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Attenzione alla tassazione delle vendite online abituali ed occasionali
La linea di confine tra le due tipologie di vendita è alquanto sottile ed assume importanza rilevante ai fini fiscali.
L’abitualità si configura allorquando la ricorrenza delle transazioni effettuate in un anno, sia tale da evidenziare una certa sistematicità, regolarità e continuità nel tempo
Questo tipo di vendita, dal punto di vista tributario, viene qualificato come attività professionale ed i proventi che ne derivano vengono considerati, ai fini della dichiarazione, come “redditi di impresa” con conseguente obbligo di apertura della Partita Iva e dei relativi adempimenti fiscali e contabili (pagamento Irpef ed Irap, tenuta di libri e registri).
Si parla, invece, di vendita online occasionale quando l’attività non sia di tipo professionale e le transazioni abbiano carattere sporadico od occasionale. Costituisce un esempio di vendita online occasionale quella effettuata dagli hobbisti, i quali, per definizione normativa, sono operatori non professionali che vendono, espongono, barattano o propongono sporadicamente ed occasionalmente, oggetti di modico valore. In questo caso, non è necessario aprire una Partita Iva ed i proventi conseguiti, ai fini della eventuale dichiarazione, rientreranno nella categoria dei “redditi diversi”.
Redditi da vendita online occasionale: quando si dichiarano
La possibilità di vendere oggetti online senza Partita Iva non sempre esclude l’obbligo di dichiarare i redditi che ne derivano. In particolare, non si è tenuti ad alcun obbligo di dichiarazione nel caso in cui dalla vendita dei nostri modellini non derivi alcun utile (ad esempio, vendere un pezzo usato ad un prezzo inferiore a quello d'acquisto).
Ove l’attività di vendita online occasionale nel corso dell’anno consenta di conseguire dei proventi (vedi Feedback del mercatino) e nello stesso anno non si abbia percepito ulteriori redditi rispetto ai quali sussista l’obbligo di dichiarazione (ad esempio, redditi da lavoro autonomo o dipendente), si è esonerati dalla presentazione della dichiarazione in ordine alle somme così ricavate soltanto se queste non superino comlpessivamente l’importo (lordo) di €4.800,00 .
In caso contrario, a prescindere dal fatto di essere o meno tenuti alla dichiarazione di redditi ulteriori, il reddito da vendita occasionale online dovrà essere dichiarato compilando il quadro RL (rigo RL14) del Modello Redditi Persone Fisiche, o, in caso di presentazione del Modello 730, il quadro D (rigo D5), con la possibilità di sottrarre dalle somme percepite (e dunque tassabili) le spese sostenute ed inerenti alla vendita, purché debitamente documentate.
Come certificare i guadagni da vendita online occasionale
Nel caso di vendita online occasionale, dunque di vendita su internet in qualità di soggetto privato e senza Partita Iva, al fine di certificare i proventi non si deve emettere fattura, nè tantomeno una ricevuta fiscale, essendo sufficiente rilasciare all’aquirente una ricevuta generica o quietanza di pagamento.
La ricevuta deve contenere l’indicazione dei dati del venditore ed i dati dell’acquirente, la descrizione del bene venduto, l’importo percepito, l’indicazione che si tratta di corrispettivo relativo a vendita online occasionale, la data e la firma del cedente.
Ove l’importo indicato nella ricevuta sia maggiore o uguale ad €77,47, si deve apporre alla stessa una marca da bollo da €2,00. Nel caso in cui il pagamento avvenga tramite Paypal, a fungere da ricevuta saranno le relative notifiche di pagamento.
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