Duegieditrice.it
https://www.forum-duegieditrice.com/

Vecchie letture.Altri tempi.
https://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=21&t=58860
Pagina 1 di 1

Autore:  d 341 ionica [ martedì 8 novembre 2011, 22:27 ]
Oggetto del messaggio:  Vecchie letture.Altri tempi.

Spesso vado nella mia biblioteca e per addormentarmi la sera prendo a caso una"smanata"di riviste.
L'altro giorno ho preso una manciata di "antichi"Italmodel ferrovie...antichi...diciamo storici...insomma dal 76 al 79.
E'fantastico vedere in ambito modellistico quanta arretratezza ci fosse in confronto ad oggi,modi diversi di intendere magari un plastico,o i concorsi fotografici dell'epoca con incluso premio per la foto piu'bella..Incredibilmente,nell'arretratezza del tempo(arretratezza del tipo buono nel senso che oggi le cose apparentemente vanno molto meglio sia come disponibilita'di prodotti,sia come ottiche costruttive ben lontane dal primordiale triplo ovale sul plastico o il carrello valido per macchine fs sncf e db)nasce in me una specie di nostalgia.La nostalgia dell'essenziale...Va beh,un concetto un po'difficile da esprimere e che comunque,credetemi,non ha nulla a che vedere con il "si stava meglio quando si stava peggio"....Ma quando vedo una pubblicita'della modeltecnica che mi parla"di modelli RR forniti tutti con pantografi rossi senza sovraprezzo...beh mi commuovo!" o vedo le innummerevoli costruzioni di 743 con aggiuntivi M+F O PIERRE....o come costruire il settebello passo passo...O il plastico con supermovimentazione 1x1,7 senza obbligate stazioni nascoste se no non e'"in"...O infine quello che sembrava la palificazione sommerfield..
Ho provato piu'o meno le stesse sensazioni sfogliando vecchi cataloghi RR ma non a questo livello.
Che sia il fascino dei pionieri?
Dove tutti avevano tanto da imparare e poco da criticare?
Dove forse effettivamente veniva dato piu'spazio al gioco e meno alla..."scienza"?

un salutone Armando

Autore:  Miura [ martedì 8 novembre 2011, 22:54 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

Cita:
O il plastico con supermovimentazione 1x1,7 sen

Armando ma la tua è una provocazione. Condivido la sensazione guardando le vecchie riviste.
Io sono rimasto fermo lì per certi versi. Ed anche oggi sono quei plastici in quelle vecchie riviste che ogni tanto mi fanno risorgere la voglia di buttare giù qualcosa, non certo quei realistici ma deprimenti diorami, spacciati per plastici, che oggi vengono riproposti all'infiniito come eclatanti esempi di modellismo. A parte la maggiore disponibilità di modelli FS odierna che permettono di realizzare tanti convogli che un tempo era impensabile realizzare, per il resto quel mondo mi piaceva molto di più e mi dava più soddisfazione. Oggi sto incominciando a chiedermi perchè continuo a comprare le riviste visto che i treni reali odierni, monotoni e tutti uguali, mi fanno schifo ed i diorami mi annoiano.

Autore:  robert [ martedì 8 novembre 2011, 23:23 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

A volte è quello che mi chiedo anch'io....forse perchè ci ricordano i vecchi tempi....o forse perchè trovavamo gli articoli più naturali, più interessanti e meno scentifici spesso anch'io vado in box a riprendere le vecchie riviste italiane, americane e svizzere che conservo dal 80' in poi e le sfoglio con gusto...

Autore:  comando multiplo [ mercoledì 9 novembre 2011, 0:34 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

Diciamo che anche la fantasia la faceva da padrona.
Da ragazzini un ovale di binari con un raddoppio e la catenaria Rivarossi, montato su un tappeto della sala o della camera faceva "plastico" (ai nostri occhi).
Il manuale dei Tracciati Rivarossi era onanismo allo stato puro !
Riccardo

Autore:  Riccardo Olivero [ mercoledì 9 novembre 2011, 8:57 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

Diciamo che la fondamentale differenza tra allora e oggi è una sorta di approccio giocoso, che veniva tenuto nascosto a parole (anzi: si parlava sempre di realismo, ma le stesse possibilità tecniche di funzionamento ed esercizio realistici erano limitate) ma emergeva con evidenza. Molti erano i plastici con ambientazioni di fantasia quasi da mondo degli elfi; mio zio, capace fermodellista pioniere fin dai primissimi anni 50, a Natale allestiva un presepe con un ovale ed un trenino, ed una fontana con una pompetta elettrica a ricircolo di acqua - importata da Rivarossi - ed era forse la cosa che più lo divertiva.
Niente di male in questo approccio, ma la realtà è diversa e dipende quanto si è legati ad essa.
Io da piccolo vedevo i treni a vapore, che nella mia città transitavano giornalmente, ma erano rari: non li vedevo ogni giorno ed i treni non arrivavano all'ora esatta in cui la mamma o il nonno mi portavano in stazione. Per cui vederne uno era una festa ed un'emozione; quel senso di vuoto che la stazione di Bra spesso mi comunicava (già allora!), è rimasto parte della mia esperienza. Quando vedo un impianto che è tutto un deposito (ops, OML) e brulica di locomotive, attrezzature, binari, piattaforme, movimenti continui (per dove?), per me quello crea depressione, non sono mai stato abituato a collegare le realtà a tanta grazia. Lo stesso vale per i plastici dove i treni girano in ovale, da ragazzo ne avevo uno, e non sono mai riuscito ad ammettere o forse capire che c'era qualcosa che non andava alla base.
Anche per me i treni attuali sono orrendi, se fossi nato oggi li odierei. Sono sporchi, degradati, e di pochissimi tipi diversi. Però i plastici di oggi sono tutt'altra cosa, ammettiamolo. Gli appassionati di insalate di treni li troveremo sempre, e anche a me a tratti incuriosiscono, ma come gioco a sé stante. Il treno è un'altra cosa, ed io sono maggiormente appassionato di questi, alla loro presenza che dopo breve diventa un'assenza; la ferrovia resta, però, e sono i particolari modellistici di questa che allora devono emergere - mentre in genere sugli impianti del passato, ammettiamolo, erano davvero deprimenti, a parte rarissime eccezioni. Appena il treno spariva in galleria non rimaneva che il nulla.

Autore:  DARIO PISANI [ mercoledì 9 novembre 2011, 9:26 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

Acc!proprio ieri sera/stanotte mi sono sparato 4-5 numeri di H0 RR degli anni 1961-1963-ma ho quasi tutta la raccolta, saggiamente acquistata 40 anni fa quando la rivista era cessata da 4 anni... :(
Certo, spesso si trattava di plastici a sali scendi con triplo....salto mortale ed avvitamento all'infinito,ma alcuni appassionati forzando la mano riuscivano ad avere qualcosa di più usando anche materiali e modelli non del "giro"strettamente Rivarossiano...sì,ci si divertiva di più ma voi dovete anche considerare,almeno per il periodo clou del fermodellismo('50-'60)che la nostra nazione usciva dai disastri generati dalla pazzia della guerra e fra l'altro l'hobby era una sorta di "must"che io spesso oggi paragono,per esempio, alla moda dell'hifi degli anni '70:persone famose del tempo ci si dedicavano(lo narra lo stesso H0 RR):Gianni Ravera(patron di Sanremo e noto cantante della radio),il famoso Bechi,l'attore Calindri(glielo ricordò 15 anni fa in una programma della notte in tv il conduttore),il Presidente Gronchi etc etc...all'età di 4-5 anni mi emozionava molto vedere il treno ripartire a semaforo verde o veder le sbarre del famoso PLA scendere giù(sì,a ghigliottina....il Tortoise non c'era!)...negli anni successivi personalmente io mi distaccai e ripiegai sulla ferrovia reale e su altri hobby, come il cinema a passoridotto, l'hifi e la registrazione audio(poi quella video nel decennio '80) e.....i primi amori!!rientro nel "giro" ad inizio del nuovo secolo in un mondo che non è più quello,con tante belle cose,ma con la smania del dettaglio e dell'aggiuntivo a tutti costi,con molto realismo grazie a tecniche e materiale nuovi,ma l'"odore" di quei modelli della nostra infanzia,beh,ormai è svanito e con esso tutto un mondo e perchè no,anche un Italia rinata con forza e perseveranza e tanta voglia di progredire:anche i piccoli treni di RR e Lima fanno parte di quel periodo,di quella Italia e di quel made in Italy che oggi sembra sempre più una chimera....

Autore:  Dm [ mercoledì 9 novembre 2011, 14:40 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

E gli articoli di G. Mutolo :shock: , per non dire di numeri di Model Railroader anni '50 :roll:

Autore:  Gr471 [ mercoledì 9 novembre 2011, 16:03 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

DARIO PISANI ha scritto:
...il periodo clou del fermodellismo ('50-'60) che la nostra nazione usciva dai disastri generati dalla pazzia della guerra
Non c'è niente di nuovo sotto il sole, ora stiamo entrando nella pazzia della crisi economica. Chissà come finirà! Forse era meglio allora dato che si usciva da qualcosa di tremendo.
DARIO PISANI ha scritto:
... persone famose del tempo ci si dedicavano (lo narra lo stesso H0 RR): Gianni Ravera (patron di Sanremo e noto cantante della radio), il famoso Bechi, l'attore Calindri (glielo ricordò 15 anni fa in una programma della notte in tv il conduttore), il Presidente Gronchi etc etc..
Anche Gino Cervi.

P.s.: Ma sulla tua tastiera la barra spaziatrice non c'è? è rotta?

Autore:  cnigro [ mercoledì 9 novembre 2011, 16:17 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

Su quelle riviste ci si può percepire la stessa arretratezza che proveremmo oggi a guidare una Giulietta sprint dopo essere scesi da una ipertecnologica e superservoassistita vettura moderna.
Quello che ci fa breccia è che sulla Giulietta (o Topolino,600,ecc.) ci siamo imparati a guidare,
adesso guidiamo e basta.
Vedere una 743 realizzata col kit M + F o Pierre mi ha stimolato ad imparare a costruirla;la nuova 743 Hornby RR è sicuramente migliore della mia e più in scala ma le sensazioni e la soddisfazione non sono le stesse.
Seguendo quegli articoli abbiamo imparato ad usare il triangolo mani-cervello-attrezzi,ad emulare i "maestri",siamo diventati modellisti,parte attiva dell'hobby;chi comincia ora,se può permetterselo,parte molto più avvantaggiato di noi ma difficilmente andrà con trapano e sega su un modello per "provare a tirarci fuori"qule pezzo particolare.
Grazie Italmodel e tutto ciò che hai ispirato.

Autore:  DARIO PISANI [ mercoledì 9 novembre 2011, 16:22 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vecchie letture.Altri tempi.

Gr471 ha scritto:
[
P.s.: Ma sulla tua tastiera la barra spaziatrice non c'è? è rotta?


mi spieghi cosa vuoi dire???grazie
(e comunque mi sembra che a te non vada mai bene nulla!!)

Pagina 1 di 1 Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]

Duegi Editrice - Viale Francia, 7, 35020 Ponte S. Nicolò (PD). Italy - Tel. 049.711.363 - Fax 049.862.60.77 - duegi@duegieditrice.it - shop@duegieditrice.it
Direttori di testata: Gianfranco Berto - Franco Tanel. Registro Operatori della Comunicazione n° 1199. Partita iva IT 01116210293 Tutti i diritti riservati Duegi Editrice