Caro amico, tu hai ben ragione, e immagino che tu sappia che io personalmente ho fatto una grossa ricerca su questo versante, rendendo molti modellisti partecipi dei miei risultati sui primi numeri di TTM. Sono poi andato avanti, ho realizzato molti modelli isostatici, realizzando per esperimento anche alcune soluzioni molto complesse - nelle quali non credo nè credevo, ma che volevo tentare.
Ho poi progettato due anni fa il kit della trifase E330 di Linea Model, che forse è il primo modello di locomotiva prodotto in Italia completamente isostatico. I risultati sono stati molto buoni dal punto di vista funzionale, esattamente come mi aspettavo, ma alcuni modellisti hanno lamentato la (piccola) complicazione in più, dicendomi di non aver capito perchè avevo inserito quei movimenti, che poi intanto andavano saldati bloccati (!!!!!?????) nonostante fosse tutto ben spiegato nelle istruzioni. Il fatto è che pochi hanno veramente capito il concetto, anche tra quelli che avevano letto gli articoli...molti non hanno compreso il fatto che NON si tratta di un molleggio...benchè questo lo dica la parola, è un appoggio, e non ci sono molle...
Devo poi dire in base alle mie esperienze che mentre i modelli in ottone si prestano benissimo all'uso della sospensione - parlo di modelli di vaporiere o altro con bielle - sui modelli industriali il discorso è ben diverso, dato che hanno un telaio solitamente metallico in pressofusione, che è pieno anche per motivi di aumento della massa totale. Con i telai pieni non si possono realizzare sospensioni integrali, purtroppo, mentre i modelli in ottone hanno il telaio costruito da pareti sottili unite tra loro e vuote in mezzo.
Anelli di aderenza: è più che vero con l'isostatico l'aderenza aumenta, ma non a livello dei modelli con gli anelli - escludendo la 740RR dove l'anello non serve a un tubo perchè non tocca la rotaia.
Diciamo che la forza di trazione di un modello leggerotto (250g) NON isostatico senza anelli è di 0,4/0,6 N, con l'isostatico passa a 1N, con un anello senza isostatico a 1,5N...per farvi capire, i valori sono questi. Certo con l'isostatico e un anello, una buona zavorra (da 300g in su) si spaccano i ganci! Ma abbiamo tutti bisogno di trainare con una locomotiva a bielle un treno da 15 carrozze su salite del 30 per mille?!?!
Quindi, io ti do poche speranze, a meno che i nostri cinesini non accettino di rivoluzionare tutti i loro ben consolidati processi produttivi - e questo lo escludo. Anche perchè i costi aumenterebbero.
Comunque una loco a vapore o similare NON isostatica, passo rigido importante ecc., non ha bisogno assoluto della sospensione - perchè con prese di corrente dappertutto (sarebbe bene anche sul tender, evitando i carrelli della loco perchè crea troppi problemi) e un anello di aderenza, con una zavorra molto ben studiata e presente, va benissimo e con i bordini a norma RP25 che sono già molto realistici e passa dappertutto, tranne che su quei plastici orrendi dove al posto delle giunzioni ci sono voragini appuntite e gli scambi sono dei Lima del Paleolitico. Ma qui il problema sarebbe nel plastico, non nel modello...
La sospensione isostatica è invece INDISPENSABILE: sui modelli a due assi, sulle loco 2-2-0 (quali, in Italia?), e aiuta molto le 0-3-0 e 1-3-0. Su una 740 io non la metterei - troppo complicata per quello che può dare di vantaggio, meno che mai su un trifase 0-5-0 e la scarterei anche per le macchine a ruote alte 1-4-1 (432,431). Su una E330 ed E333 è facilmente realizzabile, invece, ed è effettiva.
E' inoltre INDISPENSABILE nell'appoggio tra cassa e carrelli di ogni carrozza - le vecchie RR ce l'avevano, ma lo sapete che alcune carrozze nuovissime non ce l'hanno

- e su tutte le loco moderne a carrelli, ovvio. Ma anche qui, vale il discorso di cui sopra, non tutte ce l'hanno nemmeno oggi, e dire che è così semplice da realizzare in questo caso! Più che tutto perchè, senza isostaticità tra cassa e carrelli, la cassa dondola continuamente, il che è veramente irrealistico da accettare da produzioni che curano anche le scritte più illeggibili perchè alte un micron, con stampi bellissimi vetri fini ecc
Una questione di gusti insomma. Io preferisco un modello con una marcia realistica e qualche scritta in meno, ma la meccanica interna del modelli è meno "vendibile" rispetto alla pelle visibile dall'appassionato attraverso le trasparenze delle scatole e delle vetrine degli stand a Novegro. La sospensione isostatica non è buon marketing per un modellismo che si è spostato sempre più verso il collezionismo statico: aumenta i costi e riguarda esclusivamente il funzionamento, non l'estetica. Caschiamo male, quindi.