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MessaggioInviato: lunedì 1 gennaio 2007, 23:51 
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Iscritto il: venerdì 27 gennaio 2006, 0:24
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Un altro spunto di riflessione:
Il plastico sociale che stiamo finendo è cablato per il digitale, ha tutti gli scambi comandati in digitale, per non impazzire (abbiamo quattro stazioni, due raccordi industriali, un deposito loco ed una linea secondaria, una delle stazioni è nascosta), quindi addio quadro sinottico. La circolazione avviene a vista in analogico (con la possibilità di passare poi in digitale). I sezionamenti ci sono (il minimo indispensabile) e sono utili anche in digitale (è inutile tenere sotto tensione per ore un decoder di una loco in sosta). Tutto questo perchè non tutti hanno le macchine digitalizzate (solo la linea secodaria è predisposta per il solo digitale) e/o non pensano di farlo a breve.
Il tutto è comandato da una centralina Arnold, un centalina ausiliaria, due pulsantiere ed un booster (abbiamo sfruttato gli sconti di HRR).
Mi sembra un giusto compromesso per un plastico di gruppo.


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MessaggioInviato: lunedì 1 gennaio 2007, 23:52 
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Iscritto il: martedì 14 marzo 2006, 7:00
Messaggi: 1656
Grazie GFP Pentium per avermi un po' chiarito le idee sul digitale.
Vedrto' di tenerne conto.


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 0:24 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
Messaggi: 4549
Località: Ovunque, in sella alla vespa...
Come già detto, anche il plastico del GMFF nasce in analogico con tutta l'impiantistica relativa, e soprattutto chilometri di fili. Questo anche perché i lavori sono cominciati anni fa quando del digitale non se ne parlava nemmeno. Di conseguenza, verrà finito così.
Ma, meraviglia e stupore!, basta staccare i cavetti dei due trasformatori, montare una centralina qualsiasi (anche il mio lokmouse con i morsetti), e andiamo in digitale anche noi!
E' già stato fatto per le Giornate (ancora grazie ai ragazzi della Fremo che sono venuti da noi con i loro moduli in scala N che hanno aperto un altro mondo a tanti di noi), lo possiamo fare in qualsiasi momento.
Tutto questo per dire che un vecchio plastico in analogico non va smantellato se poi qualcuno decide di "codificare" la circolazione dei convogli.


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 9:21 
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Nome: Daniele Pulcini
Iscritto il: domenica 15 gennaio 2006, 18:19
Messaggi: 676
Località: --------------- Quercegrossa (SI) ------- Follonica (GR) ------------
Come mettere in una stanza FASCISTI e COMUNISTI e buttare la chiave. :lol: :lol:

ALLEGRIA !!!!


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 9:31 
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Iscritto il: martedì 24 gennaio 2006, 13:31
Messaggi: 363
14 pagine di tante idee ... molto confuse.

Da quanto mi pare di capire, ANALOGICO = D.M.: cioè programmo i sentieri di entrata e uscita e guardo i treni girare sul plastico.

DIGITALE = Macchinista: cioè sono io che devo obbedire agli ordini del D.M..

Da quanto leggo MOLTI amano comandare, POCHI amano far andare le mani.

Per concludere: al Miniatur Wunderland sono dei perfetti idioti se hanno realizzato tutto quel lavoro ricorrendo al DIGITALE!!! Che perfetti idioti che sono stati.


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 9:49 
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Iscritto il: mercoledì 30 agosto 2006, 8:49
Messaggi: 1038
Località: All'ombra del Pratomagno
Si teus, traspare tanta confusione inutile.
Per i cellulari nessuno è andato a cercare paure, angosce e timori e nessuno ha dato supporto al vecchio telefono con il rotellone.
Eppure sono strumenti digitali che fanno trasmissione a pacchetti e comunicano con bit e byte
e danno molte più possibilità e flessibilità.
Eh già! sono decisamente simili sotto tanti aspetti.

Però il cell. si compra che è da accendere e usare subito dopo la programmazione della SIM,
il locomotore si deve aprire e montarci i decoder e solo dopo si programma e si parte.
Se anche il locomotore si comprasse da accendere e usare...
Si potrebbe fare solo con un locomotore che ha l'alimentazione universale.

Poi chi ha l'analogico mette sui binari e gira,
chi ha il digitale lo programma e poi gira...


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 12:00 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
Messaggi: 2852
Cita:
cioè programmo i sentieri di entrata e uscita


Non è che per caso le idee confuse le hai tu tanto da pensare che i treni si muovono su dei "sentieri" ? Credevo invece che i treni percorressero degli itinerari e le manovre degli istradamenti...
Ah, quelli che vogliono insegnare agli altri e hanno ancora da imapare loro.


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 12:32 
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Iscritto il: martedì 24 gennaio 2006, 13:31
Messaggi: 363
Tz ha scritto:
Cita:
cioè programmo i sentieri di entrata e uscita


Non è che per caso le idee confuse le hai tu tanto da pensare che i treni si muovono su dei "sentieri" ? Credevo invece che i treni percorressero degli itinerari e le manovre degli istradamenti...
Ah, quelli che vogliono insegnare agli altri e hanno ancora da imapare loro.

Senti bello, se ne facciamo una questione di terminologia lessicale appropriata, hai ragione tu. Ma ritenendo di aver a che fare con persone di larghe vedute, ci si potesse intendere ugualmente. Ma tant'è, mi pare di avere a che fare con persone di vedute assai ristrette ... che se "canni" lessico, sei OUT. Vabbè, il fermodellismo è anche questo. O soprattutto questo.

E terminologia per terminologia, mi devi spiegare come fa una manovra a percorrere un istradamento. Ma forse intendevi dire che i treni percorrono degli istradamenti (o itinerari di manovra).

Vedi, la grossa differenza è che io ho ancora MOLTO da imparare, tu ritieni di aver già imparato tutto. Oggi ho imparato che non esistono sentieri, ma istradamenti o itinerari ... tu oggi forse non hai imparato che esiste anche un altro mondo oltre a quello che già conosci.

TOUCHE'.


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 12:44 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 0:29
Messaggi: 63
Località: Staranzano (GO)
Il nostro hobby è bello perchè permette a chiunque di concentrarsi su ciò che più gli piace o gli riesce.
Chi autocostruisce e chi no, chi sperimenta e chi no.
A chi piace il plastico passerella, chi preferisce il PaP.

A chi piace fare il macchinista e a chi il DM.
C'è chi utilizza scambi a comando elettrico e chi preferisce azionarli con la levetta.
C'è chi apprezza il DCC perchè non servono i sezionamenti e chi invece li fa comunque per poter "sentire" (o meglio, far sentire a PC o centrale DCC) o vedere, su un quadro sinottico o sul PC, o sulla centrale DCC le tratte occupate.
C'è chi fa un mix di tecniche digitalizzando la trazione e preferisce comandare scambi e segnali manualmente.
C'è chi realizza le sezioni di blocco in DCC e chi con i relè, anche su impianti DCC.
C'è chi utilizza il DCC per la sola formazione degli itinerari, rigorosamente attivati manualmente e chi va oltre e ci aggiunge funzionamenti ad orario, con formazione degli itinerari e partenza dei convogli.
Chi non rinuncia alla manopola (che sia il lokmaus o il trafo Rivarossi ...) e chi demanda all' automazione (a relè, scr o al PC piuttosto che alla centrale DCC) ad un sistema qualsiasi di supervisione.

Sia il tradizionale C.C. che il DCC (tanto per tralasciare i termini analogico e digitale) consentono entrambe le possibilità.

Entrambi i sistemi hanno i loro gradi di difficoltà e richiedono alcune conoscenze di base, come qualsiasi attività umana, fosse la progettazione di un plastico oppure cucinare la ribollita toscana.

Indubbiamente però il DCC ha una semplicità di configurazione e di utilizzo maggiori rispetto al tradizionale CC, e questo emerge abbastanza prepotentemente in caso di espansione del tracciato o quando si voglia modificare il comportamento del proprio layout (che sia a gestione manuale, automatica o mista).

Quello che avvantaggia l' utilizzatore DCC rispetto al CC è la programmabilità e all' intriseca capacità del sistema di poter introdurre automatismi più o meno complessi senza dover mettere mano a logiche di funzionamento cablate, cosa che in CC non è possibile senza ricorrere all' elettronica, creando degli ibridi comunque apprezzabili come quelli realizzati da Alberto e dai suoi amici, ma che non si possono sicuramente definire *analogici*.

Vorrei aggiungere ancora che l' aspetto costo è deboluccio da difendere: un decoder costa come 2 o 3 relè, i connettori alla fine costano anch' essi, così come i cavi elettrici. Sulle centrali è già stato detto tutto e non aggiungo altro.

Franco


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 12:47 
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Località: Staranzano (GO)
Ah, dimenticavo una cosa:

perchè non salvare l' analogico con un sistema basato su Stationary Decoder ?


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 13:01 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 1:18
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Località: Brescia (provincia)
E.636.082 ha scritto:
Grazie GFP Pentium per avermi un po' chiarito le idee sul digitale.
Vedrto' di tenerne conto.


non c'è di che, basta chiedere


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 13:06 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 1:18
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Località: Brescia (provincia)
teus ha scritto:
Tz ha scritto:
Cita:
cioè programmo i sentieri di entrata e uscita


Non è che per caso le idee confuse le hai tu tanto da pensare che i treni si muovono su dei "sentieri" ? Credevo invece che i treni percorressero degli itinerari e le manovre degli istradamenti...
Ah, quelli che vogliono insegnare agli altri e hanno ancora da imapare loro.

Senti bello, se ne facciamo una questione di terminologia lessicale appropriata, hai ragione tu. Ma ritenendo di aver a che fare con persone di larghe vedute, ci si potesse intendere ugualmente. Ma tant'è, mi pare di avere a che fare con persone di vedute assai ristrette ... che se "canni" lessico, sei OUT. Vabbè, il fermodellismo è anche questo. O soprattutto questo.

E terminologia per terminologia, mi devi spiegare come fa una manovra a percorrere un istradamento. Ma forse intendevi dire che i treni percorrono degli istradamenti (o itinerari di manovra).

Vedi, la grossa differenza è che io ho ancora MOLTO da imparare, tu ritieni di aver già imparato tutto. Oggi ho imparato che non esistono sentieri, ma istradamenti o itinerari ... tu oggi forse non hai imparato che esiste anche un altro mondo oltre a quello che già conosci.

TOUCHE'.


quando uno si stà arampicando sugli specchi si mette a far notare queste inezie


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personalmente non mi pongo il problema essendo appassionato di ferrovie USA , dato che diverse aziende produttrici di loco americane le forniscono solo in dcc ed e' da pochi giorni la notizia di bachmann che fornira' le propie loco in dcc o dcc sound e basta. comunque gioco molto di piu' ora . ciao e buon anno cesare


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MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 14:53 
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Località: Vigonovo
Mr.Sanders ha scritto:
è inutile tenere sotto tensione per ore un decoder di una loco in sosta


Hmmmm... probabilmente dal punto di vista dei consumi. Dal punto di vista dei circuiti sono le transizioni di temperatura di accensioni e spegnimenti quelle da evitare. Il mio compianto relatore (Elettronica Applicata) diceva che l'ideale sarebbe lasciare i dispositivi sempre a temperatura di regime...


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saint ha scritto:
Hmmmm... probabilmente dal punto di vista dei consumi. Dal punto di vista dei circuiti sono le transizioni di temperatura di accensioni e spegnimenti quelle da evitare.


Ehi, questa è una osservazione molto interessante. Cortesemente, mi spieghi BANALMENTE che cosa significa e che cosa comporta? Un paio di esempi.


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