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I cinque poli che si vedono tutti!!!
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Autore:  lorenzo79 [ mercoledì 27 maggio 2009, 13:12 ]
Oggetto del messaggio:  I cinque poli che si vedono tutti!!!

Certo è, che quando osservo gli ultimi lavori di Oskar e di Vitrains, tutto il resto mi sa di "vecchio" e superato. E' talmente scontato ormai aspettarsi di non vedere motore e fili al posto dell'arredamento, che mi chiedo se davvero non ci sia da reclamare un po' con gli altri costruttori. E mi riferisco a HRR che detiene il 60% delle produzioni italiane e continua a sfornare modelli senza nessun aggiornamento (a parte motori e meccanica), ma limitandosi a riproporre i vecchi modelli RR. Credo e penso di non sbagliare, che questa cosa stia diventando un pò insopportabile. Se una piccola ditta riesce ad evolvere la tecnica, perchè non ci riesce o peggio non lo fa, la grande multinazionale? E così mi ritroverò tra qualche mese con un ETR200 dove i "5 poli" del motore si vedranno tutti!!!!!!!!!.......poi i fili rossi, quelli gialli e quelli neri.
Mi pare un pò un assurdità anche perchè, mettendo accanto i modelli, danno l'impressione di essere di epoche generazionali completamente differenti. Che ne pensate???

L.

Autore:  FC [ mercoledì 27 maggio 2009, 16:58 ]
Oggetto del messaggio: 

...che sono considerazioni alla "Catalano": ovvie. Ma risentono di un giudizio non obiettivo. Fai un semplice paragone con qualsiasi altro settore dell'ingegno umano: se ti metti a produrre automobili oggi, le progetti con i criteri di vent'anni fa? E la la componentistica è quella superata o, per "stare" sul mercato ti rivolgi almeno a quella standard per oggi? Peraltro però faccio notare come la modalità d'esecuzione dei disegni e, quindi, degli stampi dei modelli non ha subito progressi eccezionali nello stesso arco di tempo in cui, invece, si è assistito un notevole progresso nella parte elettrica ed elettronica. Magari auspichiamo sempre una migliore attenzione nelle modalità di assemblaggio e montaggio nonché (anche se sembra banale) che in HRR prevedano una figura competente in materia per il controllo qualità: al momento non sembra ne esista alcuna. Tornando all'atualità dei modelli proposti, non mancano, ahimè, esempi discutibili quali la 245 Comofer che ha ingegnerizzato un modello come se fosse stato ideato quindici anni fa. Ma questa è una storia già affrontata...

Autore:  Scarto&Ridotto [ mercoledì 27 maggio 2009, 20:05 ]
Oggetto del messaggio: 

beh, rivedere così profondamente un modello (meccanica e parte elettrica equivalgono a rifare il telaio, riprogettare questo vuol dire con ogni probabilità riconsiderare le casse..) equivale praticamente a rifarlo daccapo. Un costo non indifferente. E se le macchine fatte coi vecchi stampi RR vendono ancora... beh, nemmeno io mi rimetterei a rifarle ex novo.
Per di più Hornby ha dimostrato che quando progetta modelli nuovi... ha i contro "cosiddetti", vedi la sogliola, vera opera di ingegno nella miniaturizzazione.
Ciauzz!

Autore:  FERROVIANDO [ giovedì 28 maggio 2009, 6:08 ]
Oggetto del messaggio: 

Scarto&Ridotto ha scritto:
......
Per di più Hornby ha dimostrato che quando progetta modelli nuovi... ha i contro "cosiddetti", vedi la sogliola, vera opera di ingegno nella miniaturizzazione.
Ciauzz!

...anche se una rondine non fa primavera. Speriamo che continuino sulla strada elle innovazioni e delle migliorie implementando stampi e quant'altro.

Autore:  Benedetto.Sabatini [ giovedì 28 maggio 2009, 6:59 ]
Oggetto del messaggio: 

ovvia... è stato detta anche la parola magica... "implementando"

Rabbrividiamo....

Autore:  best [ giovedì 28 maggio 2009, 9:09 ]
Oggetto del messaggio: 

scusami "FC".
mi spieghi quali sono state le evoluzioni di ingegnerizzazione di un modello negli ultimi quindici anni?
forse mi sono perso qualcosa!

Autore:  despx [ giovedì 28 maggio 2009, 10:02 ]
Oggetto del messaggio: 

best ha scritto:
scusami "FC".
mi spieghi quali sono state le evoluzioni di ingegnerizzazione di un modello negli ultimi quindici anni?
forse mi sono perso qualcosa!


Concordo pienamente con quanto scritto sopra, secondo me le uniche due "rivoluzioni" sono sate l'avvento della trasmissione cardanica e il DCC, poi, il nulla....

Oggi si fa un gran cianciare su motorizzazioni nascoste, isostaticità e iperdettaglio ma poi...alla fine....sono innovazioni o solo piccoli miglioramenti?

Le motorizzazioni nascoste esistono da tempo ma all'estero....
L'isostaticità...bhe... non vi ricordate com'erano i vecchi modelli G di Lima? E poi...quanto serve un carrello isostatico se poi i suoi assi sono sempre rigidi e il cabraggio li fa sollevare?
Iperdettaglio... non vedo quella grande differenza tra un 636 roco di 20 anni fa ed un 646 di oggi...

Questo è quanto penso ma non pretendo che sia "legge" :wink:

Ciao
Despx8)

Autore:  FERROVIANDO [ giovedì 28 maggio 2009, 10:44 ]
Oggetto del messaggio: 

Benedetto.Sabatini ha scritto:
ovvia... è stato detta anche la parola magica... "implementando"

Rabbrividiamo....

scusami ma che vorresti dire. A volte, non riesco a comprendere il sarcasmo.......Se una cosa non è implementata con apporto di migliorie, rimane nelal completa vetustà del progetto iniziale, oserei dire, primordiale.

Autore:  Benedetto.Sabatini [ giovedì 28 maggio 2009, 11:35 ]
Oggetto del messaggio: 

Cita:
L'isostaticità...bhe... non vi ricordate com'erano i vecchi modelli G di Lima? E poi...quanto serve un carrello isostatico se poi i suoi assi sono sempre rigidi e il cabraggio li fa sollevare?


i vecchi modelli Lima avevano appoggio isostatico del telaio sui carrelli ma mai degli assi del singolo carrello come -èer esempio- le ultime produzioni Liliput Wien.
L'appoggio isostatico totale è in uso su molti dieselloni USA (altrimenti bordini bassi te li cacci....).
Diciamo che a parte la ALn 772 c'è poco da innovare, ma molto da aggiornare. Le soluzioni tecniche ci sono già, devono solo essere applicate alla produzione di grande serie (costi permettendo)

PS: dai ora qualcuno scriva che è "un valore aggiunto"... vi prego... insieme a "implementare" ci sta da dio

Autore:  G-master [ giovedì 28 maggio 2009, 12:03 ]
Oggetto del messaggio: 

I bordini bassi... questi sconosciuti in europa! E noi, ancora con gli affettaprosciutti!

Autore:  A Federici [ giovedì 28 maggio 2009, 12:29 ]
Oggetto del messaggio: 

A proposito di appoggio isostatico, l'altra sera ho fatto delle prove di circolabilità sul diorama fremo della stazione di testa, con un 218-225 lilliput isostatico e con una sogliola HB-RR.
Risultato: il 218, vecchio e "datato", ma meccanicamente perfetto, non si ferma "neanche col candeggio".
La sogliola non riesce a percorrere senza fermarsi neanche i deviatoi electrofrog, risultando praticamente inutilizzabile per le manovre.
Sogliola a parte (qui i vincoli dimensionali sono preponderanti "su tutto"), voglio eseguire le stesse prove con il 213 Trix (rigidissimo), il 245 RR (quello con la trasmissione a cinghia) e con l'835: temo che riceverò delle belle delusioni.

Antonio

Autore:  lorenzo79 [ giovedì 28 maggio 2009, 12:54 ]
Oggetto del messaggio: 

Sarà pure banale il discorso, ma intanto io sul mio ETR monto le cornici Triplex e sugli altri preparo tendine...che culo aggiungerei!

L;)

Autore:  Madalex [ giovedì 28 maggio 2009, 13:31 ]
Oggetto del messaggio: 

...ma io direi che oggi come oggi la finezza del dettaglio e l'aggiunta di decine di pezzi di ricambio rigorosamente in busta da tenere ben chiusa per non svalutare il modello sia UN VALORE AGGIUNTO! (ora sei finalmente felice, saba.... :lol: )
Stiamo discutendo del sesso degli angeli... bello l'articolo su TT di maggio sulla progettazione: ma chi ha veramente voglia di apportare cambiamenti?
OSkar ci sta provando ma sembra essere un don chiscotte su alcune sue idee (vedi la scomparsa del motore dalla vista sul 772), Acme prova ma poi cade su alcuni grossolani errori, HR ha finalmente preso sott'occhio il mercato italiano... ma poi, siamo NOI pronti a recepire? In USA tutti vediamo come grosse conquiste il bordino basso ed i sistemi di aggancio et similia, ma mica fanno paginate di rotture di balle se il diesel ha il vetro di 1.5 micron spostato sul retro della cabina.
SIamo un pò troppo propensi alla critica, e sembra si cerchino scuse per boicottare un produttore rispetto ad un altro... ma fino a 5 anni fa, chi si sarebbe mai sognato anche solo una metà di quello che è stato proposto in ambito italiano?
Mia opinione personale...
Alessio

Autore:  FC [ giovedì 28 maggio 2009, 13:33 ]
Oggetto del messaggio: 

Rispondo a "best" per amore di dialettica che fa sempre bene. Ma le risposte sono state date anche dagli altri, consapevolmente o meno. Benedetto, tra tutti e con una certa ironia, ha sottolineato le più evidenti, ma in tema di "ingegnerizzazione" aggiungo e mi domando: come si fa a progettare un modello, non particolarmente piccolo, come la 245 senza pensare ad uno spazio per la sua digitalizzazione? e aggiungerei anche per una sua eventuale sonorizzazione? E non voglio proseguire oltre su questo tema... Desidero anche ricordare, però, come oggi in tema di motorizzazione e trasmissione si riesce a fare molto di più che non in tema di riproduzione e restituzione dei dettagli estetici. Le metodologie CAD-CAM per la fabbricazione degli stampi sono ormai consuete e non hanno visto passi da gigante negli ultimi tre lustri: semmai vi è una diversa e più estesa utilizzazione di materiali prima un po' ostici e di cui si nutriva eccessiva diffidenza. Mentre all'interno dei modelli si può fare veramente molto di più come OSKAR ha ampiamente dimostrato con ALn 772.

Autore:  lorenzo79 [ giovedì 28 maggio 2009, 13:59 ]
Oggetto del messaggio: 

MMM....perché ora mi dai ragione...MMM


:!: :!: :!:

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