Il sempre interessante Bomby scrive” …bene, ad esempio R1 sui 36 cm di raggio, R2 sui 42 cm, ecc.”
Se ci vogliamo affacciare al mondo dei codici parlanti, secondo me tanto varrebbe esprimersi in modo univoco: per esempio “R362” sta per raggio 362 mm (tralasciando i centimetri, sennò servono le virgole). Comunque anche raggruppare i raggi “sui…”, come propone il nostro amico, non è sbagliato, dato il senso che si vuole dare all’informazione, ossia piccolo/medio/grande finalizzato a capire per tempo se il rotabile si ribalterà oppure no affrontando quella determinata curva.
Mi chiedo quale potrebbe essere il modo migliore per classificare anche i deviatoi. Questa mi pare una faccenda più complessa.
Dunque: nella realtà per esempio la denominazione di un deviatoio “S60 UNI/400/0,074” sta a indicare in ordine: rotaie del peso di 60 kg al metro lineare, raggio di deviata 400 metri, angolo di uscita del ramo deviato con tangente 0,074 (che corrisponde a poco più di 4 gradi).
Tale deviatoio, rinominato in scala, potrebbe pertanto diventare: “75 HO/4957/0,074” dove 75 sarebbe l’altezza della rotaia in millesimi di pollice, HO la scala di riferimento, 4957 il raggio di deviata in millimetri e infine ancora la tangente, che sarà evidentemente uguale a quella del reale, dato che la riduzione avverrebbe comunque in perfetta scala. Diventa complicato.
Volendo individuare, anche approssimativamente, le caratteristiche geometriche di un deviatoio modello, forse basterebbe limitarsi a indicare il numero delle traversine presenti tra la punta del cuore e la punta degli aghi: che sono oltre 50, nel caso del deviatoio reale di cui sopra (misurazione peraltro immediata, per niente complessa). Teniamo presente che un diffusissimo Peco lungo (codice SL-E189) ne ha appena 25 e quindi è chiaro che chi lo usa deve accettare un evidente compromesso ed è un vero peccato, visti certi magistrali lavori presentati da alcuni plasticisti anche su questo forum.
Non ho mai visto foto di plastici con i deviatoi in perfetta scala, purtroppo.
A differenza delle curve R1, R2, ecc, che hanno una propria ragione di essere se sono nascoste, giusto per non doversi sorbire anti estetici spanciamenti dei rotabili, inversamente il deviatoio in perfetta scala ha senso solo se è in vista!
Dunque: se R nelle curve serve a capire se il rotabile si ribalterà oppure no, altresì il numero di traversine da punta a punta del deviatoio servirà a capire se la riproduzione della realtà è stata coerente oppure no.
Buona settimana.
