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Future sui modellini
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Autore:  andrea (valpambiana) [ mercoledì 1 aprile 2009, 7:36 ]
Oggetto del messaggio:  Future sui modellini

Vorrei proporre una sorta di contratto alle case produttrici di modelli: a me interessa un modello particolare e sono convinto che, se messo in vendita, sarebbe un successo. Mi metto d'accordo con una casa modellistica agile e moderna (ad esempio la Os.kar) che progetta, fa costruire e mette in vendita, per mio conto, il modello. La casa sostiene tutte le spese. Io garantisco un minimo di guadagno per la casa. Al di sotto di quel guadagno pago io la differenza in origine stabilita più una penale. Se invece la casa guadagna dividiamo il guadagno. Il contratto dovrebbe essere garantito da una banca di fiducia.
Va bene che è l'1 aprile, ma sono sicuro che la cosa potrebbe anche realizzarsi. Io sono pronto.

Autore:  marco_58 [ mercoledì 1 aprile 2009, 8:13 ]
Oggetto del messaggio: 

Andrea,
il tuo ragionamento è valido, ma tecnicamente non così semplice da mettere in atto.
In tanti ci hanno provato, ed in tanti ... le storie sono note.
Se hai capitali sufficenti puoi farlo, però poi corri il rischio che ti verebbe voglia di cambiare hobby.

Ormai è arcinoto che di fatto è +/- quello che fa GIEFFECI con Roco: la storia con tutti i suoi risvolti la sappiamo.
E se ho inteso bene il meccanismo, almeno altre due ditte fanno +/- la stessa cosa, anche qui i risultati li abbiamo sotto gli occhi (niente nomi perchè non sono certo).

Saluti
Marco Fornaciari

Autore:  licio [ mercoledì 1 aprile 2009, 8:26 ]
Oggetto del messaggio: 

mmmm ... forse non e' neanche il momento piu' adatto, questo ... :roll:

Autore:  claudio.mussinatto [ mercoledì 1 aprile 2009, 8:37 ]
Oggetto del messaggio: 

Fantastico...
così, il produttore prende l'incasso , lo cartolarizza includendo i futuri proventi e rivende ai modellisti delle quote nell'azienda che sarà floridissima.
Questi iniziano a scambiarli tra di loro ad un valore superiore e ci tramutiamo tutti in Madoff e compagni...
Già cosi , con gli anticipi,nel nostro piccolo un sacco di eprsone sonos cappate con la ( misera ) cassa che avevano , figurati con più soldi in mano...
saluti

Autore:  andrea (valpambiana) [ mercoledì 1 aprile 2009, 9:15 ]
Oggetto del messaggio: 

No. Non volevo dire questo. Anche se, come risultato, è abbastanza grottesco (e possibile!).
Semplicemente, da ex bancario, pensavo ad un contratto (serio) con una casa fermodellistica che, a spese proprie ma con la garanzia di un investitore, fa produrre e vende un modello. Se l'investitore ci azzecca sulla scelta guadagna lui e la casa fermodellistica. Se il modello non va, paga di tasca sua. La casa non ci rimette. E' ovvio che la casa fermodellistica deve essere molto chiara e il contratto molto preciso. Altrimenti sai i problemi...

Autore:  alex corsico [ mercoledì 1 aprile 2009, 10:06 ]
Oggetto del messaggio: 

Per portare i miei due cents Mehano e Bianco (tibidabo) avevano fatto così....la cosa poi non è andata avanti per motivi non commerciali dato il successo dei modelli in N.

ciao

Autore:  wolf05 [ mercoledì 1 aprile 2009, 11:56 ]
Oggetto del messaggio: 

Buongiorno,
io ho fatto qualcosa di simile, non voglio fare direttamente pubblicità, anche perchè ne avevo fatta a suo tempo su questo forum e su altri. Ma voglio solo spiegare quello che stiamo facendo.
Scusami Andrea se vado fuori O.T. ma è molto simile a quello che proponi tu, solo che si va alla fase di produzione quando ci sono un numero minimo di "seri" partecipanti.
A questo link alcune informazioni in più.
http://operazionestefer.myblog.it/

Cordiali saluti a tutti

Luca

Autore:  andrea (valpambiana) [ mercoledì 1 aprile 2009, 12:15 ]
Oggetto del messaggio: 

Ma io non voglio raccogliere "serie" prenotazioni.
Io voglio "scommettere" sul successo di un modello. Accollandomene il rischio. E il modello deve essere commerciale, distribuito tramite la rete usuale della casa che produce il mezzo.

Autore:  sebamat [ mercoledì 1 aprile 2009, 13:06 ]
Oggetto del messaggio: 

andrea (valpambiana) ha scritto:
Ma io non voglio raccogliere "serie" prenotazioni.
Io voglio "scommettere" sul successo di un modello. Accollandomene il rischio. E il modello deve essere commerciale, distribuito tramite la rete usuale della casa che produce il mezzo.


un progetto simile l'aveva fatto un negozio di Berna (Svizzera) in scala N, con kato, negli anni 1990s (?). Aveva fatto sviluppare 2 loco BLS, per i quali poi aveva voluto l'esclusiva per un certo periodo di tempo (?) (era appunto un negozio...).

In generale, come anche giâ detto sopra, vari imporatori nazionali 'funzionano' in maniera simile, in Italia, ma credo anche in Francia (Galore? Masini?), non so dire per la svizzera.

Incaricano quindi la casa madre di produrre un modello, per il quale devono dare delle garanzie finanziarie a copertura dei rischi di sviluppo (o ritirarne un numero minimo stabilito a proprio rischio.. immagino che dipenda da ditta e ditta). Se poi si vende bene avranno una partecipazione agli utili, se gli va male gli restano i modelli sul groppone da svendere ai mercatini......

E la miriade di nuove marche comparse sul mercato (europeo ma non solo) negli ultimi anni, che tutte fanno capo ad un qualche produttore cinese , non sono poi molto simili: r

accolgono un po di documentazione, e un po di soldi, pagano in anticipo (?) mandando tutto a Modern Gala o simili e poi aspettano che finalmente arrivi il container, incrociando le dita che i cinesi non abbiano fatto troppo casino.....

Viste le cifre in gioco (centinania di migliaia di euro per una loco) vedo però un po difficile riuscire a raccogliere una somma simile tra gli appassionati con una sottoscrizione pubblica.
E' magari più fattibile per un carro merci, magari se a 'tirare il gruppo' c'e' una società seria o un museo, che ci mettono una faccia e una 'sicurezza'.
Altrimenti sembra un po tanto una nuova variante di una 'catena di S. Antonio'.


sebastiano

Autore:  marco_58 [ mercoledì 1 aprile 2009, 16:50 ]
Oggetto del messaggio: 

Andrea, il sitema più semplice è investire in una ditta diventandone socio.
Però permettimi una constatazione, secondo me da bancario non eri uno di quelli che curava più di tanto i rapporti con le ditte.
La tua idea poteva avere un senso quando la produzione era in Europa, oggi è troppo a rischio.
In oriente, ritengo che, l'unica alternativa valida potrebbe essere quella di comperare delle ore di lavoro degli impianti, piuttosto che dei modelli finiti.
A mio parere c'è già una ditta che fa così, data la quantità di modelli che sforna a raffica.
Poi i modelli di nicchia sono un'altra cosa.

Saluti
Marco Fornaciari

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