gaiger2002 ha scritto:
Si, però in USA allo stesso prezzo di una Italiana ci trovi dentro anche il decoder...
e molti modelli nascono per essere superdettagliati... tipo Ateharn o Stewart... prorio perchè le specifiche di una locomotiva sono molto diverse da compagnia a compagnia (dal numero di gradini per salire sul pancone, ai fari, trombe, luci...)
ciao
Riccardo
Sì, però negli USA difficilmente ti troveresti tutti i modelli unici che invece in Italia la fanno da padrone.
Non avresti per esempio la e636 082 in tutte le varianti temporali possibili: forse ne avresti una "neutra" che poi il modellista ambienta quando vuole o più probabilmente una sorta di e636 base da cui ottenere tutte le varianti possibili e immaginabili. Quindi avresti fiancate dei carrelli (proprio fiancate e non gusci: la soluzione che ha fatto inorridire gli italici modellisti negli USA è la prassi), griglie di ogni tipo (anche per ottenere la famosa 082), sfogatoi, prese ad orecchiabile e chi più ne ha più ne metta.
Meglio? Peggio? Sono 2 concezioni diverse di intendere la passione per le ferrovie.
In questo do ragione a Claudio: gli americani sono mediamente più modellisti, gli europei, ed in Italia specialmente, sono mediamente più collezionisti.
Senza offesa per nessuno ma qui è un miracolo montare gli aggiuntivi, figurarsi "trafficare" con un modello.
Sempre per tornare alla famosa 082: non mi sembra che nessuno si sia mai cimentato nella sua costruzione eppure la base c'era....
2 note finali:
negli USA, dove i plastici sono molto più diffusi che da noi, i modelli hanno delle ruote molto più realistiche (qui se lo spessore della ruota e il bordino non sono almeno il doppio di quanto hanno loro, ci stracciamo le vesti);
attenzione ad esaltare la marea di aggiuntivi... per esperienza personale vi posso assicurare che a botte di 2 o 3 dollari è un attimo spendere un capitale.
P.s.: Una puntualizzazione forse esagerata: i modelli USA non hanno il decoder ma un circuito stampato che unisce l'analogico e il digitale.