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MessaggioInviato: giovedì 4 giugno 2009, 13:31 
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bello!! ma è un vero apparato meccanico, con vera serratura meccanica....quindi trasmissione a tiranti rigidi per i deviatoi ed a filo per i segnali...sarebbe un peccato snaturarlo..
pietro


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MessaggioInviato: domenica 7 giugno 2009, 19:48 
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La Faller produce qualche accessorio del genere: andate a vedere l'art. 120118.


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MessaggioInviato: lunedì 8 giugno 2009, 9:21 
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E' da un anno a questa parte che sono impegnato nella realizzazione delle schede del banco ACEI del mio plastico.
Chiaramente ho optato per l'uso dei PIC tramite i quali la logica costruttiva si semplifica molto.
Inizialmente volevo costruirlo con componenti discreti ma la grandezza dell'mpianto e la complessità delle logiche di comando/controllo imponevano una enorme quantità di componenti con conseguente aumento esponenziale delle schede da realizzare.
Sostanzialmente comanda gli enti della stazione bivio princpale più il telecomando di due stazioni di cui una nascosta a livello inferiore e l'altra secondaria.
Quando queste due sono abilitate e presenziate, il DM locale (simulato dal PIC) comanda gli itinerari di ingresso e partenza, mentre quando sono disabilitate e poste in telecomando, la formazione degli itinerari è gestita dal DM della stazione principale.
Chiaramente è un ACEI semplificato con delle "license poetiche".
Nei prossimi giorni, qualora qualcuno fosse interessato, posso postare schemi e disegni.
Alessio (DL23).


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MessaggioInviato: lunedì 8 giugno 2009, 10:09 
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Acei con PIC: molto interessante!
Posta, posta gli schemi....
Purtroppo, per la stazione che sto costrundo, un Acei si sposa poco con i segnali ad ala...
Saluti
Antonio


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MessaggioInviato: martedì 9 giugno 2009, 11:03 
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Iscritto il: giovedì 25 settembre 2008, 7:03
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Il quadro luminoso del banco è questo:


Immagine

La stazione principale con bivio è quella di destra.
A sinistra in alto è rappresentata la stazione nascosta a livello inferiore mentre quella in basso è la stazione della linea secondaria che si dirama dalla linea principale.
Dal binario I della stazione secondaria (verso dx) vi è un binario di raccondo che conduce ad un piccolo deposito.
Purtroppo date le dimesioni del disegno originale autocad non ho potuto effettuare un ripping migliore.

Sostanzialmente la logica di comando dell'ACEI è divisa in tre blocchi distinti:
STAZIONE PRINCIPALE
STAZIONE NASCOSTA
STAZIONE SECONDARIA

Lo schema di principio riportato di seguito è relativo alla stazione principale:

Immagine

Come premesso nel precedente msg, sono dovuto scendere a compromessi dato l'elevato numero di enti ed itinerari da comandare.
Questi ultimi in particolare risultano essere 46.
Volendo realizzare un ACEI in piena regola avrei dovuto includere nel BM 46 pulsanti solo per gli Itinerari (solo per fare un esempio).
Per ridurre il numero di pulsanti, invece di prevederne uno per ogni ITN, ne ho disposto uno per ogni PUNTO ORIGINE/FINALE.
In questo modo sono passato da 46 a 15 pulsanti totali.

Immagine

La stazione principale non è dotata di cdb ne di bloccamenti così la liberazione dell' itinerario si conclude con la liberazione dei punti origine e finale dell'itinerario stesso.
La formazione di un ITN è soggetta alla libertà dei punti origine/finale e alla compatibilità con altri eventuali ITN già costituiti.
Tale verifica viene effettuata alla richiesta di formazione di ITN dal modulo di VERIFICA COMPATIBILITA' tramite BUS a 7bit dedicato.

La linea principale a doppio binario invece è dotata di blocco automatico banalizzato.

Le due stazioni NASCOSTA e SECONDARIA sono dotate di cdb e data la loro più semplice planimetria, sono munite di pulsanti individuali per ogni ITN (come negli ACEI veri).
Tuttavia anch'esse non hanno i bloccamenti quindi, anche nel loro caso, la conclusione di un itinerario coincide con la liberazione dei punti origine e finale.
Da sottolineare invece che la formazione di un ITN è soggetta, oltre che alla disponibilità dei Punti (PO PF) e compatibilità con altri ITN già costituiti, anche alla libertà di tutti i cdb che interessano l'itinerario stesso.

Chi conosce bene gli impianti ACEI avrà notato una enorme quantità di "license poetiche" le quali, ribadisco, sono espressamente volute al fine di sempificare la progettazione e realizzazione riducendo anche i cablaggi dal banco verso l'impianto e viceversa.


Nel prossimo MSG, qualora ancora interessati, descriverò il principio di funzionamento della parte di ACEI che governa la stazione principale.

Alessio (DL23).


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MessaggioInviato: martedì 9 giugno 2009, 11:51 
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Ma guarda che strano!
Tra noi ci sono anche persone che, invece di contare i chiodi, si pongono dei problemi logici e cercano di risolverli progettando un ACEI!
Rimango stupito!
E' vero tuttavia che il nero del quadro di comando non mi convince molto...


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MessaggioInviato: martedì 9 giugno 2009, 12:01 
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Attenzione! Quello è il ripping jpg della schemata AUTOCAD.
Le linee bianche in realtà corrispondono al colote nero e lo sfondo nero è il foglio.
Vorrei effettuare la stampa su fogli trasparenti e fissarli tra una lastra di alluminio e una di plexiglass.

Il risultato finale è sritte e linee nere su fondo alluminio.

Alessio (DL23).


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MessaggioInviato: mercoledì 10 giugno 2009, 11:48 
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mah! fino a fine anni 70 i quadri erano vetri serigrafati ,quindi a fondo nero
pietro


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MessaggioInviato: mercoledì 10 giugno 2009, 12:49 
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merlotrento ha scritto:
bello!! ma è un vero apparato meccanico, con vera serratura meccanica....quindi trasmissione a tiranti rigidi per i deviatoi ed a filo per i segnali...sarebbe un peccato snaturarlo..
pietro


Non lo snaturi mica. Può usare o meno la trasmissione meccanica del segnale di attivazione dell'apparato, ma nessuno ti vieta di usare interruttori o, avendo tempo, valvole per un azionamento idraulico. La parte interessante del Saxby è quello che gli anglosassoni chiamano interlocking, ovvero la capacità di inibirsi vicendevolmente. E quella è logica implementata in meccanico *va in meditazione sulla natura del calcolo logico e sulle sue successive incarn...inmmaterializzazioni nell'universo fisico*


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.......la serratura più utilizzata negli apparati italiani(meccanici Saxby, elettrici FS e Westinghouse,pneumatici Westinghouse, Idrodinamici Bianchi-Servettaz)
è la Stevens.....negli apparati meccanici Saxby furono utilizzate anche la Vignier e la Roker..........non confondiamo il tipo di apparato con la sua serratura meccanica.....se un saxby meccanico a leve con trasmissioni meccaniche rigide e funicolari lo trasformi in elettrico eccome se lo snaturi...
pietro

un idrodinamico un pò meno( anche al vero,e ve ne sono ancora in esercizio,i banchi leve degli idrodinamici furono riutilizzati sostituendo i distributori con commutatori elettromeccanici per azionare scambi e segnali con casse di manovra elettriche e ricevere i relativi controlli elettrici...cioè l'ACI venne trasformato in ACE)


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MessaggioInviato: mercoledì 10 giugno 2009, 14:02 
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merlotrento ha scritto:
.......la serratura più utilizzata negli apparati italiani(meccanici Saxby, elettrici FS e Westinghouse,pneumatici Westinghouse, Idrodinamici Bianchi-Servettaz)
è la Stevens.....negli apparati meccanici Saxby furono utilizzate anche la Vignier e la Roker..........non confondiamo il tipo di apparato con la sua serratura meccanica.....se un saxby meccanico a leve con trasmissioni meccaniche rigide e funicolari lo trasformi in elettrico eccome se lo snaturi...


La cosa importante in quella riproduzione è la macchina logica implementata in meccanico (chiamarla serratura è per lo meno molto riduttivo, è un calcolatore booleano che calcola n funzioni logiche [posso azionare l'apparato X] di (almeno) n variabili [le posizioni degli n apparati]), se poi lo spostamento della leva lo usi per spostare un ala, un pistone o la leva di un interruttore alla meccanica del meccanismo non può importarle di meno.

Se mi vuoi dire che non è storicamente coerente, questo è un'altro discorso, che una volta eliminato il problema di reggere agli sforzi introducendo gli azionamenti idrodinamici poteva anche non essere il caso di mantenere in opera un meccanismo di blocco incrociato così pesante, anche se a quanto pare, prima di ricevere l'ACE la cabina A aveva un ACI e le testimonianze parlano di leve molto lunghe.

D'altro canto la manutenibilità di un controllo puramente meccanico degli apparati potrebbe essere improponibile in alcuni plastici.


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d'accordo....ma allora lo scopo non è riprodurre il Saxby ma la serratura meccanica(così si chiama in linguaggio tecnico ferroviario)applicata ad un apparato elettrico(..come del resto fecero Siemens, AEG, Westinghouse, FS/Sasib)...ed allora torniamo al mio primo messaggio di cui riporto il succo:
forse conviene realizzare un ACE, a comando singolo degli enti, del tipo"tutto a relè"(cioè con le condizioni di sicurezza realizzate ed assicurate con circuiti elettrici cioè"a serratura elettrica" per dirla in termini ferroviari...)ricordavo anche che sono esistiti,non in Italia,apparati ACE con bloccamento meccanico dei commutatori a mezzo elettromagneti, in sostituzione della serratura meccanica.
in realtà anche negli ACE utilizzati dalle FS si ha la realizzazione/verifica delle condizioni non solo per via puramente meccanica ma anche per bloccamenti meccanici realizzati con elettromagneti ed anche con circuiti a relè....la realtà è quindi abbastanza complessa
pietro


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merlotrento ha scritto:
d'accordo....ma allora lo scopo non è riprodurre il Saxby ma la serratura meccanica(così si chiama in linguaggio tecnico ferroviario)


Sinceramente me ne frego del nome riduttivo(1) dato a suo tempo da un traduttore italiano che non aveva compreso bene cosa aveva davanti, perdendo peraltro buona parte del significato del termine originale inglese.

Peraltro, meglio sapere come una cosa è comunemente chiamata per farsi capire.

(1) Una serratura è una singola variabile, aperta o chiusa. Un interlock è una rete di serrature interconnesse. Una traduzione migliore sarebbe interserratura, con il prefisso "inter" con la medesima semantica che ha in "internet".

Detto questo, c'è una bella differenza di ingegno tra il fare una macchina logica in meccanico o in elettrico, col secondo è troppo facile, e sinceramente, dovendo scomodare gli elettroni, preferisco a questo punto il software :).


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nel mondo tecnico germanico erano preferite(e quindi esistono ancora)serrature meccaniche di tipo modulare(che noi quindi troviamo negli apparati tipo Judel e VES/AEG: al prezzo di ingombro notevole, ne è semplificata la progettazione e la modifica.......
la Stevens richiede una progettazione accurata che permette però una più semplice realizzazione dei collegamenti condizionali ed un ingombro più contenuto...........in tutti i testi di ingegneria ferroviaria di fine ottocento
prima metà del 900(Loria, Taiani, Corini,etc.... )l'argomento è trattato a fondo una buona trattazione la si trova anche in Istruzioni tecniche FS(Apparati centrali idrodinamici del 1939 e nell'istruzione tecnica IS dedicata all'ACE tipo FS)...in rete penso si possa trovare qualcosa in Inglese ,Tedesco o Francese
in questo sito belga ad esempio
http://www.tassignon.be/trains/documentation/documentation.php
http://www.tassignon.be/trains/PDF/enclenchements_1iere_partie.pdf
pietro


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merlotrento ha scritto:
nel mondo tecnico germanico erano preferite(e quindi esistono ancora)serrature meccaniche di tipo modulare(che noi quindi troviamo negli apparati tipo Judel e VES/AEG


Mitici!

merlotrento ha scritto:


Uuuuuuhhh... gnam gnam gnam....


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