trenoazzurro67 ha scritto:
Silver ha scritto:
Grazie per le delucidazioni , in effetti riconosco che sono dei simulacri come li avete descritti.
Da collezionista ti posso dire che di questi carri considero interessanti solo le versioni realizzate da PIKO all'epoca della DDR. Questo non deriva tanto dal fatto che siano modelli fedeli o meno, quanto piuttosto perché sono significativi di come si producevano i treni elettrici nei Paesi dell'ex blocco sovietico. Ti faccio degli esempi: gli stampi sono molto curati (teniamo conto che risalgo a quarant'anni fa!), sono realizzati con delle plastiche piuttosto rigide ma che non si deformano nel tempo (!); i cerchioni dell ruote sono realizzati in una lega che si presenta con un color alluminio opaco, decisamente grossolani a vedersi ma... non si ossidano; la verniciatura è quasi sempre ben fatta, discutibile (molto!) nelle tinte ma con una finitura semi-lucida tutt'altro che sgradevole. Le scatole poi... tutto cartoncino (!), al più con un foglietto di pluriball per tenere fermo il modello. Insomma, sono un insieme di soluzioni tecnologiche e di packaging che rappresentano comunque un pezzo di storia della tecnologia del modellismo ferroviario. Eppoi... soddisfazione finale: in Polonia nel 1990 / 91, quando riuscivo a trovarli, li pagavo meno di ... un dollaro l'uno!!
Ciao a tutti
Pier
Anche io sono un estimatore dei carri Piko Est Europa. Ne possiedo diversi di diverse tipologie.
Quelli piu' belli e dettagliati, con stampi realizzati dagli anni '90 in poi, a mio avviso hanno un livello di qualita' superiore a Roco e non tanto lontano da Brawa.
Purtroppo, per contraltare, ora hanno prezzi che si collocano in fascia alta, nettamente superiore ai prezzi medi Roco.
A volte tali prezzi rasentano l' "imbarazzante" e costringono alla rinuncia all' acquisto anche un appassionato fanatico di carri merci internazionali come me...
Saluti
Stefano.