Saint:
Guarda, ho provato a fare un po' di tutto anch'io e questo è un rapido mio curriculum vitae elettrofermodellistico.
Avevo iniziato a 14 anni (era il 1967) a costruirmi l'automatismo per il mio primo plastico con i relè bistabili Rivarossi (chi se li ricorda ?) ma poi quel plastico per motivi di trasloco fece una brutta fine.
Rimasto senza plastico su cui sperimentare non mi arresi, anzi, con la comparsa delle logiche digitali incominciai a vederne interessanti applicazioni e nel 1976 realizzai questo alimentatore
http://img167.imageshack.us/img167/8000 ... perwj9.jpg
http://img78.imageshack.us/img78/503/lo ... er4ps5.jpg
controllato dalle logiche con possibilità di comando anche a distanza dal treno tramite reed su un connettore e possibilità di espansione della logica sull'altro connettore. Insomma permette ancora oggi piccoli automatismi su un diorama operativo anche da esposizione ma soprattutto quanti erano che a metà degli anni ' 70 comandavano i trenini con sistemi digitali ?
Nei primi anni '80 pensai di adottare la stessa tecnologia per realizzare un sistema di blocco automatico digitale, mi riuscì abbastanza bene e fu pubblicato sul Fermodels News n° 26 del 1985.
Poi con l'arrivo dei primi microprocessori non resistetti alla tentazione di provare ad utilizzarli per comandare la marcia di un treno e costruii nel 1985 un bus bufferato per schede di interfaccia in/out allo scopo realizzate comprendenti alimentatore di trazione, comando scambi e segnali per il glorioso ZX Spectrum:
http://img167.imageshack.us/img167/5281 ... um4dx7.jpg
scrissi programmini di prova e tutto funzionava a dovere ma nell'ottica di prendere decisioni su quale tecnologia adottare nella costruzione di un futuro plastico che avevo già in testa ne trassi una conclusione. E' bello e affascinante poter comandare il plastico con un computer ma alla fine gli enti che devi comandare necessitano sempre interfacce con componenti discreti e le funzioni che facevo svolgere a un microprocessore le avrei potute ottenere anche con logica cablata a IC mos con circuiteria più semplice e meno costosa, quindi abbandonai l'idea dell'utilizzo del computer ma anche qui quanti erano che a metà degli anni ' 80 provavano a controllare la marcia del treno col computer ?
Nel frattempo l'evoluzione tecnologica ha permesso il controllo digitale della singola locomotiva ma per le caratteristiche che avrebbe avuto il mio plastico (nessuna stazione ne scalo merci ne deposito locomotive e quindi nessnuna possibilità di manovra) non era per me di nessun interesse.
Nel 2000 quando iniziai l'impianto elettrico decisi così di adottare l'ormai da me collaudata tecnologia digitale a logica cablata che mi avrebbe affrancato da tanti imprevisti e così è stato. Mi rimane ancora un'ambizione, quella di realizzare una scheda a microcontrollore da inserire nel connettore di espansione per il comando degli itinerari da programma ma non so programmare...
Certo, Saint, se hai difficoltà a prendere in mano il saldatore allora la mia realizzazione non fa per te... ma come dici giustamente l'importante è divertirsi, finora con i miei circuitini mi sono divertito, adesso che devo fare la parte paesaggistica... sono volatili per diabetici !