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Ciao a tutti, volevo tentare di aprire una discussione sul cambiamento che ha avuto, e sta avendo, il nostro modo di fare modellismo. Così come tutte le altre attività umane, stravolte dalla tecnologia e dalla sempre maggiore superficialità di chi le svolge, anche il fermodellismo sembra ormai avviato ad essere vissuto con sempre minor impegno; sembra che ormai l'imperativo sia "comprare, comprare, e ancora comprare". Centinaia di carrozze, centinaia di locomotori, decine di modelli tutti uguali in vetrine stracolme (ma l'N non era da plastico?!), che si distinguono solo per piccole variazioni cromatiche. L'idea di costruire un plastico, per esempio, è vissuta solo come impegno finanziario e una mera pianificazione di quanto occorre per costruirlo; niente sentimenti o ragioni di cuore, che erano gli stimoli principali e fondamentali di coloro che, una volta, si avventuravano nella costruzione di un impianto ferroviario. Perché, diciamolo chiaramente: un impianto serio è senz'altro un'avventura, specie se, così come ci si dovrebbe augurare, l'intenzione è di renderlo il più possibile originale e conforme alle proprie esigenze (o ai propri ricordi, nel caso di una riproduzione di un luogo ben preciso). Collezionisti che si dicono fermodellisti (ma che spesso non sanno un tubo nemmeno di quello che comprano) che si limitano soltanto all'acquisto del modello appena uscito e plasticisti a parole che in realtà non hanno mai costruito un impianto ferroviario. C'è chi pontifica sulle meccaniche, chi sulla verniciatura, chi s'intende esclusivamente di una tecnica ma ignora totalmente l'altra, insomma il fermodellista "completo" sembra avviato all'estizione. C'è chi afferma che la colpa è del poco tempo, che non permetterebbe di dedicarsi anima e corpo a realizzazioni degne di nota e il più possibile costruite in proprio, siano esse plastici o modelli. Personalmente penso che le cose non stiano così. Probabilmente c'è meno passione in noi di quanta ce ne vorrebbe e forse poca coerenza. Il mio plastico è stato iniziato da un sacco di anni ed è sempre quello, ha avuto delle ottime basi strutturali e concettuali e sicuramente sarà portato a compimento, anche se, proprio per il modo con cui concepisco il fermodellismo, non so bene quando. So però che il giorno in cui sarà terminato risponderà in pieno alle mie aspettative, poichè cerco in tutti i modi di farlo assomigliare il più possibile all'idea che mi ha spinto a costruirlo. E lo stesso accade quando costruisco un modello che non è mai l'ultimo "uscito" in commercio, sia pure in lastrina. La E.626 l'ho realizzata molti anni dopo che era uscita la bella lastrina di Mario. Insomma mi faccio guidare dalla passione e non mi faccio quasi mai prendere dal modo compulsivo di intedere il modellismo. Qualcuno dice che sono un solitario (Mario mi chiama "animale stanziale"!!), in molti pensano che sia un asociale visto che non partecipo a tutti i "Novegro" o "Stoccarda" o "Norimberga" vari. La realtà è che per fare modellismo e costruire tutto quello che mi piace, il tempo che ho preferisco dedicarlo alle attività manuali. Sono sicuramente in contro tendenza, (ma anche questo potrebbe essere considerato tutt'altro che un difetto di questi tempi) ma continuo a pensare che il fermodellismo sia una passione intima e che per plasmare le proprie idee e renderle tridimensionali, occorra probabilmente più concentrazione, silenzio e forse tranquillità. Non me ne vogliano i costruttori di moduli novegrini (che rispetto e apprezzo!) ma la mia idea di impianto ferroviario è legata alla persona che lo costruisce, perciò non riesco a concepire (e ahimè neanche a condividere) i plastici di gruppo itineranti. Anzi a questo proposito, e sempre senza nessuna polemica, volevo chiedervi, ma questo fermodellismo "da spettacolo" (il continuo montare, smontare, trasportare, provare per poi esibire) è veramente positivo per l'immagine e per la diffusione della nostra "passione" o, non volendo, si rischia di farla apparire come e soltanto un costosissimo hobby senza anima e di impegno relativo (quanti di coloro che costruiscono un modulo hanno poi un intero impianto a casa?) limitato a qualche modulo che prende vita soltanto nelle grandi occasioni. Scusate se sono stato prolisso... e la discussione è aperta!! A voi la parola!
SalutoNi.
Carlo
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