Di tutti i contributi al mio intervento, trovo interessante e stimolante quanto scritto da alpiliguri.....
negli anni '60 i progettisti delle Rivarossi ma anche quelli di altre Case blasonate d'oltralpe,progettavano i modelli ferroviari con presupposti assai diversi dagli attuali(un pò come avviene nel mondo delle ferrovie reali se facciamo un paragone tra le produzioni degli anni '10 o '30,per esempio,quelle del dopoguerra e le produzioni attuali dell'elettronica di potenza)
Non si cercava tanto la corrispondenza e la fedeltà assoluta del dettaglio con il reale ma l'EFFETTO che un modello ferroviario in movimento, avrebbe prodotto nei confronti del suo osservatore. Un pò quello che accade nel mondo del cinema,dove gli sfondi e le riproduzioni che si realizzano sul set sono una rappresentazione che DEVE dare l'idea del reale.
E' vero la Rivarossi,in quel periodo,intrepretava il reale sulla base di una scala media che a seconda dei casi veniva aumentata o diminuita. Il tutto,se osservate le produzioni di quegli anni,si giocava sui colori e la qualità delle incisioni che davano maggiore risalto ad alcuni particolari (Carrelli o sale,tetti e sovrastrutture applicate) Questo si poteva fare (e si faceva)anche perchè il "popolo"degli acquirenti(esclusi ferrovieri ed addetti ai lavori)avevano una conoscenza(e un pretesa)inferiore all'attuale.
Non era facile in quegli anni reperire foto,filmati o disegni come oggi! Non c'era nè il Web nè youtube!
Il treno elettrico,quindi,doveva colpire e soddisfare l'immaginazione,l'idea che le persone comuni(non necessariamente appassionati) avevano di qusto! Pensate alle scatole della Rivarossi! Ai colori,alle forme morbide dei caratteri! Ricordatevi dei primi modelli della Casa di Como,con i respingenti di colore alluminio! Pensate agli accessori,alle scatolette di comando degli scambi che per forma e colore richiamavano ad un banco ACE senza neppure assomigliarci. (quanti sogni ci facevano fare?)
In quegli anni gli stampi erano enormemente più costosi rispetto alle tecniche con le quali si realizzano oggi. Gli incisori intervenivano manualmente nelle fasi finali e certi dettagli che trovate su sale o casse delle produzioni e spesso il risultato finale di quei particolari è strepitosamente più vicino al reale di quanto,oggi, si riesce ad ottenere con le tecniche moderne. Quei modelli,in un certo,senso,sono opere d'arte perchè interpretazione soggettiva di un fatto tecnico.
In particolare i treni della Rivarossi erano un mondo a se stante, fatto per essere usato sul plastico e non per mero esecizio di collezionismo! Non a caso per questo segmento di mercato la Rivarossi lo propose con la serie Oro. Stesso concetto lo possiamo applicare alla produzione Pocher fino agli ultimi anni di vita di questo grande Maestro.
Oggi,anche perchè si è trovato il sistema di produrre in oriente con costi dimezzati e perchè i gusti delle persone sono cambiati, il concetto che guida un progettista, quando si accinge a riprodurre modellisticamente un rotabile,è la riproduzione spinta del reale:giusto che sia così!
Però, un pò per questioni inerenti ai costi che per forza di cose debbono essere compressi entro determinati parametri,un pò perchè la scala ,comunque,non permette sempre di coniugare esigenze che spesso confliggono,i risultati per un utilizzo sicuro sul plastico possono mancare!
agazzi la 640 di Oskar è una macchina strepitosa ma se osservo alcuni dettagli,iniettori,rubinetti di presa vapore e altro,beh non ci siamo rispetto al reale! Stessa cosa RR Horby! Non mi stupisco,trovo che sia normale e le ho comprate di corsa.
Poi sul plastico (e io possiedo un plastico piuttosto grande con due stazioni di testa, curve di ampio raggio,pendenze contenute,armamento Peco)l'affidabilità di questi rotabili è relativa,non tanto per la meccanica,quanto per tenuta dei ganci,scorrevolezza degli assi,stabilità di marcia,fragilità di perni e slitte dei timoni di allontanamento o di viti e perni di biella....Io poi essendo modellista autocostruttore,non ho problemi di sorta nel metterci mano

Ma la manutenzione di oggi è più onerosa di quella passata sui motori Rivarossi o Lima! E' roba delicata soggetta a rotture che obbligano a sostituzione o ricostruzione dei pezzi.
Ecco perchè ho scritto che forse un modello in scala 1/80 con la tecnologia di oggi permetterebbe l'esecuzione di particolari con maggior dettaglio e robustezza. Ovviamente nessun produttore lo farà mai visto che l'1/87 è una scala codificata e diffusa ma anche perchè il treno oggi, si compra più per essere collezionato e stare(tristemente)dentro una scatola o una vetrina che a correre su di un plastico.
Salutoni e perdonate la lunghezza dello scritto!
Max RTVT