Ciao Lucab,
Andreotti diceva: "A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina".
Credo che traslare questa frase nel nostro piccolo mondo hobbistico, non sia difficile.
Ammetto che qualche frase che hai scritto ha richiesto un attimo più di tempo perchè hnon mi era chiarissimo cosa scrivevi.
Vedo il tuo punto di vista, nulla da eccepire.
Ma la qualità di certe implementazioni è per me disgiunta da ciò che dici (se ho capito bene).
Perchè certe linguette sono posizionate in posti difficili da raggiungere? Perchè per mettere un po di olio negli ingranaggi di un carrello di una articolata acme devo smontare quasi del tutto la locomotiva (con tutti I rischi del caso di rompere qualcosa che non potrà mai essere ripristinato), dissaldare fili, estrarre i carrelli, smontarli e solo dopo arrivare alle famigerate linguette fatte in plastica "dura-così-mi-rompo-e-sei-fottuto"? Che forse mettere una goccia di olio negli ingranaggi è qualcosa di inaspettato? E perchè, se il sistema di ritenzione della cassa di una carrozza è a linguetta, aggiungere anche della colla?
Questo mi è capitato ad esempio, carrozze pilota (Acme) Thello in cui era previsto l'inserimento del decoder (episodio vissuto in prima persona, che mi ha fatto desistere dal riprovarci su una pilota Frecciabianca)...
Qui non si tratta di far lievitare costi, di aumentare la complessità od altro.
Questa è accortezza nell'implementazione di un prodotto. Come opposto alla generale (percepito, almeno) disattenzione cronica verso le modifiche o gli usi/elaborazioni del modello. Anche se previsti dalla casa!
Le onnipresenti rotture sono li a ricordarci questa scarsa cura.
Ma non è solo Acme, per carità. Forse è più facile procedere al contrario, identificando chi invece progetta ed implementa "cum grano salis" (Roco? Marklin? Fleischmann? ... e magari, Lima Expert?)