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Arieccomi, e chiedo scusa se, proprio io che ho aperto l'argomento, sono mancato per qualche giorno.
Un ringraziamento va a tutti coloro i quali mi hanno risposto, anche solo per far riaffiorare vecchi ricordi che ognuno di voi forse aveva sopiti.
Grazie, quindi, a te "centu", e anche a "nico58" che hai ben descritto le sensazioni di quella "sera d'inverno, quelle col vento teso e gelido".
A Dario Pisani, invece, faccio presente che, forse, quel negozio di Catanzaro cui fai cenno è un negozio che, verso il 1980-81, ebbi modo di visitare occasionalmente anche io. Ricordo che era un negozio che vendeva elettrodomestici o, comunque, materiali elettrici e che aveva, ormai, in giacenza un buon quantitativo di rotabili RIVAROSSI che in buona parte acquistai con un amico a prezzi "regalati" perchè mi fecero pagare la 691, la 940, il tanto agognato TEE e altri rotabili che ora non ricordo bene al loro prezzo di acquisto. Sembrava che non vedessero l'ora di disfarsi di quegli articoli perchè ormai non più interessati a seguire il modellismo.
Anche il Leone di Foggia, che tu citi, lo ricordo benissimo perchè ho lavorato a Foggia per circa due anni e, dopo averlo scoperto per caso, iniziai a frequentarlo con una notevole assiduità, soprattutto quando mi accorsi che aveva dei prezzi incredibilmente convenienti perchè fermi a non so quanti anni prima. Alcuni articoli, poi, avevano addirittura il prezzo degli anni 60. (Ma non mi dilungo su questa storia perchè ci sarebbe da scrivere un romanzo).
Belli anche i tuoi ricordi, Antonello: e chi non ha fatto di tutto per poter avere uno di quei convoglietti "rr" della serie economica? Per inciso, anche io ho la tua età, essendo del 1950 e il mio primo trenino fu proprio uno di quei convogli con la loco americana a vapore a due assi, un carro gondola grigio e un carro caboose rosso in coda. Oltre, naturalmente, al mitico trasformatore nero in bachelite che andava...a 160, anzicchè a 220 volts!
Kit Carson, sbaglio o Riviermodel era proprio uno dei negozi pubblicizzati nelle riviste H0?
Licio, quindi, Fochi Model's esiste ancora? Ne ricordo la pubblicità sulla rivista ed evocava per me l'immagine di un grande negozio, forse perche era a Milano.
Hornet600, Giannidebe e Hupac: grazie anche a Voi per i ricordi.
Amtrak, eccomi a te!
Sono contento, facendo la tua conoscenza, di sapere che sei di Bari e spero che quell'ETR200 ti abbia portato fortuna! Il BERNASCONI che citi lo ricordo benissimo, così come ricordo il suo ampio magazzino nel seminterrato dove aveva un ben di Dio di roba. Ricordo anche la faccia del commesso, non particolarmente simpatico ma comunque sempre efficiente. La via era via Calefati, ossia la strada che fiancheggia la Chiesa di San Ferdinando che è in via Sparano. Credo che siano ormai 40 anni che non esiste più però il suo "timbro del rivenditore" campeggia nell'apposito riquadro di un mio vecchio catalogo Rivarossi degli anni 60.
Per non annoiare gli altri utenti del forum (che chissà se mi avranno letto sin qui...!?) sui ricordi ferroviari potremo continuare con mp e se ti fa piacere possiamo anche sentirci telefonicamente e, se ancora càpiti a Bari, potremmo conoscerci e prenderci una bella granita di caffè doppia ppaannnnaa. Pago io!
Tutto ciò detto, torno all'argomento oggetto del trehad.
La situazione dei negozi storici di Bari vede sopravvivere solo la cartoleria FAVIA, nelle centrale piazza Umberto vicino la stazione, mentre non vi è più traccia della cartoleria D'ECCLESIA, in via Putignani, il cui titolare era un signore austero, dai lineamenti e taglio di capelli quasi tedeschi, con un occhialino molto elegante: non ho mai capito se fosse burbero davvero o no, comunque non interagiva direttamente con i clienti che erano affidati ad un commesso (non molto amabile) che pure ricordo bene nei lineamenti.
Altro negozio era "SANTORO": una botteguccia gestita da una coppia di anziani da cui acquistai qualche automodello WIKING (la Fiat1800 e la Jaguar e rosssa) e si trovava anche esso vicino la stazione (per i contemporanei, a fianco dell'attuale Panificio Magda). Non aveva un grande assortimento e negli ultimi anni di attività (fine anni 60), sempre apparentemente stentata, si trasferirono in Via dei Mille, quasi angolo Estramurale Capruzzi.
Un altro negozio che di ferroviario aveva le buste AIRFIX con le pensiline, ecc. era in via Cairoli ed in famiglia era noto come "la donna barbuta" perchè mio fratello diceva che la titolare era una donna con qualche pelo di troppo in faccia, da cui il soprannome.
Altro negozio storico di Bari è Centrhobby che, sorto a fine anni 60 in via Putignani anch'esso, di fatto ha da quasi subito snobbato il modellismo ferroviario preferendo darsi ad altre branche del modellismo statico e dinamico.
Ho citato, quindi, l'unico negozio storico esistente a tutt'oggi e che è Favia.
Poco frequentato da me negli ultimi anni per i suoi prezzi, diciamo così, molto di fantasia, negli anni sessanta e settanta era un gran bel negozio ed un sicuro punto di riferimento per i modellisti baresi. Io ricordo uno dei commessi, Giuliani, che già da tempo non opera più, ma che era un ragazzo (all'epoca) molto paziente e gentile, oltre che competente. A lui si univa il buon Mazzola che, sino a quando non è improvvisamente deceduto credo negli annni 80, rappresentava il "papà" un po' irascibile dei modellisti di Bari perchè sembrava eternamente incazzato ma, di fatto, non ce l'aveva sicuramente con i clienti. Credo che tutti, ora, lo ricordiamo con simpatia, così come il cassiere-contabile, sig. Gargano, persona gentilissima, fine, elegante, d'altri tempi che ha continuato a frequentare il negozio pure dopo essere andato in pensione. Ed era bello ogni tanto incontrarlo perchè mi ricordava la soggezione che, invece, mi incuteva quando, a 15-16 anni, mi presentavo alla cassa per pagare.
Ad oggi il negozio, quindi, esiste ancora ma non mi esprimo per ovvi motivi.
Be' forse sono andato un po' più lontano di quanto non fosse previsto con l'apertura del treahd ma vi prego di scusarmi se vi ho "rotto".
Mi ritiro in buon ordine invitando chi, della mia generazione, avesse piacere a continuare l'amarcord a farlo in privato con messaggi privati.
Grazie per l'ospitalità.
Gianfranco
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