Io non partecipo ma vorrei che qualcuno stimasse se il mio microplastico da collaudi (che è in N) possa oggi rientrare nella cifra.
Metto quindi la lista dei materiali (avviso: dato il tipo di materiali, la struttura si è rivelata piuttosto "flessibile").
-2 tavole di compensato di pioppo da 6 mm, 150x40 cm ciascuna.
-4 profili di legno (abete) di 150x1x5 cm
-8 profili di legno di 38x1x5 cm
-6 (non so come si chiamino, sono dei tubetti filettati internamente e con profonde scanalature esterne che infissi nel legno permettono di avere in esso fori filettati da 5 mm per viti metalliche)
-6 viti da 5 mm (con i pezzi di cui sopra tengono insieme le due parti del plastichetto.
-10 o 12 flessibili da 1 metro (tipo i Peco 080, all'epoca avevo usato i Roco perchè c'erano)
-6 scambi e relativi motori (di uno dei motori si può fare a meno, lo scambio immetterebbe in un tronchino di sicurezza)
-tre sganciatori
-altri due scambi per alternare/sostituire i treni nella parte nascosta.
-una trentina di listelli di tiglio per sopraelevare il binario nella parte visibile
-un condominio di medie dimensioni
-un fabbricato viaggiatori
-una colonna idraulica tipo tedesco epoca I (autocostruita con tubo e filo di rame)
-Altro legno per sopraelevare la strada della stazione
-tulle e spilli per fare una recinzione attorno al condominio
-sabbia (io ho usato sabbia per edilizia asciugata e setacciata)
-erba, alcuni alberi. La parte non visibile funge solo da ripiano per i modelli.
-OPZIONALE: una ventina di pali di vari tipi (autocostruiti nel mio caso) per la linea di contatto, più tubetti e profili grezzi per la linea di contatto nascosta.
-sei lampioni per l'illuminazione di stazione e strada
-2 cavalletti di 80 cm per sostenere il plastico durante l'uso
-Elettronica/elettrotecnica: due (l'elettrificazione è funzionante) alimentatori, autocostruiti da kit personalizzati; tre trasformatori da suonerie (uno per i "servizi"), 6 relè passo-passo aperto chiuso, altrettanti relè commutatori bipolari (per gli scambi), altri tre relè per attivare altri servizi. Piattina multipolare. Mobile da elettronica (recuperato!), tastiera di comando (autocostruita).
Un accenno al servizio: la stazione è di testa, vi si svolge un servizio semi-tranviario con elettromotrice "non leggera" (può trainare un carro o due, è possibile il giro-macchina). Io usavo una ET 90. Non ci sono segnali, si suppone tutto gestito con blocco telefonico.
Merci più importanti percorrono la linea che devia dalla stazione di testa ed escono dall'altro lato del plastico (tornano dietro dove i carri sono sostituiti per far ritornare la locomotiva fuori dalla stessa parte con altri carri), per servire un'area industriale o portuale.
L'ambientazione sarebbe in Germania occidentale nei dieci anni dopo la fine della guerra. Le locomotive usate sul raccordo possono essere piccole elettriche esistenti allora (tipo E 44 o E 63) o anche piccole locomotive a vapore per servizi "industriali" (si può allora omettere la linea di contatto sul raccordo).
Se qualcuno si vuole sbizzarrire su quanto costerebbe oggi e trova qualche punto oscuro, può postarlo.
Precisazione: il piano binari l'avevo trovato su una rivista tedesca di cui avevo fatto una fotocopia di quello specifico articolo, anche se il piano stesso l'ho un po' rimaneggiato.