenica comincio la posa del binario nel fascio di ricovero... con i binari di Garnet spero di fare un bel po' di strada! 58 pezzi per 12 cm l'uno, sono quasi sette metri di binario, pagati una vera fesseria...


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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2007, 10:38 
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Pik, quando potremo finalmente fare discussioni simili sul tuo impianto ? :lol: :wink: :roll: :cry:


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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2007, 14:06 
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Ma le possiamo fare, France, ......ad Oleggio, il 15+16 Giugno! :P


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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2007, 14:58 
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Località: Morciano di Romagna
A Rimini, alle Porte Aperte, IL TRENO DEL TEMPO? 9 e 10 giugno, il 9 c'è anche la mostra-scambio... non capita nessuno?


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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2007, 15:34 
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:( al momento sembra che esistano più manifestazioni che fermodellisti.
E comunque è difficile spostarsi per arrivare in luoghi non troppo raggiungibili.
Più una manifetazione si svolge in un luogo più facilmente raggiungibile e più successo ha possibilità di ottenere...
Fossano docet...

Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: LA STORIA COMINCIA COSI'
MessaggioInviato: giovedì 20 settembre 2007, 19:33 
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silverdawn ha scritto:
COMPAGNIA FERROVIARIA VALCONCA

STORIA di una FERROVIA


Vincenzo Cecchini era nato a Mondaino da umile famiglia contadina nel 1819. Ragazzo turbolento e idealista, nel 1837 aderisce alla Giovine Italia di Mazzini e ne diventa uno dei più controllati protagonisti, tanto che durante i moti insurrezionali e Mazziniani del 1843-45 diventa, in Romagna, un personaggio non più desiderabile e la milizia lo ricerca; per sua fortuna, il parroco di Mondaino (in Romagna anche certi preti sono anticlericali....) lo aiuta a fuggire. Giunto fortunosamente fino a Ravenna, si imbarca come mozzo su una nave che, dopo molti mesi lo sbarca a Napoli. Qui trova posto su una nave diretta negli Stati Uniti d'America, dove giunge nel dicembre del 1845. Riesce a sbarcare e comincia a lavorare mentre impara un po' di inglese. Nel settembre del 1846 riesce a farsi assumere alla Baltimore & Ohio, già fortunata Compagnia Ferroviaria. Qui, senza dargli troppo peso, incontra uno dei soci fondatori, Philip Thomas e riesce a diventargli talmente simpatico che la sua carriera, all'interno della B&O diventa una velocissima ascesa. Philip ha una figlia, Virginia, bruttina ma simpatica, che, influenzata dalla simpatia del padre per Vincenzo, non si lascia sfuggire l'occasione. L'occasione è duplice; Vincenzo non ha ancora un documento, è ricercato in Italia per attività politiche rivoluzionarie, la sua carriera (sebbene veloce) sarebbe comunque ben poca cosa... i due si sposano nel 1849 e Vincent Cecchini diventa cittadino americano. Adesso è tutto interesse del suocero che egli diventi abbastanza ricco e lo indirizza come meglio crede; Vincent non si fa certo pregare e, dietro i consigli di Philip, nel 1851 fonda una nuova compagnia ferroviaria, la Pittsburgh & Cliveland RR, collegandola alla linea della B&O che collega Chicago a New York, passando per Pittsburgh; per correttezza politica, coinvolge nella società diversi personaggi in vista che lo aiuteranno a far evolvere la sua ferrovia. Nel 1852 nasce suo figlio Philip Cecchini... il nonno è molto fiero dell'evento. Naturalmente, ora che ha anche un erede, Vincent deve riuscire a mantenere un certo rango ed il suocero lo consiglia negli investimenti, abituandolo a diversificare; la passione restano le ferrovie ma non disdegna tutta una serie di investimenti industriali che saranno la fortuna di tutta la famiglia. Nel 1858 si trasferisce in California e fonda la Sacramento RR, collegando San Francisco; qui avviene anche la nascita del secondogenito, nel 1859, al quale viene dato il nome di Thomas (era ovvio...). Nel 1861, fatta l'Italia, Vincenzo non ha più ragione di nascondersi e decide di tornare a Mondaino per la prima volta. La famiglia, entusiasta dell'accoglienza, si ferma alcuni mesi. Nel 1865, purtroppo, muore Philip Thomas che, in compenso, lascia una enorme eredità a Virginia e Vincent. Il tarlo delle radici doveva essere decisamente molto forte, tanto che Vincent, già nel 1871, passa tutta l'estate in Romagna, nella villa che si è fatto costruire a Morciano di Romagna. L'anno successivo, durante il solito soggiorno estivo, comincia a pensare alla ferrovia, una linea ferroviaria che possa arrivare fino a Mondaino, che dia libertà di movimento alle genti e alle cose, che sia un trasporto di progresso... Mondaino è a 400 metri sopra Morciano, in 10 chilometri occorre scalare rapidamente il monte ma le sue esperienze americane, le montagne attorno a Sacramento, i progressi della tecnica, lo aiutano a fantasticare. Nel 1873 riesce perfino a farsi ricevere dal direttore generale delle Strade Ferrate Meridionali, che gestiscono la ferrovia Bologna-Ancona, per provare a trovare un accordo con loro per la costruzione della sua ferrovia. Naturalmente, le Meridionali mostrano un distacco e un disinteresse tale che, per il suo concetto di democrazia, dovrebbero poter chiudere nel giro di due mesi... con le pive nel sacco se ne torna a casa ma non abbandona l'idea. Cerca un ingegnere a Bologna e lo incarica di stendere un progetto per una ferrovia a scartamento ridotto che colleghi Cattolica a Mondaino. Nel 1874, costituita a Morciano di Romagna la “Compagnia Ferroviaria Valconca”, della quale non si è dimenticato di far soci i personaggi illustri della zona, compreso un fabbricante di fisarmoniche di Mondaino, presenta il progetto al Ministero dei Lavori Pubblici a Roma, da poco divenuta Capitale d'Italia. Nel 1875, ad approvazione ottenuta, tutta la famiglia si trasferisce a Morciano, anche se i figli restano in America per finire gli studi. Cominciano i lavori e, come gli ha sempre insegnato il suocero, Vincenzo (che ha riacquistato la sua identità...) non si fa mancare le pubbliche relazioni, tanto che Francesco Crispi, futuro Primo Ministro, non potrà fare a meno di essere presente all'inaugurazione della linea, il 14 marzo 1877, qualche giorno dopo la chiusura della famosa Fiera di San Gregorio, uno dei maggiori mercati italiani del bestiame, con particolare attenzione al mercato del cavallo. Ma l'inaugurazione si rivelerà un pochino prematura... molti lavori sono ancora da fare, un ridotto traffico è possibile solo fra Cattolica e Morciano, Mondaino è ancora del tutto irraggiungibile. Poco male, anche perché il Vincenzo sa sempre come muoversi e riesce a non far pesare la cosa a nessuno. Verso la fine del 1877 riesce a terminare i lavori e iniziare il traffico più o meno regolare. Nel 1878, fresco di laurea americana, sbarca in Italia anche Philip Cecchini che assume la dirigenza della linea e il traffico cresce molto bene.
Nel 1879 Vincenzo vuole ancora di più... ha capito che la potenzialità dei suoi luoghi natii è decisamente più elevata di quanto sia visibile. Allora decide di fondare una Banca per dar modo a tutte queste genti di sviluppare tutta la loro potenzialità. Nasce la Banca Valconca, istituto privato che egli vuole democratico e solido; non gli mancano i mezzi, naturalmente e, con una attenta gestione delle assunzioni, ne farà un moderno pilastro dell'economia locale. Philip, nel 1881, sposa una ragazza di Morciano, Eleonora e Vincenzo gli fa costruire una villa accanto alla sua. Morciano è un paese in espansione, residenza di commercianti e artigiani, ancora frazione del vicino comune di Saludecio. Siccome il traffico ferroviario è decisamente in aumento, Vincenzo fa redigere un progetto per il collegamento di Morciano a Santarcangelo di Romagna, raccogliendo lungo il percorso un bacino d'utenza assai considerevole, rasentando perfino il confine della Repubblica di San Marino. Il progetto viene depositato al Ministero nel settembre 1882 ma la risposta si fa attendere... le aderenze politiche di Vincenzo son sempre più che buone ma il Ministero non intende rilasciare la concessione ad un'altra ferrovia in miniatura... nel maggio 1883 riceve la risposta: la ferrovia si può anche fare ma ad una condizione: che sia eseguita tutta la tratta, da Santarcangelo a Cattolica, a scartamento ordinario, onde facilitare l'instradamento di treni della SFM anche su quell'itinerario, nel caso non sia possibile, per qualsiasi motivo, servirsi della loro ferrovia... Vincenzo, scottato dall'esperienza di qualche anno prima, ha tutta la voglia di lasciar perdere la faccenda, ma comprende che non si può buttare via un'occasione del genere, anche in relazione a quanto progresso può portare, la sua ferrovia, lungo tutto quel percorso. A malincuore decide perciò di accettare le condizioni Ministeriali e incarica il suo ingegnere di rifare tutto il progetto.
La linea da Cattolica a Morciano non pone problemi neppure per le opere d'arte che erano state già eseguite per il doppio binario a scartamento ridotto ed accoglieranno lo scartamento ordinario tranquillamente. Il problema è la stazione di Morciano che, non avendo tanto spazio a disposizione e dovendo accogliere due scartamenti diversi, sarà una sorta di miniatura. Poco importa, la linea per Mondaino non si può modificare, curve troppo strette e salite troppo ripide... aggiungendo carne al fuoco decide di far collegare anche Montefiore Conca, che gli piace troppo! Non sono certo i soldi che gli mancano, pertanto non ha necessità di immediato ritorno. Quel che ha fatto finora gli ha dimostrato che Philip Thomas aveva ragione: occorre dare sviluppo per poter ottenere risultati.


sai una cosa buffa? sembra che nei primi del 900 arrivasse veramente una linea ferroviaria a Morciano! si trattava di una linea privata a scartamento ridotto e utilizzata solo a trasferimento merci (quindi niente stazioni o passeggeri) che collegava Morciano con Cattolica. la linea era stata costruita ed era a servizio di un grosso commerciante di stoffe (dal quale poi probabilmente nacque l'attuale MOFA) che importava dall'estero.
il capolinea era dove si trova l'attuale piazza risorgimento. tracce della linea si trovano in una vecchia stampa del piano regolatore realizzato da Diomede Forlani, stampa custodita nella bibblioteca pubblica (di sicuro era li quando nel 1999 feci l'obiettore).
Piccola nota: sono molto offeso dal fatto che la tua linea immaginaria non passa per San Clemente! ma vedrò di includerla comunque nel mio sito:
Le Ferrovie Perdute del Montefeltro (anche se in questo caso è più giusto parlare di Malatesta...) http://andreapetrucci.altervista.org/


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Caro Andrea, mi hai sconvolto... con tutto il tempo che passo sulle carte di Morciano e dintorni (faccio il geometra...) non mi ero mai accorto della linea di cui parli... bisogna che ne parliamo a voce, se non sei lontano da Morciano... la mia linea passa per il territorio di San Clemente, a Casarola ci sarà l'Officina Locomotive... si potrebbe fare un bel raccordo per la Ceramica Del Conca, ma arrivare al Capoluogo non mi ispirava nulla di particolare. Però, visto il carattere della ferrovia, non si può mai dire... magari facciamo una linea per Riccione e le discoteche della collina....


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silverdawn ha scritto:
Caro Andrea, mi hai sconvolto... con tutto il tempo che passo sulle carte di Morciano e dintorni (faccio il geometra...) non mi ero mai accorto della linea di cui parli... bisogna che ne parliamo a voce, se non sei lontano da Morciano... la mia linea passa per il territorio di San Clemente, a Casarola ci sarà l'Officina Locomotive... si potrebbe fare un bel raccordo per la Ceramica Del Conca, ma arrivare al Capoluogo non mi ispirava nulla di particolare. Però, visto il carattere della ferrovia, non si può mai dire... magari facciamo una linea per Riccione e le discoteche della collina....


sono di San Clemente, lavoro a Riccione, ma Morciano è la mia seconda casa.
1 - perchè a Morciano abita la mia ragazza
2 - perchè a Morciano sono educatore nel gruppo scout locale


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