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Pare che quell'articolo non sia più in rete. ma l'ho trovato pubblicato da un utente su un altro Forum.
Riporto quel che il progettista aveva scritto (ho evidenziato in neretto quel che si dice a proposito di eventuali danni al motore)
Questo problema si era manifestato fin da subito su una certa percentuale (non trascurabile) di modelli. Al tempo ero ancora in Os.kar, e individuai il problema nella resistenza al moto che incontrava la vite senza fine. La cosa era piuttosto strana, dato che la vite era stata progettata con quel minimo di gioco necessario per evitare che le sue estremità strisciassero contro la scatola degli ingranaggi, generando attriti. Non si trattava pertanto di un errore di progettazione, ma rilevammo invece un difetto in fase di stampaggio/assemblaggio. In pratica, il coperchietto che chiude la vite senza fine entro il suo vano del carter, presentava un residuo di plastica (in corrispondenza del punto di iniezione della plastica nello stampaggio). Questo residuo si trova nel fondo del coperchietto, esattamente in corrispondenza di dove questo poggia sulla boccola anteriore della vite senza fine. Chiudendo il coperchietto, quindi, questo dentino andava a pressare sulla boccola, determinando l’anomalia (che vedremo dopo). Era quindi sufficiente asportare questo residuo di plastica per eliminare il problema. Non so se la Os.kar abbia anche fatto un comunicato per informare su come risolvere, banalmente, il problema. Ricordo però, perché allora ero ancora in Os.kar, che diffondemmo l’informazione tra i forum e i negozi, tant’è che molti modellisti risolsero subito il problema.
L’effetto determinato da quel residuo di plastica sulla vite senza fine, tuttavia, è nel suo piccolo diabolico, e merita di essere descritto. Come abbiamo visto, quel dentino pressava la boccola della vite senza fine verso il basso, ma non era certo la semplice pressione verso il basso a provocare una resistenza al moto della vite senza fine. Infatti, la boccola poggia, alla base, nel rispettivo incavo del carter in cui è alloggiata, e quindi chiaramente non può muoversi verso il basso, spostando giù con se la vite senza fine (e quindi è escluso che il dentino potesse spingere giù la vite senza fine, mandandola a pressare contro l’ingranaggio sottostante, provocando per questo il disturbo al moto). Il problema era un altro, e spiega anche perché, nonostante quel residuo di plastica fosse su tutti i modelli, solo alcuni avessero problemi alle basse velocità.
Immaginiamo il cinesino che deve installare la vite senza fine: inserirà le boccole nel suo alberino, quindi, con pollice e indice, stringerà il tutto per inserirlo nella sede sul carter. Facendo quest’operazione, potrebbe pressare le due boccole contro la vite senza fine e a questo punto, chiudendo il coperchietto, il dentino terrebbe la boccola anteriore bloccata in pressione contro la vite senza fine (perché, pressando sulla boccola, le impedisce di allontanarsene in direzione assiale). Però potrebbe anche accadere che, chiudendo il coperchietto, la boccola, che verrà comunque bloccata dal dentino, si trovi immobilizzata in una posizione che non pressa contro la vite senza fine, e quindi non ne ostacola la rotazione. Il primo caso è quello che crea i problemi alle basse velocità, in quanto a velocità minima la motorizzazione dispone di potenza e forza d’inerzia molto basse, che non riescono quindi a compensare il forte attrito subito dalla vite senza fine (quindi avremo un rallentamento in corrispondenza dei minimi dell’erogazione sinusoidale della potenza motrice, e un’accelerazione in corrispondenza dei massimi, il che provoca appunto l’andamento a strattoni). Il difetto quindi, come detto, sparisce se si elimina il residuo di plastica, in quanto in questo modo la boccola è libera di traslare in direzione assiale (distaccandosi quindi dalla vite senza fine, e liberandola dall’attrito, qualora si trovasse pressata ad essa).
E’importante tenere conto del fatto che questo attrito anomalo appena descritto, oltre a penalizzare la qualità del moto al minimo, fa si che la motorizzazione lavori sempre con uno sforzo supplementare (dato che l’attrito della vite senza fine agirà anche alle alte velocità, anche se gli effetti verranno mascherati dall’inerzia che garantirà comunque una marcia regolare). Ciò significa che il motore lavorerà in condizioni differenti da quelle di progetto, dovendo erogare costantemente un surplus di potenza per vincere l’attrito anomalo, e questo lo costringerà a un assorbimento ulteriore di corrente, con conseguente riscaldamento che ne accelera l’usura. Potrebbe anche accadere che, a causa del solito residuo di plastica, la vite senza fine sia sottoposta a un attrito che, tuttavia, non è talmente elevato da provocare strattoni al minimo. Tuttavia, sarà comunque presente questo attrito ulteriore che assorbirà inutilmente potenza motrice (e quindi anche stavolta il motore sforzerà più del dovuto). E’ opportuno quindi asportare in ogni caso quel dentino, in modo da esser certi che la meccanica lavori secondo le condizioni previste dal progetto, evitando qualunque tipo di usura indotta.
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