| Duegieditrice.it https://www.forum-duegieditrice.com/ |
|
| come fanno i nostri cugini francesi? https://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=21&t=47629 |
Pagina 1 di 1 |
| Autore: | emiliano [ lunedì 9 agosto 2010, 9:45 ] |
| Oggetto del messaggio: | come fanno i nostri cugini francesi? |
Salve a tutti gli amici trenari, volevo porre uan domanda per soddisfare una curiosità personale. Se consultiamo i cataloghi Roco, trix e altri tedeschi, troviamo bene o male tutto il parco circolante attuale e passato, conpresi amgari i modelli ricostruiti dopo la seconda guerra... Per il mercato italiano ci stiamo attrezzando abbastanza bene, con un buon parco circolante di locomotive moderne, le articolate , carrozze e ora anche le automotrici leggere... qualcosa di vapore che oramai si è smosso dalla stasi quasi perenne in cui era caduto e ora anche il trifare. I nostri cigini francesi che hanno di tutto questo. Conosco solo la Joef come ditta produttrice, ma a livello di vapore mi sembra abbia in catalogo cosa 2 macchine...e tutto il resto carrozze locomotori e quant'altro? I francesi che fanno... si costruiscono da soli tutto il vecchio parco storico di macchine a vapore, no che noi abbiamo chissà che cosa.. am intanto le 740, 743 sono arrivate (ok hanno pecche) avevamo la 880, la 875, sembra che arriverà una regina 685... Nel mercato francese ora hanno la pacific della roco... ma poi ch ealtro di originale francese e non prede belliche lasciate in riparazione danni guerra dopo il secondo conflitto mondiale? Ciao a tutti Emiliano |
|
| Autore: | Gabriele [ lunedì 9 agosto 2010, 10:37 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: come fanno i nostri cugini francesi? |
Oltre alla Chapelon Roco c'è la 140C Liliput, la 141R Rivarossi che Hornby sta per riproporre abbondantemente riveduta e corretta, la 141P Jouef anche lei già riproposta da Hornby, più tutte le vecchie produzioni Jouef che non saranno moltissime ma già è qualcosa: http://lestrainsjouef.free.fr/fr/matmotfr2.html |
|
| Autore: | Pik [ martedì 10 agosto 2010, 20:54 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: come fanno i nostri cugini francesi? |
Sempre limitandoci alle vaporiere, due osservazioni: -parlando del parco FS, citerei anche il modello della 835, che in un futuro imprecisato sarà riproposta da HR (preserie alle fiere scorse) -per il parco SNCF, l'elenco di Gabriele mi pare preciso. Tieni conto però che alcune serie di origine tedesca hanno avuto grande diffusione ed uso sulla rete transalpina, insomma il loro interesse non è solo antologico come le prede belliche nostrane. Sto pensando soprattutto alla G8.1, ovvero 040D in Francia (900 esemplari!) http://fr.wikipedia.org/wiki/G8.1_AL_et_ex-Prusse |
|
| Autore: | sebamat [ martedì 10 agosto 2010, 22:30 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: come fanno i nostri cugini francesi? |
I francesi hanno un gran problema: visto che fino al 1937 non avevano le SNCF ma varie società private (i reseaux: NORD, PLM, ETAT, EST, PO-MIDI, AL) tutte con materiale rotabile 'molto personalizzato' progettato dai propri uffici tecnici, ogni tipo di locomotiva (e anche di vagone) é molto 'localizzato' ed interessa solo chi modella esattamente quella zona della Francia. E le interpenetrazioni tra le reti erano, almeno per le loco, molto ridotte, . Per dare un idea é un po come con il trifase in italia... Questo ha limitato di molto la convenienza commerciale per una grande casa modellistica di lanciarsi in questo mercato troppo frammentato. Unica eccezione le prede belliche su base tedesca (ma spesso anche loro richiederebbero una francizzazione spesso tralasciata o giusto abbozzata). Ma malgrado il loro numero totale abb. imponente (ma molto variabile a seconda della zona), sono comunque realtà spesso poco più che anedottiche, in maggioranza di tipo 'non molto interessanti' agli occhi del modellista , e comunque ormai vecchiotte negli anni '30 (l'orient express dietro ad una 040 del 1915???). Per i vagoni passeggeri non é per niente meglio: al momento, a parte le CIWl rivarossi/Hornby, credo non c'e' nessun modello disponibile in marcatura ante 1937, e pochissimi modelli per il periodo fino al 1960 (le OCEM Jouef, le DEV di LSM e altri, le Forrestier Roco (ancora disponibili??). Per i carri merci é 'vuoto spinto', al momento oltre ai tre '4 assi di tipo americano' di Fleischmann, che ricompaiono ogni tanto, giusto un kit in plastica di un coperto a 2 assi (Damofer,a ca 50 euro...), un pianale in arrivo (REE). Potebbe cambiare magari in futuro (??) se LSM produce come annunciato tutta una serie di carri OCEM. Il risultato é che é praticamente impossibile riprodurre un treno ante 1937 sia passeggeri che merci con prodotti di grande distribuzione. E anche per la fase 'vapore SNCF' ci sono praticamente solo vapori unificati post 1937 o prede belliche (le loco citate negli altri messaggi tranne la Chapelon e la 140C) , che erano sempre e comunque solo una minoranza del parco totale. Il fermodellista italiano, con le rivarossi FS in 1/80 (una buona decina di modelli gi à solo di locomotive ) era messo decisamente meglio dei francesi, con un parco alquanto articolato tra loco, carrozze e carri ben combinabili! In questa nicchia, per i modellisti più dotati (di abilità o di portafoglio, ma spesso sono necessari entrambi) si é sviluppata tutta una pletora di 'artisans' che propongono dei kits in ottone o metallo bianco di locomotive 'réseaux' e SNCF: DJH/model loco, Loco diffusion e molti altri, spesso anche 'meteore' con solo 1-2 modelli, (per una lista guarda qui: http://www.amf87.fr/tarifs.htm#jcr). Ma attenzione, hanno un grado di difficoltà di montaggio non molto lontano da una autocostruzione integrale (richiede piegare e formare lamierini, saldare, forare, aggiustare, verniciare etc!!), e per questo c'e' anche chi , a pagamento, te li monta... con costi finali vicini ai fulgumetrolematec... Per il parco vagoni spec. passeggeri esistevano alcune ditte a cavallo tra l'artigiano e l'industriale (France Trains, RMA, MMM-RG, trains rousseaux e altri) con un occhio di riguardo per il periodo 1920-1960 ma ora fa tutto parte del 'antiquaritato', sia per standard costruttivi che per reperibilità . sebastiano |
|
| Autore: | SUD_EXPRESS26 [ martedì 10 agosto 2010, 23:54 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: come fanno i nostri cugini francesi? |
sebamat ha scritto: I francesi hanno un gran problema: visto che fino al 1937 non avevano le SNCF ma varie società private (i reseaux: NORD, PLM, ETAT, EST, PO-MIDI, AL) tutte con materiale rotabile 'molto personalizzato' progettato dai propri uffici tecnici, ogni tipo di locomotiva (e anche di vagone) é molto 'localizzato' ed interessa solo chi modella esattamente quella zona della Francia. E le interpenetrazioni tra le reti erano, almeno per le loco, molto ridotte, . Per dare un idea é un po come con il trifase in italia... Questo ha limitato di molto la convenienza commerciale per una grande casa modellistica di lanciarsi in questo mercato troppo frammentato. Unica eccezione le prede belliche su base tedesca (ma spesso anche loro richiederebbero una francizzazione spesso tralasciata o giusto abbozzata). Ma malgrado il loro numero totale abb. imponente (ma molto variabile a seconda della zona), sono comunque realtà spesso poco più che anedottiche, in maggioranza di tipo 'non molto interessanti' agli occhi del modellista , e comunque ormai vecchiotte negli anni '30 (l'orient express dietro ad una 040 del 1915???). Per i vagoni passeggeri non é per niente meglio: al momento, a parte le CIWl rivarossi/Hornby, credo non c'e' nessun modello disponibile in marcatura ante 1937, e pochissimi modelli per il periodo fino al 1960 (le OCEM Jouef, le DEV di LSM e altri, le Forrestier Roco (ancora disponibili??). Per i carri merci é 'vuoto spinto', al momento oltre ai tre '4 assi di tipo americano' di Fleischmann, che ricompaiono ogni tanto, giusto un kit in plastica di un coperto a 2 assi (Damofer,a ca 50 euro...), un pianale in arrivo (REE). Potebbe cambiare magari in futuro (??) se LSM produce come annunciato tutta una serie di carri OCEM. Il risultato é che é praticamente impossibile riprodurre un treno ante 1937 sia passeggeri che merci con prodotti di grande distribuzione. E anche per la fase 'vapore SNCF' ci sono praticamente solo vapori unificati post 1937 o prede belliche (le loco citate negli altri messaggi tranne la Chapelon e la 140C) , che erano sempre e comunque solo una minoranza del parco totale. Il fermodellista italiano, con le rivarossi FS in 1/80 (una buona decina di modelli gi à solo di locomotive ) era messo decisamente meglio dei francesi, con un parco alquanto articolato tra loco, carrozze e carri ben combinabili! In questa nicchia, per i modellisti più dotati (di abilità o di portafoglio, ma spesso sono necessari entrambi) si é sviluppata tutta una pletora di 'artisans' che propongono dei kits in ottone o metallo bianco di locomotive 'réseaux' e SNCF: DJH/model loco, Loco diffusion e molti altri, spesso anche 'meteore' con solo 1-2 modelli, (per una lista guarda qui: http://www.amf87.fr/tarifs.htm#jcr). Ma attenzione, hanno un grado di difficoltà di montaggio non molto lontano da una autocostruzione integrale (richiede piegare e formare lamierini, saldare, forare, aggiustare, verniciare etc!!), e per questo c'e' anche chi , a pagamento, te li monta... con costi finali vicini ai fulgumetrolematec... Per il parco vagoni spec. passeggeri esistevano alcune ditte a cavallo tra l'artigiano e l'industriale (France Trains, RMA, MMM-RG, trains rousseaux e altri) con un occhio di riguardo per il periodo 1920-1960 ma ora fa tutto parte del 'antiquaritato', sia per standard costruttivi che per reperibilità . sebastiano I francesi hanno molte ditte artigianali che vendono i loro modelli in kit (basta leggere una rivista francese e balza subito all'occhio). E poi, scusate, come mai le case costruttrici di modelli d'ottone in tutte le scale non fanno altro che riprodurre vaporiere francesi (anche ante 1° gennaio 1938) e nessuna italiana? |
|
| Pagina 1 di 1 | Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ] |
|
Duegi Editrice - Viale Francia, 7, 35020 Ponte S. Nicolò (PD). Italy - Tel. 049.711.363 - Fax 049.862.60.77 - duegi@duegieditrice.it - shop@duegieditrice.it |
|