In risposta a Protoluca, e per aiutare i tecnici ACME se dovessero leggere

)) esiste la Norma H0 che va benissimo, ma se di NEM vogliamo parlare, esiste la tanto ignorata (in Europa) Norma NEM 311.1, che è molto molto simile alla RP25 americana: cioè una Norma per la sala a bordino basso, circa 0,6 mm se ben ricordo, che funziona eccome.
MA.
Negli USA tutti i modelli di vaporiere sono a bordino basso, RP25 per l'appunto. La ruota non è finissima (in spessore), ma il bordino è molto realistico, insomma è un compromesso ben studiato che funziona da molti anni. NEM 311.1 sarebbe il suo corrispondente europeo, compatibile con i binari e deviatoi del commercio.
Negli USA però i fermodellisti, pur essendo molto più plasticisti di noi, hanno più buon senso. Dato che i treni, le carrozze, le loco, i carri sono più lunghi dei nostri cercano di realizzare curve più aperte e raccordate (il raccordo!! Questo sconosciuto!!), posano meglio i binari, non si fermano all'ovale con 352 scambi e una pastasciutta di binari ovunque a costo di usare ancora le sezioni curve da R360mm.
Se hanno poco spazio costruiscono poca ferrovia, prediligendo le manovre in scali ben congegnati.
Da noi purtroppo il bordino basso non avrà mai successo: deve affrontare le montagne russe che quasi ogni impianto, anche recente, continua a proporre. NEM311.1 ha poca possibilità di successo, è troppo estrema come norma.
C'è da dire però che scendere dalle misure NEM311 vecchie di decenni (tipicamente bordino "MAX 1,2 mm") è possibile, eccome.
Solo che bisogna fare molte prove, collaudi seri, in situazioni molto diverse, che nessuno ha voglia di fare. In buona sostanza, vuol anche dire uscire dalla norma NEM, e proporre misure nuove, ma poi cosa scrivi sulla scatola? Norma ACME?
Qui siamo ancora ai modelli arrivati in negozio con il circuito elettrico invertito rispetto al senso di marcia a Norma NEM (la 729 Klein, pochi anni fa!!), oppure con i collegamenti della presa decoder DCC sbagliati (vari esempi recentemente), o le bielle che si accartocciano. E' evidente che non vengono testati, non che non vengono testati abbastanza, non vengono proprio messi sul binario: certe cose sono immediate, impossibili a sfuggire.
L'approccio giusto è invece impiegare mesi per prove e modifiche, grazie ai quali i risultati escono, le ruote si possono migliorare, i modelli affinare e far uscire sul mercato praticamente perfetti, godibilissimi.