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| Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veramente https://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=21&t=111952 |
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| Autore: | Piero50 [ venerdì 14 aprile 2023, 12:08 ] |
| Oggetto del messaggio: | Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veramente |
Spiego subito il motivo del post. Per un banale disguido – di cui mi assumo tutta la responsabilità – non sono riuscito a entrare in possesso del set Acme 55268 (carrozze Piano Ribassato in livrea MDVC di cui una pilota) pur avendolo prenotato per tempo. Affannosa ricerca su internet. Niente da fare! In Europa il set risulta esaurito ovunque. E allora sono andato molto indietro col ricordo, quando, agli inizi del mio percorso lavorativo, con le scarse risorse di cui disponevo (anche allora esistevano lavori precari e mal retribuiti), ho cominciato ad acquistare modelli e binari fino a realizzare anni dopo un plastico (smantellato successivamente causa trasloco) che permetteva un discreto movimento con tante manovre da effettuare. Vengo al dunque! Date le risorse di cui disponevo, era giocoforza diluire nel tempo gli acquisti, mettendo da parte ogni mese una piccola somma. Solo dopo un notevole periodo di tempo potevo andare in negozio e acquistare il modello o gli elementi di armamento previsti, sicuro che li avrei trovato anche anni dopo l’uscita. Oggi questa impostazione è del tutto impossibile (almeno per quanto riguarda gli acquisti dei rotabili). E pertanto mi domando: un giovane con scarse disponibilità economiche (come ero io tanti anni fa) come fa ad appassionarsi a un hobby che richiede immediatamente una capacità di spesa notevole, dal momento che nuovi modelli escono praticamente ogni mese e quasi tutti in un breve lasso di tempo risultano esauriti? Capisco che tenere un magazzino costa. Capisco che l’esborso da parte delle aziende per nuovi modelli è notevolmente aumentato visto, da una parte, l’aumento del costo del lavoro anche in paesi con bassi livelli retributivi (la Cina, il Vietnam o alcuni paesi dell’Europa orientale) e, dall’altra, le esigenze di noi appassionati pronti a notare una qualunque piccolissima imperfezione, dimenticando che in H0 i modelli sono 87 volte più piccoli di quelli reali. Rimane un dato di fatto. Questo hobby è ormai limitato a una ristretta cerchia di appassionati, anziani perlopiù (secondo le ultime indicazioni della medicina si diventa “vecchi” solo a ridosso degli ottanta), con una certa disponibilità di spesa! Oggi alle aziende va bene così, ma domani, visto che speranze di un ricambio generazionale sono ridotte al lumicino? Spero di sbagliarmi! Un saluto a tutti Piero |
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| Autore: | Piero50 [ venerdì 14 aprile 2023, 12:10 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Chiedo scusa a tutti. Il titolo completo è: "Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veramente gli utili delle aziende?" |
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| Autore: | marco_58 [ venerdì 14 aprile 2023, 13:02 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
No, praticamente non aumenta gli utili (tecnicamente intesi), ma di fatto dimezza i costi di gestione e tassazione. Dopo di che si entra in tecnicismi contabili sulla quale ogni tre ragionieri/economisti ci sono sette teorie diverse (1+2+4 - matematica binaria). |
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| Autore: | Edo5790 [ venerdì 14 aprile 2023, 15:34 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Piero50 ha scritto: Spiego subito il motivo del post. Per un banale disguido – di cui mi assumo tutta la responsabilità – non sono riuscito a entrare in possesso del set Acme 55268 (carrozze Piano Ribassato in livrea MDVC di cui una pilota) pur avendolo prenotato per tempo. Affannosa ricerca su internet. Niente da fare! In Europa il set risulta esaurito ovunque. E allora sono andato molto indietro col ricordo, quando, agli inizi del mio percorso lavorativo, con le scarse risorse di cui disponevo (anche allora esistevano lavori precari e mal retribuiti), ho cominciato ad acquistare modelli e binari fino a realizzare anni dopo un plastico (smantellato successivamente causa trasloco) che permetteva un discreto movimento con tante manovre da effettuare. Vengo al dunque! Date le risorse di cui disponevo, era giocoforza diluire nel tempo gli acquisti, mettendo da parte ogni mese una piccola somma. Solo dopo un notevole periodo di tempo potevo andare in negozio e acquistare il modello o gli elementi di armamento previsti, sicuro che li avrei trovato anche anni dopo l’uscita. Oggi questa impostazione è del tutto impossibile (almeno per quanto riguarda gli acquisti dei rotabili). E pertanto mi domando: un giovane con scarse disponibilità economiche (come ero io tanti anni fa) come fa ad appassionarsi a un hobby che richiede immediatamente una capacità di spesa notevole, dal momento che nuovi modelli escono praticamente ogni mese e quasi tutti in un breve lasso di tempo risultano esauriti? Capisco che tenere un magazzino costa. Capisco che l’esborso da parte delle aziende per nuovi modelli è notevolmente aumentato visto, da una parte, l’aumento del costo del lavoro anche in paesi con bassi livelli retributivi (la Cina, il Vietnam o alcuni paesi dell’Europa orientale) e, dall’altra, le esigenze di noi appassionati pronti a notare una qualunque piccolissima imperfezione, dimenticando che in H0 i modelli sono 87 volte più piccoli di quelli reali. Rimane un dato di fatto. Questo hobby è ormai limitato a una ristretta cerchia di appassionati, anziani perlopiù (secondo le ultime indicazioni della medicina si diventa “vecchi” solo a ridosso degli ottanta), con una certa disponibilità di spesa! Oggi alle aziende va bene così, ma domani, visto che speranze di un ricambio generazionale sono ridotte al lumicino? Spero di sbagliarmi! Un saluto a tutti Piero Io sono uno di quelli che hai descritto... nell'ultimo periodo ho "lasciato" tutto sugli scaffali... complice anche l'enorme aumento generalizzato di qualsiasi bene o servizio necessario alla vita quotidiana. Acquisterò solamente quando il portafoglio tornerà a respirare.... (e passerà ancora tanto tempo). Al futuro momento dell'acquisto ci si deve accontentare di ciò che è rimasto disponibile (sempre che questo sia concorde con epoca seguita/tipo di treno ecc ecc)... e sennò pazienza, si continua l'attesa. Facendo una piccola analisi personale ti assicuro che così facendo gli acquisti in un anno calano decisamente e si riducono al lumicino. Triste realtà divenuta normalità. Saluti |
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| Autore: | Stex [ venerdì 14 aprile 2023, 16:27 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Buonasera, anche io non concepisco questa linea imprenditoriale di produrre pochi pezzi sempre diversi per realizzare subito un incasso e per non avere merce stoccata in magazzino. Fino a qualche anno fa la produzione di un articolo avveniva per lotti, il produttore ne immetteva sul mercato un certo quantitativo, finito quello si faceva un secondo lotto e così via. Così facendo le novità (che ormai non era più tali) le trovavi anche dopo 4/5 anni che erano state presentate a catalogo. Continuando la produzione si trovavano facilmente anche i ricambi. Mi piacerebbe capire perché i produttori hanno abbandonato questa via? Certamente un prodotto fatto bene, aggiornato negli stampi e nell'elettronica, che rispetta il rapporto qualità/prezzo, non ha problemi di vendita nel tempo. Ovviamente un prodotto fatto con gli stampi di 30/40 anni fa, che non rispetta qualità/prezzo, rimane sullo scaffale. Oggi non concepisco il fatto che per avere un determinato articolo devi "raccomandarti" al negoziante. Devi spesso ribadire il tuo interesse e di frequente succede che non riesci a comprarlo perché il produttore manda meno pezzi al negoziante rispetto a quelli ordinati. Non concepisco neanche le persone che fanno i paragoni con la baya. Mi è capitato di conoscere e frequentare alcuni negozianti che applicano ad articoli invenduti prezzi folli solo perché hanno visto lo stesso articolo messo in vendita da un privato in formula compralo subito. Anche io ho ridotto di molto gli acquisti con grande gioia di mia moglie e del mio portafoglio. |
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| Autore: | bigboy60 [ venerdì 14 aprile 2023, 16:58 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Non abbiatevene a male, ma quest' argomento è stato trattato e ritrattato innumerevoli volte nel corso degli anni... E' un pò come il peperone crudo...Buono, ma tende a riproporsi... Saluti Stefano. |
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| Autore: | Edo5790 [ venerdì 14 aprile 2023, 18:26 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Sarà anche vero ma non è obbligatorio rispondere o leggere… se non interessa l’argomento basta passare oltre.. oh no?! Non avvierei inutili polemiche per così poco.. Saluti a tutti |
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| Autore: | lucab [ venerdì 14 aprile 2023, 21:59 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Stex ha scritto: Mi piacerebbe capire perché i produttori hanno abbandonato questa via? Primo aspetto: per la maggior parte non ci sono più a capo appassionati del settore (perché ci metto anche altri campi), ma gente che vuol far solo $$ o €€. Il loro prodotto, che sian fagioli, tubi di ferro, scarpe o modelli, non interessa. Secondo aspetto: i commercialisti e bancari, che inculcano solo far girare il denaro, ricaricare il più possibile quel che va di più, svendere e cessare quel che va meno, spendere il meno possibile nel prodotto e soprattutto assistenza, cercare di accaparrarsi clienti nuovi e lasciare i clienti insoddisfatti. L'ultima si spiega così: per un mio cliente insoddisfatto che va alla concorrenza ci sarà uno che viene da me per lo stesso motivo. |
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| Autore: | claudio.mussinatto [ sabato 15 aprile 2023, 6:38 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
I produttori tendono ormai a produrre praticamente sul venduto , sulle prenotazioni e ormai si sono tarati su numeri che consentono a loro il rientro immediato della merce spedita e al negozio quasi , ossia nel mese al massimo. Un amico che ha un negozio di quelli che girano , mi raccontava che se vende la novità nel giro di 3 settimane bene , sennò rimane sullo scaffale...non sono sempre novità appetibili , quindi ti prendi anche le carrozze polacche o le locomotive rumene se vuoi l'ultima macchina FS. Morale , siccome il magazzino costa, i negozianti ordinano la quantità che sono sicuri di vendere e il cane si morde la coda , i pochi che comprano subito sostengono la liquidità del settore e i tanti attendono una riedizione o cercheranno il modello poi. In sostanza non si potrà MAI tornare ai vecchi tempi... saluti |
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| Autore: | Trenodelsole [ sabato 15 aprile 2023, 6:58 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
la realtà dei tempi di oggi è fatta di numero ristretto/esiguo di appassionati e di conseguenza le produzioni si adeguano ai numeri. Per quanto riguarda il ricambio generazionale, se ci sarà bene, altrimenti avranno altri hobby da praticare, d’altronde la maggior parte dei nostri coetanei ha altri interessi e diciamolo pure ci considera bambini mai cresciuti che giocano ancora con il trenino. |
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| Autore: | despx [ sabato 15 aprile 2023, 8:45 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Ciao a tutti, da almeno 10 e più anni ho smesso di acquistare novità in uscita mettendo da parte un gruzzoletto da sbranare alla prima occasione veramente ghiotta e questa scelta mi ha premiato con qualche bel modello da sempre desiderato ora in mio possesso, certo per uno comprato ne ho persi decine ma mi ripeto sempre che chi si accontenta gode e poi, da plasticista, meglio godersi un modello scorrazzare sul plastico che possederne centinaia rinchiusi in una vetrina o, peggio, nascosti nelle scatole dentro a un armadio. E poi adesso, per chi come me le sa usare, ci sono le nuove tecnologie del 3D che permetto di realizzare tante cose compresi rotabili e accessori... magari, non avranno l'iperdettaglio e le scritte tampografate, ma chissenefrega...intanto il tal modello me lo sono realizzato io con soddisfazione impagabile e poi, 9 volte su 10 ce l'ho solo io! E...non è cosa da poco... Ciao Despx |
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| Autore: | Ghig85 [ sabato 15 aprile 2023, 11:32 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Il ricambio generazionale ci sarebbe eccome. Basta mandare tutti i giorni in TV lo spot delle varie ditte di modellismo. Vi ricordate lo spot della Lima con il baffone? C'era praticamente tutti i giorni nella fascia oraria dei cartoni animati. Oggi tutto sparito. Spot dei Treni Lego invece ne vedo una marea. Ed anche Lego è considerato modellismo e collezionismo. Guardate Novegro e Verona: stand interi di Lego. Il Lego lo trovate ovunque e abbraccia una fascia di pubblico di tutte le età. Perché non trovo il fermodellismo ovunque? È veramente tutta colpa del prezzo, delle serie limitate o della delicatezza dei modelli? Le consolle dei videogiochi che tanto vanno di moda e i giochi venduti a parte, costano più di un modellino ferroviario e un set di carrozze per fare un convoglio, però vanno via come il pane. Perché? Perché le trovi su tutti i centri commerciali, mandano spot a rotta di collo e i giovani ne parlano sempre. Se di qualunque cosa non se ne parla, non la vedo da nessuna parte e non la fai conoscere se non in negozi specifici, decreti la sua rovina e la sua conseguente morte. Mio pensiero personale |
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| Autore: | despx [ sabato 15 aprile 2023, 12:54 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Se poi certe case editrici ciarlatane ti bombardano di spot in TV su plastici e ferrovie in miniatura a fascicoli e poi dopo 7-8 uscite chiudono senza spiegazioni la raccolta incarogniscono ancora di più la gente verso il fermodellismo allontanando magari dei potenziali nuovi modellisti. Ciao Despx |
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| Autore: | Dm [ sabato 15 aprile 2023, 14:35 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
Penso influisca anche il fattore spazio. Mi sa che pochi avrebbero a disposizione lo spazio per costruirsi un bel plastico casalingo, si può pensare ai diorami ma là è turro "fermo", l'ultima possibilità è quella del collezionismo che, come detto da despx, si riduce a tenere i modelli in armadio o, al massimo, in vetrina. Lego, videogiochi e simili offrono possibilità "dinamiche" senza bisogno di troppo spazio |
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| Autore: | lokomotion [ sabato 15 aprile 2023, 14:42 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram |
beh i treni a mattoncino poco ingobro non direi i treni e i trenini non sono interessanti per molti, e’ una passione di pochi, bisogna prenderne atto. non e’ una religione di cui dobbiamo preoccuparci per il futuro, se ci saranno nuovi ferramatori e ferromodellisti bene, altrimenti pazienza. |
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