gianca ha scritto:
La faccenda dei ricambi e accessori dei treni è un problema che affligge il fermodellista da qualche anno, ossia da quando, sono ahimè, fallite, le nostre aziende storiche (Lima e Rivarossi), sicuramente molti di voi ricorderanno quanto era facile avere ricambi all'epoca, addirittura li mandavano gratis e in quantità superiore alla richiesta, il pagamento avveniva dopo avere ricevuto i ricambi in un clima di assoluta serietà e fiducia reciproca.
Il basso valore tecnologico dei ricambi, l'assenza di produzioni a lungo termine di modelli e la delocalizzazione delle produzioni stesse sono le principali cause della mancata disponibilità di parti di ricambio.
Nei tempi a cui fai riferimento lo stesso modello restava a catalogo ed era reperibile nei negozi per svariati anni, nonchè tutti i modelli dello stesso brand erano costruiti nello stesso stabilimento a lotti programmati, ma in quei tempi i nuovi modelli prodotti ogni anno si potevano contare sulla punta delle dita e sovente si trattava di sole rinumerazioni.
Adesso, che abbiamo a disposizione una varietà enorme di novità, in pratica, per ogni modello, viene costruito un solo lotto di pezzi e messo in vendita. Nel momento in cui ciò avviene il "brand", che spera di "piazzare" nel minor tempo possibile tutti i pezzi prodotti, non ha nessun programma per far costruire nuovamente altri pezzi dello stesso prodotto in futuro.
La delocalizzazione (vedi produzione in Cina) con lotti ben definiti, verosimilmente anche a produttori diversi, fa sì che il costruttore reale non ha nessun interesse a standardizzare l'uso di particolari comuni, ma si approvvigiona o costruisce lo stretto necessario per realizzare la commessa.
Anche se il committente include nella commessa la fornitura di un lotto di parti di ricambio, il costruttore realizza e fornisce i quantitativi strettamente ordinati.
Solo se il committente ha indovinato i quantitativi dei ricambi occorrenti a soddisfarne il fabbisogno per un lasso di tempo ragionevole, gli stessi saranno disponibili in futuro, ma:
- se il lasso di tempo stimato è piccolo
oppure
- se i fabbisogni dei quantitativi costruiti sono stati stimati "alla leggera" (es. 100 casse, 100 set ruote, 100 motori, 100 lamelle prendicorrente, 100 pantografi)
potrà facilmente succedere che, ad esempio, le casse resteranno in magazzino per anni e anni, mentre i pantografi saranno esauriti in poche settimane.
Non è pensabile la costruzione in un secondo tempo di un lotto limitato di ricambi, eccetto in casi eccezionali (vedi telai in zama del TEE Breda Roco), perchè il costo di produzione per pochi pezzi sarebbe superiore di molto al possibile ricavato economico (Nessuno - o quasi - comprerebbe un set di ruote per una locomotiva, se costa più di una locomotiva similare nuova.
Comunque, come già fatto notare, questo problema è comune con tutti i prodotti industriali ed è destinato ad accentuarsi col passare del tempo.
Luigi Cartello