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 Oggetto del messaggio: A 50 anni dalla fine della trazione elettrica trifase
MessaggioInviato: domenica 24 maggio 2026, 20:48 
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Nome: Stefano Minghetti
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Nel mio piccolo, vorrei ringraziare l’ ing. Cantamessa, il Museo Ferroviario Piemontese e quanti altri hanno contribuito alla realizzazione dell’ evento :
“A 50 anni dalla fine della trazione elettrica trifase in Italia” svoltosi ieri 23 ed oggi 24 maggio 2026 con culmine ad Acqui terme.

E’ stato, per me, un evento veramente emozionante, sotto il duplice aspetto, tecnico ed emotivo.

Nel 1976 stavo per diplomarmi e non ebbi tempo di andare a vedere l’ ultimo viaggio in trifase che, se non erro, fu da Cantalupo ad Acqui Terme.

Ieri, dopo 50 anni, nei quali, nel frattempo ho svolto la mia personale carriera di progettista elettronico, ho avuto la possibilità di andare alla manifestazione di rievocazione.
Una cosa che mi ha toccato il cuore !!

Vedere, per la prima volta in vita mia, una locomotiva trifase in movimento è stata una esperienza indescrivibile !
Muovevano, non solo due locomotive trifasi, ma tutta la storia che le aveva generate !
Le tecniche a bielle delle locomotive a vapore, le tecniche di sfruttare il movimento delle turbine idrauliche trasformandone la forza meccanica, passando per il campo magnetico rotante ideato da Galileo Ferraris che riportava alle ruote quasi la stessa velocità di rotazione delle turbine !

La tecnica di costruzione con lamiere chiodate e le applicazioni elettrotecniche, ben apprezzabili nella altrettanto significativa visita alla cabina della E432 : apparecchi con avvolgimenti e contatti in vista, rubinetti e tubi che portavano la necessaria aria in pressione; e poi i motori, giganteschi ed in vista.

E le bielle, compreso il sistema di articolazione Bianchi. Se qualcuno lo smontasse e lo mettesse nel salotto di casa, ne noterebbe immediatamente le dimensioni !
Le locomotive di oggi non hanno complessi di tali dimensioni in vista. Non che siano piccole, ma la trasmissione Bianchi, così vicina al viaggiatore che passa sulla banchina, è retaggio della tecnica a vapore e di un modo di concepire le locomotive che fa parte di un’ altra epoca.

Proprio mentre terminava il servizio del sistema trifase, era in prova la E444 005 full chopper, pioniera del nuovo sistema a regolazione elettronica.
Una antesignana della TAURUS, non tanto come tipo di motori, ma invece, come capacità di sviluppare potenza, avvicinandosi molto alla caratteristica della locomotiva universale, tanto ricercata anche con le precedenti tecniche.

Oggi, tutti i mezzi di trazione sono equipaggiati di motori trifasi, alimentati da convertitori di bordo che regolano tensione e frequenza ai motori, indipendentemente dal tipo di alimentazione captata dai pantografi .. o fornita da un motore diesel.
Sì, i motori sono trifasi, ma tutta la filosofia di progettazione e di funzionamento sono lontane anni luce da quanto i vari Bianchi, Von Kandò ed altri potevano utilizzare o anche solo concepire.

Oggi i calcoli sistematici e ripetitivi sono ottenuti facilmente utilizzando computers.
Nei primi decenni del secolo 1900, invece, li si otteneva con regolo calcolatore, fogli di carta e molto tempo passato a calcolare .. e facendo attenzione a non sbagliare !

Nel 1976 la E656 era nuova, sintesi finale del sistema a tre carrelli di articolazione italiana e costituente la massima espressione del nostro sistema reostatico, altro sistema che, come il trifase, sarebbe stato sostituito dalle nuove tecniche.

Quel periodo costituì, a mio avviso, il passaggio da un modo di concepire la trazione ad uno totalmente nuovo.
Credo che la tecnica delle locomotive di oggi, a motori trifasi indipendenti, sia migliore delle precedenti, non perché realizzato da persone migliori, ma perché è l’ evoluzione in espansione dei sistemi e delle tecniche precedenti.

Chi oggi progetta locomotive fa ottimi lavori ed ottiene risultati impensabili 100 anni fa, ma ciò nulla toglie alla inventiva di coloro che negli anni ‘10 e ‘20 del 1900 idearono le locomotive trifasi, ai quali mi inchino, omaggiandone l’ impegno e la creatività.

E grazie per aver organizzato e realizzato una manifestazione così significativa !!


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: A 50 anni dalla fine della trazione elettrica trifase
MessaggioInviato: mercoledì 27 maggio 2026, 16:54 
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Nome: Stefano Minghetti
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.. e poi, qualche ipotesi seria di anni fa e un racconto goliardico ..

viewtopic.php?f=21&t=102235&hilit=Alessandria

Ma rivedere muovere una trifase, non era certo pensabile, allora ..


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: A 50 anni dalla fine della trazione elettrica trifase
MessaggioInviato: mercoledì 12 agosto 2026, 8:06 
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Iscritto il: domenica 19 marzo 2006, 21:42
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Buongiorno,
durante la bella manifestazione di Acqui ho acquistato il libro sulla storia del trifase edito da voi. Interessante e pregevole riguardo ai ricordi raccolti da Gianfranco Ferro in appendice. Da un paio di giorni ho sentito che la fotografia della E.554 a Modane, di grande interesse , sia ritoccata con l'intelligenza artificiale. L'ho guardata, ma l'unica cosa strana che ho notato è una lamiera triangolare che scende dalla cassa verso il carro nella parte posteriore della locomotiva. Ritocco , oppure uno delle tante modifiche che, come sappiamo , hanno avuto le singole locomotive trifase. Mi piacerebbe avere un chiarimento in merito. Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: A 50 anni dalla fine della trazione elettrica trifase
MessaggioInviato: mercoledì 12 agosto 2026, 15:31 
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Iscritto il: lunedì 9 gennaio 2006, 8:29
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L'immagine è stata migliorata nei colori e nella definizione, ma non è stata modificata. La macchina è dotata di un sistema di lubrificazione supplementare (tra il 4° e il 5° asse della locomotiva) e il rodiggio è parzialmente coperto dalla terza rotaia a 1.500 V presente nella stazione di Modane.


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 Oggetto del messaggio: Re: A 50 anni dalla fine della trazione elettrica trifase
MessaggioInviato: venerdì 14 agosto 2026, 7:40 
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Iscritto il: venerdì 25 novembre 2011, 19:13
Messaggi: 2039
Località: Trieste
Spett.le Redazione,

mi chiamo Antonio Nanni, sono modellista ferroviario e grande appassionato di trazione trifase.

Ho recentemente acquistato il volume A cinquant'anni dal Trifase, che ho trovato molto interessante, anche per la presenza di numerose fotografie inedite. Proprio per l'importanza che attribuisco a questo tipo di pubblicazioni, desidero però sottoporvi alcune osservazioni sull'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nel restauro di alcune immagini.

È evidente che l'IA possa essere uno strumento molto utile per recuperare fotografie storiche deteriorate. In alcuni casi, tuttavia, l'elaborazione sembra andare oltre il semplice restauro, modificando forme e particolari delle locomotive.

A titolo di esempio:

a pagina 61, nella E 431 018, la passerella dell'intercomunicante appare rigata anziché liscia;
a pagina 68, nella E 550 027, risultano alterati nella geometria il contrappeso a farfalla e il giogo del motore;
a pagina 97, nella E 554, il biellismo risulta impastato, due prese d'aria ad orecchia risultano rigate, alle lamiere del vomere (ancorché ripiegato) manca la parte superiore fissa;
a pagina 121, alle E 432 020 manca il REC femmina.

Questi sono soltanto alcuni esempi facilmente individuabili da chi conosce in maniera approfondita queste locomotive. Non ritengo necessario elencare tutte le altre immagini nelle quali si possono riscontrare alterazioni, più o meno evidenti, riconducibili alla medesima problematica.

Si tratta, a mio avviso, di un problema importante non tanto per il singolo errore, quanto per le conseguenze che può avere sull'attendibilità dell'intera pubblicazione.

Per un appassionato e, in particolare, per un modellista ferroviario, le fotografie costituiscono infatti una fonte documentale e tecnica. Se si scopre che un particolare della locomotiva è stato modificato dall'IA, nasce inevitabilmente il dubbio che anche altri elementi dell'immagine possano essere stati alterati.

Il rischio è quindi quello di perdere fiducia nella fotografia e, di conseguenza, nella pubblicazione stessa.

Questo aspetto assume particolare rilevanza considerando il ruolo di Duegi Editrice e della Fondazione FS. Il patrimonio fotografico e documentale delle Ferrovie dello Stato rappresenta una fonte di straordinario valore per la conservazione della memoria ferroviaria italiana, e proprio per questo le pubblicazioni che lo divulgano sono considerate dagli appassionati un punto di riferimento autorevole.

Non contesto quindi l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale in sé, ma ritengo fondamentale che il suo impiego nel restauro fotografico non introduca elementi che non erano presenti nell'originale. Sarebbe inoltre auspicabile, quando necessario, segnalare al lettore che una fotografia è stata sottoposta a elaborazioni di questo tipo.

Vi scrivo con spirito costruttivo proprio perché considero Duegi Editrice un riferimento importante per la cultura ferroviaria italiana.

La tecnologia può aiutare a preservare la memoria del passato, ma non dovrebbe modificarla.

Ringraziandovi per l'attenzione, porgo cordiali saluti.

Antonio Nanni

N.B.: quale sarebbe il sistema di lubrificazione tra 4° e 5° asse della E 554 a Modane?


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