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MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 18:40 
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Buonasera!

Rispondo al cortese Antonello che scrive:
"In realtà non si puo' parlare di una scala di riduzione, ma di varie scale, a seconda della dimensione considerata. C'erano dei modelli in 1/87 circa in lunghezza ma con scala diversa in larghezza e altezza, ad esempio.
Per non parlare poi della scala delle ruote e degli interassi."

Credo che la questione dal punto di vista storiografico della RR non stia nella rispondenza di un modello commerciale ad una determinata scala un poco come si fa con un modello odierno che DEVE essere in 1/87 sia perchè questo é lo standard internazionale (ma come sappiamo non mondiale), sia e sopratutto perchè le varie ditte pubblicizzano proprio questa scala quale metro di produzione dei loro prodotti.

Orbene ai suoi inizi e fino a tutti i '60, mi sembra, RR non parlò mai ne tantomeno scrisse riguardo la scala dei suoi modelli rifacendosi sempre ad un generico scartamento H0 di 16,5 mm secondo lo standard europeo NEM.

Mi sentirei quindi di affermare che RR già in sede di progettazione calcolava i modelli Italiani in 1/80 (costretta dall' ingombro dei motori) mentre utilizzava l' 1/87 per quelli USA dei quali declamava, in maniera un poco occulta, la DIVERSITA' in quanto rispondenti alle norme NMRA.

Successivamente ogni prodotto, non soltanto di RR, in sede di produzione seriale subiva quegli aggiustamenti indispensabili per ottenere una produzione economicamente possibile e adatta sia al modellista che al ragazzo.

Tutto questo compromesso tra riduzione in scala e possibilità di produrre ed usare i modelli credo continui ancora oggi anche se la tecnica consente di avvicinarsi sempre di più....

Cordialmente
mark0gauge


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MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 19:17 
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Rispondo a mark0gauge.

Immanzitotto ti ringrazio per l'intervento, ma vorrei fare notare che la mancanza di chiarezza di RR sulla scala di riduzione utilizzata si protrae almeno fino al 1990 , nel cui catalogo si spiega l' H0 solo in funzione dello scartamento, non della scala di riduzione che non è MAI citata.

Capisco bene la necessità di adattare i modelli a cicli di produzione e quindi di "sacrificarne" la veridictà, ma sono modelli e necessariamente devono essere semplificati rispetto all'originale.
Ma la semplificazione non credo che possa influire sulla scala scelta per lo stampo: ci saranno meno dettagli, particolari omessi, ecc. ma fra fare un modello 1:80, 1:87 c'è differenza, ed è una scelta progettuale/commerciale.
Che per RR continuo a non capire.
Allora i modelli italiani erano 1:80 e quelli USA 1:87? E quelli tedeschi o francesi?

Resto molto perplesso
Giorgio


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MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 19:20 
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Scusate per gli errori ortogtrafici dell'intervento precedente. Probabilmente è analfabetismo di ritorno.
Giorgio


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MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 22:02 
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a


Ultima modifica di mark0gauge il domenica 7 gennaio 2024, 7:10, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 0:03 
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Iscritto il: sabato 20 maggio 2006, 16:25
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Caro mark0gauge, non metto in dubbio la tua conoscenza (diretta?) sulla produzione di RR.

Anzi sono a chiederti ulteriri chiarimenti, se sei disponibile.
Appurato che i modelli italici erano in scala 1:78 o 1:80, che quelli USA erano in scala 1:87 (ma anche le prime dockside?), i modelli degli altri paesi hai idea in che scala (di base) fossero fatti???

Un'altra curiosità sul modo di produrre di RR: ho visto sul catalogo/elenco dei "50 anni" che alcuni modelli sono stati prodotti solo in determinati anni, nonostante fossero sempre in catalogo. Significa che RR faceva dei grandi stock e poi li metteva in magazzino ( ma cha magazzino avevano??). O il magazziono lo facevano fare ai negozianti? O ho male inerpretato il catalogo e la produzione dei modelli era costante?

Hai idea perchè sia "crollato" il mercato USA (o almeno questa è stata la mia impressione)?

Grazie anticipatamente. Ogni informazione in più va ad arricchire il sito Rivarossi_Memory

Cordialità
Giorgio


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MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 0:05 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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Ecco una prima serie di dati, piu' che altro per curiosita'.

Se vuoi puoi metterli man mano nel tuo Sito


Modello................................Scala Media....Anno

FNM..........200 05.......................1/82.........1979

DB ..........01 141.......................1/85.........1979

LMS .........Royal Scot.................1/84.........1979

FS............Tender 22 mc.............1/81.........(da 1/78 a 1/92)

FS............E 656.........................1/80.........1976

DB............E 17..........................1/82.........1975

Fonte 'Prove e misure' Italmodel Ferrovie


Resta il fatto che anche sul plastico dell'Associazione i vecchi 'trenoni' sembrano piu' treni, complice la nostra provenienza dalla prima meta' del secolo scorso e l'abitudine pluridecennale a vederli cosi'.


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MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 0:17 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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E a proposito di mercato e modelli americani ricordate gli smaccati falsi
in 1/80 ?

La 740 divenuta 2-8-0

La 835 divenuta 0-3-0

La simil 835 a due assi divenuta 0-4-0

La Badoni gialla

Le ADA/R e AA/R costruite su telaio della Badoni intorno al motore a pallini

Le carrozze passeggeri UP se ben ricordo cosi' simili alle nostre Piaggio

Antonello


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MessaggioInviato: lunedì 24 luglio 2006, 11:42 
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Finalmente sono riuscito a lavorarci su

Ed ecco anche le LOCO ELETTRICHE ITALIANE!!!!


http://digilander.libero.it/Rivarossi/

Sto ancora sitemando i "Plastici originali RR" e devo dare corpo alle rifelssioni sulle SCALE di RR.


Sempre gradittissime puntualizzazioni, correzioni e MATERIALE da aggiungere al sito ( ex foto di modelli mancanti).

Ciao
Giorgio


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MessaggioInviato: lunedì 24 luglio 2006, 13:32 
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Nome: Alessandro Rizzello
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sbaglio o tra le locomotive elettriche italiane manca la E424 ? il modello della E656 in livrea TEE è mai stato effettivamente prodotto?

Ciao e complimenti per il lavoro !!
Alessandro


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MessaggioInviato: lunedì 24 luglio 2006, 14:43 
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visto che siamo in tema di precisazioni, allora vi segnalo che ci sarebbe anche la E646 037 treno azzurro sempre in 1:80
ciao a tutti


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MessaggioInviato: lunedì 24 luglio 2006, 19:33 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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E 428 'Pirata' in 1:80

Badoni elettrico ( pura fantasia )

Se tratti anche l' 1/87

E 321-322

Tutti gli E 428 in 1/87

E 434

Di E626, 424 e 636 dagli anni 50 in poi ce ne sono state tantissime versioni
diverse per motorizzazioni e per estetica.

Vieni nel Museo dei RRicordi su Pescaraferr e dai un occhio; se ti servono foto scrivimi.

Antonello


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 Oggetto del messaggio: rr memory
MessaggioInviato: martedì 25 luglio 2006, 9:06 
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Nome: Maurizio
Iscritto il: martedì 27 giugno 2006, 12:27
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Località: Roma
Ciao e di nuovo complimenti per il sito,

penso sarebbe molto utile inserire anche lo sviluppo dei tracciati dei plastici RR storici.

Continua cosi' che va benissimo.

Maurizio


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MessaggioInviato: martedì 25 luglio 2006, 12:26 
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Iscritto il: domenica 5 febbraio 2006, 15:50
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rispondo a sportwagon in quanto "sotto-vice-appuntato-aggiunto aiutante" di posacchio, in particolare in riferimento ai plastici.
Ho raccolto, consultando tutto il consultabile in mio possesso, foto dei plastici RR ma purtroppo dalle foto non sempre è possibile ricavarne il tracciato. Di alcuni però esistono chiaramente i tracciati relativi e, una volta identificati, non sarà difficile pubblicarne il circuito. Fonti importanti: "manuale dei tracciati e dei circuiti elettrici" pubblicazione edita da RR intorno agli anni '60 e comunque immediatamente dopo la realizzazione del "sistema Rivarossi" e "HORivarossi" in svariatissimi numeri.


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MessaggioInviato: martedì 25 luglio 2006, 12:35 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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Località: Pescara
Per cemas : se hai bisogno dei tracciati pubblicati dal '54 in poi su H0 RR
fammi un fischio e nel fine settimana mi do da fare

Antonello


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MessaggioInviato: martedì 25 luglio 2006, 13:58 
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Iscritto il: domenica 5 febbraio 2006, 15:50
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Località: veneto orientale
grazie Antonello, disponibile come sempre. Al momento giusto mi farò vivo immagino con il placet di Posacchio. Grazie ancora


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