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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: PREZZI - in Italia ed America
MessaggioInviato: lunedì 14 settembre 2009, 20:06 
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Iscritto il: sabato 7 aprile 2007, 7:14
Messaggi: 1197
Località: Milano
Cita:
Nessuno apre un commercio per fare beneficenza o per 'salvare il modellismo' o chissa quale altro ideale. Non lo fareste neanche voi se foste dall'altra parte del bancone.

Giustissimo, non fa una piega, allora perchè non passarci le info su dove trovare il meglio a meno?!?
Cosa è sano e incrollabile egoismo?!? Chi c'è lo impedisce, siamo o non siamo un paese "democratico"? (le virgolette hanno un loro significato).
Quindi appena uno ha un prezzo lo metta in rete e se proprio non si può dare il nome e indirizzo del negozio vorrà dire che viaggeranno parecchi MP. :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: PREZZI - in Italia ed America
MessaggioInviato: martedì 15 settembre 2009, 8:50 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:59
Messaggi: 490
Località: Aprilia (LT) - Firenze
Italia e USA non sono confrontabili, per le ragioni che qualcuno ha esposto in maniera sufficentemente dettagliata. Se uno vuole i prezzi USA, deve fare lo stile americano (molto interessante per altro). :lol:
Scritto questo, il punto è che il mercato lo facciamo noi, con i nostri comportamenti d'acquisto, non le aziende, visto che stiamo parlando di trenini e non di beni di prima necessità (il trenino non mi serve per sopravvivere, il filone di pane, sì).
Riprendendo l'esempio dell'oscuro maestro, se i 6 (ma sono sicuramente di più) fanno scelte diverse dalle mie, e se così facendo determinano un certo tipo di evoluzione del mercato, prendo atto della situazione e la affronto così com'è, trovando soluzioni alternative. Per me questo significa 'radiografare' il modello, valutare il rapporto prezzo/qualità e poi decidere, spesso prendendo tempo per essere più che sicuro della decisione. Nella maggior parte dei casi aspetto occasioni migliori e non infrequentemente cancello il modello del tutto dalla lista degli acquisti.
Personalmente ritengo che lamentele e mugugni siano sterili, mentre la riflessione (a questo dovrebbero servire i forum)che poi contribuisce a determinare l'azione no ). Ma è quest'ultima che mi sembra difetti... :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: PREZZI - in Italia ed America
MessaggioInviato: martedì 15 settembre 2009, 12:15 
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Iscritto il: mercoledì 28 gennaio 2009, 18:12
Messaggi: 2305
Località: Più a est di Vienna
andrea.vanzetto ha scritto:
Italia e USA non sono confrontabili, per le ragioni che qualcuno ha esposto in maniera sufficentemente dettagliata. Se uno vuole i prezzi USA, deve fare lo stile americano (molto interessante per altro). :lol:
Scritto questo, il punto è che il mercato lo facciamo noi, con i nostri comportamenti d'acquisto, non le aziende, visto che stiamo parlando di trenini e non di beni di prima necessità (il trenino non mi serve per sopravvivere, il filone di pane, sì).
Riprendendo l'esempio dell'oscuro maestro, se i 6 (ma sono sicuramente di più) fanno scelte diverse dalle mie, e se così facendo determinano un certo tipo di evoluzione del mercato, prendo atto della situazione e la affronto così com'è, trovando soluzioni alternative. Per me questo significa 'radiografare' il modello, valutare il rapporto prezzo/qualità e poi decidere, spesso prendendo tempo per essere più che sicuro della decisione. Nella maggior parte dei casi aspetto occasioni migliori e non infrequentemente cancello il modello del tutto dalla lista degli acquisti.
Personalmente ritengo che lamentele e mugugni siano sterili, mentre la riflessione (a questo dovrebbero servire i forum)che poi contribuisce a determinare l'azione no ). Ma è quest'ultima che mi sembra difetti... :wink:


Sottoscrivo.

Aggiungerei all'esempio delle Aspirine a 99¢ che negli Stati Uniti non si paga il brevetto Bayer, il marchio aspirin è infatti libero dal 1919, inserito in conto riparazioni danni di guerra. Mentre in Italia ci si è presi tonnellate di scaldabagni austriaci radiati ancor prima di entrare in servizio nelle FS (scherzo).


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 Oggetto del messaggio: Re: PREZZI - in Italia ed America
MessaggioInviato: mercoledì 16 settembre 2009, 13:58 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 19:52
Messaggi: 1562
Località: venezia
quello delle aspirine era solo un esempio per dire che gli stessi prodotti in Italia costano di più ed esempi così se ne possono fare centinaia, anche senza costi di brevetti.
guardate ebay de ebay fr ecc. i modelli italiani vanno venduti a prezzi decisamente superiori. e chi li compra sono ovviamente italiani.
Ovvio che gioca un ruolo fondamentale il rapporto domanda/offerta, ma gioca altrettanto una aspettativa socialmente affermatasi ed accettata di reddito, e quindi di ricarico del settore della distribuzione.
E' un pezzo che in soprattutto Italia chi vende guadagna più di chi fa
Siamo abituati e rassegnati a pagare tutto di più,


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 Oggetto del messaggio: Re: PREZZI - in Italia ed America
MessaggioInviato: mercoledì 16 settembre 2009, 14:10 
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Iscritto il: mercoledì 28 gennaio 2009, 18:12
Messaggi: 2305
Località: Più a est di Vienna
fao45 ha scritto:
guardate ebay de ebay fr ecc. i modelli italiani vanno venduti a prezzi decisamente superiori. e chi li compra sono ovviamente italiani.
Ovvio che gioca un ruolo fondamentale il rapporto domanda/offerta, ma gioca altrettanto una aspettativa socialmente affermatasi ed accettata di reddito, e quindi di ricarico del settore della distribuzione.
Siamo abituati e rassegnati a pagare tutto di più,


Sottoscrivo


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 Oggetto del messaggio: Re: PREZZI - in Italia ed America
MessaggioInviato: mercoledì 16 settembre 2009, 15:08 
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Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
Ciao a tutti,
non entro nel merito del confronto prezzi: prendo solo atto che, in genere, i modelli americani costano meno ed offrono di piu' in termini di giocabilita' e flessibilita' operativa (ganci TUTTI UGUALI, potenze di trazione dettate dal peso del modello e non dalle cerchiature i aderenza, POST-VENDITA ED ASSISTENZA IMBATTIBILI...), quanto basta, per i miei personalissimi gusti, per "varcare l'oceano"...

Leggendo gli altri posts, penso che ogni elemento citato abbia il suo peso, ma cercare di capire quale sia il principale lo vedo molto arduo; tra l'altro anche le aziende americane non se la stanno passando bene (non mi riferisco alla crisi mondiale in atto), visto che ditte storiche come Athearn e Roundhouse sono state acquistate da un altro marchio e ne ha fuso le produzioni, Stewart e Bowser hanno subito lo stesso destino, i fabbricanti di modelli "top" non possono dirsi floridamente redditizi, ecc. ecc. ecc. (l'unico settore he sembra non conoscere crisi e' l'ottone, ma stiamo fuori delle tasche del "fermodellista medio").

Penso che alla fine il discorso sia meramente pleonastico: ognuno deve comunque fare i conti con le proprie tasche e rendersi artefice del proprio destino (modellistico e non, soprattutto se il primo ti prende la mano...), ma l'importante e' che girino i treni, e non gli eufemismi...


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