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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 9:57 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 12:55
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claudio50 ha scritto:
Calma, calma. Non affondiamo il coltello nella PIAGA. Può essere anche vero, e 656, ma ricordo che a fronte di qualche esempio negativo posso affermare senza timore di smentita che ci sono insegnanti che coltivano la nostra passione molto al di sopra di questi luoghi comuni e pregiudizi. Nella mia scuola, p. es. ci sono tre insegnanti impegnati nell'attività modellistica ed un bidello che fa perfino parte di un club locale, ma nessuno si è mai permesso di ammiccare o giudicare, anzi...
Saluti circolari.


Perfetto, sempre negativo generalizzare, allora proporrei di pubblicare tali esempi positivi, visto che ho letto in altra parte che ANCHE i fermodellisti molto vorrebbero o pretendono, ma quando si va al concreto, CIOE' LAVORARE, spariscono.....


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 17:13 
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crosshead ha scritto:
Al contrario,sono in esubero e,tranne poche eccezioni,scarsamente qualificati:

Il Quaderno bianco sulla scuola, pubblicato nelle settimane scorse a
cura dei ministeri dell'economia e dell'istruzione, riserva un'analisi
particolare al rapporto docenti/alunni, rilevando alcuni fattori che
sono alla base della situazione italiana (piu' docenti) rispetto ai
Paesi Ocse.
I fattori determinanti, secondo il Quaderno, sono individuabili nei
seguenti quattro punti riportati nella tabella 1.9 della
pubblicazione:
- Rapporto insegnanti/studenti = scuola primaria: in Italia 9,3
docenti ogni 100 studenti mentre e' 5,9 nei Paesi Ocse; secondaria I
grado: 9,7 Italia e 7,3 Ocse; secondaria superiore: 8,7 Italia e 7,9
Ocse. Questo primo determinante che vede l'Italia con un rapporto
molto piu' elevato di quello dei Paesi Ocse e' anche la conseguenza
dei tre determinanti che seguono.
- Impegno orario degli studenti = scuola primaria: 970 ore annue
Italia e 788 Ocse; secondaria I grado: 963 ore in Italia e 894 nei
Paesi Ocse; secondaria superiore: 908 Italia e 910 Ocse.
- Impegno orario annuo dei docenti = primaria: 726 ore Italia e 805
Ocse; secondaria I grado: 594 ore Italia e 704 Ocse; secondaria
superiore: 594 ore Italia e 663 Ocse. Il confronto e' circoscritto
alle sole ore di insegnamento, con esclusione di altri orari di
servizio.
- Numero studenti per classe = primaria: in Italia media 18,4 alunni
per classe, Ocse 21,4 alunni per classe; secondaria I grado: 20,9
alunni per classe, Ocse 24,1.
Dall'analisi del Quaderno si puo' trarre la conclusione che il
rapporto finale docenti/alunni dipende dall'orario delle lezioni,
dall'orario di insegnamento e dalla media di alunni per classe. Ma
sono soprattutto gli ultimi due i fattori che possono determinare un
cambiamento significativo nel rapporto docenti/alunni. Tuttavia
solamente un grande patto sociale e una qualita' diversa dell'offerta
di servizio, accompagnati da una ridistribuzione delle risorse
finanziarie di sistema, possono a nostro avviso aprire la strada ad
interventi riformatori di tanta portata.
Quello che non si ricava dal Quaderno, ed emerge invece nel "1°
Rapporto sulla qualita' nella scuola" di Tuttoscuola, e' l'estrema
disomogeneita' sul territorio che caratterizza il sistema formativo
italiano: per il rapporto alunni/classe nella primaria ad esempio si
passa dal 15,8 della Calabria, lontanissimo dall'Europa, al 20,2 della
Puglia o al 19,8 dell'Emilia Romagna, vicini alla media Ocse.

Come ex-insegnante (dopo 41 anni di servizio) di Scuola Secondaria Superiore (negli ultimi anni Collaboratore Vicario del Dirigente Scolastico, quindi con un po' di esperienza anche in campo amministrativo e di gestione del personale) e marito di insegnante tuttora in servizio, mi fa "molto piacere" vedere che c'è ancora chi crede alle favole (ripetute all'infinito dagli "echi" di Regime, pardon: Telegiornali)!
Infatti se dico che una 740 Hornby costa 200 euro e una 740 TopTrain costa 1800 euro posso dire che in Italia la 740 costa "in media" 1000 euro: come diceva Totò (e non sono napoletano) "ma mi facci il piacere!"
Salve a tutti
Carlo


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 18:31 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 17:39
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Caro Carlo7491, purtroppo, come in tutti i campi delle attività lavorative, c'è sempre qualcuno che crede di saperne di più (in buona fede, intendiamoci, poiché non posso pensare che ci sia gente che condanni pregiudizialmente il lavoro o l'attività del prossimo) e quindi giudica direttamente o indirettamente. Io sono ormai al limite del pensionamento per anzianità e so che molte cose non vanno, ma non accetto che qualcuno, anche dall'alto, sminuisca o sottovaluti l'operato degli educatori. Comunque anche qui, pur avendo dato qualche consiglio, giammai con l'intento di insegnare qualcosa a chicchessia, ma con l'intenzione di migliorare le conoscenze per non ripetere eventuali errori, trovo comunque la stessa resistenza che oggi incontro nel mio lavoro, per cui spesso preferisco ritirarmi in buon ordine, piuttosto che infierire.
Saluti circolari.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 19:02 
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Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2006, 15:59
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Caro sig. E 656, sono un marito di un'insegnante elementare, andata in pensione a 60 anni. Le posso garantire che nelle scuole elementari gli insegnanti non sono troppi, anzi...Ormai le classi sono scoperte, quando un'insegnante si ammala ormai non ci sono soldi per chiedere le supplenze e quindi occorre che le altre insegnanti coprano il buco lasciato da chi è ammalato. Come se in fabbrica si ammalasse un operaio e a quello che fa andare la fresatrice, gli si chiedesse di far lavorare contemporaneamente il tornio! Le scuole statali vengono sempre più tagliate nei fondi, (a favore delle private) ormai sono le maestre che devono provvedere a comprare matite, gessi, e addirittura programmi didattici per il computer. E non le dico quante sere mia moglie ha smesso alle 11,00 di preparare le lezioni per il giorno successivo o ha dovuto correggere gli elaborati dei suoi allievi. Attività che nei progetti ministeriali dovrebbero essere fatte a scuola in orari non di insegnamento. Ma che proprio per la pochezza numerica degli insegnanti erano invece dedicati ad attività didattiche.
Sicuramente qualche insegnante un pò "lazzarone" c'è, come ci sono scioperati in tutti i posti di lavoro, ma non si può fare di tutta un'erba un fascio!
Avevo proposto anch'io di fare un pò di "insegnamento" sul fermodellismo, nel plesso scolastico di mia moglie,proprio per fare riscoprire ai bambini di oggi, la bellezza delle ferrovie. Ma oltre a farlo gratis, il Dirigente non poteva nemmeno pagarmi quel briciolo di spese che dovevo chiedere, andando a 20 Km da casa mia. Non aveva neanche un soldo e poi non aveva risorse umane per accompagnarme nei corsi!! Penso che sia ora di finirla con i classici luoghi comuni che gli insegnanti lavorano poco,quattro ore al giorno otto mesi l'anno...Lei sa cosa significa gestire dalle 8 di mattina alle 5 di sera classi di almeno 30 bambini viziati e strafottenti. Perchè guardate che i bambini di oggi per la maggior parte sono proprio così!Non per colpa loro, ma della famiglia che delega alla scuola anche i compiti che sono propri dei genitori. Bambini che vengono giustificati dai genitori quando rompono le palle in classe, che vengono giustificati se non portano i compiti, che si vedono perdonati quando beccano una nota e viene altresì colpevolizzato l'insegnante reo di essere ingiusto con i propri pargoli, futuri calciatori, veline o tronisti. Un pò quello che succede in grande ai giudici e ai pm del giorno d'oggi.
Per cui caro E 656 perdoni questo lungo sfogo, ma la invito a essere più ferrato prima di esprimere un giudizio e di non limitarsi solo ai luoghi comuni gestiti dai Minzolini o Fede di turno, che devono giustificare le porcate dei loro padroni, porcate tra cui il continuo gettito di nostri soldi alle private e il taglio di risorse alla scuola pubblica!
Ossequi
gino


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 19:19 
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Come volevasi dimostrare,artatamente non ho specificato la data di pubblicazione del report per verificare come l'IDEOLOGIA sia fuorviante:
l'inchiesta è del 1995,partorita dai ministri del governo Dini,mai tacciati da alcuno di fare demagogia.
Poi conosco bene il mondo della scuola italiana sia per esperienza diretta,sia per sperimentazione indiretta.
Anche mia moglie è insegnante di ruolo classe 50/A,quindi sono ben documentato,anzi, per carità di patria,è meglio che stia zitto,altrimenti.......................................sbotto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 21:21 
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Caro concittadino, sbotti pure, io non ho portato tabelle e medie inglesi per difendere il mondo della scuola, vecchie di 15 anni. Ho portato l'esperienza di 30 anni di lavoro di mia moglie, ho portato l'esperienza di tante sue colleghe, e mi pare di aver condiviso qui l'esperienza di persone che hanno trovato simili problemi dove a loro volta insegnavano. Che poi i governi fosseri di destra ( e oggi anche loro fanno le stesse stupidate e promesse...o abbiamo dimenticato il grande progetto delle 3 I (inglese, informatica, istruzione..) o di sinistra poco importa. Tutti hanno tagliato sulla scuola e (ritornando in topic) non si può pensare che sia un immobilismo del corpo insegnante per cui si abortiscono progetti di crescita culturale. Il corpo insegnante, Le posso garantire, è una fucina di nuovi progetti. Purtroppo tutti cassati dalla penuria di denaro che viene dirottato (oggi più di ieri e questo è dimostrabile!!!) sulle scuole private.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 22:55 
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Iscritto il: giovedì 2 ottobre 2008, 14:52
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E chi aveva detto che i ministri del governo Dini erano buoni?
Anche quelli erano "ragionieri".
Fintanto che si penserà, da chiunque, che nella Scuola l'importante sono i conti e non la qualità, come fintanto che la Sanità dovrà produrre profitto e non salute, non si potrà che scendere.
Carlo


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: giovedì 1 luglio 2010, 23:49 
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Iscritto il: sabato 4 luglio 2009, 22:25
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Hai toccato una nota dolente,in Italia esistono due categorie di lavoratori che si oppongono strenuamente ad una seria verifica della propria preparazione professionale:gli insegnanti ed i medici.
Questa mancata valutazione oggettiva premia gli incapaci, le cui gesta sono note a chi voglia approfondire la consapevolezza dei danni che costoro inferiscono alla nazione.
Per quanto riguarda i secondi,per anni ho seguito i corsi di aggiornamento e l'attribuzione dei crediti ECM per i medici di base, e devo dirvi che i risultati sono stati ,tranne le debite eccezioni,veramente sconfortanti.
In certi ambienti lavorativi la professionalità è obbligatoria,in altri facoltativa!

Con questo non intentendo offendere nessuno,ma non mi piacciono le"excusatio non petite"


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: venerdì 2 luglio 2010, 1:23 
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7 dicembre 2007 - ore 19:26
Scuola, gli italiani tra i più ignoranti in Europa

l rapporto Ocse che ha valutato il grado di conoscenze scolastiche su ragazzi quindicenni di 57 diversi Paesi ha collocato il nostro paese tra il 33mo e il 38 posto per materie scientifiche, lettura e matematica. E in molte altre non si è classificata per non aver superato il limite minimo di valutazione.

ROMA - Gli italiani ultimi della classe tra i paesi dell'Unione Europea. La pagella con tanto di classifiche e rendimenti arriva dal rapporto Ocse-Pisa (Programma internazionale di assistenza allo studio) che ha valutato studenti quindicenni appartenenti a 57 paesi in tutto il mondo.

L'unico livello scolastico che in Italia si salva è quello della scuola primaria: dopo le elementari c'è il tracollo. E i risultati sono addirittura più scadenti di quelli valutati nel precedente rapporto del 2003, il che evidenzia un sistema scolastico in continuo declino nel corso degli ultimi anni.

Nella classifica mondiale, l'Italia figura al 37° posto per competenza nelle materie scientifiche (mentre prima è la Finlandia ), al 33° posto nella lettura, (tra i primi tre Corea del Sud, Finlandia, Hong Kong), al 38° posto per le conoscenze matematiche (primi Taiwan, Finlandia, Hong Kong). Siamo seguiti, tra i Paesi europei, solo da Grecia, Portogallo, Bulgaria e Romania. In molte competenze, poi l'Italia non è addirittura rientrata nella classifica per la quale è necessario che almeno il 70% degli studenti di ogni nazione debbano raggiungere almeno il secondo livello di competenze.

Le prestazioni dei paesi asiatici invece continuano ad essere più elevate di quelle dei paesi Europei e degli Stati Uniti. Solo tra il 1995 ed il 2004, ad esempio, il numero di studenti che intraprendono studi universitari è più che raddoppiato in Cina e in Malesia ed è cresciuto dell'83% in Tailandia e del 51% in India. Per quanto riguarda la differenza tra maschi e femmine, invece, le ragazze di tutti i paesi interessati dalla ricerca hanno fatto meglio dei loro coetanei: in particolare, in Italia lo scarto è di 41 punti a favore delle studentesse.

L'indagine Ocse-Pisa mira a verificare in che misura i giovani prossimi all'uscita dalla scuola dell'obbligo abbiano acquisito alcune competenze giudicate essenziali per svolgere un ruolo consapevole e attivo nella società - lettura, matematica e scienze - e per continuare ad apprendere per tutta la vita. L'attenzione non si focalizza tanto sulla padronanza di determinati contenuti curricolari, ma piuttosto sulla misura in cui gli studenti sono in grado di utilizzare conoscenze e abilità apprese durante gli anni di scuola per affrontare e risolvere problemi e compiti anche simili a quelli che si incontrano nella vita reale. La scuola è dunque valutata in riferimento ad un criterio esterno ad essa: la misura in cui essa prepara i giovani per la vita e li equipaggia ad affrontare l'attuale società della conoscenza.

Il Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni si è detto molto preoccupato dei dati emersi dal rapporto Ocse sulla salute della scuola italiana: «E' il motivo per cui abbiamo introdotto non delle nuove riforme, delle quali la scuola non ha bisogno, ma un ritorno ad alcuni elementi di buonsenso - ha dichiarato Fioroni -. In dieci anni abbiamo diplomato otto milioni e ottocentomila studenti con lacune gravi e gravissime con questo sistema dei debiti non recuperabili. Aver ripristinato il recupero entro settembre, e chi non li recupera deve ripetere l'anno, credo che sia un segnale di voler ritornare ad una scuola seria, requisito essenziale per farla essere di qualità. Inoltre l'attenzione posta nell'ultimo anno sulle materie scientifiche, sulla necessità di potenziare l'insegnamento della matematica e delle scienze, ha portato al raddoppio delle iscrizioni alle facoltà scientifiche».
I primi reports dei risultati INVALSI 2010 ci mostrano una situazione ancor peggiore
«E' il motivo per cui abbiamo introdotto non delle nuove riforme, delle quali la scuola non ha bisogno, ma un ritorno ad alcuni elementi di buonsenso " Ipse dixit
Conclusione: o i nostri ragazzi sono diventati tutti stupidi,oppure...........................


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: venerdì 2 luglio 2010, 6:49 
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Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2006, 15:59
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Località: Brescia
Rispetto,caro sig.crosshead, le sue opinioni e le sue convinzioni. Non posso fare altro, e mi sento disarmato quando qualcuno cita sempre fonti altrui e non fa lavorare la propria testa e vede solo quello che altri dicono. Sta sul pelo dell'acqua.
Come quando si continuano a criticare gli attori, dicendo che sono cani, quando si sa benissimo che sono l'autore e il regista che dovevano cambiare mestiere e che il costumista s'è fottuto i soldi destinati alla commedia per goderseli in qualche isoletta, con nani e ballerine. Auguri, anche perchè Brescia non è lontana dalla Svizzera e lì sicuramente i suoi figli e la sua salute sarano sicuramente meglio sorvegliati.
Mò chiudo perchè sono cose queste che non interessano a nessuno e siamo nel fermodellismo.
gino


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: venerdì 2 luglio 2010, 8:14 
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Iscritto il: venerdì 27 gennaio 2006, 19:59
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Località: roma
I crediti ECM sono una barzelletta inventata da chissà quale mente fulgida, al solo scopo di incrementare il numero e il costo dei congressi (dove, abitualmente, si chiacchiera davanti a un caffè prima di 'intascare' i suddetti crediti) e/o degli pseudo-corsi di 'aggiornamento'.
La scuola (concordo con Cortez) è oggi condizionata dai mille lacci e lacciuoli tessuti dai mirabolanti genitori siliconati e nullafacenti i quali giustificano le cazzate dei loro figlioletti, vestiti orgogliosamente con la maglia del numero dieci della squadra del cuore, e colpevolizzano i maestri.
Ai miei tempi... si usciva da scuola con un giudizio basso e si riceveva il resto a casa...
E i medici, curavano la gente, mentre oggi sono terrorizzati dai siliconati nullafacenti che fanno presto a chiamarli in causa per qualsivoglia cazzata.
Scusate lo sfogo, l'OT, il tedio, le cazzate che dico, ma tutto quanto è il risultato del degrado morale e materiale di un mondo senza limite alcuno.
Senza scuola che insegna, senza università che forma e senza famiglia che educa.
Beati quei pochi che studiano dopo aver ricevuto una educazione...

Ciao!
Nicola


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: venerdì 2 luglio 2010, 8:44 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 17:39
Messaggi: 851
Località: San Martino Buon Al.
Caro Cortez, è evidente che il nostro amico ha il dente avvelenato nei confronti della scuola, ma crede forse che non ne sappiamo anche noi le ragioni?. Crede che noi non si sappia quali sono i difetti del nostro mestiere? Mi dispiace solo di dover sentire ancora dissertazioni sulla scuola, quando non ci si vuole rendere conto che il malanno viene proprio dall'alto. Le indagini OCSE ci sono ben note e quello che ripetiamo costantemente in sede di riunioni, ma la cosa più importante non viene mai intrapresa: la modifica dei contenuti e delle mappe disciplinari. Bene, Crosshead parla di competenze non raggiunte (io direi inesistenti), ma ancora oggi sui quotidiani e al telegiornale leggo e sento che sono in svolgimento gli Esami di Stato, dove i nostri ragazzi sono chiamati alla verifica delle conoscenze... Ma è solo questo che conta? Se diamo ancora oggi, dopo 70 anni dalla riforma Gentile, valore prevalentemente alle conoscenze, mentre l'Europa ci chiede competenze, di chi è la colpa? La nostra scuola è l'unica (credo al mondo) in continua riforma, per cui ci ridiamo sopra e la definiamo una "riforma in itinere". Io posso solo testimoniare dei confronti con l'estero (dove mi aggiorno e da cui traggo spesso le giuste idee didattiche) e non devo ricorrere ai quaderni ministeriali per sapere quali sono i difetti, di cui Cortez si è fatto degno portavoce. Un progetto di fermodellismo a scuola sarebbe possibile, come è stato possibile il gioco degli scacchi (di cui non sento più parlare), attività ludiche di altra natura, confermando così ciò che asserivo nel mio intervento più in alto. Gli interventi di buon senso, a cui fa riferimento la citazione di Crosshead, non saranno mai presi sul serio, perché a tutt'oggi lo stesso legislatore è in grande confusione, visto che si trova nella sgradita posizione di svalutare la tradizione italiana basata solo sulle conoscenze e non sa come affrontare il nuovo, dove diventa più importante il bagaglio di competenze. Meditate gente.
Saluti circolari.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: venerdì 2 luglio 2010, 13:07 
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nicvoci ha scritto:
I crediti ECM sono una barzelletta inventata da chissà quale mente fulgida, al solo scopo di incrementare il numero e il costo dei congressi (dove, abitualmente, si chiacchiera davanti a un caffè prima di 'intascare' i suddetti crediti) e/o degli pseudo-corsi di 'aggiornamento'.
La scuola (concordo con Cortez) è oggi condizionata dai mille lacci e lacciuoli tessuti dai mirabolanti genitori siliconati e nullafacenti i quali giustificano le cazzate dei loro figlioletti, vestiti orgogliosamente con la maglia del numero dieci della squadra del cuore, e colpevolizzano i maestri.
Ai miei tempi... si usciva da scuola con un giudizio basso e si riceveva il resto a casa...
E i medici, curavano la gente, mentre oggi sono terrorizzati dai siliconati nullafacenti che fanno presto a chiamarli in causa per qualsivoglia cazzata.
Scusate lo sfogo, l'OT, il tedio, le cazzate che dico, ma tutto quanto è il risultato del degrado morale e materiale di un mondo senza limite alcuno.
Senza scuola che insegna, senza università che forma e senza famiglia che educa.
Beati quei pochi che studiano dopo aver ricevuto una educazione...

Ciao!
Nicola

Finalmente una parola chiara sui "genitori siliconati" che hanno tutti geni come figli e che sono pronti a sparare sugli "altri" (insegnanti, medici e non cito altre categoria altrimenti il signor "ho sempre una citazione per tutto" me ne scodella un'altra).
E dire che c'è scritto "guarda la trave nel tuo occhio e non il moscerino nell'occhio dell'altro" (citazione approssimata, ma quel che conta per me è il succo):
Carlo


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: venerdì 2 luglio 2010, 14:18 
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Iscritto il: sabato 4 luglio 2009, 22:25
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Non mi piace essere tacciato di manicheismo,nè intendo offendere chi perora la causa "pro domo sua",ma la realtà è sotto gli occhi di tutti.
Poi smettiamola con l'abitudine di attribuire ad altri la colpa delle nostre manchevolezze!

Ora è meglio rilassarsi coi trenini come faccio quotidianamente, alla soglia dei 70 anni.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quando le scuole insegnano ed i produttori hanno voglia di..
MessaggioInviato: venerdì 2 luglio 2010, 22:28 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 12:56
Messaggi: 43
cortez ha scritto:
Caro sig. E 656, ......

Ossequi
gino


Avevo scritto un lungo pezzo, poi tagliato durante LE CORREZIONI, quindi non ci ri-perdo tempo, né Vi tedio: ribadisco quello che molti ora cominciano a capire: l'ignoranza, l'arroganza, l'incultura, l'ignavia, la superficialità ed il PUD, Pensiero Unico Dominante, figlio dell'osannato '68.

Rifletta e rifletta dove sono gli agit-prop di allora: nei posti di comando, ovviamente dopo contorsionismi e virate a 180 gradi.

Voi insegnanti, avevate un formidabile strumento, per far sì che fosse meglio avere un eccellente stagnino, che un medico assassino, l'avete usato?
Meditate, meditate, anche se tardi ormai, visto che milioni di persone sono state prima illuse (di essere brave e preparate), poi rovinate dalla vita (dove hanno capito che era meglio, ormai, essere cubiste o gigolò).

Fine, a buon intenditor, poche parole.

Se vuole fatti, date e dati, scriva in privato, non tediamo oltre, si parlava di treni e si va sul binario......politico.


Buona pensione!


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