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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: sabato 8 luglio 2017, 23:27 
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Sì, stavo proprio pensando ad Arduino.
Ho qualche esperienza anche con ARM a 32 bits, ma Arduino è un set di hardware ed IDE che potrebbe continuare ad essere reperibile (con l evoluzioni future) anche per altri 30 anni.
E chi mi succederà (al momento ho 60 anni, e frà altri 30 ...) potrà eventualmente disporre di ricambi senza dover rifare tutto.


Stefano Minghetti

p.s. per toccare un argomento a tè caro : a Chiusa non c' è mai stata una fonderia, ma c' era a Bolzano.
Passando in treno vidi all'interno una 740 che vi manovrava. Faceva poco fumo rispetto a tutto il resto ...


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: domenica 9 luglio 2017, 13:40 
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Pensavo anch'io a un bel PIC, ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni, e Microchip stessa pensa a modelli che possano sostituire agevolmente prodotti fuori produzione. Si programma in C, il programmatore si trova per pochi soldi dalla stessa Microchip, e le funzionalità disponibili sono tantissime.


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: lunedì 10 luglio 2017, 22:23 
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Bomby ha scritto:
Pensavo anch'io a un bel PIC ...


E' un candidato anch' esso.
Oppure un AVR ...
Vi terrò informati.
Ciao


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: venerdì 14 luglio 2017, 22:32 
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ste.klausen21 ha scritto:
p.s. per toccare un argomento a te caro : a Chiusa non c' è mai stata una fonderia, ma c' era a Bolzano.
Passando in treno vidi all'interno una 740 che vi manovrava. Faceva poco fumo rispetto a tutto il resto ...

Sai la fonderia bolzanina di chi fosse?
Probabilmente era lì perchè operava con forni elettrici e lì era facile disporre di energia elettrica; per il recupero di rottame i forni elettrici sono ormai universali, ma avevo letto che c'era qualche modo di usare il forno elettrico per la raffinazione, come sostituto del forno Martin, specie dove la corrente fosse stata più reperibile dei combustibili liquidi o gassosi (d'altro canto, che il calore venisse da combustione o da arco elettrico, poca differenza in teoria ci sarebbe stata).


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: venerdì 14 luglio 2017, 23:21 
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Sì, navigando in internet ho trovato :
http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cro ... 1.14984676

parla di un libro su di esse. E parla di disponibilità di energia elettrica e di facilità di importare rottami dalla Germania come materia prima.
Nei miei ricordi ci sono :
- da adolescente : la pubblicità della lametta Superinox Bolzano (non avevo idea di come fosse Bolzano, ed erano i tempi del trifase)
- da ragazzo : fumi bianchi e fumi scuri, assieme ad una Gr 740 che manovrava, visti passando in treno

Ora ci sono ancora, ma sono passate di mano e si chiamano Acciaierie Valbruna.
Vedendole con Google maps, si nota come non potessero avere altoforni, a causa dello spazio ristretto.


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: sabato 15 luglio 2017, 8:20 
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Di Lama Bolzano ricordo il loro stand alla fiera campionaria di Milano : avevano un piccolo stand tutto vetrato lungo il viale principale , in cui c'era un plastico feroviario tutto materiale Fleishmann . Sul plastico c'era riprodotto lo stabilimento Lama Bolzano , in cui entrava un treno di carri aperti e poco dopo ne usciva uno uguale caricato con le lamette e negli ultimi anni rasoi usa e getta , che tra l'altro usai anche io a militare perche' erano quelli che passava l'esercito .


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: sabato 15 luglio 2017, 21:53 
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ste.klausen21 ha scritto:
Ora ci sono ancora, ma sono passate di mano e si chiamano Acciaierie Valbruna.
Vedendole con Google maps, si nota come non potessero avere altoforni, a causa dello spazio ristretto.


Operando a riciclo, basta meno spazio, ma davvero meno: lo spazio dove mettere il rottame è quello maggiore.
Non so per quelle, ma di solito i forni operano di notte per la maggior disponibilità di energia. Quando si può, perchè quel tipo di forno elettrico è rumorosissimo e bisogna tenere conto di dove si trovi l'impianto. Ho conosciuto uno che ha lavorato in un impianto simile e mi ha descrito cosa si prova con questa frase:
Cita:
Hai presente un fulmine che cade a venti metri da te? Per tre o quattro ore di continuo.

Ho visto qualcosa di simile in una puntata dei documentari americani Dirty jobs (lavori sporchi): erano andati proprio in un'acciaieria di questo tipo e quando gli addetti hanno fatto calare i tre elettrodi nel forno, l'immagine ha tremato, non so se per l'onda d'urto dell'innesco dell'arco o per le interferenze elettriche sulla telecamera. :shock:
Di solito, dal forno elettrico si va alla colata continua e poi al laminatoio (se presente), per cui l'azienda può essere piuttosto compatta.
Quindi in un impianto del genere ci vanno bene carri aperti carichi di rottame in ingresso, carri per coils o pianali con billette in uscita (a seconda che il laminatoio ci sia o no)... Il pianale è proprio un carro per tutte le stagioni :wink:
E il forno elettrico sta al chiuso (ovviamente), basta lasciar intuire dove stia. :wink: :wink:
L'idea degli edifici sostituibili appare sempre più interessante...


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: domenica 16 luglio 2017, 15:18 
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Nello stesso capannone (acciaieria)vi sono, il forno di fusione del materiale, 2 forni di rafinazione, la colata continua .Il materiale ferroso non è piu' trasportato da carri ferroviari,ma da camion.Fino alla fine degli anni 60 circa , il materiale veniva trsportato da carri delle fs, trainato da una loco tipo 835 fs,poi agli inizi del 1970 fino meta' anni 80 il trasporto dei carri era affidato alla 245 fs,all'interno dello stabilimento i carri venivano spostati da loco diesel tipo koff.Il forno è alimentato da un trafo trifase dalla potenza di 45Mw a 63Kv(primario),il secondario a tensione variabile tramite il variatore ,con correnti di 50 Ka.Il laminatoio si trova in un altro reparto.


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: mercoledì 19 luglio 2017, 15:25 
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ment51 ha scritto:
Il materiale ferroso non è piu' trasportato da carri ferroviari,ma da camion.

Ecco... uno dei motivi perchè io non faccio ambientazione italiana... :wink:

PS: qualcuno ha qualche foto dell'impianto quando ancora riceveva e spediva coi treni?


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: giovedì 20 luglio 2017, 23:06 
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Tornando a Klausen21.

La struttura del plastico è in una specie di tamburato in legno, poggiante su due filaroli (due travetti in legno a sezione rettangolare).
Il tutto poggia su tre piloni, di cui il centrale contiene la parte elettrica.

Nel corso degli ultimi due anni, come avevo già riferito, abbiamo avuto tre alluvioni, ovvero dai 30 ai 50 cm di acqua.
I piloni a mollo si sono deteriorati.

Trasferito il plastico nella nuova sistemazione, è stato poggiato su cavalletti provvisori (come si fà coi rotabili a carrelli), i piloni sono stati rifatti e verniciati.
Quello centrale, con la parte elettrica, si era parzialmente sbriciolato nel trasportarlo verso la falegnameria.
Vedere la parte elettrica in quello stato, è stato un colpo al cuore.
Allegato:
2017-04-22 15.32al 33 Percento - pilone centrale con parte elettrica rovinato.JPG
2017-04-22 15.32al 33 Percento - pilone centrale con parte elettrica rovinato.JPG [ 74.88 KiB | Osservato 6348 volte ]

Poi sono stati rifatti i piloni e verniciati.
A quel punto è stato ricomposto il tutto, rimontando anche la parte elettrica nel nuovo pilone centrale.

Ora Klausen21 funziona nuovamente.
Resta da sistemare il processore dell' ACEI della cintura che, come comunicai qualche intervento fà, coi suoi oltre trent' anni, inizia a soffrire di un po' di Alzhaimer.

Però, nella circolazione comandata manualmente, funziona !!
Ora dobbiamo fare manutenzione ai convogli.

In programma c' è di aprirlo al pubblico. potrebbe essere già in questo anno.
Vi terrò informati.


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: sabato 22 luglio 2017, 21:47 
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Quella roba marroncina che si vede nella foto sarebbe il legno marcito che avvolgeva il contenitore delle parti elettriche?
Sei in grado di mettere uno schema di come era costruito e piazzato (una foto è più difficile da comprendere)?


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: domenica 23 luglio 2017, 0:07 
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snajper ha scritto:
Quella roba marroncina che si vede nella foto sarebbe il legno marcito che avvolgeva il contenitore delle parti elettriche?

Era il pilone centrale originale, contenente la parte elettrica.
Ecco un disegno della disposizione della parte elettrica, riportata nel nuovo pilone :
Allegato:
dis_klausen21disposizioneCablaggioAl20percentoCommentata_V1-01.JPG
dis_klausen21disposizioneCablaggioAl20percentoCommentata_V1-01.JPG [ 108.48 KiB | Osservato 6205 volte ]

Ed ecco la nuova sistemazione del plastico (foto da cellulare, quindi di scarsa risoluzione) :
Allegato:
2017-06-30 19.35al 50Percento - sistemazione a Forlì 30-06-2017.JPG
2017-06-30 19.35al 50Percento - sistemazione a Forlì 30-06-2017.JPG [ 69.45 KiB | Osservato 6205 volte ]


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: mercoledì 26 luglio 2017, 23:16 
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snajper ha scritto:
Sei in grado di mettere uno schema di come era costruito e piazzato (una foto è più difficile da comprendere)?

Non sò se il mio disegno sopra (prima della foto) risponde alla tua domanda.
In caso tu abbia altre domande, sono quà.


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: mercoledì 26 luglio 2017, 23:37 
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ste.klausen21 ha scritto:
snajper ha scritto:
Sei in grado di mettere uno schema di come era costruito e piazzato (una foto è più difficile da comprendere)?

Non sò se il mio disegno sopra (prima della foto) risponde alla tua domanda.
In caso tu abbia altre domande, sono quà.


Stefano Minghetti

Ho compreso, adesso. Quante ore (o mesi?) di lavoro aveva portato via quella parte elettrica/elettronica? E il restauro, invece?
Normalmente a restaurare ci si mette molto di più che rifare nuovo, anche in elettronica...


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 Oggetto del messaggio: Re: PLASTICO: Klausen21
MessaggioInviato: venerdì 28 luglio 2017, 16:55 
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LA COSTRUZIONE
Si è svolta, principalmente, nelle seguenti fasi :
1981 : in settembre ci siamo conosciuti in un gruppo di modellisti di Faenza, ed in 4 .. 5 abbiamo iniziato ad ipotizzare un nuovo tipo di plastico
1982 : terminata l'ideazione ed il progetto di massima, è iniziata la costruzione
1983 : terminata la parte strutturale, binari, impianto elettrico, paesaggio, in Aprile abbiamo partecipato alla manifestazione S. Marino in Treno
1985 : attivazione piccolo ACEI per la parte nascosta
1990 e segg. : messa a punto del programma di circolazione ad orario (Z80 con videoterminali in bianco e nero)

Nei primi due .. tre anni dedicavamo tutte le sere, dalle 20:30 circa fino a mezzanotte, a volte l' una
Eravamo molto più giovani. Io avevo venticinque anni; Piero ed altri, circa quaranta.
La velocità di costruzione è dovuta, principalmente, alla bravura organizzativa di Piero.

IL RESTAURO
Con Piero avevamo già pianificato un restauro delle parti che si erano bagnate.
Con la sua scomparsa è anche sorta la necessità di traslocare il plastico, e questo era il punto con più incognite.
Abbiamo trovato aiuto negli amici di Forlì, e così la nuova sistemazione è assicuata. Sarà anche possibile, eventualmente, portarlo a manifestazioni.

Il restauro è stato impegnativo, ma non difficile.
Alcuni moduli di blocco automatico erano stati in acqua,e li asciugammo immediatamente con cura.
Fortunatamente i pannelli che reggono le parti elettriche sono autoportanti, cioè la parte elettrica non è ancorata direttamente al pilone che la contiene.
Anche rimontarlo dentro il nuovo pilone, uguale al precedente, non è stato difficile.

Il rifacimento dei piloni è stato opera di Carlo, l' amico falegname. Per lui è stato facile.
Poi li abbiamo semplicemente verniciati. Ho chiesto consulenza al mio babbo, che dipinge, per scegliere il colore rosso, in modo che fosse uguale a quello delle parti che non richiedevano riverniciatura.

Questo è il restauro fatto.
Ora resta da fare un po' di manutenzione ai rotabili e sistemare la parte elettronica di cui qualche intervento sopra.
Ad alcuni carri si sono leggermente allargate le boccole, forse effetto di essere stati un giorno sott' acqua !!!
A suo tempo asciugammo con cura tutti i treni. Per fortuna le locomotive erano in altre scatole, non interessate dall' acqua.

FUTURO
Nei programmi c' è la continuaazione della ricerca sui rotabili dell'epoca. Grazie ai filetti "Carrozze straniere in Italia ep. I e II" e "Treni in Val Pusteria e Venosta", ma soprattutto alla preziosa collaborazione di fermod su questo forum.

Poi, la continuazione della messa a punto dell'orario per funzionare con 8 convogli anzichè con 7. Questo richiederà qualche anno, credo.
Con 8 convogli potrebbe essere possibile mettere in servizio un' altra composizione di diretto internazionale. Vedremo ...


Stefano Minghetti


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