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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: lunedì 11 febbraio 2019, 15:32 
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In alcune edicole di Roma è già finito!
Chi lo vuole, si deve affrettare!


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: lunedì 11 febbraio 2019, 16:41 
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Io a Torino faccio fatica a trovare un'edicola (quartieri Santa Rita e Mirafiori Nord) che lo abbia! Però attenzione: non perché sia già finito ma perché - stando alle dichiarazioni del personale - non viene proprio consegnato. Ho provato addirittura all'edicola del centro commerciale 'Le Gru' e nulla.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: martedì 12 febbraio 2019, 23:30 
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Non mi sembra molto ben riuscito.... ci sono cose che non mi convincono nei progetti illustrati a livello di pendenze, raggi delle curve e rispetto delle sagome minime NEM. Sempre pronto a ricredermi.
Un saluto.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: mercoledì 13 febbraio 2019, 9:27 
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canespinone ha scritto:
Non mi sembra molto ben riuscito.... ci sono cose che non mi convincono nei progetti illustrati a livello di pendenze, raggi delle curve e rispetto delle sagome minime NEM. Sempre pronto a ricredermi.

Egregio Canespinone,
non c'è dubbio che la progettazione di un plastico sia sempre una bellissima sfida.
Noi (più che altro Antonio Federici) che lo facciamo da anni, cerchiamo sia per quelli che la Duegi ha la bontà di pubblicare, sia per quelli che facciamo su richiesta, sia per i nostri, di stare attenti a tutto. Ma certamente l'errore ci può scappare, anche se, in genere, i progetti da pubblicare vengono TUTTI disegnati al CAD , quindi, provati.
E la critica non deve affatto dispiacere. Anzi deve essere incoraggiata.
Conseguentemente io ti prego di evidenziare dove c'è scappato l'errore. Saremo ben lieti di scusarci e, se possibile, correggerlo.
Vedi: quando noi pensiamo ad un plastico, lo facciamo come se fossimo noi, poi a doverlo costruire. Mentre, invece, sappiamo bene purtroppo che la maggior parte di coloro che leggono (se lo leggono e non guardano soltanto le figure) non costruiranno mai un plastico, ma si limiteranno ad accumulare del materiale e, al massimo, essere leoni da tastiera.
Per fortuna, però, sappiamo anche che c'è, invece, una bella parte che si diverte, magari critica ma, soprattutto, sogna!


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: mercoledì 13 febbraio 2019, 21:45 
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Ora scriverò delle cose, ma l'intendo è quello di “fare accademia” non certo quello di fare polemica . Chi volesse interpretarle in quest'ultimo modo pur di aprire la solita litania sulle liti da tastiera, è pregato di soprassedere.

Con tale premessa, partendo per esempio dall'inizio e parlando di Fiorano 2 (Fiorano+tram pagg. 12-13), quale dovrebbe essere la pendenza della linea tranviaria che partendo dal piazzale esterno in soli (circa) 50 cm dovrebbe riuscire a sottopassare la linea FS dopo aver:
-attraversato un PL in curva e con linea di intersezione della strada surreale;
-incontrato un deviatoio con uscita che sembra quasi a doppia curva (magari lo si voleva immaginare a Y ma con quegli spazi e quei raggi mi sembra complicato). E potrei continuare parlando dellla disposizione dei binari del modulo di Altavilla, ma nel caso ne riparleremo.

Parlando invece Galdo/Sellana (da pag 21), quali sarebbero le quote del cappio livello 0, di Galdo livello 1 e di Sellana livello 2 per fare in modo che le pendenze siano accettabili (specie con quel raggio dell'elicoidale) rispettando al contempo sempre la NEM 104 in particolare per le aste di Sellana lato piattaforma girevole?

E potrei continuare, ma per evitare fraintendimenti per ora mi fermo qui con il solo appunto che forse, illustrando a dei lettori dei progetti, sarebbe il caso di corredare gli articoli di disegni più puntuali degli stessi, evidenziando una scala dimensionale graduata che consenta di poter “interloquire” meglio con le dimensioni (esplicitando il rapporto di scala del disegno), i raggi delle curve e le pendenze delle livellette.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2019, 12:23 
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Egregio Canespinone, anche io rispondo per "fare accademia" e parlare - sempre con piacere - delle cose che ci piacciono di più.
Sono andato a rivedere i due plastici per i quali tu hai qualche dubbio rispetto alle pendenze. In merito al primo osservo che una tranvia non rispetta le pendenze di una ferrovia. Pertanto in circa due metri di linea ci sarebbero circa 8 centimetri di discesa, il che sarebbe un 40/1000, assolutamente compatibile con un raccordo industriale che vedrebbe, al più, uno o due carri scendere o salire.
Non dobbiamo dimenticare che la FCU, nel tratto Perugia Ponte-Perugia S.Anna ha (o meglio aveva, in attesa del rifacimento) tratti al 60/1000 ad aderenza naturale. Ed è una ferrovia!
Quanto all'altro plastico, posso rispondere che lo scartamento ridotto utilizza pendenze e curve ben più severe dello scartamento normale. Ma questo mi pare che tu lo sappia bene. Posso anche dire che si tratta di un plastico che esiste veramente, e che non ha, nell'uso corrente, avuto problemi di trazione o, peggio, di urti tra rotabili per mancato rispetto del "gabarit". Se poi siano o non siano state rispettate le norme NEM o altro nella costruzione non saprei dirti. So solo che è sempre molto ammirato (e perfettamente funzionante) nel negozio di un amico.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2019, 14:32 
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davscarna ha scritto:
Io a Torino faccio fatica a trovare un'edicola (quartieri Santa Rita e Mirafiori Nord) che lo abbia! Però attenzione: non perché sia già finito ma perché - stando alle dichiarazioni del personale - non viene proprio consegnato. Ho provato addirittura all'edicola del centro commerciale 'Le Gru' e nulla.


Devo rettificare quanto sopra detto! Al giornalaio 'La Meta' de Le Gru è ora disponibile il volume di cui si parla!


Ultima modifica di davscarna il giovedì 14 febbraio 2019, 14:39, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2019, 14:38 
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canespinone ha scritto:
...sarebbe il caso di corredare gli articoli di disegni più puntuali degli stessi...


Questa è una cosa che ho notato anche io. Tutti i progetti esposti hanno delle grafiche molto belle però a livello tecnico sono un po' ridotti all'osso: mancanza di quotature, non si specifica in una distinta base l'armamento usato e dove lo si è usato. Però posso capire la politica di questa pubblicazione: se si vuole vendere si deve accettare un compromesso qualità-prezzo; per cui si tratta di sottostare a delle scelte più o meno criticabili. Io, nel mio piccolo, avrei preferito pagare il fascicolo cinque euro in più e con almeno un'altra quindicina di pagine ma avere dei progetti illustrati a regola d'arte.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: venerdì 15 febbraio 2019, 15:58 
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Una premessa, io ho dubbi, seri, su molti dei progetti proposti non solo su quelli di cui ho proposto una analisi. Come ho scritto chiaramente, ho circoscritto l'ambito di “dibattito accademico” ai primi due solo per non trasformare il confronto in una sorta di “crociata” contro il lavoro che ho acquistato.

Per continuare il confronto e rispondere con chiarezza, bisogna purtroppo tornare alle già evidenziate critiche al testo del manualetto. Dato che come già fatto notare nei disegni non ci sono misure, per ricavarle bisogna andare per deduzione cercando tra le righe. Tre pagine dopo Fiorano, parlando di Altavilla spiegate che quel modulo misura 280x50/60. Se ne deduce allora che Fiorano misura 250x60 e a meno di non immaginare un piazzale esterno al FV a gradoni, non credo che la tranvia disponga di 200cm di discesa per sottopassare la linea FS. Questo perchè le due linee sono raccordate tra loro e almeno nella zona dei deviatoi dovranno avere quote simili. Partendo dal fatto che Fiorano dovrebbe essere, come tutte le stazioni, in piano (ma non ci sono quote e il tutto va immaginato), dire che lo spazio a disposizione per la discesa è di 2 metri secondo me NON è molto corretto. Guardando la disposizione del piazzale, considerando la rimessa del tram e il raccordo con il Consorzio, lo spazio a disposizione è di 50 cm o al limite, proprio esagerando, di 100 cm. Con le pendenze dunque non ci siamo a mio avviso. Ma sarei curioso di vedere delle quote....

Parlando del secondo plastico va invece smentita l'affermazione secondo cui lo “scartamento ridotto utilizza pendenze […] ben più severe dello scartamento normale”. Questo poteva essere vero prima dell'illuminazione delle carrozze, ma ora questo assunto va dimenticato, perchè le carrozze in H0e sono “frenate” quanto quelle in H0. Sulle capacità di arrampicata delle Emmine potremmo poi aprire una discussione a parte, ma rimando a quelle già presenti sul forum.

Anche tralasciando queste premesse, la risposta mi è sembrata svicolare sibillinamente sul tema proposto che, oltre alle quote generali, ne presentava una specifica. Infatti il plastico di Sabatini, presentato a suo tempo dalla rivista Itreni (nr. 130 ottobre 1991), non ha le aste di manovra e in particolare non ha le due aste lato piattaforma girevole, quelle che mi sembrano particolarmente “basse”. Nel plastico di Sabatini la stazione superiore è molto decentratra dall'elicoide e secondo me il motivo è proprio quello della sagoma.

Infine, ritornando sulla questione delle norme NEM, proporre nel 2019 (a 28 anni di distanza dal 1991) un progetto che non rispetti tali norme, ha un qualche senso compiuto? Secondo me no, a meno di non specificarlo. Mi piace molto l'idea dell'editore di fare divulgazione (e lo ringrazio anche per questo spazio di approfondimento che ci offre), ma se non è di qualità il valore della divulgazione si perde, temo insieme ai clienti.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: sabato 16 febbraio 2019, 9:30 
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Iscritto il: mercoledì 17 ottobre 2018, 19:21
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Ho appena finito di gustarmi questo bel volumetto.
Per me davvero ben fatto e completo.
Non sono d'accordo con gli interventi precedenti di critica, anche insistita e fastidiosa, a mio avviso non pertinenti con l'intento della pubblicazione
che va vista nel suo unicum.
Stiamo diventando 'contachiodi' anche sui ... plastici?
Personalmente ho ormai da 25 anni il mio plastico in scala N,fatto per me e come piace a me ... ma il leggere una simile nuova pubblicazione, mi ha fatto piacere, per la completezza e chiarezza delle descrizioni.
E' una fonte di idee, consigli ... cui da solo non sarei mai arrivato: se, poi volessi soffermarmi sulla realizzazione di uno degli impianti suggeriti, ovvio che 'prenderei' per bene le misure e ... da bravo modellista troverei il modo di superare le difficoltà.
D'altra parte ho voluto andare a rivedere le pubblicazioni tedesche MI-BA: quanti di quegli schemi sono davvero realizzabili modellisticamente?
Si è protestato anche con quell'editore?
Suvvia dunque, basta cercare la pagliuzza senza accorgerci della trave che abbiamo nell'occhio...: sapiamo goderci quanto di buono ci viene proposto !
L'intento è di far venir voglia, far prudere le mani ...
Buona Giornata a Voi

Marione


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: sabato 16 febbraio 2019, 11:08 
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Iscritto il: giovedì 21 giugno 2012, 14:23
Messaggi: 3393
Località: Massa Finalese (MO)
canespinone ha scritto:
Una premessa, io ho dubbi, seri, su molti dei progetti proposti non solo su quelli di cui ho proposto una analisi. Come ho scritto chiaramente, ho circoscritto l'ambito di “dibattito accademico” ai primi due solo per non trasformare il confronto in una sorta di “crociata” contro il lavoro che ho acquistato.

Una prima premessa dato che anche io pubblico i miei progetti: chi lo desidera può richiedermi i file originali del software CAD da cui sono stati ricavati i progetti per la rivisita: generalmente questi vengono ricalcati da Benedetto (generalmente in fretta e furia per colpa nostra che ritardiamo a consegnare il lavoro in tempo per la pubblicazione) che quindi in qualche caso può non cogliere una certa finezza inserita nel progetto. Per quel che mi riguarda, salvo dimenticanze e una sbadataggine congenita che mi porta a non accorgermi di cose evidenti per chiunque, controllo bene che non ci siano problemi di quote e simili.

canespinone ha scritto:
Per continuare il confronto e rispondere con chiarezza, bisogna purtroppo tornare alle già evidenziate critiche al testo del manualetto. Dato che come già fatto notare nei disegni non ci sono misure, per ricavarle bisogna andare per deduzione cercando tra le righe.

In che senso? C'è sempre una griglia che di solito è di 50 cm di lato in H0 e 36 in N, in qualche progetto la griglia è di 25 cm. Negli articoli originali questa indicazione c'era, magari è scappata la didascalia nella riedizione dell'articolo; ad ogni modo basta leggere il testo e farsi due conti, anche solo con la dimensione tipica di un deviatoio. Non stiamo parlando di disegni tecnici da rispettare al micron, una minima capacità di adattamento è richiesta e necessaria. Insomma, il disegno deve anche essere oltre che preciso, anche gradevole alla vista del lettore: sappiamo benissimo che difficilmente il progetto verrà riprodotto così come disegnato, ma deve dare uno spunto, un'idea al lettore che possa poi rielaborarla ed inserirla nel suo di progetti, con i suoi vincoli ed i suoi desiderata.
canespinone ha scritto:
Tre pagine dopo Fiorano, parlando di Altavilla spiegate che quel modulo misura 280x50/60. Se ne deduce allora che Fiorano misura 250x60 e a meno di non immaginare un piazzale esterno al FV a gradoni, non credo che la tranvia disponga di 200cm di discesa per sottopassare la linea FS. Questo perchè le due linee sono raccordate tra loro e almeno nella zona dei deviatoi dovranno avere quote simili. Partendo dal fatto che Fiorano dovrebbe essere, come tutte le stazioni, in piano (ma non ci sono quote e il tutto va immaginato), dire che lo spazio a disposizione per la discesa è di 2 metri secondo me NON è molto corretto. Guardando la disposizione del piazzale, considerando la rimessa del tram e il raccordo con il Consorzio, lo spazio a disposizione è di 50 cm o al limite, proprio esagerando, di 100 cm. Con le pendenze dunque non ci siamo a mio avviso. Ma sarei curioso di vedere delle quote....

Beh, non è detto che i deviatoi non possano essere in pendenza: l'unica cosa che importa è che non siano in corrispondenza di un cambio di livelletta. Poi che siano orizzontali o meno, poco importa. Poi nelle tranvie, al vero, sono state da sempre fatte le cose più strane... Probabilmente converrebbe abbassare un po' il piano binari della ferrovia realizzando anche il raccordo tra il fascio FS e il fascio della tranvia in leggera pendenza e mettere poi il raddoppio tramviario a una quota leggermente più bassa del livello stradale (siamo in collina dopotutto); una situazione del genere si verificava a Verona (non mi ricordo se sulle linee per Affi e Garda o se sulle misconosciute linee tranviarie interurbane). Pendenze estreme per una tranvia? Basta pensare alla diramazione tranviaria che raggiungeva Fermo città (nel ciclismo Fermo è nota per le "coste fermane", strade con pendenze ben oltre la doppia cifra percentuale, dei veri e propri muri) sulla ferrovia FAA Porto San Giorgio-Fermo-Amandola: un ramo di 2,31 km al 70 per mille. Oppure la linea per Camerino, che nel tratto finale aveva le medesime caratteristiche, oltre ad avere stazione e deposito dentro ad una chiesa sconsacrata...

canespinone ha scritto:
Parlando del secondo plastico va invece smentita l'affermazione secondo cui lo “scartamento ridotto utilizza pendenze […] ben più severe dello scartamento normale”. Questo poteva essere vero prima dell'illuminazione delle carrozze, ma ora questo assunto va dimenticato, perchè le carrozze in H0e sono “frenate” quanto quelle in H0. Sulle capacità di arrampicata delle Emmine potremmo poi aprire una discussione a parte, ma rimando a quelle già presenti sul forum.

Mah, questa è un'opinione personale. E comunque centra poco con il plastico: quel progetto si basa su un plastico realmente esistente e costruito anni fa, quando le meccaniche dei modelli (specie a scartamento ridotto) erano in genere meno performanti di quelle dei modelli di oggi. Se i modelli salgono su quello, salgono anche sul progetto in esame.

canespinone ha scritto:
Anche tralasciando queste premesse, la risposta mi è sembrata svicolare sibillinamente sul tema proposto che, oltre alle quote generali, ne presentava una specifica. Infatti il plastico di Sabatini, presentato a suo tempo dalla rivista Itreni (nr. 130 ottobre 1991), non ha le aste di manovra e in particolare non ha le due aste lato piattaforma girevole, quelle che mi sembrano particolarmente “basse”. Nel plastico di Sabatini la stazione superiore è molto decentratra dall'elicoide e secondo me il motivo è proprio quello della sagoma.

La questione qui forse potrebbe avere un qualche fondamento, ma basta applicare qualche attenzione e il problema si risolve. Dunque, per prima cosa su un plastico del genere si fanno circolare modelli a trazione termica: quindi dagli 8-9 cm generalmente consigliati in H0 come dislivello minimo tra due binari perchè si possano scavalcare, rosicchiamo qualche cm; in più parliamo di modelli a scartamento ridotto, e anche qui qualche mm prezioso lo guadagniamo. Se poi abbiamo l'accortezza di realizzare la sede delle aste di manovra di uno spessore sufficientemente sottile, anche grazie alla accentuata pendenza dell'elicoidale (ci devono salire treni corti o automotrici che trainano sè stesse, non convogli di 30 carri!) si viene a creare un'adeguata luce per consentire ai due binari di sovrapporsi senza porre particolari limitazioni alla circolazione.

canespinone ha scritto:
Infine, ritornando sulla questione delle norme NEM, proporre nel 2019 (a 28 anni di distanza dal 1991) un progetto che non rispetti tali norme, ha un qualche senso compiuto? Secondo me no, a meno di non specificarlo. Mi piace molto l'idea dell'editore di fare divulgazione (e lo ringrazio anche per questo spazio di approfondimento che ci offre), ma se non è di qualità il valore della divulgazione si perde, temo insieme ai clienti.

Dov'è che non sarebbero state rispettate le norme NEM? Perchè gli unici appunti che vedo sono applicati nel caso di tranvie (che abbiamo visto essere spesso al vero piuttosto naif) o di ferrovie a scartamento ridotto (sulle FCL si registravano tratte al 60, anche più, per mille).

Detto questo, trovate una qualche altra rivista in Italia che pubblichi progetti? Anche solo i piani binari dei plastici pubblicati? no, ben che vada si pubblicano schematici approssimati con ben poche indicazioni. Per deformazione professionale mi sono comperato i libri di Iain Rice: anche in quel caso le dimensioni dei progetti sono specificate nello stesso identico modo, lo stile delle riproduzioni è il medesimo e non si specifica quasi mai la marca dei binari utilizzati (anzi, i disegni sono fatti a mano!). I progetti servono a dare spunti, idee: il lettore deve farsi ispirare dall'articolo a realizzare qualcosa che non sia il solito manuale dei tracciati, che sennò saremmo ancora fermi lì.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: sabato 16 febbraio 2019, 21:00 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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Lo sto leggendo (l'ho preso ieri).
Un appunto per qualche foto troppo piccola, specie riguardo alle coulisse.


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2019, 14:06 
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Messaggi: 1077
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Me l'ha regalato un'amica di famiglia proprio ieri!
Devo dire che, pur essendo una raccolta di schemi storici apparsi su TTM, è molto interessante e piacevole.
Mi ha ricordato Il manuale completo dei tracciati di Beverini e Parodi...
Ovviamente la parte che ho preferito è quella FCL.
E con l'occasione sfido apertamente il buon Benedetto a rifare, a distanza di quasi 30 anni, il suo plastico di compromesso in versione FCL! :D :D


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: martedì 19 febbraio 2019, 18:14 
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Iscritto il: lunedì 10 agosto 2015, 1:15
Messaggi: 595
Bomby ha scritto:
I progetti servono a dare spunti, idee: il lettore deve farsi ispirare dall'articolo a realizzare qualcosa che non sia il solito manuale dei tracciati, che sennò saremmo ancora fermi lì.


Mah, non mi trovate d'accordo sulla filosofia astrattista della pubblicazione, benché l'abbia assolutamente gradita. Credo che redigere dei progetti con un determinato sistema di binari sia molto più pratico rispetto ad un'idea teorica di massima dell'andamento della linea. Nella progettazione di un impianto non sempre si potranno seguire le geometrie dettate da certe pubblicazioni, ad esempio perché un deviatoio curvilineo Peco ha geometrie nettamente diversi rispetto ad un Roco o un Tillig. Senza contare l'angolo di deviata delle diverse proposte commerciali di deviatoi: da 15° Roco sino al 6 o meno dei Weinert. Ovviamente non mi aspetto l'unanimità di pensiero ma il modus astrattista di questi progetti possono essere indossati al 100% da chi fa autocostruzione integrale; per tutti gli altri è necessario un successivo lavoro di adattamento e simulazione della geometria reale dei pezzi in commercio. E - ditemi - a persone che già hanno poco tempo da dedicare a questo hobby fa comodo?


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 Oggetto del messaggio: Re: I TRACCIATI - IDEE E PROGETTI PER PLASTICI FERROVIARI
MessaggioInviato: martedì 19 febbraio 2019, 20:58 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7066
Località: Fabriano
davscarna ha scritto:
Bomby ha scritto:
I progetti servono a dare spunti, idee: il lettore deve farsi ispirare dall'articolo a realizzare qualcosa che non sia il solito manuale dei tracciati, che sennò saremmo ancora fermi lì.


Mah, non mi trovate d'accordo sulla filosofia astrattista della pubblicazione, benché l'abbia assolutamente gradita. Credo che redigere dei progetti con un determinato sistema di binari sia molto più pratico rispetto ad un'idea teorica di massima dell'andamento della linea. Nella progettazione di un impianto non sempre si potranno seguire le geometrie dettate da certe pubblicazioni, ad esempio perché un deviatoio curvilineo Peco ha geometrie nettamente diversi rispetto ad un Roco o un Tillig. Senza contare l'angolo di deviata delle diverse proposte commerciali di deviatoi: da 15° Roco sino al 6 o meno dei Weinert. Ovviamente non mi aspetto l'unanimità di pensiero ma il modus astrattista di questi progetti possono essere indossati al 100% da chi fa autocostruzione integrale; per tutti gli altri è necessario un successivo lavoro di adattamento e simulazione della geometria reale dei pezzi in commercio. E - ditemi - a persone che già hanno poco tempo da dedicare a questo hobby fa comodo?

Non sono d' accordo, credo che "perdere tempo" a scegliere, cercare, adattare, sia una delle tante componenti che fanno di un individuo qualunque, un fermodellista, assieme a fantasia, ricerca, adattabilità, il bello sta proprio li, nel costruirsi qualcosa che dia soddisfazione, per dire "l'ho fatto da me".
Per conto mio, le geometrie devono essere puramente indicative, ad esempio io non uso binari standardizzati, ma solo ed escusivamente flessibili. Come al vero, cerco di raccordare le curve, adattare il binario al terreno e non viceversa, e questa fase costruttiva mi diverte.
Altrimenti ci sono le confezioni iniziali coi cataloghi dei tracciati consigliati dai produttori, ce ne sono anche di interessanti.
Cerchiamo anche noi di essere flessibili!


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