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 Oggetto del messaggio: risposta a marco 58
MessaggioInviato: giovedì 21 agosto 2008, 0:15 
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Iscritto il: mercoledì 6 agosto 2008, 23:49
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Si, dovrei averlo da qualche parte.
Come tutti i libri HOEPLI, e molto ricco e dettagliato, anche se ormai, ha valore storico in quanto gli argomenti trattati, sono tecnologicamente del passato. Comunque interessante!
Ciao marco.


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 Oggetto del messaggio: Re: Risposta a baroni, marco 58, giancarlo.
MessaggioInviato: giovedì 21 agosto 2008, 0:22 
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Iscritto il: domenica 15 gennaio 2006, 0:52
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Andrea 402 ha scritto:
Ora, mettiamo questa pila per un lungo periodo in aria, senza collegarla a nessun utilizzatore; dopo undi tempo, la pila si scricherà. come mai? La risposta è che l'aria, anche se è un ottimo isolante, permette sempre una piccolissima migrazione di elettroni dal polo positivo verso il polo negativo


Si scarica anche perchè l'impasto umido di biossido di manganese e altre sostanze della pila (zinco-carbone) ..prima o poi si secca.
Per normale utilizzo o per prolungato stoccaggio. Magari al sole.


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MessaggioInviato: giovedì 21 agosto 2008, 5:56 
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Località: pianeta Terra - Firenze
vediamo se torna questa analogia con la batteria delle auto che ha il polo negativo collegato a massa alla carrozzeria:
la batteria sta alla sottostazione come la carrozzeria sta a tutto il sistema dei binari.
ciao
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MessaggioInviato: giovedì 21 agosto 2008, 11:06 
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Grosso modo si, infatti, si può paragonare il teleio dell'auto al circuito di ritorno TE, composto dall'insieme dei binari. In più abbiamo, però, i collegamenti di terra che non trovano paragone nell'auto.


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MessaggioInviato: giovedì 21 agosto 2008, 11:30 
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un paragone lo si potrebbe fare con quella piccola appendice di gomma, forse con del metalle dentro, che una volta si usava facoltativamente appendere alle auto e che scrisciava per terra. a me dicevano che era per evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche e impedire che l'occupande dell'auto prendesse una bella briscola non appena scendeva posando il piede a terra.
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 Oggetto del messaggio: risposta a baroni
MessaggioInviato: giovedì 21 agosto 2008, 17:46 
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Iscritto il: mercoledì 6 agosto 2008, 23:49
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Ti hanno detto giusto!
la striscia di gomma con anima in rame, serve a scaricare le cariche elettrostatiche, formatesi per attrito con l'aria. Ne sono equipaggiati per legge, tutti i veicoli per trasporto di materiali infiammabili (ovviamente su gomma). L'automobile, diventa un vero e proprio condensatore caricato positivamente; quando tocchiamo terra e la carrozzeria, ne permettiamo la rapida scarica, avvertendo la scossa ( facciamo da scarico a terra). Con questo principio di ionizzazione per attrito, nascono i fulmini.


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MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2008, 18:59 
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Località: pianeta Terra - Firenze
mi è venuto un altro dubbio-quiz per elettrotecnici: supponiamo che un piccione si posi sulla linea di contatto a 3000 volt. è chiaro che anche lui diventa equipotenziale alla linea e quindi a 3000 volt. supponiamo che spicchi il volo, a che potenziale è appena dopo che si è staccato dalla linea?
ciao
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 Oggetto del messaggio: Risposta a baroni
MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2008, 19:55 
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Iscritto il: mercoledì 6 agosto 2008, 23:49
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Torna semplicemente a potenziale nullo.
Si potrebbe pensare che possa mantenere lo steso potenziale della conduttura in tensione, ma non è cosi. Se cosi fosse, quando si poserebbe a terra, o vicino ad un altro oggetto, a potenziale diverso, verrebbe incenerito da una scarica verso massa. Chiudendo il discorso, torna equipotenziale con la terra.


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MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2008, 23:26 
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Località: Hogwarts 9¾
giusto, perchè il piccione non è un condensatore.. :mrgreen:


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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 8:36 
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Iscritto il: lunedì 2 aprile 2007, 9:26
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Località: TRINO VERCELLESE (dalle parti di Alexgaia)
facchino ha scritto:
giusto, perchè il piccione non è un condensatore.. :mrgreen:
:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
UA :?


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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 17:16 
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Iscritto il: giovedì 15 febbraio 2007, 15:24
Messaggi: 155
Località: Erba (CO)
facchino ha scritto:
giusto, perchè il piccione non è un condensatore.. :mrgreen:

Sbagliato, in realta' il sistema terra-piccione e' un condensatore, ma,
dato che ad esagerare non arriva nemmeno ad una frazione di pF di capacita', la carica accumulata e' talmente irrisoria che qunado si posa di nuovo a terra probabilmente non sente nemmeno il solletico.
Ora proporrei io un nuovo quesito per chi ha voglia di farsi male ...
Calcolare la capacita' C del piccione supponendolo di forma sferica di diciamo 5 cm di diametro, posto a 6 m da terra (seconda armatura) e come dielettrico aria.
Una volta noto C si puo calcolare la carica q = CV = C*3000 :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 6:07 
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Messaggi: 689
Località: pianeta Terra - Firenze
in effetti il piccione quando si riposa a terra per la prima volta dovrebbe sentire esattamente quello che ha sentito quando si è posato sul filo a 3000 volt. nel senso che se non ha sentito nulla allora non sente nemmeno nulla quando si riposa a terra perchè la differenza di potenziale con ciò che tocca è sempre 3000 volt.
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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 7:21 
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L'aria come dielettrico di un condensatore si comporta piuttosto male, anche riuscendo a fare un condensatore di capacità consistente, una volta staccato dall'alimentazione non manterrebbe per molto la sua carica, l'aria tra le armature è mobile, e le cariche si disperdono.

Può darsi che il piccione si elettrizzi di più a causa dello strofinamento aria-piume durante il volo, che non entrando in contato con il 3kV.


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 9:41 
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Iscritto il: mercoledì 24 gennaio 2007, 11:50
Messaggi: 1551
Località: Venezia
Strabiliante.
Si era partiti con una domanda un po' ingenua e mal posta sulla trazione elettrica ferroviaria, con immediato seguito di risposte piccate e stracciamento di vesti per la mancanza di cultura.
Si era proseguito, nonostante tutto, con spiegazioni sensate e dettagliate sull'argomento della domanda, addentrandosi in questioni molto interessanti riguardo alle particolarità della ferrovia.
Si è approdati a spaccare il capello in quattro sulla possibilità che un piccione, col suo frullo di ali pennute, possa comportarsi come un condensatore volante... roba degna dei Monty Pithon!
:lol:

Ciao
Andy

p.s.: se qualcuno, stanco di circuiti elettrici ferroviari, volesse tentare qualche esperimento sul piccion-condensatore, venga pure qui a Venezia, che c'è materiale in abbondanza. Cacciari in persona darà un attestato di benemerenza scientifica a chi si porta cinque o sei colombi a casa (a Venezia non chiamateli piccioni, nessuno capirebbe) per addestrarli a fare un voletto sulla catenaria e poi di nuovo a terra, su un'apposita piazzola di atterraggio attrezzata per misure elettriche.


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 10:00 
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Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 13:31
Messaggi: 1725
Località: Roma
andicoc ha scritto:
Strabiliante.
..... Cacciari in persona darà un attestato di benemerenza scientifica a chi si porta cinque o sei colombi a casa (a Venezia non chiamateli piccioni, nessuno capirebbe) per addestrarli a fare un voletto sulla catenaria e poi di nuovo a terra, su un'apposita piazzola di atterraggio attrezzata per misure elettriche.

Ho idea che Cacciari più che sapere di quanti pF (picofarad) è la capacità di un "colombo", sarebbe contento che quei pennuti rimanessero segregati, magari in pentola.
Duretti?


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