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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 10:06 
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Dr. No ha scritto:
Le ferrovie statunitensi adottano regolamenti sulla circolazione e la manovra del tutto diversi da quelli europei, per cui i libri consigliati rimangono una simpatica lettura o poco più.


Trovo questa affermazione molto semplicistica e fondata su conclusioni affrettate. Hai preso visione dei libri di cui si parla? Ci sono circa 9 capitoli nel libro di koester sul traffico realistico, di cui solo uno, alla fine, dedicato al segnalamento statunitense. Nelle tue conclusioni esiste un fondo di verità che è: il libro è americano e parla di una ambientazione tipicamente americana. La conclusione che trai è drammaticamente errata: il libro non serve a nulla in quanto in Italia non si possono applicare gli stessi metodi a causa della diversità della normativa di circolazione.

Il mio giudizio invece è: il libro è di un americano, per il mondo americano (e per gli americani o per chi vuole fare ambientazioni USA). Tuttavia la teoria di base è applicabile ad ogni condizione geografica e le regole sono coniugabili per qualsivoglia amministrazione di qualsiasi epoca. Quindi io posso leggere il libro di koester e avendo presente il regolamento di circolazione FS (rintracciabile facilmente su internet) ricreo una ambientazione italiana.

Evidentemente non hai letto il libro in quanto questa metodologia è chiaramente indicata nelle prime pagine, capitoli 1 e2. Fra l'altro l'autore insiste molto sulla scelta dell'epoca in quanto alcuni periodi storici sono migliori di altri per un certo tipo di esercizio.

Dr. No ha scritto:
Purtroppo negli interventi precedenti la difficoltà principale nel reale svolgimento dell'esercizio su un plastico non è stata neppure citata.

Si tratta di un problema meccanico che riflette una sostanziale differenza meccanica esistente anche al vero tra rotabili USA ed europei.

In una parola? I ganci!

Bella forza fare manovre con i ganci Kadee e similari, su rotabili che oltre tutto non hanno i respingenti che si incastrano e sono sempre in mezzo alle scatole...

E' un quarto di secolo che bazzico nell'ambiente, di tipi di ganci ne ho provati una dozzina (inclusi i Kadee/NEM), ma ogni volta il risultato è sconfortante.

Il plastico "da parata", per noi europei, è quasi una scelta obbligata.


Anche qui l'analisi è corretta, ma le conclusioni sono del tutto affrettate. Certamente usare i kadee agevola le manovre dei modellisti, ma si evidenzia nel tuo intervento che siccome i modelli europei hanno i respingenti ed è difficile accedere ai ganci, allora non resta che abbandonare l'esercizio realistico e fare plastici da parata.

Di grazia, vorrei capire il nesso logico stretto fra questa analisi e queste conclusioni...come buttare il bambino insieme all'acqua sporca...

Faccio scala N e uso ancora i vetusti ganci "arnold rapido", cioè lo standard. Per ora non ho nessuna intenzione di metter su i microtrains (che sono i cloni dei kadee per la scala N). Nonostante ciò, manovro abbastanza bene sul mio plastico...se ci sono difficoltà alzo il vagone e così sgancio i convogli (i vantaggi del gancio "arnold rapido"...). Non mi è passata neanche per sbaglio in testa l'idea di buttare tutto e fare un plastico "da parata" solo perchè ci sono i ganci in mezzo ai respingenti etc...


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 11:19 
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Riguardo all'incompatibilità gancio americano-rotabile europeo, mi spiace dissentire su questa affermazione, in quanto, al di fuori dell'Italia, si usano tranquillamente i Kadee su rotabili con respingenti.
Uno per tutti LePlat...
Da parte mia, come già scritto in passato sul forum, ho adottato questo tipo di aggancio, sia su rotabili in H0m, che simula abbastanza bene l'accoppiatore centrale, sia in H0, dove, comunque, è sempre meno invasivo dei ganci europei (faccio mia l'osservazione di LePlat).
Non ho completamente la circolazione respingente contro respingente (ma neanche tutti i ganci europei garantiscono questa caratteristica), ma vi posso assicurare che agganciare un carro, con accosto a bassa velocità e successivo colpetto dato con una loco da manovra, senza impuntamenti, è un gran bel piacere.
E senza contare lo sganciamento magnetico, senza assurdi accrocchi che spuntano dal binario.
Certo, esiste il gancio digitale, ma finora rimane limitato all'accoppiamento loco-1° carro, gli altri carri si devono sganciare tradizionalmente.
Una soluzione sarebbe di dotare tutti i carri di gancio digitale, ma la vedo un po' ardua, sicuramente non siamo ancora così maturi: è già difficoltoso e costoso digitalizzare il parco locomotive, figuriamoci i veicoli rimorchiati! :shock:


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 Oggetto del messaggio: Calma Electrofrog...
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 11:37 
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Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
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... altrimenti arrivi anche tu a conclusioni affrettate.

Il problema ganci per i modelli europei purtroppo c'e', anche, ma non solo, per la presenza dei respingenti, ma non e' insolubile: io ho trovato due possibili rimedi.

1) Usare i clotoidi nelle curve (soluzione consigliata).
Se l'ingresso in curva, come al vero, avviene progressivamente, i respingenti rimangono sufficientemente di fronte tra di loro, ed il rischio di incastro sparisce.
Sperimentazioni sul campo mi hanno permesso di far girare carrozze UIC in scala esatta anche su raggi minimi (pratica che sconsiglio "a prescindere"...) e con i respingenti sempre di fronte tra di loro, ma al prezzo di un clotoide simulato di circa mezzo metro, con raggio decrescente da 100 a 50 cm. (i raggi dello pseudo-clotoide dipendono dalla lunghezza dei rotabili: ho descritto la situazione peggiore quanto a spazio necessario).

2) usare ganci un po' piu' lunghi, ma questo comporta modifiche alle scatole portagancio: l'ho fatto per le carrozze Z della Lima, che non volevano saperne di agganciarsi, quale che fosse il gancio inserito nel NEM362...

Ribadisco inoltre che l'unico gancio in HO che permette un esercizio apprezzabile e' il Roco universale: il Fleischmann e' troppo duro nell'aggancio ed il Roco a lamelle e' troppo delicato. Inoltre quello che ho scelto e' l'unico che permette un aggancio dei rotabili in curva, purche' ampie (sotto i 76 cm. nisba...).


I rotabili americani comunque hanno due altre caratteristiche che li rendono piu' adatti all'esercizio:

1) le locomotive in genere non hanno cerchiature di aderenza, e le multitrazioni se ne avvantaggiano (se una loco "tira" piu' di un'altra, il motore non e' a rischio bruciatura, visto che al piu' le ruote si mettono a slittare).

2) le rimorchiate hanno i numeri di matricola BELLI GRANDI, e quindi smistare proprio QUEL carro e proprio su QUEL binario e' ben piu' facile di quanto non si possa fare con una carro con marcatura UIC scritta piiiiiccola, piccola, piccola... Se poi aggiungiamo che i carri merci americani non vengono praticamente mai riprodotti con un solo numero di matricola (si va dai due ai QUARANTOTTO...), il maggior realismo dei convogli e del loro smistamento e' facilmente immaginabile...

Pace e treni

GPC


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 11:42 
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Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
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Diego Ricci ha scritto:
Riguardo all'incompatibilità gancio americano-rotabile europeo, mi spiace dissentire su questa affermazione, in quanto, al di fuori dell'Italia, si usano tranquillamente i Kadee su rotabili con respingenti... omissis per brevita'...



Vero, ma come Dale Edwards (il "Dee" di Kadee) mi comunico' di persona, il gancio Kadee con innesto NEM362 non ha la stabilita' laterale necessaria al corretto funzionamento, per cui se il convoglio e' un po' lungo ovvero pesante i cinematismi non riescono a rimanere centrati, esattamente come avviene con i normali ganci ad occhiello.
L'ideale sarebbe che la barretta posta sotto il gancio Kadee NEM362 fosse un po' piu' avanzata verso l'esterno, cosi' da impegnarsi tra di loro, ma credo che questo pregiudicherebbe poi la facilita' dello sgancio.

PeT


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 Oggetto del messaggio: Re: Calma Electrofrog...
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 11:47 
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Nome: Roberto Andresini
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gian paolo cardelli ha scritto:
...Ribadisco inoltre che l'unico gancio in HO che permette un esercizio apprezzabile e' il Roco universale: il Fleischmann e' troppo duro nell'aggancio ed il Roco a lamelle e' troppo delicato. Inoltre quello che ho scelto e' l'unico che permette un aggancio dei rotabili in curva, purche' ampie (sotto i 76 cm. nisba...)...


io lo uso solo tra loco e 1à carrozza... tra carrozza e carrozza uso le barre rigide... ci metto una vita a comporre il treno... ma poi gira che è una meraviglia... solo per i passeggeri però...

per i merci... tutti occhielli e via...


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 Oggetto del messaggio: Re: Calma Electrofrog...
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 11:52 
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Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
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Roberto To ha scritto:

io lo uso solo tra loco e 1à carrozza... tra carrozza e carrozza uso le barre rigide... ci metto una vita a comporre il treno... ma poi gira che è una meraviglia... solo per i passeggeri però...

per i merci... tutti occhielli e via...



Appunto: quindi se nel convoglio a barre rigide una carrozza ha problemi di scorrevolezza, come avviene nella realta', ovvero se devi agganciarci una sezione proveniente da un altro convoglio, ovvero se allo stesso devi agganciarci dei merci urgenti, non se ne parla nemmeno... :wink:


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 12:25 
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Nome: Roberto Andresini
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ed invece sì... perchè sull'estremità di coda c'è un altro gancio universale...

problemi di scorrevolezza... boh... al momento non ne ho... quelli che avevo liho risolti tutti alla grande... ;D


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 Oggetto del messaggio: Re: Calma Electrofrog...
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 12:45 
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gian paolo cardelli ha scritto:
... altrimenti arrivi anche tu a conclusioni affrettate.


Ho risposto con fermezza e decisione ad un intervento fatto da un modellista che qui nel forum è molto solerte e pignolo nel sottolineare dettagli (vedi in passato il discorso sul binario di corretto tracciato etc..) . Solitamente questa persona è apprezzabile per la sua precisione e per la conoscenza approfondita del regolamento di circolazione FS sia in vigore che di epoca passata.

Mi è sembrato quindi strano leggere un intervento come quello in cui l'analisi è corretta ma le conclusioni decisamente affrettate.
Prova ne è che a seguito vi sono numerosi interventi di altri modellisti che discutono dei ganci, ma nessuno pare abbia confermato di voler abbandonare l'esercizio realistico perchè non disaccoppia i vagoni.

Voglio anche ricordare, come ha detto giustamente qualcuno, che fino a quando non venderanno di serie i modelli dei vagoni e delle locomotive con decoder DCC e ganci digitali, non è pensabile di evitare di intervenire comunque manualmente sul plastico per le manovre di sgancio.
Questo crea problemi certamente a chi inorridisce all'idea di toccare continuamente i modelli, ma anche a chi ha impianti con catenarie dettagliatissime che rischierebbero di essere danneggiate. In questo senso, diesel e vapore aiutano nei plastici a esercizio realistico.

Il fatto che nessuno abbia ancora parlato di eventuali danni al plastico per manovrare con le mani i modelli e subito si è parlato dei ganci, è interessante.

Nelle mie prime sessioni operative sul mio plastico ho già scassato un paio di pali telegrafici e le sagome limite dei MM sono su quella strada...


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 12:49 
...perfettamente d'accordo con voi. io ultimamente ho inserito su tutte macchine e carrozze dove possibile il gancio corto di Roco (che tra l'altro sta lanciando in modo massiccio), lo trovo pratico ed esteticamente accettabile, purtroppo però, tra loco e prima carrozza non è affidabile. ora ho provato "l'attacco" con regolazione di altezza, compensa il movimento verticale che tende a farlo sganciare specie quando il convoglio è impegnato su curve strette. resta il fatto che non mi lascia sereno, capite bene che se si sgancia in corsa e non si è presenti, il danno è inevitabile quando la loco si scontra con il convoglio fermo sui binari!!!

L.


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 12:51 
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Per gian paolo cardelli.
Le tue osservazioni sono giustissime e note, ottima l'idea della clotoide (anche se in ferrovia si usa la parabola cubica...).
Però non ho specificato meglio la mia scelta: non ho utilizzato il Kadee NEM, che presenta la testa di aggancio articolata sul portagancio, vanificando l'unione rigida tipica dell'aggancio corto, bensì il fratello povero Bachmann NEM, che non presenta questa caratteristica e che pertanto consente di avere l'accoppiamento rigido.
Inoltre LePlat aveva già evidenziato questo problema delle teste Kadee, la sua soluzione è quella di eliminare tutto l'esistente e sostituire con gancio completo Kadee, limando il telaio.
Ovviamente la scelta fatta la ritengo ottimale per me, ad altri potrà sembrare non adatta.


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 12:56 
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Diego Ricci ha scritto:
Per gian paolo cardelli.
Le tue osservazioni sono giustissime e note, ottima l'idea della clotoide (anche se in ferrovia si usa la parabola cubica...).
Però non ho specificato meglio la mia scelta: non ho utilizzato il Kadee NEM, che presenta la testa di aggancio articolata sul portagancio, vanificando l'unione rigida tipica dell'aggancio corto, bensì il fratello povero Bachmann NEM, che non presenta questa caratteristica e che pertanto consente di avere l'accoppiamento rigido.
Inoltre LePlat aveva già evidenziato questo problema delle teste Kadee, la sua soluzione è quella di eliminare tutto l'esistente e sostituire con gancio completo Kadee, limando il telaio.
Ovviamente la scelta fatta la ritengo ottimale per me, ad altri potrà sembrare non adatta.



Ah, ecco: se togliamo del tutto il NEM362 allora otteniamo quanto ci serve (beninteso con ingresso graduale in curva), perfettamente d'accordo... :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Calma Electrofrog...
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 13:03 
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electrofrog ha scritto:

... omissis perche' non conosco l'altro partecipante: mi astengo quindi da ulteriori commenti.
...
Voglio anche ricordare, come ha detto giustamente qualcuno, che fino a quando non venderanno di serie i modelli dei vagoni e delle locomotive con decoder DCC e ganci digitali, non è pensabile di evitare di intervenire comunque manualmente sul plastico per le manovre di sgancio.
Questo crea problemi certamente a chi inorridisce all'idea di toccare continuamente i modelli, ma anche a chi ha impianti con catenarie dettagliatissime che rischierebbero di essere danneggiate. In questo senso, diesel e vapore aiutano nei plastici a esercizio realistico.

Il fatto che nessuno abbia ancora parlato di eventuali danni al plastico per manovrare con le mani i modelli e subito si è parlato dei ganci, è interessante.

Nelle mie prime sessioni operative sul mio plastico ho già scassato un paio di pali telegrafici e le sagome limite dei MM sono su quella strada...



Ecco un altro punto a favore dello "americano": li' la linea aerea non c'e' affatto... ma, come e' stato gia' ricordato, il gancio Kadee ed i suoi cloni, con il sistema di sgancio magnetico e non meccanico, evita il ricorso alle "mani"per sganciare i rotabili (la manovra di presganciamento e' una passeggiata, tra l'altro).

Inoltre un nuovo fabbricante sta proponendo un "ponte sganciatore" decisamente accattivante: una specie di diapason con alle sue estremita' due magneti, rivolti verso l'interno; basta porlo a cavallo dei ganci Kadee e compatibili che si vogliono sganciare ed il gioco e' fatto...

Una versione piu' lunga ne permetterebbe l'uso anche con la linea aerea, e se adottassimo il gancio Kadee integralmente, mandando al diavolo il NEM362 ed accettando una distanza tra i rotabili di poco superiore al "respingente contro respingente", avremmo risolto tutti i problemi dell'esercizio ferroviario anche con rotabili europei...


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 Oggetto del messaggio: Re: Calma Electrofrog...
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 13:06 
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Nome: Roberto Andresini
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electrofrog ha scritto:
Il fatto che nessuno abbia ancora parlato di eventuali danni al plastico per manovrare con le mani i modelli e subito si è parlato dei ganci, è interessante.

Nelle mie prime sessioni operative sul mio plastico ho già scassato un paio di pali telegrafici e le sagome limite dei MM sono su quella strada...



sul nostro plastico sociale (senza catenaria per fortuna) durante le manovre di aggancio e sgancio abbiamo gia fatto fuori segnali, personaggi, mancorrenti... che si appigliano ai tessuti dei vestiti... o perchè magari mentre scanciamo ci "scappa" il vagone/rimangono impigliati i ganci e va a sbattere contro qualche particolare demolendolo o radendolo al suolo...

possiamo fare tutta l'attenzione che vogliamo... ma i "disastri" succedono sempre...

credo sia stato omesso per il fatto che sia una cosuetudine...

da non sottovalutare ovviamente!!!!

poi tornando sui ganci... altro problema odiosissimo (per me) lo creano i ganci corti Roco e i Profi Fleishmann... soprattutto all'inizio/fine di rampe non proprio montate alla perfezione... o anche su minimi dislivelli su tratte "relativamente" in piano... il treno arriva al culmine...e tac... i ganci si muovono verticalmente... la loco prosegue nella sua corsa e i vagoni corrono indietro giù per l'elicoidale/rimangono fermi lì... dove (come se non bastasse) c'è un altro treno che sta salendo/arrivando... e vi lascio immaginare... successo più volte...

sempre in galleria ovviamente... 8)

gli unici di cui mi fido... sono gli occhielli sui carri corti e gli universali/barre rigide sui carri/carrozze lunghe...


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 13:06 
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Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
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Gente: non ho remore a dire che questo thread potrebbe essere quanto di piu' costruttivo e' stato finora proposto, visto che stiamo definendo una struttura di aggancio dei rotabili che permetterebbe tutti gli utilizzi possibili dei "trenini", sulla falsariga di quanto la NMRA IMPONE ai fabbricanti d'Oltreoceano; siete d'accordo?


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 13:25 
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Iscritto il: mercoledì 22 novembre 2006, 11:04
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Località: Svizzera
Io vedo oltre al 'problema' dei ganci (relativo, io me la cavo non troppo male con i preistorici ganci ad anello) piuttosto quello dato dalla diversa realtà o piuttosto presa di coscienza della realtà tra gli USA e l'Europa.

Il molto diffuso sistema americano di ‘far traffico’ (con orari, carte carro etc) é molto basato sul traffico locale di consegna e ritiro di merci da raccordi privati. Ma anche negli USA questa realtà non é onnipresente ne geograficamente né per epoca.
Il 'giocare alla circolazione' é fattibile solo in un area industriale degli anni 50-60, e impossibile sulla linea transcontinentale attraverso lo Utha o il Montana del 2000 , dove di raccordi industriali non ce né più neanche uno, ed i treni blocco (container e trailer) fanno california-Chicago senza fermarsi.

Si tratta quindi di scegliere un’ambientazione tale da permettere una circolazione come auspicata negli altri messaggi. Per questo sulle riviste USA é così diffusa l’epoca 1950-60, dove ciò é ancora attuale. Ora con i treni blocco di carbone che neanche si fermano ai terminali (sul serio! ) c’e’ poco da fare anche negli USA

Similmente chi modella le FS (o le SBB o le DB..) nell’epoca attuale vede spesso solo composizioni blocco, sia passeggeri sia merci (intermodali, cisterne, cereali ecc) che pendolano avanti ed indietro, come dei tram. Non ha cioè nessuno stimolo a mettersi a fare manovra.

Un esempio pratico: sulla linea del Gottardo davanti al mio ufficio passano ca 150-200 treni al giorno, ma che si ferma a fare manovre nella mia stazione ce n’e’ esattamente UNO!
Ed é l’unica stazione servita di tutta la valle, e 3/4 di quei 3-4 miseri carri al giorni sono ad uso interno delle ferrovie (cantieri). Quindi proprio poco atraente.....
Il resto sono treni blocco (merci e passeggeri) che passano ogni giorno in composizioni invariate, non molto diverse da qualsiasi impianto con una stazione nascosta ed una automazione ben congegnata che alterni le composizioni. Ed infatti é quello che molto spesso ci ritroviamo sui vari plastici.

Quindi se si vuole ‘coltivare’ uno stile diverso di far girare i treni bisogna già cominciare con lo scegliere con cura una ambientazione che renda credibile e inviti a fare manovre etc. E molto spesso bisogna andare indietro ai tempi passati, o basandosi sulle memorie personali o altrimenti ricostruendo dalla letteratura la realtà dell’epoca.
E in tutto questo c’e’ probabilmente poco posto per la direttissima con l’ETR 500.....

Sebastiano

p.s: il libro di Koester presentato sopra lo considero 20 $ proprio ben spesi, e mi ha dato molti spunti trasferibili anche in ambiente europeo, una volta afferrato qual'é il principio.


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