Dr. No ha scritto:
Le ferrovie statunitensi adottano regolamenti sulla circolazione e la manovra del tutto diversi da quelli europei, per cui i libri consigliati rimangono una simpatica lettura o poco più.
Trovo questa affermazione molto semplicistica e fondata su conclusioni affrettate. Hai preso visione dei libri di cui si parla? Ci sono circa 9 capitoli nel libro di koester sul traffico realistico, di cui solo uno, alla fine, dedicato al segnalamento statunitense. Nelle tue conclusioni esiste un fondo di verità che è: il libro è americano e parla di una ambientazione tipicamente americana. La conclusione che trai è drammaticamente errata: il libro non serve a nulla in quanto in Italia non si possono applicare gli stessi metodi a causa della diversità della normativa di circolazione.
Il mio giudizio invece è: il libro è di un americano, per il mondo americano (e per gli americani o per chi vuole fare ambientazioni USA). Tuttavia la teoria di base è applicabile ad ogni condizione geografica e le regole sono coniugabili per qualsivoglia amministrazione di qualsiasi epoca. Quindi io posso leggere il libro di koester e avendo presente il regolamento di circolazione FS (rintracciabile facilmente su internet) ricreo una ambientazione italiana.
Evidentemente non hai letto il libro in quanto questa metodologia è chiaramente indicata nelle prime pagine, capitoli 1 e2. Fra l'altro l'autore insiste molto sulla scelta dell'epoca in quanto alcuni periodi storici sono migliori di altri per un certo tipo di esercizio.
Dr. No ha scritto:
Purtroppo negli interventi precedenti la difficoltà principale nel reale svolgimento dell'esercizio su un plastico non è stata neppure citata.
Si tratta di un problema meccanico che riflette una sostanziale differenza meccanica esistente anche al vero tra rotabili USA ed europei.
In una parola? I ganci!
Bella forza fare manovre con i ganci Kadee e similari, su rotabili che oltre tutto non hanno i respingenti che si incastrano e sono sempre in mezzo alle scatole...
E' un quarto di secolo che bazzico nell'ambiente, di tipi di ganci ne ho provati una dozzina (inclusi i Kadee/NEM), ma ogni volta il risultato è sconfortante.
Il plastico "da parata", per noi europei, è quasi una scelta obbligata.
Anche qui l'analisi è corretta, ma le conclusioni sono del tutto affrettate. Certamente usare i kadee agevola le manovre dei modellisti, ma si evidenzia nel tuo intervento che siccome i modelli europei hanno i respingenti ed è difficile accedere ai ganci, allora non resta che abbandonare l'esercizio realistico e fare plastici da parata.
Di grazia, vorrei capire il nesso logico stretto fra questa analisi e queste conclusioni...come buttare il bambino insieme all'acqua sporca...
Faccio scala N e uso ancora i vetusti ganci "arnold rapido", cioè lo standard. Per ora non ho nessuna intenzione di metter su i microtrains (che sono i cloni dei kadee per la scala N). Nonostante ciò, manovro abbastanza bene sul mio plastico...se ci sono difficoltà alzo il vagone e così sgancio i convogli (i vantaggi del gancio "arnold rapido"...). Non mi è passata neanche per sbaglio in testa l'idea di buttare tutto e fare un plastico "da parata" solo perchè ci sono i ganci in mezzo ai respingenti etc...