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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: giovedì 24 novembre 2011, 14:27 
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Iscritto il: giovedì 25 febbraio 2010, 15:29
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Grande giorno per cosa??


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: giovedì 24 novembre 2011, 14:56 
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Iscritto il: martedì 23 giugno 2009, 12:56
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Xell ha scritto:
Grande giorno per cosa??

giusto......ci siamo persi qualche cosa? :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: giovedì 24 novembre 2011, 15:07 
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Iscritto il: martedì 9 settembre 2008, 9:45
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Località: Breil sur Roya
marchetti625 ha scritto:
La Rivarossi di quegli anni era andata anche oltre, adottando una scala maggiore dell'1/87 canonico. A mio giudizio era una scelta giusta e ragionando col senno del poi,ossia coll' iperealismo dei giorni nostri,avrebbe permesso di ottenere un maggior dettaglio,quindi un maggiore resa estetica sopratutto per quei rotabili che al reale hanno ridotte dimensioni o forme particolari e una maggiore robustezza di componenti che oggi sono per forza di cose, fragili oppure poco affidabili come quelle parti meccaniche indispensabili al buon funzionamento del modello.

Mah, rispetto il tuo parere ma non condivido per niente.
Ancora ancora se la Rivarossi avesse scelto un rapporto e l'avesse rispettato, tipo 1:82, 1:75 quello che volete. In realtà anche se li chiamiamo 1:80 non sono in questa scala, sono solo modelli dove ogni misura è trattata in maniera diversa, lunghezza minore di 1:87, ma altezza maggiore, larghezza in scala, finestrino troppo grandi per esempio. Diciamo che venivano disegnati un po' approssimativamente per essere gentili.
Il risultato è che la "presenza", la sagoma generale del modello ne esce completamente alterata, perché non sono rispettati i rapporti tra le varie dimensioni.
Prendete una foto di una UIC-X reale e confrontatela con una Rivarossi "1:80" e una nuova Riva in scala perfetta. Quest'ultima somiglia alla vera, l'altra per niente.

La scala maggiorata aveva un senso quando non erano disponibili motori piccoli, ma negli ultimi anni era un insulto all'intelligenza.
Tanto più per una casa che sulla produzione per l'estero ha sempre prodotto in perfetta scala 1:87 mentre sul mercato italiano rifilava la produzione 1:80, eppure erano gli stessi disegnatori... non una grande prova di considerazione.

Se vuoi maggior dettaglio e robustezza passa alle scale superiori, io sono ben contento dell'evoluzione dell'H0, certo molto si può migliorare, ma non rimpiange certo l'approssimazione della produzione passata. O la assoluta scarsità di scelta, cosa potevi comporre di realistico con i pochi modelli presenti ? Oggi quasi tutto.

Ma è solo un parere personale.
Ciao, alpiliguri.


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: giovedì 24 novembre 2011, 15:51 
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Iscritto il: venerdì 25 aprile 2008, 12:15
Messaggi: 1897
marchetti625 ha scritto:
La Rivarossi di quegli anni era andata anche oltre, adottando una scala maggiore dell'1/87 canonico. A mio giudizio era una scelta giusta e ragionando col senno del poi,ossia coll' iperealismo dei giorni nostri,avrebbe permesso di ottenere un maggior dettaglio,quindi un maggiore resa estetica sopratutto per quei rotabili che al reale hanno ridotte dimensioni o forme particolari e una maggiore robustezza di componenti che oggi sono per forza di cose, fragili oppure poco affidabili come quelle parti meccaniche indispensabili al buon funzionamento del modello.
Quì siamo nel puro stato dell'arte, non del modellismo, ma dell'arte più sublime.
Arte stile Modigliani, Picasso, astratto puro, sassi con i buchi che si intitolano "La speranza", o cose del genere.
Arte astratta oppure giocattolo? Il passo è breve.
Ma cosa devo stare a leggere ...!


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: giovedì 24 novembre 2011, 15:59 
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Nome: Lippo Lippi
Iscritto il: lunedì 5 febbraio 2007, 21:41
Messaggi: 5218
Miura ha scritto:
Non c'era questo continuo proliferare di novità e potevi tranquillamente dire lo prenderò prima o poi, tanto se andava bene usciva un modello nuovo ogni 10 anni. Si pensava a far circolare treni, non importa come, e non li si vivisezionava per cercare il particolare che "per una rotazione di 0,5 millesimi di grado della supercazzola " fa griidare all'ORRORE, come avviene oggi, infatti i contachiodi non esistevano proprio o se esistevano nessuno lo sapeva e se li cagava :D e tutti si godeva molto di più questo passatempo. Poi sono arrivati gli scassa marroni e le necessità del consumismo :( .

No, dopo è arrivato internet....e sono arrivati i forum. E con essi, i contachiodi che prima non se li cagava nessuno anche perchè non c'erano i forum su cui scrivere :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: venerdì 25 novembre 2011, 3:23 
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Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2006, 19:35
Messaggi: 4687
il 25 non dovrebbe uscire la super-mitica-ultra-economicissima E 326 VT?


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: venerdì 25 novembre 2011, 9:14 
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Iscritto il: mercoledì 16 maggio 2007, 16:25
Messaggi: 1703
Località: Giarre-Riposto sulla CT-ME
evil_weevil ha scritto:
Miura ha scritto:
Non c'era questo continuo proliferare di novità e potevi tranquillamente dire lo prenderò prima o poi, tanto se andava bene usciva un modello nuovo ogni 10 anni. Si pensava a far circolare treni, non importa come, e non li si vivisezionava per cercare il particolare che "per una rotazione di 0,5 millesimi di grado della supercazzola " fa griidare all'ORRORE, come avviene oggi, infatti i contachiodi non esistevano proprio o se esistevano nessuno lo sapeva e se li cagava :D e tutti si godeva molto di più questo passatempo. Poi sono arrivati gli scassa marroni e le necessità del consumismo :( .

No, dopo è arrivato internet....e sono arrivati i forum. E con essi, i contachiodi che prima non se li cagava nessuno anche perchè non c'erano i forum su cui scrivere :lol:

Come non quotare...... Ci si divertiva, xxnta anni addietro a fare un ovale sul pavimento del salone (quante grida di mamma perchè si rischiava di far cadere un vaso o rovinare i ltappeto o il parquet), ci si divertiva a piazzare la stazioncina di Cecina, ci si divertiva a montare un ponte in plastica e pure irreale, ci si divertiva a far circolare un treno avanti/indietro senza avere la pilota di coda, ci si divertiva a piazzare un P/L con le barre traballanti......Ora no!.....realismo e perfezione devono imperare (giustissimo per carità visti i prezzi e soprattutto il livello di tecnologia applicata).....
Si stava meglio quando non si sapeva di stare peggio


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: venerdì 25 novembre 2011, 13:14 
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Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2006, 19:35
Messaggi: 4687
FERROVIANDO ha scritto:
evil_weevil ha scritto:
Miura ha scritto:
Non c'era questo continuo proliferare di novità e potevi tranquillamente dire lo prenderò prima o poi, tanto se andava bene usciva un modello nuovo ogni 10 anni. Si pensava a far circolare treni, non importa come, e non li si vivisezionava per cercare il particolare che "per una rotazione di 0,5 millesimi di grado della supercazzola " fa griidare all'ORRORE, come avviene oggi, infatti i contachiodi non esistevano proprio o se esistevano nessuno lo sapeva e se li cagava :D e tutti si godeva molto di più questo passatempo. Poi sono arrivati gli scassa marroni e le necessità del consumismo :( .

No, dopo è arrivato internet....e sono arrivati i forum. E con essi, i contachiodi che prima non se li cagava nessuno anche perchè non c'erano i forum su cui scrivere :lol:

Come non quotare...... Ci si divertiva, xxnta anni addietro a fare un ovale sul pavimento del salone (quante grida di mamma perchè si rischiava di far cadere un vaso o rovinare i ltappeto o il parquet), ci si divertiva a piazzare la stazioncina di Cecina, ci si divertiva a montare un ponte in plastica e pure irreale, ci si divertiva a far circolare un treno avanti/indietro senza avere la pilota di coda, ci si divertiva a piazzare un P/L con le barre traballanti......Ora no!.....realismo e perfezione devono imperare (giustissimo per carità visti i prezzi e soprattutto il livello di tecnologia applicata).....
Si stava meglio quando non si sapeva di stare peggio







non e' che s stava meglio quando s stava peggio, eravamo bambini ed e' ovvio che la scatola iniziale della lima regalataci a natale o per il compleanno con una pessima loco e altrattanti vagoni ci andava benissimo......


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: venerdì 25 novembre 2011, 15:36 
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Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 14:52
Messaggi: 599
Penso inizio dicembre per la 326. listino a 312 la più economica.......


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: venerdì 25 novembre 2011, 17:54 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
Messaggi: 6234
Località: Bruschi
Sarà , ma io mi diverto ancora adesso e crescendo ,viste le tecnologie, i progettisti i materiali e soprattutto i costi , pretendo dai modelli la perfezione ed è compito mio , di modellista maturo, cercare la medesima nei diorami o plastici che dir si voglia...
saluti


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 Oggetto del messaggio: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: venerdì 25 novembre 2011, 20:55 
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Iscritto il: mercoledì 28 gennaio 2009, 18:12
Messaggi: 2305
Località: Più a est di Vienna
claudio.mussinatto ha scritto:
Sarà , ma io mi diverto ancora adesso e crescendo ,viste le tecnologie, i progettisti i materiali e soprattutto i costi , pretendo dai modelli la perfezione ed è compito mio , di modellista maturo, cercare la medesima nei diorami o plastici che dir si voglia...
saluti

E io quoto Claudio. Il bel modello è negli occhi del modellista, ed è inevitabile che questi, con l'età e con l'evolversi dei tempi, diventino più esigenti; vorrei ricordare che la RR dell'epoca non faceva solo approssimazioni sulla scala, ma piazzava quei bei cipolloni in cabina alle vaporiere... Ma il modellismo era questo, d'altronde i Fleischmann non erano anch'essi troppo grandi? E che dire dell'inguardabile binario in latta Märklin? Se ieri potevano avere qualche senso, perché oggi Trix e Märklin e Fleischmann fanno ancora carrozze con lunghezza in 1:93? E quella fila di chiodini dal centro del binario C, quando la toglieranno??
In conclusione, vorrete perdonare la doppia...in spinta di citazioni latine, vieppiù trite: o tempora, o mores
e mutatis mutandis.

P.S.: aggiungo che, a dire dello stesso Alessandro Rossi, la storiella della scala rivarossiana avrebbe come origine il non voler far sembrare troppo difformi i modelli italiani e quelli americani, perlomeno all'inizio, quando appunto il rispetto delle misure esatte era relativamente importante.


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: venerdì 25 novembre 2011, 23:17 
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Iscritto il: giovedì 2 giugno 2011, 16:51
Messaggi: 1066
Carissimi, oggi ho visto in un negozio qui a Roma la cassa del 326 VT con gli aggiuntivi montati sul tetto: spettacolare. I numerosi particolari hanno una finezza di stampo (veramente notevole) che la concorrenza non ha. Altrettanto notevole è però il prezzo: oltre trecento euro. E' vero che viene costruito in Italia (e la cosa è molto positiva) ma mi sembra che il prezzo sia un tantino esagerato. Bisogna augurarsi che i venditori facciano sconti consistenti.
Saluti a tutti, Riccardo


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: sabato 26 novembre 2011, 3:34 
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Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2006, 19:35
Messaggi: 4687
altro che se e' cara porcogggiuda!


si ma quando se ne esce?
anno nuovo?


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: sabato 26 novembre 2011, 21:08 
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Iscritto il: lunedì 27 settembre 2010, 20:27
Messaggi: 178
Località: Castel s. Pietro T.
L'aspetto positivo è che abbiano capito che per rimanere sul mercato occorre fare le cose bene.

Riguardo al prezzo, è sicuramente una bella cifra ma mi scandalizza di più, ad esempio, il prezzo del 428 HR ( stampo di 15 anni fa già ammortizzato, made in China, bello ma non bellissimo). Speriamo in consistenti sconti da parte dei negozianti.
Vorrà dire che acquisterò un modello in meno...


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 Oggetto del messaggio: Re: Anteprima Vitrains
MessaggioInviato: sabato 26 novembre 2011, 23:09 
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Iscritto il: giovedì 22 febbraio 2007, 22:36
Messaggi: 409
Località: Roma
Di tutti i contributi al mio intervento, trovo interessante e stimolante quanto scritto da alpiliguri.....

negli anni '60 i progettisti delle Rivarossi ma anche quelli di altre Case blasonate d'oltralpe,progettavano i modelli ferroviari con presupposti assai diversi dagli attuali(un pò come avviene nel mondo delle ferrovie reali se facciamo un paragone tra le produzioni degli anni '10 o '30,per esempio,quelle del dopoguerra e le produzioni attuali dell'elettronica di potenza)
Non si cercava tanto la corrispondenza e la fedeltà assoluta del dettaglio con il reale ma l'EFFETTO che un modello ferroviario in movimento, avrebbe prodotto nei confronti del suo osservatore. Un pò quello che accade nel mondo del cinema,dove gli sfondi e le riproduzioni che si realizzano sul set sono una rappresentazione che DEVE dare l'idea del reale.

E' vero la Rivarossi,in quel periodo,intrepretava il reale sulla base di una scala media che a seconda dei casi veniva aumentata o diminuita. Il tutto,se osservate le produzioni di quegli anni,si giocava sui colori e la qualità delle incisioni che davano maggiore risalto ad alcuni particolari (Carrelli o sale,tetti e sovrastrutture applicate) Questo si poteva fare (e si faceva)anche perchè il "popolo"degli acquirenti(esclusi ferrovieri ed addetti ai lavori)avevano una conoscenza(e un pretesa)inferiore all'attuale.
Non era facile in quegli anni reperire foto,filmati o disegni come oggi! Non c'era nè il Web nè youtube! :D

Il treno elettrico,quindi,doveva colpire e soddisfare l'immaginazione,l'idea che le persone comuni(non necessariamente appassionati) avevano di qusto! Pensate alle scatole della Rivarossi! Ai colori,alle forme morbide dei caratteri! Ricordatevi dei primi modelli della Casa di Como,con i respingenti di colore alluminio! Pensate agli accessori,alle scatolette di comando degli scambi che per forma e colore richiamavano ad un banco ACE senza neppure assomigliarci. (quanti sogni ci facevano fare?)

In quegli anni gli stampi erano enormemente più costosi rispetto alle tecniche con le quali si realizzano oggi. Gli incisori intervenivano manualmente nelle fasi finali e certi dettagli che trovate su sale o casse delle produzioni e spesso il risultato finale di quei particolari è strepitosamente più vicino al reale di quanto,oggi, si riesce ad ottenere con le tecniche moderne. Quei modelli,in un certo,senso,sono opere d'arte perchè interpretazione soggettiva di un fatto tecnico.

In particolare i treni della Rivarossi erano un mondo a se stante, fatto per essere usato sul plastico e non per mero esecizio di collezionismo! Non a caso per questo segmento di mercato la Rivarossi lo propose con la serie Oro. Stesso concetto lo possiamo applicare alla produzione Pocher fino agli ultimi anni di vita di questo grande Maestro.

Oggi,anche perchè si è trovato il sistema di produrre in oriente con costi dimezzati e perchè i gusti delle persone sono cambiati, il concetto che guida un progettista, quando si accinge a riprodurre modellisticamente un rotabile,è la riproduzione spinta del reale:giusto che sia così!

Però, un pò per questioni inerenti ai costi che per forza di cose debbono essere compressi entro determinati parametri,un pò perchè la scala ,comunque,non permette sempre di coniugare esigenze che spesso confliggono,i risultati per un utilizzo sicuro sul plastico possono mancare!
agazzi la 640 di Oskar è una macchina strepitosa ma se osservo alcuni dettagli,iniettori,rubinetti di presa vapore e altro,beh non ci siamo rispetto al reale! Stessa cosa RR Horby! Non mi stupisco,trovo che sia normale e le ho comprate di corsa.

Poi sul plastico (e io possiedo un plastico piuttosto grande con due stazioni di testa, curve di ampio raggio,pendenze contenute,armamento Peco)l'affidabilità di questi rotabili è relativa,non tanto per la meccanica,quanto per tenuta dei ganci,scorrevolezza degli assi,stabilità di marcia,fragilità di perni e slitte dei timoni di allontanamento o di viti e perni di biella....Io poi essendo modellista autocostruttore,non ho problemi di sorta nel metterci mano :D Ma la manutenzione di oggi è più onerosa di quella passata sui motori Rivarossi o Lima! E' roba delicata soggetta a rotture che obbligano a sostituzione o ricostruzione dei pezzi.

Ecco perchè ho scritto che forse un modello in scala 1/80 con la tecnologia di oggi permetterebbe l'esecuzione di particolari con maggior dettaglio e robustezza. Ovviamente nessun produttore lo farà mai visto che l'1/87 è una scala codificata e diffusa ma anche perchè il treno oggi, si compra più per essere collezionato e stare(tristemente)dentro una scatola o una vetrina che a correre su di un plastico. :wink:

Salutoni e perdonate la lunghezza dello scritto!

Max RTVT


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