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 Oggetto del messaggio: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: giovedì 25 agosto 2016, 9:25 
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Italiani!

Il 6 dicembre 1937 (XV) un elettrotreno ETR 200 sulla Direttissima Roma-Napoli, con romano sprezzo del pericolo, arditamente infranse la barriera de' 200 chilometri orari, stabilendo il Primato Mondiale pella categoria e dando inizio. e con trent'anni d'anticipo, all'Alta Velocità ferroviaria.

Manca pertanto assai poco tempo all'Ottanesimo dall'ottenimento del primato; ci si prepari, dunque.
Al sottoscritto l'immeritato onore ed onere di dar, sommessamente ed in tutta modestia, la stura a' festeggiamenti pell'anniversario colla narrazione, strettamente aderente ad i fatti, di quell'epica e sfolgorante Giornata.


Roma, Novembre 1937 (XV) – Palazzo Venezia, gabinetto particolare del Duce

- Mmmh … vediamo un po’ …
5 orizzontale: tessuto per cappelli, sei lettere … ORBACE.
12 verticale: audace giovinetto, sei lettere anche questo … ARDITO.
4 verticale: acerrimo nemico del benessere, sette lettere … ecco, si, COMUNISTA.
9 orizzont …

- PAVANATI !!!!!!

L’urlo furibondo del Duce colse l’assistente del tutto impreparato, intento com’era nella risoluzione d’un giuoco di parole crociate dell’ “Enigmistica Fascista”, periodico di passatempi assai in voga a que’ tempi ed oggi, ahimè, scomparso nel dimenticatojo.

TOC ! (onomatopeico pel battito de’ tacchi nel porsi sull’attenti)

- Dite , Eccellenza!

- Sempre con que’ giuochini, Pavanati: servissero almeno a svilupparti le meningi, boja d’un mond leder! Tosto, di corsa nel mio gabinetto, e senza indugio alcuno!

Giaceva spiegazzato, sullo scrittojo del Duce, un quotidiano germanico fresco di stampa. Sottolineata col lapis rosso spiccava la seguente notizia (quivi tradotta pel benefizio del lettore):

Amburgo - Lo Schienenzeppelin infrange la barriera dei 200 all’ora.
Giornata trionfale per il Reich, quella di jeri. Lo Schienenzeppelin, rivoluzionario rotabile fatto a guisa di dirigibile, ha polverizzato qualsivoglia primato di velocità ferroviaria. La celerissima automotrice è propulsa d’un’elica posteriore azionata da un motore ad uso aeronautico tipo VI della Casa BMW, a 12 cilindri a V di 60° raffreddato ad acqua, capace, nella configurazione usata, d’una forza di 600 cavalli vapore.
Il Fuhrer in persona si è congratulato con Herr Franz Kruckenberg, ideatore dell’audacissima macchina, e con le maestranze tutte delle officine Hannover-Leinhausen delle Deutsche Reichsbahn, che l’hanno sì mirabilmente costruita. “Avrei voluto condurla io stesso, corpo di Bacco!”: questo il commento, a caldo, del Fuhrer germanico.


- Hai capito, Pavanati? Noi si sta qui a trastullarci colla battaglia del grano e colla bonifica dell’agro pontino, e intanto ‘sto pallone gonfiato d’un crucco ci colpisce a tradimento proprio ove l’Italia è più forte: nella tecnica ferroviaria! E, non pago, la vorrebbe pure condur egli stesso, l’automotrice de’ primati!
Chiamami il Bianchi, boja d’un mond leder – e nel frattempo portami il manganello n. 27, quello aeronautico col manico d’avional, che mo’ gli do una bella spazzolata a quell’ingegnere de’ miei zebedej ….

Scarno, scarmigliato, allampanato, curvo pel peso degl’anni, le borse sotto l’occhi, gli occhiali d’oro sulla punta del naso, il camice chiazzato e stazzonato, la matita mal temprata infilata dietro l’orecchio, timidamente il Bianchi s’affacciò alla soglia del gabinetto privato del Duce. Non scorse nessuno: il Duce, infatti, l’attendeva celato dietro la porta. PIM! PUM! PAM! Tre volte il manganello s’abbatté sul cranio ignudo del Bianchi, ogni volta cavandone tonfi sonori ed altrettanti gemiti di dolore.

- Per mille diavoli, Bianchi! Sempre ad inseguire gli altrui primati, perdiana! Che sia l’ultima volta: leggete (scagliandogli con malagrazia il giornale), e fate qualcosa!

- Non v’adirate, Eccellenza. Temevo l’impresa germanica, ed ho qui pronto il rimedio: esso è null’altro che l’ETR 200.

- Badate a come parlate, Bianchi! Quel catorcio!

- Non trattasi propriamente d’un catorcio, Eccellenza. I suoi sei motori T 62-R 100, da me concepiti, gli danno una forza di ben 1050 chilowatt, pari a cavalli vapore … vediamo se ricordo come si fa il conto … circa millecinquecento, se non vado errato! Ed elevando il voltaggio di linea sino ai 3600 Volta, la potenza unioraria ammonterà a…

- Basta così: non ci ho capito un’acca! Portatelo a 4000 ‘sto voltaggio, così sto più tranquillo; fate fare una corsa di prova, poi chiamerò i giornalisti, e dinanzi alla stampa faremo il cimento.

- Prudenza. Duce! 3600 son già un bel voltaggio, a 4000 i motori potrebber non reggere …

- Bianchi! Date 4000 Volta: è un ordine, perdiana!

A quel punto intervenne il Pavanati, sin’ora restato silente, facendo coro a’ motti del Bianchi:

- Prudenza, Duce. L’OVRA segnala rigurgiti anarchici dalle fogne d’Italia: siffatti avanzi di galera saprebbero ben come deragliare un treno!

- Toh! Ed allora, si saldino colla termite tutti gl’iscambi tra Roma e Latina: avranno un bell’ordire attentati, il treno se ne farà un baffo! Pavanati! Voglio solcare l'Agro Pontino sul filo dei 200, boja d’un mond leder!

[prosiegue]


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: giovedì 25 agosto 2016, 11:01 
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:lol: :D BENTORNATO!!!

Romanamente saluto..." se vedemo"!


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: giovedì 25 agosto 2016, 12:30 
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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: giovedì 25 agosto 2016, 13:38 
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:lol: :lol: :lol:

...tutto vero! :wink: :wink:

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A NOI!
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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: giovedì 25 agosto 2016, 14:15 
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:D


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: giovedì 25 agosto 2016, 14:22 
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Il prosieguo, il prosieguo ...


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: giovedì 25 agosto 2016, 16:59 
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Bentornato prode Alalà, attendo con ansia il proseguio del racconto.
Romani saluti!
Carlo Pezzini


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: venerdì 26 agosto 2016, 9:50 
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Italiani! Grazie pell'apprezzamento, in particolar modo al camerata Cedro che ha voluto donare la fulgida fotografia del Duce ai comandi.

Ciò detto, volentieri prosieguo senza indugio la narrazione.


Parte seconda

Fu data, com’è d’uopo, subitanea obbedienza ai voleri del Dux. Giunsero d’ogni dove le sottostazioni ambulanti, gloria e vanto della tecnica Italiana, a sussidio di quelle fisse al fin d’elevare il voltaggio di linea alla forza di 4000 Volta; giunsero d’ogni dove le alacri maestranze pella saldatura dei deviatoj, a scanso di vili attentati.
Quest’ultima misura, a dire il vero, non fu per nulla gradita da’ viaggiatori: per giorni dieci i convogli altro non poteron fare ch’andare e tornare senza possibilità di devianze alcune al tragitto sì rigidamente stabilito. Sorsero, fomentate da provocatori di stampo bolscevico, deplorevoli proteste; ma dopo la pronta applicazione del principio del governo de’ popoli mediante bastone e carota (con particolare riguardo al primo dei due), le contestazioni spontaneamente s’acquietarono.

- Tutto sotto controllo, Eccellenza. Concedetevi, suvvia, un po’ di riposo: volete recarvi nello scannatojo … perdonate, nel vostro salotto privato?

- Perché no, Pavanati? Necessito infatti d’un po’ di ristoro. Fa’ pure accomodare quella postulante che m’ha supplicato, non più tardi di jeri, un abboccamento.

Per chi non lo sapesse (ammesso che ve ne siano), era il Duce perseguitato da donne giovini e vecchie, brutte ed avvenenti, schiette e sposate che, fascinate dalla Sua dalla prestanza virile, altro non ambivano ch’amarlo … ciò non potendo, s’accontentavano d’un fugace congresso carnale. Congressi ch’eran consumati, non potendo il Duce allontanarsi dal massacrante lavoro che il compito del governo gli imponeva, in un’alcova prospiciente il suo studio, familiarmente detta lo scannatojo. Uomo giusto ed equo, non cedeva Egli alla sirena dell’avvenenza: giovini e vecchie, brutte e vezzose, schiette e sposate non facevano per Lui differenza alcuna.

- Basta che siano di pura razza ariana – e che respirino, Pavanati! Ah ah ah ah ah ! Graziosa la battuta, nevvero? Falla entrare, dunque, ché la servo io: col manganello n. 1, quello personale, ch’è sempre assaj duro! Ah ah ah ah ah !

Brutte ed avvenenti si, ma questa, perdiana … di complessione robusta, i fianchi senz’alcuna sinuosità, il petto che parea piallato, le gambe storte a guisa di cavaturaccioli. E poi, que’ pelacci neri che spuntavan da sotto le calze di seta; quell’accenno di baffi sotto al nasone; quello sguardo torvo non ostante ombretto e cerone; quel piglio più che da damigella, da carrettiere; quella voce in falsetto …

- Spogliatevi, dunque, signora. Non indugiate, ho premura … ehi, ma cos’avete nella giarrettiera? Un pugnale? PAVANATI !!!! Soccorso!

Non era una femmina, ahimè …. Balzò l’individuo, di insospettata agilità, fuor dalla finestra, e di lì discese lungo la grondaja. Disceso che fu in piazza Venezia se la dette a gambe, non senza sbraitare:

- M’hai fregato anche stavolta, ma la prossima ti faccio fuori! Viva l’anarchia, boja d’un mond leder! Evviva Turati e la libertà - e morte ai fascisti!

Ansimante, rosso in volto, sudaticcio, il Duce parse provato dall’accaduto. Ma, rialzati i pantaloni e rimessa la camicia nera, si sentì tosto nuovamente in forze, attivo, perfettamente lucido, pronto di pensiero e d’azioni come sempre, d’altronde, era stato.

- M’è andata bene, perdiana: la fortuna ajuta gli audaci. Che faccia tosta, l’anarchico Mengozzi … neppure la Milizia l’ha scorto: sfido io, avrebbe ingannato chiunque con quell’audace travestimento!

- Prudenza, Duce: lasciate che Ve lo ripeta. Il nemico si nasconde ovunque, sempre pronto a colpirVi. Datemi ascolto, vi supplico: non conducete l’ETR. Troppo rischioso è il cimento, Eccellenza: basterà un nonnulla, sarete troppo esposto se condurrete.

- Vuoi privarmi di questo innocente diletto, Pavanati? E poi: chi condurrà, in mia vece? Se alla condotta abusivamente si ponesse il Mengozzi stesso, poniamo, farebbe di certo fallire la corsa al primato sì da screditare il Regime! Vigilare! Prevenire! Reprimere! Condurrò io stesso, e tu sarai al mio fianco armato fino ai denti, boja d’un mond leder!

- Prudenza, Duce: lasciateVi supplicare. Abbiamo un macchinista di provata fede, fascistissimo, di purissima razza ariana, tesserato della prima ora. Si chiama Cervellati Amedeo, fu Attilio e di Porcacci Caterina. Condurrà lui: niente se e niente ma, Eccellenza.

[seguita]


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: venerdì 26 agosto 2016, 17:14 
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:lol: :lol:


E fu probabilmente dopo la saldatura degli scambi che il Duce disse:

Noi tireremo diritto


:wink: :wink: ...in attesa della parte III

A NOI!


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: venerdì 26 agosto 2016, 17:43 
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:wink: :wink: :wink: :wink:

Vincere!
M.


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: sabato 27 agosto 2016, 20:23 
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..............."la rotaia e la lama sono entrambi d'acciaio temprato come la fede dei nostri cuori" ............... :lol: :lol: :lol: :lol:

ad majora


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: lunedì 29 agosto 2016, 8:31 
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Italiani!

Smanioso di gettar una lama di luce sulle fatidiche vicende del Ventennio, lusingato dalle lodi ancorchè ingiustamente ricevute, senza indugiare propongo a voi la parte terza ed ultima:


- Nemmeno per sogno. Sarò IO a condurre l’ETR 200 nel cimento fatale che infrangerà la barriera dei duecento all’ora. A me la celerità, a me la snellezza, a me la possanza di codesto veicolo su rotaja, vanto dell’operosità dell’industria autarchica del Paese, onore dell’eccellenza della tecnica e della scianza Italiane, testimone audacissimo del fervore fascista della nostra Patria invitta, ora e sempre! PAVANATI! A tutti diremo ch’il treno sarà condotto da quel tal Cervellati: soltanto al trionfale arrivo nella città pontina mi svelerò, isporgendomi dal finestrino della cabina di guida in camicia nera! (e qui dette una gran manganellata sullo scrittojo).

Cosa poté la saggia prudenza del Pavanati contro l’audacia e lo sprezzo del pericolo così prepotentemente manifestati dal Dux? Nulla.
Una volta giunto il momento fatale, celato ne’ panni del macchinista Cervellati, coadiuvato dal Pavanati ubicato al Suo fianco a guisa di ajuto macchinista, trovavasi il Duce colla mano fremente sulla manetta del combinatore. Alle loro terga l’ingegner Bianchi, sfilata la matita mal temprata da dietro l’orecchio, compitava calcoli su calcoli.

- Capostazione, spicciati a darmi il via libera, boja d’un mond leder! E voi, Bianchi: non mi fido de’ vostri conti. Voglio ch’il voltaggio venga innalzato sino a 4500 Volta, sì da non rischiar di fallar il cimento: datene l’ordine prima che si parta, perdiana!

- Ma, Eccellenza …

Il rimbombar del manganello sulla paratoja della cabina, non disgiunto dall’avvertimento: “badate, Bianchi …“ risolse qualsivoglia dubbio. Alzaron il voltaggio gli operatori delle sottostazioni, dette il via libera il capostazione, si segnò colla Croce il Bianchi timoroso, toccossi fugacemente i virili attributi il Pavanati …
Tempestiva come una nerbata la mano mancina del Duce saggiò le tacche del reostato escludendone via via gli elementi, mentre la mano dritta si cimentava col combinatore.
Veemente, possente, inarrestabile l’ETR s’avventò fragoroso sulle rotaje, bramoso di porre il suggello ch’affermasse, ora e sempre, il predomino assoluto d’Italia sull’altre potenze, ancorché alleate. Ad ogni stazione drappelli d’avanguardisti porgevan il saluto; ad ogni casello l’agente di guardia prorompeva un’ EJA; ad ogni balcone delle città attraversate, massaje festanti sventolavan i grembiuli.

- Eccellenza, non per portar jella o jattura, ma mi par d’odorare puzzo di bruciato … non staran forse soffrendo i motori, così duramente cimentati?

- Manco per sogno, Pavanati. Non percepisci l’orgoglio d’elettroni ed joni, infinitamente minuscoli partecipi dell’impresa, che alla velocità della luce percorron instancabili le spire di rame de’ motori? Bubbole, Pavanati: tutto procede pel meglio. E se poi accadesse qualcosa di nefasto, il Bianchi qui presente ne pagherebbe senza indugio le conseguenze: no, non abbiam nulla da temere. Seguitare! Procedere! Vincere!

Tuttavia, per una volta, il Pavanati aveva visto (anzi: odorato) giusto. Nel mentre ch’il treno divorava le rotaje a ducento chilometri l’ora, il formidabile calore sprigionato negli avvolgimenti elettrici, non adusi a siffatto voltaggio, tradimentoso peggio della carie de’ denti molari inesorabilmente coceva la bachelite degli isolamenti. Sin quando l’isolante suddetto, non più sopportando l’ingiuria, simultaneamente ne’ sei motori, alfin prese foco.

- All’armi! Bruciamo! Deh, un vile attentato! Di sicuro l’anarchico Mengozzi … PAVANATI ! Chi t’ha autorizzato? Via la mano dal freno, perdiana!

- Ma, Duce …

- Mancan soli chilometri due a Latina, boja d’un mond leder! Ce la faremo! Vincere !!!

Il Duce, com’è ben noto, non s’arrendeva mai: l’ETR proseguì implacabile la corsa, avvolto dal fumo, colle vampe ch’uscivan d’ambo i lati appiccando il foco alle divise di avanguardisti e squadristi che, sulle banchine, romanamente salutavano il convoglio che fragoroso irrompeva nelle stazioni.

Mancavan soli metri cinquecento alla meta quando, con un lampo accecante, il separatore d’Arbela posto sull’imperiale rese l’anima a Dio. Il treno, oramai privo di forza vitale, procedé sull’abbrivio penetrando, finalmente, nella stazione pontina. Quivi fendette due ali di popolo osannante, spontaneamente convenuto pell’occasione, e quando esso s’arrestò centomila tacchi fecero un solo TOC, centomila braccia scattarono nel saluto Romano, centomila bocche proruppero nel grido fatale:

DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE! DU-CE!

Orgoglioso, trionfante, il petto in fuori, il mento proteso innanzi, lo sguardo sprezzante, il Dux dischiuse il finestrino e, mentre la folla taceva da non sentirsi volare un mosca, esclamò:

- Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del regno d'Albania! Ascoltate! Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra Patria. L'ora delle decisioni irrevocabili! La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia! Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo Italiano!

- Pssst … Duce, avete sbagliato discorso! Non è ancora giunta l’ora d’attaccar battaglia!

- Hai ragione, perdiana. (Rivolto alla folla:) Camerati: scherzavo, boja d’un mond leder! Suvvia, si dia di piglio a tortellini e cotica di majale, ch’abbiam fatto le ore una! Pavanati!

- Sono costernato, Eccellenza … il calore de’ motori arroventati, ed il gran fumo, han irrimediabilmente guastato le derrate pronte all’uso nella carrozza ristorante. Tortellini, zampone, cotechino, lenticchie, ciccioli fritti, lambrusco … non resta più nulla, tranne codesta piadina, un po’ bruciacchiata ma ancor quasi intatta: essa è per Voi, Duce.

- Fanne l’uso che sai di quella piadina, perdiana, boja d’un mond leder!! Tutta colpa del Bianchi, che volle impudentemente alzar il voltaggio oltre i limiti dell’osabile! PAVANATI ! A me il manganello numero 3, quello elettrodinamico, coll’impugnatura d’ebano e l’estremità caricata a diecimila Volta!

La collera del Duce, in ispecie collo stomaco vuoto, è cosa da non augurare a nessuno. Si scagliò egli, brandendo il manganello n. 3, sull’orme dell’ingegner Bianchi, che terrorizzato correva a perdifiato sclamando:

- Non adiratevi, Eccellenza! Fallimmo coll’elettrico: vinceremo col Diesel! Ho già pronto un progetto, trattasi d’un motore turbocompresso che …

PIM! PUM! PAM! Le note del manganello conclusero la vicenda, che al ricordarla, mi prende un groppo alla gola da non riuscire più a scrivere!

Alla prossima, camerati! Vincere!


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: lunedì 29 agosto 2016, 13:39 
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Iscritto il: martedì 28 marzo 2006, 17:03
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E vinceremo!


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: lunedì 29 agosto 2016, 17:43 
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:lol: :lol: :lol:

...grazie camerata Alalà... ...per aver reso nota questa importantissima pagina di storia...

A NOI!


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 Oggetto del messaggio: Re: 1937 - 2017: ci si prepari all'Anniversario!
MessaggioInviato: domenica 4 settembre 2016, 0:29 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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Località: Faenza
TAC

Alalà, ho una missiva da recapitarVi.
Allo scopo di mantenere viva la verità della Sua cronaca, degna dell' Istitvto Lvce del tempo che fù, comunico che l' allocuzione "... boja d’un mond leder ...", denota accento bolognese.

Quì in Romagna, patria natìa del Duce, e zone ad essa limitrofe, si dice "boja d' un mond ledar".


Stefano Minghetti


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