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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 8:45 
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DRG ha scritto:
TRIFASE? Ah carino! Ma la linea aerea trifase? Esistono dei pali in kit, mi pare, ma qualcosa per capire come funziona un incrocio della linea aerea trifase?
Mi pare l'ennesimo articolo per collezionisti, vorrò vedere quanti bei plastici trifase saranno fatti :mrgreen:

Avere informazioni in più sulla lineda di contatto trifase... un'incentivo in più per la 2G per fare lo speciale sulle linee di contatto (lo auspico da un anno!), che, se fatto bene, mi farebbe godere... :mrgreen:


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 10:16 
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Avere informazioni in più sulla lineda di contatto trifase... un'incentivo in più per la 2G per fare lo speciale sulle linee di contatto (lo auspico da un anno!), che, se fatto bene, mi farebbe godere...


STRAQUOTO non una, ma mille volte l'opinione di snajper.

Per quanto riguarda le riproduzioni in 1:87 della palificazione trifase, in commercio si trovano i prodotti Modellismo d'Autore, Lineamodel e MFAL / Uteca.
Per contenere le spese uno potrebbe acquistare solo le mensole ed autocostruirsi il palo.

Auspico veramente che il programma venga messo in pratica e che duri. Già con le ALe.+Lebc.840, le E.554, E.431 ed E.432 si può fare una realistica riproduzione in 1:87 della realtà ferroviaria dei primi anni settanta.
Se poi ci mettiamo magari le opere di conversione, ecco che possono entrare in scena le varie D.341 di seconda serie, le D.343, D.345, D.461.

Insomma, di materiale per un plastico ce ne sarebbe più che a sufficienza.

Quasi quasi rispolvero il mio vecchio progetto di Ceva bicorrente in 1:87.....

Saluti.

Guido


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 11:53 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 21:28
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Località: Novate Milanese
Il grosso problema della linea aerea trifase è tutto ciò che sta sopra un deviatoio, fili che salgono, fili che scendono, supporti isolati di sostegno a loro volta sostenuti da cavi. Oltre alla riproduzione modellistica, che definirei problematica, non parliamo poi della circolabilità su plastico, visto che avevano problemi le loco reali.
Per quanto riguarda la E 432 ben venga, poichè delle tante è quella che da meno problemi di riproduzione modellistica dei pantografi, come del resto la lebc 840. Sicuramente più difficile sarà vedere le macchine con i pantografi a stanga, che pongono problematiche maggiori per una riproduzione industriale.

Saluti, Ennio


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 12:07 
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Iscritto il: mercoledì 29 marzo 2006, 13:06
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Località: Genova
Ciao Ennio.
Hai più che ragione circa la complessità degli scambi aerei del trifase, erano una vera e propria ragnatela.
Ti dirò, un mio amico ha realizzato un plastico in trifase, riproducendo la stazione di Ormea. Ha utilizzato palificazione Lineamodel ed ha realizzato le traversate degli scambi in modo molto realistico. Ha usato un filo elastico nero con il quale i pantografi non entrano mai in contatto.
Quando mi disse come voleva realizzare la linea aerea storsi il naso alla ripugnante idea di macchine elettriche il cui pantografo non tocca il filo, ma ti assicuro, ha fatto un lavoro talmente preciso che tutti i suoi modelli trifase ( parliamo di E.551, E.552, E.554, E.330, E.333, E.331, E.332, E.431 ed E.432 di BISSEL e LEMACO ) circolano egregiamente senza alcun problema.
Di quel plastico è stato pubblicato un articolo su "I Treni" n. 200 ( scusate la pubblicità ).

In ogni caso, una bella monografia dedicata alla linea aerea in CC ed in CA sarebbe più che necessaria.

A presto.

Guido


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 12:17 
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Nome: Paolo Bartolozzi
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Località: Dicomano (FI)
Personalmente il problema della riproduzione del fili di contatto non me lo pongo.... semplicemente non metterò i fili di contatto alla linea aerea trifase.
A voler riprodurre i fili di contatto in scala anche un capello sarebbe troppo grande, specie all'estero ci sono molti plasticisti che la pensano come me.....
Ultimamente ho avuto modo di ammirare il plastico di un caro amico,
concordando su questo punto di vista,
nel riprodurre il proprio impianto ha omesso di istallare i fili e posso assicurarvi che l'occhio viene appagato dal realismo della scena dando una sensazione di leggerezza all'insieme.
Ciao, paolo bartolozzi.


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 20:15 
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Iscritto il: lunedì 5 giugno 2006, 19:20
Messaggi: 1139
Località: Città di Castello
Se vogliamo parlare di attese trepidanti, ricordo che Santa Lima nelle notte dei tempi ebbe l'ardire di annunciare anche la Cocò... (cucù!).

Il trifase prima lo guardo bene, poi lo prendo se gira altrettanto bene.

In parole povere, ripeto il mio ritornello ossessivo: i modelli devono nascere per il plastico e non per la vetrina.

Se tanto tuona, prima o poi pioverà....

Socratici saluti,
Andrea Chiapponi


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 20:25 
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Iscritto il: venerdì 17 marzo 2006, 14:12
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Località: Luzern, Schweiz
Trifase "industriale"? Wow! Quasi quasi ricomincio a fare l'italiano..
ehehe

Alessandro


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 20:53 
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Iscritto il: domenica 15 gennaio 2006, 0:06
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ma secondo voi ci sara' la fila per accapparrarsi il trifase ? io non ho mai visto dal vivo una loco trifase... per cui non saprei se prenderla o meno... preferisco una bella vaporiera

pero' se HRR la riproduce come sa fare sara' uno splendido modello


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 21:53 
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Iscritto il: venerdì 27 gennaio 2006, 0:24
Messaggi: 1582
Questa volta mi permetto di dissentire dal Bartolozzi :shock: . Nel plastico la linea aerea ci va messa perchè si deve vedere, non è una questione di scala è semplicemente che si deve vedere.
Le pannellature su loco e carrozze, le chiodature e altri piccoli particolari sono sempre fuori scala, ad esempio una pannellatura che per piccola possa essere ha un decimo di millimetro di spessore su una loco o carrozza modello risulta al vero di 8,7mm .... una voragine :D , però ci va messa perchè si vede.
Così pure la linea aerea, è fuori scala è vero, ma tra il vederla e il non vederla c'è differenza, specie nelle situazioni complicate come in una stazione o in uno scalo. L'occhio somma tutti i niente che vede e ci propone l'intrico di fili.
Quello che dici potrebbe, al limite, andare bene in piena linea, dove ci sono altri elementi che attirano lo sguardo, ma non in stazione.
Questo lo dico in teoria
In pratica sul nostro plastico abbiamo messo tutta la palificazione, ma solo una parte di linea aerea.....la differenza è enorme :shock:
Nella stazione principale si notatantissimo che mancano i "fili", mentre si vedono mooolto bene nella parte di plastico in cui sono installati e non si vede il fuoriscala :) (per migliorarne la resa ottica li abbiamo dipinti in grigio chiaro, così a seconda del punto di vista o si stagliano come se fossero neri sul fondale chairo del cielo, o tendono a scomparire se visti contro le altre parti di plastico)
Quiiiiindi se vuoi che hornbyrossi ti venda una macchina trifase :D deeeeevi fare la liiiinea aereaaaa :twisted: ... e non fare il pigro :D


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MessaggioInviato: mercoledì 15 ottobre 2008, 23:10 
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Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2006, 1:10
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A costo di dare l'impressione del bastian contrario....io ringrazio tutti i collezionisti in senso stretto, che in questi ultimi anni, comprando ogni cosa stimoli la loro fantasia, ci permetteranno finalmente di avere il trifase in produzione commerciale!
Voi sapete quanto a me stia a cuore il buon funzionamento dei modelli, quanto ami il trifase è risaputo poi, ma il fatto che non esista linea aerea nei cataloghi (dove forse non esisterà mai..) al collezionista non gliene importa un fico secco.. questo compra, compra!!! E io sono felice, finalmente potrò avere 10 E432 e 15 E554 per il mio plastico, per cominciare...

Insomma, anni fa il fermodellista era più "intelligente", faceva acquisti ponderati e coscienziosi, ragionava per un sistema integrale e non per modelli singoli. Voleva le locomotive, il treno ed il giusto contorno di accessori dedicati. E quindi al tempo...del trifase manco a parlarne, le ditte devono vendere, non possono metterti in produzione un mondo per convincerti a comprare un E432.

Ora che si compra a simpatia, e mediamente si compra tanto (più di un tempo) ma nessuno sa veramente cosa compra, anche il trifase, anche il mezzo più strano in esemplare unico demolito dopo una settimana dall'entrata in servizio, ha possibilità commerciali.
Paradossalmente, dato che è infinitamente più interessante già a prima vista, ha più possibilità commerciali oggi un E432 che una D146, esempio di brutto cassone colorato grazie al quale nessun bambino si appassionerà mai più al treno vero...
GRAZIE COLLEZIONISTI!! (ma io continuo a fare il fermodellista)


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MessaggioInviato: giovedì 16 ottobre 2008, 8:09 
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E se a fare una serie di pali trifase (e annessi) ci pensasse la DueGi ?! 8)
Il Saba mi sembra uno cazzuto, quando ci si mette. Pensate una bella materozza con un bel po' di roba da tagliare, limare, verniciare, eccetera. Poi per il filo (da torcere) ci si penserà ... ed ognuno agirà come crede !
Riccardo

PS: quanto di noi hanno già macchine trifase delle varie marche in commercio, pur non esistendo quasi nessun tipo di palificazione e/o catenaria a parte quelle già citate ?!


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MessaggioInviato: giovedì 16 ottobre 2008, 9:10 
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Mi permetto di osservare che esiste una casa italiana (un po' più di un artigiano) che fa dei bellissimi kit di pali trifase. Certo impiantarli su un plastico molto grande non sarà proprio semplice, ma un breve tratto di linea che scompare in galleria e arriva in stazione, magari con tanto di cambio di trazione, non dovrebbe essere complicatissimo a farsi.
E. per quanto concerne i fili, penso che si potrebbero usare quelli elastici che vidi reclamizzati (e provati) un paio di anni fa su Model Railroader. In modo che, in caso d'urto o di intervento della 0-5-0, non succedano danni!
Io, almeno, se effettivamente ci saranno modelli in trifase, è quello che farò...


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MessaggioInviato: giovedì 16 ottobre 2008, 9:19 
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Qualcosa sulla linea trifase lo misi, qualche anno fa, sul sito della porrettana.

http://www.laporrettana.it/varie/traztrifase/traztrif.htm


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MessaggioInviato: giovedì 16 ottobre 2008, 11:08 
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Località: Genova
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PS: quanto di noi hanno già macchine trifase delle varie marche in commercio, pur non esistendo quasi nessun tipo di palificazione e/o catenaria a parte quelle già citate ?!


Ciao Riccardo,
io ho una E.554 DUALKIT BISSEL e la coppia ALe.+Lebc.840 di GT. Per motivi economici non mi sono mai potuto permettere i gioielli di Lemaco, Bissel, Metropolitan, ma la voglia di una o più macchine trifasi è sempre viva e vegeta.
Ben venga quindi il programma preannunciato, speriamo solo che lo mettano in pratica sul serio.
La tua idea del kit è molto valida, esempi di palificazione in plastica ne abbiamo avuti in passato ed anche recentemente Hornby ha proposto un suo palo FS.

Ciao a tutti.

Guido


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MessaggioInviato: giovedì 16 ottobre 2008, 17:18 
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Iscritto il: giovedì 20 dicembre 2007, 10:36
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Località: ponte santa venere
mi sembra che MA ancora la produce? (la palificata trifase)
almeno il mio pusher ce li ha!


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