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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: La fortuna di un "lavoro passione"
MessaggioInviato: giovedì 11 marzo 2010, 14:27 
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Iscritto il: giovedì 30 marzo 2006, 14:16
Messaggi: 1196
Località: Casa Mia
Concordo anch'io con chi alla lunga si rompe le p...
Ad esempio, il concetto del macchinista è sempre stato un concetto strano... sia per gli appassionati di treni sia per i non appassionati.
A chi piacciono i treni, come me, ma che non fa il macchinista, il lavoro del macchinista è un miraggio, una sorta di divertimento in scala 1:1...
A chi invece vede il mio lavoro non come passione ma come un lavoro, punto e basta, il lavoro del macchinista è inteso come un tizio che guida il treno, che non fa un cazzo e che guadagna una barca di soldi...
In pratica nel primo caso si pensa: "che bello guido il treno in scala 1:1", nel secondo caso si pensa "vado a fare il macchinista così guadagno un mucchio di soldi facendo un cazzo!"
Beh... vi garantisco che, agli inizi, preso dall'entusiasmo, non avvertivo grandi difficoltà... oggi invece la musica è cambiata: un turno da 10 ore lo sento, eccome... il lavoro mi piaceva e continua a piacermi... il concetto di macchinista, per me, è che guido il treno, che è una cosa che mi piace, e che vengo pagato... meglio di tanti altri (ma non strapagato, come tanti sostengono); tuttavia, complice anche l'ambiente che sta man mano degradandosi con la solita guerra tra poveri (io sono alla pax... tu sei alla cargo... io guido l'AV... ecc...) la storia mi sta piacendo sempre meno, ma quello che non mi piace più non è il lavoro... "il guidare il teno", bensì il modo col quale viene gestito il lavoro. Per altri fare il macchinista vuol dire rompersi le palle per riuscire a portare a casa circa 2000 euro al mese, stop.
Pertanto non è che il signor "Acme" o il signor "Vitrains" (per fare un esempio, eh...) ci godano nel fare il loro lavoro, credo che abbiano iniziato si per passione ma che poi, quando sei obbligato a fare una cosa anche se in quel momento non ne hai voglia... beh... allora il discorso cambia.
Abbiamo visto il Sabatini bello arzillo nello stand... o un altro "pincopallino" in un altro stand... magari proprio quella domenica avrebbero avuto una bella teglia di cavoli suoi da farsi assieme alla sua famiglia... e invece?
Ricordiamoci che come noi portiamo a Novegro (o Verona) la moglie o fidanzata che sia, e lei ci viene soprattutto per spirito di collaborazione (ma non glie ne frega nulla dei nostri treni!), magari è la stessa cosa per tanti che stavano dietro lo stand a sentire cazzate megagalattiche di alcuni modellisti psicopatici che chiedevano delucidazioni se il locomotore in progetto per il 2050 avrà 5234 o 5235 bulloni oppure a contestare che la cromia della nuova locomotiva ad alta velocità del balubistan è leggermente più chiara di quella che hanno visto in una fotografia notturna in un non meglio precisato sito internet...!


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 Oggetto del messaggio: Re: La fortuna di un "lavoro passione"
MessaggioInviato: giovedì 11 marzo 2010, 15:13 
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Nome: Armando Pappalardo
Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 0:52
Messaggi: 4081
Località: San Germano Vi/Cropani Marina Cz
Ciao tartaruga veloce...sono contento di conoscere,almeno virtualmente,un macchinista.
Sin da quando ero bambino quando si arrivava a Roma o a Napoli(stazioni di testa cmq)con mio padre spesso ci si soffermava con il macchinista,magari ancora in macchina(gia'staccata dal convoglio,ricordo)e si faceva qualche domanda.
Complice certamente la stanchezza del turno spesso trovavi dei personaggi abbastanza scazzati,che alle domande piu'banali,magari sulla motrice,rispondevano con spropositi.
Cosa voglio dire?Che forse veramente e difficilmente si riesce a coniugare l'amore per qualcosa(attenzione non x qualcuno)con il dovere.Si il dovere.
Sono felice cmq di sapere del tuo lavoro o forse mi era sfuggito antecedentemente.
Ti ritieni una mosca bianca fra i tuoi colleghi,nel senso treni reali,lavoro,hobby passione?

ciao Armando


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 Oggetto del messaggio: Re: La fortuna di un "lavoro passione"
MessaggioInviato: giovedì 11 marzo 2010, 15:54 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 14:02
Messaggi: 550
Località: Grosseto
A tirare la roncola ci sono stato per 25 anni e quando mi hanno detto che non ero più bòno è stata una mazzata dalla quale non mi sono ancora ripreso.
Chi mi conosce sa che già in prima elementare sognavo di fare il macchinista e lo scrissi in uno dei miei primi pensierini, come si chiamavano allora i primi componimenti.
Lavoro e passione si possono conciliare a patto, paradossalmente, di tenerli ben distinti.
Quando sei al lavoro, sei al lavoro, con rispetto di tempi e normative che disciplinano il rapporto. Ti fa molto comodo nel senso che se vuoi riprodurre qualcosa in scala, sai come farlo, al di là di essere più o meno capace nella realizzazione: è difficile trovare in un plastico di un ferroviere che ha passato la propria esperienza lavorativa all'esercizio quelle inevitabili esattezze che, a volte, si notano anche nei migliori lavori.
Sul negozio invece avrei parecchie perplessità, condividendo quanto hanno scritto altri: clienti contachiodi e soffiavagoni possono stancare e non ho la predisposizione di carattere del confessore o dello psicologo.
E poi avere tutta quella roba a disposizione c'è il rischio di fare l'asino di Buridano.
Per quelo che mi riguarda, molto meglio progettare, cercare in un negozio o in Internet quello che ti abbisogna, costruirselo magari, piuttosto che avere tutto a portata di mano.
In poche parole: preferisco sognare.


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 Oggetto del messaggio: Re: La fortuna di un "lavoro passione"
MessaggioInviato: domenica 14 marzo 2010, 12:18 
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Iscritto il: sabato 6 marzo 2010, 17:36
Messaggi: 124
tartaruga_veloce ha scritto:
Concordo anch'io con chi alla lunga si rompe le p...
Ad esempio, il concetto del macchinista è sempre stato un concetto strano... sia per gli appassionati di treni sia per i non appassionati.
A chi piacciono i treni, come me, ma che non fa il macchinista, il lavoro del macchinista è un miraggio, una sorta di divertimento in scala 1:1...
A chi invece vede il mio lavoro non come passione ma come un lavoro, punto e basta, il lavoro del macchinista è inteso come un tizio che guida il treno, che non fa un cazzo e che guadagna una barca di soldi...
In pratica nel primo caso si pensa: "che bello guido il treno in scala 1:1", nel secondo caso si pensa "vado a fare il macchinista così guadagno un mucchio di soldi facendo un cazzo!"
Beh... vi garantisco che, agli inizi, preso dall'entusiasmo, non avvertivo grandi difficoltà... oggi invece la musica è cambiata: un turno da 10 ore lo sento, eccome... il lavoro mi piaceva e continua a piacermi... il concetto di macchinista, per me, è che guido il treno, che è una cosa che mi piace, e che vengo pagato... meglio di tanti altri (ma non strapagato, come tanti sostengono); tuttavia, complice anche l'ambiente che sta man mano degradandosi con la solita guerra tra poveri (io sono alla pax... tu sei alla cargo... io guido l'AV... ecc...) la storia mi sta piacendo sempre meno, ma quello che non mi piace più non è il lavoro... "il guidare il teno", bensì il modo col quale viene gestito il lavoro. Per altri fare il macchinista vuol dire rompersi le palle per riuscire a portare a casa circa 2000 euro al mese, stop.
Pertanto non è che il signor "Acme" o il signor "Vitrains" (per fare un esempio, eh...) ci godano nel fare il loro lavoro, credo che abbiano iniziato si per passione ma che poi, quando sei obbligato a fare una cosa anche se in quel momento non ne hai voglia... beh... allora il discorso cambia.
Abbiamo visto il Sabatini bello arzillo nello stand... o un altro "pincopallino" in un altro stand... magari proprio quella domenica avrebbero avuto una bella teglia di cavoli suoi da farsi assieme alla sua famiglia... e invece?
Ricordiamoci che come noi portiamo a Novegro (o Verona) la moglie o fidanzata che sia, e lei ci viene soprattutto per spirito di collaborazione (ma non glie ne frega nulla dei nostri treni!), magari è la stessa cosa per tanti che stavano dietro lo stand a sentire cazzate megagalattiche di alcuni modellisti psicopatici che chiedevano delucidazioni se il locomotore in progetto per il 2050 avrà 5234 o 5235 bulloni oppure a contestare che la cromia della nuova locomotiva ad alta velocità del balubistan è leggermente più chiara di quella che hanno visto in una fotografia notturna in un non meglio precisato sito internet...!


Io sono il figlio di un ex dipendente delle ferrovie,mio padre era un capo tecnico sovraintendente al deposito locomotive di Cagliari,ovviamente in 32 anni di servizio si è appassionmato al lavoro come tanti altri,ma da quello che mi racconta,la realtà lavorativa in italia è ben diversa da quella che vediamo noi nel fermodellismo. Noi da veri appassionati quando costruiamo plastici diorami e modelli cerchiamo di curare al meglio i particolari e di scorgere delle cose minime,la passione ci fà studiare progettare per eseguire un lavoro al meglio ed essere appagati da una grande soddisfazione. Tornando al discorso che il lavoro è lavoro,l'hobby è ben distinto,e non combacia poi tanto bene, dopo anni un lavoro stanca,anche se uno ci deve andare per la pagnotta, ma in realtà quanti sono i ferrovieri che seguono il fermodellismo? Sono una minoranza rispetto agli altri,mio padre è un esempio, dopo tanti anni in ferrovia non si è mai messo a praticare l'hobby,quando vede a me che lo pratico è contento perchè gli fà ricordare i tempi passati,mi dà un giudizio sa valutare, ma tirando le somme non è appassionato come noi.....lui come tanti altri,con i treni ci ha "giocato" in scala 1:1 e all'ora della pensione....basta con i treni....e si dedicano ad altro
Condivido pienamente con altri che hanno scritto prima di me,di tenerci l'hobby dei trenini come passione per rilassarci e svagarci da tutti i problemi che la vita concerne.


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 Oggetto del messaggio: Re: La fortuna di un "lavoro passione"
MessaggioInviato: domenica 14 marzo 2010, 12:51 
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Iscritto il: sabato 13 gennaio 2007, 20:43
Messaggi: 517
Tutto giusto,perche' mischiare lavoro con passione?
Pero' ognuno fa le scelte che vuole fare(magari poi si rompera' le palle :wink: )ma resta il fatto che le politiche commerciali di alcune aziende non si capiscono.
Pensate che Os.Kar chiedeva un ordine minimo di soli 1500€ :wink:
E per me e' il giusto atteggiamento che si deve assumere verso il mercato del fermodellismo.
Certo,bisogna crescere,ma non ti devono segare le gambe prima di aver iniziato :twisted:
Saluti

Alessandro


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