Visto lato sistemisti, la cosa è stata abbastanza chiarita.
Ma dobbiamo tenere presente che il sistema DCC e derivati, sono a livello molto più semplice.
Ed è proprio ciò che ne tiene basso il costo.
Un modulo WiFi da collegare ad un processore costa circa 13 Euro per quantità.
Significa che un decoder equipaggiato col modulo per comunicazione WiFi farebbe aumentare il costo del decoder di 40 .. 60 Euro.
Quindi, decoder con comunicazione via radio, anzichè via rotaie, costerebbero, come minimo, dai 60 Euro per i più elementari, fino a 150 o più per quelli sonori. Quindi non mi pare ancora una strada abbordabile.
Anche se non l' ho ancora usato, vedo che TI, ovvero Texas Instruments, produce un processore che integra trasmettitore e ricevitore radio. E costa assai meno del WiFi.
Il processore è un 16 bits, di prestazioni più che sufficienti a realizare un decoder, ma non sufficienti per integrare un' interfaccia WiFi. Che, però, non è indispensabile.
Potrebbe comunque funzionare secondo un protocollo che preveda sequenze di domande e risposte, risultando, oltrechè bidirezionale, anche controllato dal punto di vista dell' esito della comunicazione.
Potrebbe questa essere la base per un nuovo standard basato su comunicazione radio.
L' alimentazione sarebbe ancora da prendere dalle rotaie (o da batterie per chi può).
E' fattibile ? Sicuramente sì.
Come si potrebbe fare ? Si incarica uno studio di progettazione per la realizzazione.
Costo ? Per esempio 100.000 Euro.
Si potrebbe evitare di pagare quel costo ? Sì, ordinando contestualmente un numero tale di decoders che possa assorbire il costo di progettazione. E' quello che fanno tutte le case che vendono decoders.
Darebbe anche la posizione dei rotabili ? Risposta articolata :
- capire dov' è una locomotiva, non è difficile neppure in analogico, dove vige l' automatismo degli automatismi : se non c' è corrente, la locomotiva si ferma.
- capire dove sono i vagoni : meglio avere un dispositivo per ogni vagone (via radio, quindi costoso) o uno per ogni sezionamento di binario (a fili, quindi economico) ?
E' una risposta chiave. Se il sistema non sà dove sono i rotabili, non potrà governare nessuna circolazione.
La rilevazione dell' occupazione è essenziale. La si può realizzare in tanti modi :
- come il vero : le ruote conducono un pochino, ed un circuito le "sente"
- mettendo un contaassi : una piccolissima fotocellula (doppia) posta ad altezza bordino che conta gli assi che entrano o escono dalla sezione
- mettendo un lettore a codice a barre al confine di ogni sezione : un processore terrà conto di chi è entrato ed uscito da una sezione. Come il contaassi, ma in questo caso, contarotabili.
- mettendo una o più telecamere che "vedano" i rotabili e ne riconoscano la posizione. Questo non mi pare l' abbia ancora fatto nessuno. Ovviamente sarebbe assai complesso, e non coprirebbe certe aree. Ma nell' automazione industriale è molto usato, per controllare posizione o tolleranze o completezza dei pezzi, per esempio. Esistono dei software appositi (costosi).
Quindi la rilevazione dell' occupazione (o della posizione) è proprio il punto chiave di qualsiasi automazione.
Per tratte lunghe e con poco traffico, vanno bene tutti i sistemi. Ma se si vuole tenere i treni vicini fra loro, come avviene nelle zone di immagazzinamento nascoste o nelle stazioni in vista, allora diventa necessaria la precisione. Pochi centimetri di scostamento devono essere visti dal sistema.
Ci anche altre discussioni aperte che possono dare idea della complessità del problema :
- un semplice blocco automatico, ma praticabile da un' ampia varietà di rotabili (analogici e digitali) :
viewtopic.php?f=7&t=71452&hilit=elettrotecnica- un sistema che sente i treni con una sorta di GPS :
viewtopic.php?f=21&t=68460&hilit=gpsMa, in conclusione, il problema non è trovare una soluzione tecnica.
Il fatto è che il sistema digitale è partito 30 anni fà e, malgrado i perfezionamenti intervenuti, si porta dietro alcuni dei limiti di allora. Su questo concordo con Giovanni q.
Chissà se qualche casa vorrà affrontare una sfida del genere ! Magari in un momento economicamente più propizio.
Stefano Minghetti