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| "resistance soldering" https://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=21&t=33360 |
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| Autore: | friulbahn [ lunedì 9 febbraio 2009, 9:01 ] |
| Oggetto del messaggio: | "resistance soldering" |
Sto leggendo diversi articoli sull'argomento (in lingua inglese) ho visitato il sito dell'American Beauty che vende tale prodotto. In Italia ho visto solo un articolo su un vecchio Fermodel News. Nessuno in Italia ha esperienze in merito all'utilizzo di questa saldatrice o la possiede? Grazie, Ennio |
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| Autore: | claudio.mussinatto [ lunedì 9 febbraio 2009, 9:26 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
è il top per la saldatura dei modelli. Funziona sul principio della saldatrice ad arco , quindi il calore che sviluppa è molto concentrato ( non arriva a fondere l'ottone...) e puntuale , con una notevole velocià di trasmissione. Ho solo visto delle macchine in siti USA , sui 400 $ di costo , con una costruzione tipica made in USA , all'apparenza artigianale ma poi robustissima ( sempre che siano ancora fatte lì e non in China...) saluti |
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| Autore: | massimo2mila2 [ lunedì 9 febbraio 2009, 18:45 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
dai miei ricordi devo dire che non c'entra molto la saldatura ad arco. nella saldatura ad arco (con elettrodi x intenderci) c'è un materiale d'apporto che è costituito dall'anima dell'elettrodo, questo viene fuso dalla temperatura altissima che si genera nell'arco elettrico (aria ionizzata dal passaggio degli elettroni) in più c'è l'azione coadiuvante del rivestimento dell'elettrodo che evita l'ossidazione della parte saldata ed eventualmente porta degli elementi di lega. la saldatura a resistenza o a pressione, invece è una saldatura senza materiale d'apporto. si usano due punzoni che stringono le due lamiere. a causa dell'elasticità si verifica che la resistenza elettrica tra le due lamiere sia nettamente maggiore che tra lamiera e punzone (ed eventualmente si può lavorare la zona creando delle piccole convessità che vanno a combaciare) dunque si collegano i due punzoni a una sorgente di corrente (molto elevata) nella zona di contatto essendovi una notevole resistenza per effetto joule si verifica la fusione locale del metallo che causa la saldatura |
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| Autore: | marco_58 [ lunedì 9 febbraio 2009, 20:23 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Di fatto è la puntatrice, è normalmente utilizzata per saldare lamiera sottile. Tipicamente leghe a base di ferro e rame. Con questo metodo si saldano in particolare lamiere zincate o stagnate in quanto non viene quasi intaccato lo strato protettivo durante la saldatura. La scarica elettrica dura qualche millisecondi, a volte avviene per scarica capacitiva. Ad esempio le auto sono piene di tali saldature. Saluti Marco Fornaciari |
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| Autore: | Torrino-Pollino [ lunedì 9 febbraio 2009, 20:57 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Ma se usi una puntatrice si vedono i segni! Riguardo la saldatura a filo, è come quella ad arco con elettrodo, dicendolo molto sommariamente, solo che per evitare l'ossidazione si usa il gas al posto dell'antiossidante classico dell'elettrodo. Prendete con l'approssimazione che merita la mia spiegazione, era solo per inquadrare il concetto. Ciao, Fabrizio. |
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| Autore: | Riccardo Olivero [ martedì 10 febbraio 2009, 0:38 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Il principio è quello dell'arco, nel senso che si crea un corto circuito, ma si tratta di potenze molto diverse (pochi Volt), e non c'è un elettrodo che fonde, ma un elettrodo di carbone che trasmette l'arco (il contatto è comandato a pedale, e naturalmente c'è una pinza metallica da attaccare al pezzo per l'altro polo). In sostanza si crea solo un forte calore molto concentrato ed immediato...e l'ottone, se si esagera a regolare in alto la potenza del saldatore che benchè modellistico ne ha parecchia, si fonde eccome...caso estremo ovviamente. So che si può autocostruire assai economicamente a partire da un piccolo carica batterie di quelli tipo per moto, o simili, che costano pochi euro. Per quanto riguarda le punte si possono comprare quelle di ricambio per la American Beauty. Prima o poi lo faccio, o almeno ci provo... |
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| Autore: | lavecchiastazione [ martedì 10 febbraio 2009, 0:48 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
In un metodo la saldatura avviene per scarica capacitiva giustamente , punta preferibilmente l'acciaio inox e sono 40 anni che la uso . Puo' essere usata anche con puntali rame carbone ad arco . Non si vede nulla dopo la puntatura se sai usarla . C'e' un ma , se dici quelle delle foto , non hanno nulla a che vedere con puntatrici di precisione come quelle a scarica accennate .Quelle bisogna avere i cosi per usarle e sono anche pericolose .
Questo e' un estratto di un saldatore di quelli definiti "rapidi" la pistola con lucina per intenderci . Per piccoli particolari te lo costruisci con 8 euro .Lo insegno a costruire da tantissimi anni . Due cose differenti . La prima salda tramite scarica , la seconda sfruttando la resistenza propia che ha il metallo . Cose differenti come lo sono i costi . ciao |
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| Autore: | friulbahn [ martedì 10 febbraio 2009, 7:27 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Cita: C'e' un ma , se dici quelle delle foto , non hanno nulla a che vedere con puntatrici di precisione come quelle a scarica accennate .Quelle bisogna avere i cosi per usarle e sono anche pericolose .
Questo e' un estratto di un saldatore di quelli definiti "rapidi" la pistola con lucina per intenderci . Per piccoli particolari te lo costruisci con 8 euro .Lo insegno a costruire da tantissimi anni . Due cose differenti . La prima salda tramite scarica , la seconda sfruttando la resistenza propia che ha il metallo . Cose differenti come lo sono i costi . Scusami lavecchiastazione potresti essere più chiaro? Grazie, Ennio |
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| Autore: | marco_58 [ martedì 10 febbraio 2009, 15:45 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
La puntatrice se ha i puntali fatti appositamente per saldare un oggetto particolare e una corretta regolazione fa saldature invisibili. Negli autoveicoli e negli elettrodomestici le saldature non sono in vista. Saluti Marco Fornaciari |
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| Autore: | Torrino-Pollino [ martedì 10 febbraio 2009, 17:03 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Riccardo Olivero ha scritto: Il principio è quello dell'arco, nel senso che si crea un corto circuito, ma si tratta di potenze molto diverse (pochi Volt), e non c'è un elettrodo che fonde, ma un elettrodo di carbone che trasmette l'arco (il contatto è comandato a pedale, e naturalmente c'è una pinza metallica da attaccare al pezzo per l'altro polo). In sostanza si crea solo un forte calore molto concentrato ed immediato...e l'ottone, se si esagera a regolare in alto la potenza del saldatore che benchè modellistico ne ha parecchia, si fonde eccome...caso estremo ovviamente.
So che si può autocostruire assai economicamente a partire da un piccolo carica batterie di quelli tipo per moto, o simili, che costano pochi euro. Per quanto riguarda le punte si possono comprare quelle di ricambio per la American Beauty. Prima o poi lo faccio, o almeno ci provo... Riccardo, se ne fai un paio, io ne sarei molto contento..... Ovviamente non "a gratis"! Ciao, Fabrizio. |
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| Autore: | lavecchiastazione [ mercoledì 11 febbraio 2009, 14:43 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
x friulbahn Buondì , forse intendi d'essere piu' chiaro sulla differenza tra i due tipi di saldatura . Allora Molto ma molto in breve : sono due strumenti diversi che usano metodi e tecnologia diversa per creare una saldatura . La saldatura non e' nient'altro che l'unione di metalli (ma non solo) tramite apporto di calore . Mentre nella saldatura ad argento o la piu' semplice a stagno si usa un saldame che faccia da tramite per l'attacco tra due pezzi metallici , il sistema a puntatura non richiede questo apporto (il saldame e cioe' lo stagno) . Nel metodo senza saldatura accade che le due facciate a contatto del metallo da saldare non richiedono alcun apporto di saldame perche' ad essere liquefatte sono le due superfici a contatto .In pratica una scarica produce una sorta di arco voltaico con produzione di calore e talvolta di luce (scintillio) .Le due superfici raggiungono in tempi di pochi decimi o centesimi di secondo (dipende dalle regolazioni) lo stato fisico di liquidita' permettendo alla struttura metallica di saldarsi , attaccarsi creando un legame . In maniera molto stringata spero di averti chiarito la cosa . Scusa la velocità , ma sono alle prese con il rifacimento del sito . Un salutone a tutti - PS: Utile 1 Utile 2 |
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| Autore: | claudio.mussinatto [ mercoledì 11 febbraio 2009, 20:18 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Riccardo...tre ...mettiti al lavoro |
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| Autore: | friulbahn [ giovedì 12 febbraio 2009, 8:26 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Mi riferifo principalmente alla pericolosità dell'operazione che citi. Poi a quale tipo insegni a costruire sul tuo sito. Io sono interessato a qualcosa che permetta di concentrare il calore per brasare (cioè con apporto di lega) senza scaldare eccessivamente quello che ci sta intorno. Grazie, Ennio |
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| Autore: | marco_58 [ giovedì 12 febbraio 2009, 11:08 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Ma perchè tribolare con l'inglese ed i siti in tale lingua, basta cercare con google "saldatura a resistenza" ed è tutto più chiaro. Saluti Marco Fornaciari |
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| Autore: | friulbahn [ giovedì 12 febbraio 2009, 21:34 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Marco, spiace contraddirti ma non è la stessa cosa. La "saldatura a resistenza" classica comporta la fusione di parte del metallo delle superfici a contatto, quella "modellistica" cui mi riferivo, prevede l'apporto di una lega (brasatura). Rispetto alla brasatura standard con saldatore o stazione saldante o a fiamma, qui abbiamo un riscaldamento intenso, immediato e localizzato che favorisce la fusione della lega nel punto di saldatura senza eccessiva diffusione del calore nelle zone circostanti, tale da provocare lo scioglimento della lega e conseguente distacco delle parti vicine saldate in precedenza. Ciao, Ennio |
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