Dario Durandi ha scritto:
Premessa fondamentale: il titolo non è provocatorio, è solo una constatazione che si basa su alcuni dati oggettivi.
Come più o meno tutti sanno i frequentatori dei Forum (questo ma anche altri che (soprav)vivono in uno stato vegetativo) sono una minoranza.
Attenzione però che non sono la minoranza "buona" che combatte strenuamente delle giuste battaglie contro la maggioranza "cattiva". Come qui, anche al di fuori, si possono incontrare tutte le sfumature dell'appassionato di ferrovie.
Tralasciando i negozi (un'analisi chiara e reale è già stata fatta da Miura più volte) rimane il noto social network che tanti continuano, secondo me sbagliando, a vedere come la peste.
Lì, come già detto, trova veramente di tutto. Manca solo, per ovvi motivi, la fascia d'età più alta (che è comunque quella che si può analizzare nei negozi).
Lì non ci sono soltanto ragazzini invasati: ci sono ottimi modellisti come ci sono collezionisti incalliti. Nelle stesse proporzioni che si hanno qui: non esistono significative differenze di numeri.
L'unica vera differenza è dovuta più alla modalità di interazione. Qui siamo più "filosofici" e si scrive (senza aver collegato il cervello molte volte), lì invece si usano molto di più le immagini: in un certo senso ci vuole più coraggio anche se poi la critica è leggermente meno accetta e si punta a "piacere" (anche qui ma almeno la Moderazione ha provato a mettere un freno).
Tra i complimenti, spesso immeritati, che alcuni utenti si gongolano di avere e i Like di Facebook non c'è alcuna differenza (c'è più onestà intellettuale di là se è per questo).
Di là si può capire comunque la piega che ha preso il fermodellismo (almeno in Italia).
Qui, proprio perchè manca spesso la parte visuale, abbiamo solo un'idea di cosa è diventato questo hobby, di là si vede molto più chiaramente.
Qui stiamo ad accapigliarci sul sesso degli angeli, di là si vede che ormai l'angelo è caduto e lo stanno seppellendo.
Io che per alcuni aspetti sono un integralista ho delle crisi isteriche quando vedo, qui sul Forum ma anche sulle riviste (e succede più spesso di quanto si creda) composizioni fuori epoca o incroci di materiale impossibili nella realtà: anche per questo ringrazio che qui il materiale iconografico scarseggi anche se spesso bastano le infinite discussioni sull'ultimo mezzo comprato, ovviamente incoerente con il penultimo, per farmi venire l'orticaria.
Ebbene, pochi minuti fa, di là ho avuto la certezza che il fer-MODELLISMO è finito.
Quello che qua trapelata, di là è diventato realtà.
Qui in tanti si vantano dei propri acquisti compulsivi, di là si vedono.
Esiste qualcuno che si vanta di avere nella propria collezione, attenzione al numero, 5 (cinque) e ripeto 5 e626 080.
Non ho il coraggio di aggiungere altro.
Francamente non ho neanche la forza di continuare un hobby che ormai ha preso questa direzione.
Scusate lo sfogo.
Non capisco la storia che sarebbe sbagliato evitare Faccialibro come la peste. Già non riesco a star dietro alla posta elettronica...
Con me sfondi una porta aperta: mi sono lamentato addirittura che la N sembra diventata "settaria".
Io sono stato (con altri, questo è il brutto!

) accusato a suo tempo di "troppo perfezionismo". Sì, "troppo perfezionismo". Cercavamo una riproduzione quanto più possibile aderente alla realtà tanto nella realizzazione quanto nell'esercizio. E questo sarebbe "troppo perfezionismo"?
Anche in privato cerco di imitare il vero quanto più sia possibile (il "progetto Chions" sarebbe fondato su una "realtà ipotetica", ma pure sempre realtà: ho perfino verificato cosa c'era e ci sarebbe nella zona realmente*).
Io avrei anche da prendermela più coi produttori e i loro consulenti di marketing, anch'io trovo strane produzioni che sono rarità da collezionisti mi imbufalisco. Recente la riedizione FL della BR 94, con logo Keks ma numerazione di vecchio tipo, roba che vincola in maniera pesante a volerla usare corentemente, per cui no, non la prenderò**. Queste sono produzioni che paiono fatte proprio per gli scatolari (evidentemente non ci sono solo da noi).
Sì, posso fare un piccolo porto assieme al "progetto Chions", posso costruire tre moduli, Chions ne occupa due. Ma per spaziare nelle epoche, causa mancanza del materiale motore termico, ho ben pensato di usare... la trazione elettrica (tedesche ho una locomotiva elettrica del 1914, una del 1920, una del 1936, una del 1955 e una del 1992).
*
a Villotta di Chions c'era la Sèleco, una fabbrica di televisori: esistesse quella come la ferrovia, giustificherebbe anche se a piccolo volume perfino un trasbordo da camion a treni e v/v di container! **
Per realizzare il porto ho scelto un'ambiente nordeuropeo: "ferrovia" "porto" e "Italia" non sono proprio compatibili, v. Siracusa, Salerno e anche S. Giorgio di Nogaro.