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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: scala N...ah, gli Inglesi...
MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 8:41 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
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http://www.youtube.com/watch?v=Wcg8iGEF92I

mi ci sono voluti alcuni minuti per capire che era in scala N...da vedere..


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 8:56 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
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aggiungiamo questo...
http://www.youtube.com/watch?v=cHjMRONowB0


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 9:50 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
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Località: Torino
Abbiamo ancora mooolto da imparare..... :roll: il plastico "Littleton Curve" poi, la dice lunga su quanto si possa fare in pochissimo spazio, dovrebbero vedere questo filmato tutti quelli che non "si sporcano le mani" dietro la scusa "non posso fare il plastico perchè a casa non ho spazio...." :? :? :? :? :?

Come dico sempre...Volere è Potere!

Ciao
Despx 8)


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 10:28 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 11:01
Messaggi: 1261
Località: Palazzago (BG)
Spenderei due parole anche sul "mestiere" di chi ha realizzato le riprese... Solo verso la fine m'è venuto il sospetto che potesse trattarsi di un micro-impianto...


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 12:00 
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Iscritto il: sabato 1 dicembre 2007, 15:51
Messaggi: 5918
Località: TROPEA(VV)
Che carini questi video.Sembra una specie di trenino tomas per grandi 8)


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 12:07 
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Iscritto il: giovedì 30 marzo 2006, 14:16
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Località: Casa Mia
Da lettore anche di riviste americane, inglesi e francesi, a mio parere, trovo la netta differenza in due semplici cose: la vegetazione e la luminosità.
La vegetazione ha sempre tonalità molto varie, che vanno da 3-4 colori in sù... non come molti plastici italiani che hanno i prati tutti uguali che sembrano campi da golf... e alberi uguali nella forma e nel colore!
Poi, all'atto della ripresa (video o foto), vengono messi in luoghi molto luminosi, se non addirittura all'esterno, così da avere la maggiore e reale luce possibile!


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 12:20 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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Penso che se avessimo anche in Italia una offerta commerciale in N simile a quella che hanno gli inglesi per la loro N gauge, avremmo anche qui dei felici esempi come quelli dei video.

La scala N ambientata in inghilterra può avvalersi di vari produttori di materiale rotabile, molto economico e addirittura a prezzi bassissimi se pensiamo ai kit di PECO. Poi ci sono tutti i kit di edifici ed altri elementi scenici e semaforici, come la ditta Ratio.

Insomma oltre ad avere buoni modelli disponibili, buoni binari grazie a PECO, un buon assortimento di elementi scenici, c'è anche il discorso che i prezzi sono bassi confrontati ai nostri listini.

Prova è che non serve diventare "americani" o "tedeschi" per fare la scala N.


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 15:38 
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Iscritto il: giovedì 30 marzo 2006, 14:16
Messaggi: 1196
Località: Casa Mia
Concordo con electrofrog...
io in scala N ho materiale italiano commerciale e qualche cosa artigianale... ma è meglio mettersi le mani nei capelli piuttosto che nel portafoglio e imprecare dopo...!
Purtroppo la scelta è molto scarsa... A me che piace anche l'americano, non ho problemi a fare un plastico USA... si trova tutto... come lo stile britannico o tedesco...
Purtroppo finchè si sentirà dire "non c'è richiesta"... non ci sarà produzione... se non si produce non si può compereare qualcosa che non c'è... e se non compero è normale che non ci sia richiesta... insomma... è il solito cane che si morde la coda da solo!


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 15:51 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7524
Località: Fabriano
Dico anche, che con poco spazio in più, le stesse cose si possono fare in H0, scala nella quale abbiamo più materiale a disposizione. :wink:
E, mio sogno segreto, in H0ridotto...... Italiano.
Fabrizio. :wink:


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 17:54 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
Torrino ha scritto:
Dico anche, che con poco spazio in più, le stesse cose si possono fare in H0, scala nella quale abbiamo più materiale a disposizione.


Però mica tanto poco in più... le misure del plastico nel primo video sono 2' x 2'-6" ft, circa 60x76cm. In H0 questo lavoro minimale occuperebbe almeno 120x150, cioè 4 volte di più in termini di area necessaria.

Il plastico in N lo riponi sopra un armadio di camera da letto, dopo l'uso. Uno in H0 è più ingombrante e occorre inventarsi un posto anche se lo poniamo a riposare in verticale quanto non si usa.


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MessaggioInviato: domenica 1 marzo 2009, 21:00 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
Messaggi: 4549
Località: Ovunque, in sella alla vespa...
Spesso compro riviste inglesi, proprio perché ci sono tanti progetti di plastici in spazi minimi.
Sono anche grandi sporcatori e amanti delle manovre, peccato solo per quella loro scalaccia di 1/76.
I progetti di plastici minimi mi interessano molto, visto che finalmente ho a disposizione una striscia di ben due metri per quaranta centimetri...


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MessaggioInviato: martedì 3 marzo 2009, 8:17 
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Iscritto il: lunedì 6 marzo 2006, 19:16
Messaggi: 230
Si può avere "qualcosa" di questi plastici in spazi minimi?
Credo sia davvero interessante!!!


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MessaggioInviato: martedì 3 marzo 2009, 11:05 
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Iscritto il: martedì 7 febbraio 2006, 9:37
Messaggi: 1429
Negli spazi minimi si può realizzare moltissimo, a patto di accettare gli inevitabili compromessi riguardo alla scelta del tema e delle composizioni.
negli ultimi numeri di TTM si è cercato di proporre cose piccole e piccolissime, dai temi più variegati: porto, industrie, linea concessa, deposito, tram, capolinea ferroviario urbano...
Gli inglesi, da sempre a "corto" di spazio, hanno sviluppato particolari capacità di concentrare la ferrovia in poco spazio, mantenendo il giusto equilibrio con l'ambiente ed il paesaggio.
Ciò grazie anche alle caratteristiche di molte linee veramente minime.
In una ambientazione italiana, le cose sono più complesse, per la maggiore complessità e/o sviluppo degli impianti reali, la maggiore dimensione dei carri e carrozze, la mancanza di materiale rotabile per specifiche ambientazioni secondarie.
Saluti
Antonio


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MessaggioInviato: martedì 3 marzo 2009, 11:55 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
A Federici ha scritto:
In una ambientazione italiana, le cose sono più complesse, per la maggiore complessità e/o sviluppo degli impianti reali, la maggiore dimensione dei carri e carrozze, la mancanza di materiale rotabile per specifiche ambientazioni secondarie.
Saluti
Antonio


Eppure la penisola è piena di esempi validi e riproducibili. Certe situazioni "minimali" poi sono facili se si analizza la storia ferroviaria del nostro paese. Sto pensando ai primi del novecento, o al limite al periodo fra le due guerre, in particolare alle piccole ferrovie concesse locali, e le tranvie.
Fra l'altro proprio quel periodo vede macchine e carri di ispirazione inglese o tedesca, facilmente riadattabili da quelli commerciali anche in scala N.


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MessaggioInviato: martedì 3 marzo 2009, 18:33 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
Messaggi: 6804
Località: Regione FVG
electrofrog ha scritto:
A Federici ha scritto:
In una ambientazione italiana, le cose sono più complesse, per la maggiore complessità e/o sviluppo degli impianti reali, la maggiore dimensione dei carri e carrozze, la mancanza di materiale rotabile per specifiche ambientazioni secondarie.
Saluti
Antonio


Eppure la penisola è piena di esempi validi e riproducibili. Certe situazioni "minimali" poi sono facili se si analizza la storia ferroviaria del nostro paese. Sto pensando ai primi del novecento, o al limite al periodo fra le due guerre, in particolare alle piccole ferrovie concesse locali, e le tranvie.
Fra l'altro proprio quel periodo vede macchine e carri di ispirazione inglese o tedesca, facilmente riadattabili da quelli commerciali anche in scala N.

Basta pensare alla SV, o alla CCFR, che usavano la prima locomotive tedesche (T3 soprattutto) e la seconda vi è in questo forum la prova fotografica che usasse carri di origine inglese...


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