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In ogni luogo e in ogni tempo, dal punto di vista della ricettività ci sono: alta a bassa stagione, tempi di eventi e di non eventi, ecc.: quindi niente di strano. Ma quasi sempre, specialmente per gli espositori, ci sono convenzioni o forme di prenotazione che mantengono i prezzi nei tipici canoni. Il primo ad organizzarsi per partecipare a minifestazioni espositive è proprio l'espositore, non l'ente fiera. Ma in questo caso, anche considerata la solita legge della domanda e dell'offerta, il problema non è Bologna come città, ma proprio la fiera di Bologna e chi la gestisce (e mi fermo qui).
Per un privato o un associazione organizzare un evento espositivo è veramente impegnativo, da tutti i punti di vista. E se non hai un luogo tuo già autorizzato di suo, è ancora peggio.
**************************************************** Fermodellismo e soldi. Dobbiamo metterci nell'ordine di idee che il fermodellismo è completamente diverso da tutte le altre forme di modellismo o passione: le comprende tutte. Ma non comprende una cosa importante: la gara. In quasi tutte le altre forme di modellismo ci sono le gare, di ogni tipo e importanza. Per il partecipante, la gara vale più di mille denari, è la gratifica di un premio qualsiasi a stimolare ogni modellista. Quindi il modellista per partecipare alla gara paga: una bella differenza! Poi il fermodellismo ha bisogno di spazi per essere praticato, e di in assenza della gara di bravura, c'è la gara al possesso, cioè al collezionismo fine a se stesso: per essere fermodellista bisogna avere quel modello ad ogni costo. Per bilanciare questi personaggi, ci sono gli altri, ovvero quelli che vedono il fermodellismo come forma di speculazione: chi è il migliore? Estrapolando, in questo stato di cose i primi ad aggiungere benzina sul fuoco sono i produttori con le loro "scoperte" dei podotti in tiratura limitata e con certificato numerato. Infine in una esposizione fermodellistica, ad attirare il pubblico pagante non sono i treninini in quanto tali, ma i plastici dove girano i treninini che tante volte sembrano più presepi o/e ottovolanti brucomela, che plastici ferroviari. E siamo onesti, fra quelli che si definiscono fermodellisti, gli appassionati e conoscitori della ferrovia sono +/- il 10-15%. La maggior parte di loro semplicemente gioca con i trenini, anche quando muovono le famose mani: i forum, sorvolando sui social, sono qui a dimostrarlo.
E qui mi tocca di riconoscerlo, le riviste e gli autori del settore fermodellistico, non aiutano. Così come non aiutano gli appassionati di fotografia ferroviaria: la passione è la fotografia, ma tipicamente con tema i veicoli ferroviari, non della ferrovia in quanto tale. La foto è il fine non il mezzo: legittimo beninteso.
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