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| tetto in ardesia: aiuto sulla linea di colmo https://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=21&t=15073 |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ sabato 12 maggio 2007, 0:51 ] |
| Oggetto del messaggio: | tetto in ardesia: aiuto sulla linea di colmo |
Salve e tutti, volevo riprodurre un vecchio tetto in ardesia, così come se ne vedono molti nelle zone alpine (specificatamente nella zona di sondrio e dintorni) solo che... stando a palermo non è che ne veda molti in giro. Da qui il dubbio: come è fatta la linea di colmo di un tetto in ardesia? con le tegole il discorso è semplice, si usano i coppi ma con questo materiale non riesco proprio a capire... e, peggio, non trovo foto on line che possano chiarirmi le idee. Ovviamente il dubbio è esteso anche alle linee di compluvio e displuvio (credo si chiamino così, sono le linee più scure che coprono le giunzioni, che potrete notare nella figura sotto). tanto per rendere chiara l'idea il tipo di copertura che voglio realizzare è come quella in figura:
qualcuno (che magari abita in quelle zone) ha delle immagini di tetti vecchio stile da postare o può darmi delucidazioni circa il quesito? ciauzz! |
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| Autore: | Marino [ sabato 12 maggio 2007, 16:02 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Premesso che nella zona di Sondrio non credo si usi molto l'ardesia per evidenti motivi geografico-geologici (ardesia = Liguria) ma piuttosto la Beola che è una varietà di Gneiss riducibile in lastre come l'ardesia (forse più grosse) e che comunque i metodi di posa sono simili si usano tre tipologie di colmo: 1) con massello sagomato di ardesia 2) con il tradizionale coppo in cotto 3) con lamiera di rame o zincata fissata al colmo in legno della struttura portante L'elemento per il displuvio (o il colmo) in ardesia viene ricavato da un massello di lunghezza variabile e viene fissato attraverso placche metalliche e chiodi zincati per assicurare l' impermeabilità del foro. Sotto l'elemento in ardesia è buona norma inserire una lastra di piombo in modo da assicurare il collegamento impermeabile tra una falda e l'altra. Si sfrutta lo sfalsamento dei giunti delle lastre giustapposte per evitare infiltrazioni d'acqua.
[img=http://img299.imageshack.us/img299/3203/colmoardesiaff0.th.jpg] I coppi in cotto, invece, vengono disposti uno di seguito all'altro in base alla loro inclinazione, sovrapponendoli nel senso del vento dominante come per il tetto classico e vengono fissati attraverso malta di calce.
[img=http://img523.imageshack.us/img523/5696/colmoardesia2ss6.th.jpg] Per i compluvi invece non c'è altro sistema che quelle di usare una conversa metallica opportunamente sagomata disposta sotto a tutte le lastre. Gli esempi che ti propongo non hanno la bellezza del tetto "naturale" della foto che pubblichi ma chiariscono tecnicamente il tuo dubbio: credo comunque che per quello che proponi tu sia più "intonato" il coppo in cotto, anche se la soluzione con la lamiera di colmo adeguatamente invecchiata, come vedo, che può essere un'altra soluzione è più attinente ad una architettura costruita, diciamo così, in "economia". Ma probabilmente ho travisato il senso della tua domanda perchè mi par di capire che ti interessa riprodurre un tetto della zona alpina lombardo-piemontese piuttosto che della Liguria: ebbene, in questo caso, in particolare per gli edifici alpini la cui pendenza delle falde è molto accentuata, le lastre di materiale lapideo vengono disposte in posizione quasi orizzontale in maniera tale che il colmo è realizzabile con le stesse lastre disposte in piano opportunamente sfalsate nei giunti per evitare infiltrazioni di acqua senza altri artifici. Scusami se sono stato prolisso e spero di non averti complicato la vita!!! Marino |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ sabato 12 maggio 2007, 18:41 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Per Marino: grazie per le spiegazioni, un po' mi sono chiarito le idee. la foto che ho postato è un tetto tipico di Sondrio (ho sempre pensato fosse ardesia!), secondo te le linea più scura di displuvio è metallica? Marino ha scritto: Ma probabilmente ho travisato il senso della tua domanda perchè mi par di capire che ti interessa riprodurre un tetto della zona alpina lombardo-piemontese piuttosto che della Liguria: ebbene, in questo caso, in particolare per gli edifici alpini la cui pendenza delle falde è molto accentuata, le lastre di materiale lapideo vengono disposte in posizione quasi orizzontale in maniera tale che il colmo è realizzabile con le stesse lastre disposte in piano opportunamente sfalsate nei giunti per evitare infiltrazioni di acqua senza altri artifici.
si, in effetti ho visto delle foto in cui par proprio così, tipo questa:
in definitiva come mi consigli di fare il colmo? ciauzz! |
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| Autore: | Marino [ sabato 12 maggio 2007, 20:33 ] |
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Scarto&Ridotto ha scritto: Per Marino: ..secondo te le linea più scura di displuvio è metallica? Sicuramente sì, se noti le ampie colature di ruggine provenienti dalla conversa dei camini corrosa dai fumi acidi espulsi, colature che si notano scendere anche dai giunti della lamiera del colmo di displuvio in corrispondenza dell'interruzione del flusso d'acqua quando piove. Scarto&Ridotto ha scritto: in definitiva come mi consigli di fare il colmo?
Beh, credo che sia gusto personale, però se fosse una ambientazione con edifici urbani farei i colmi ad imitazione della lamiera metallica, se invece fosse una ambientazione rurale o una singola cascina, un fienile etc opterei per il colmo in pietra come nella seconda foto. Marino |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ sabato 12 maggio 2007, 21:30 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Marino ha scritto: Beh, credo che sia gusto personale, però se fosse una ambientazione con edifici urbani farei i colmi ad imitazione della lamiera metallica, se invece fosse una ambientazione rurale o una singola cascina, un fienile etc opterei per il colmo in pietra come nella seconda foto.
Marino si, è proprio quello che avevo deciso io, volevo però il tuo parere grazie, sei stato utilissimo. Solo un ultima domanda: i pezzi di lamiera sono accavallati uno sull'altro oltre che nei displuvi anche nel caso dei colmi, giusto? immagino che poi vada messo tra questi del materiale isolante. ciauzz! |
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| Autore: | Marino [ domenica 13 maggio 2007, 0:45 ] |
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Scarto&Ridotto ha scritto: ...i pezzi di lamiera sono accavallati uno sull'altro oltre che nei displuvi anche nel caso dei colmi, giusto? Sì, se l'età dell'edificio è avanzata come nella prima foto che hai postato, mentre per edifici di costruzione recente la tecnologia di produzione e di posa delle lamiere di rame o di zinco permette di usare colmi, converse e scossaline di lunghezza totale esattamente necessaria. Scarto&Ridotto ha scritto: ...immagino che poi vada messo tra questi del materiale isolante. Non necessariamente, anzi, in quanto nelle nuove costruzioni, se viene usato il sistema del "tetto ventilato" lo spazio sotto il colmo, in particolare, deve restare libero per attivare il tiraggio della camera d'aria e l'evacuazione della stessa (aria). Marino |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ domenica 13 maggio 2007, 1:07 ] |
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beh, che dire? Marino, sei una miniera di informazioni! Grazie davvero un ultimissima cosa prima di cimentarmi nella realizzazione: le lamiere che vanno sul colmo hanno una forma ad U rovesciata e allargata sui lati in modo da smistare le acque direttamente sulle lastre del tetto, giusto? ciauzz! p.s.: grazie di nuovo, mi hai risolto un gran bel dubbio! |
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| Autore: | Marino [ domenica 13 maggio 2007, 7:19 ] |
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Scarto&Ridotto ha scritto: ...le lamiere che vanno sul colmo hanno una forma ad U rovesciata e allargata sui lati in modo da smistare le acque direttamente sulle lastre del tetto
Sì, però più che una "U", una "V" con l'angolo più o meno aperto in funzione della pendenza del tetto: pendenza più alta "V" più "chiusa", pendenza meno accentuata "V" più "aperta". Ciao Marino |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ domenica 13 maggio 2007, 9:31 ] |
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Marino ha scritto: Scarto&Ridotto ha scritto: ...le lamiere che vanno sul colmo hanno una forma ad U rovesciata e allargata sui lati in modo da smistare le acque direttamente sulle lastre del tetto Sì, però più che una "U", una "V" con l'angolo più o meno aperto in funzione della pendenza del tetto: pendenza più alta "V" più "chiusa", pendenza meno accentuata "V" più "aperta". Ciao Marino ok, grazie Marino. Appena ho elaborato qualcosa lo metto sul forum e mi dai il tuo giudizio ciauzz! |
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| Autore: | Torrino-Pollino [ domenica 13 maggio 2007, 21:13 ] |
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Questo trehad è da incorniciare! Ho appena rubato tutte le vostre informazioni. Grazie, Fabrizio Ferretti. Non si finisce mai di imparare. |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ domenica 13 maggio 2007, 21:18 ] |
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Torrino ha scritto: Questo trehad è da incorniciare!
Ho appena rubato tutte le vostre informazioni. Grazie, Fabrizio Ferretti. Non si finisce mai di imparare. eheh, e il forum che ci sta a fare? ti cimenterai anche tu nella costruzione di qualche bel tetto? ciauzz! |
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| Autore: | Torrino-Pollino [ domenica 13 maggio 2007, 21:38 ] |
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Appena posso, ora ho un po' di cosette da portare a termine. Bisogna sfruttare le nozioni di Marino, è una vera miniera di informazioni! Grazie a tutti, Fabrizio. |
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| Autore: | MaurizioPolier [ lunedì 14 maggio 2007, 13:03 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Sui tetti nella regione di Sondrio non ti posso aiutare, ma sui tetti in piode usati in Ticino e dintorni sì: Foto fatte a Verigo
Re - Foto Rausser - archivio FART
Orcesco o Gagnone - Foto Rausser - archivio FART
Finero - Foto Rausser - archivio FART
Dalovio - Foto Rausser archivio FART
Centovalli (Borgnone-Lionza) - Foto Rausser - archivio FART Val Vigezzo - Foto Flammer - archivio FART sicuramente ho fatto molte più foto, ma non so dove sono, percui ho messo solo quelle di Verigo, e alcune dell'archivio FART che sto digitalizzando. ciao Maurizio |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ lunedì 14 maggio 2007, 16:28 ] |
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grazie mille Maurizio, begli scatti. Ma soprattutto ci sono un paio di foto che chiariscono meglio, credo, come è fatto il colmo della seconda immagine che avevo postato io. qualcuno per caso (puro scrupolo da modellista in quanto Marino, nei post precedenti, è stato davvero esauriente in termini di spiegazione) si ritrova una foto di un colmo e/o un displuvio in lamiera? ciauzz! |
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| Autore: | Scarto&Ridotto [ lunedì 14 maggio 2007, 20:49 ] |
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allora, esterno meglio il mio dubbio avvalendomi di uno schizzo (perdonate la scarsa professionalità ma... proprio non m'andava di mettermi al modellatore tridimensionale per sta fesseria!). Allora, io non ho capito una cosa nel caso di colmi fatti con pezzi di lamiera piegata a V: dalle (scarse) immagini che ho reperito mi vengono infatti in mente due alternative:
1) i due elementi che formano il colmo sono accostati l'uno all'altro nel qual caso, al vero, immagino verrà posto un ulteriore elemento, sempre a V, sotto i primi due (zona tratteggiata a matita) per garantire l'impermeabilità del tetto. 2) i due elementi di lamiera vengono accavallati l'uno sull'altro ed allora, sempre al vero, immagino dovrà porsi un materiale isolante tra le due parti sovrapposte. Questa seconda soluzione a mio avviso presenta dei problemi dal punto di vista della pendenza (l'acqua in effetti andrebbe verso la giunzione) ma da alcune foto che ho a casa si direbbe che alcuni tetti son fatti così! quale delle due soluzioni è giusta? AIUTO! ciauzz! |
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