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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 17:42 
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Iscritto il: venerdì 1 dicembre 2006, 23:49
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Io faccio ambientazione tedesca epoca III-IV tutto Fleischmann, modelli curati e dal funzionamento impeccabile e si trova di tutto anche come accessori. Naturalmente e d'obbligo l'acquisto su negozi on-line tedeschi.


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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 18:54 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 11:23
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Anch'io, per i soliti motivi, ho preso e prendo, oltre allo FS H0 un po di materiale in N, tutto USA (in particolare New York Central) è posso senz'altro dirti che, posto questo materiale ti piaccia, la qualità di Kato, Atlas, InterMountain ecc. è ineccepibile, in rapporto al prezzo è poi da considerarsi stellare (ovviamente comprando in USA): mancorrenti riportati, cornici dei finestrini, decoder dedicati per ogni singolo modello, doppia trasmissione cardanica, volani, telai in metallo pieno, motori silenziosissimi, forza di trazione enorme, led a luminosità costante, i ganci MT o compatibili sono semplicissimi ed affidabilissimi, i carri chiusi hanno tutti le porte apribili.
Tantissimi, ed a prezzi irrisori gli accessori, dagli edifici ai veicoli ecc.
Mi pemetto poi anch'io di consigliarti senz'altro i binari Peco 55, gli unici che rendono realmente indistinguibile un plastico in N ben fatto da uno in H0. Se invece si vuole un armamento "plug and play" va preso in considerazione il Kato Unitrack, che risolve in maniera definitiva il problema della trasmissione difettosa della corrente dovuta alle scarpette.
Ciao.


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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 20:57 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
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Località: Ovunque, in sella alla vespa...
...diversamente da quell'armamento tedesco con massicciata inclusa, che non resiste a più di un singolo montaggio.
Si ha un bel dire che la N da noi non avrebbe mercato, ma è anche vero che sono almeno vent'anni che i produttori stessi non ci provano neppure.
Salvo qualche increscioso episodio, la situazione della N nel nostro paese rispecchia il tracciato EEG che si potrebbe ricavare dalla mummia di Ramsete.


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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 22:00 
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Iscritto il: giovedì 30 marzo 2006, 14:16
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Località: Casa Mia
Vero... è un po' la storia del cane che si morde la coda:
MODELLISTI: perchè non producete materiale italiano in N?
PRODUTTORI: perchè non c'è mercato!
MODELLISTI: non c'è mercato perchè non ci sono i prodotti!
PRODUTTORI: non produciamo perchè l'N italiano non tira!
MODELLISTI: non può tirare una cosa che non esiste!
ecc... ecco il cane che si morde la coda!
Personalmente qualche ardito produttore artigianale si cimenta...
i prezzi non soino molto abbordabili e la qualità... sigh!
Ecco che allora, a chi piace, l'americano diventa una miniera di soddisfazione!


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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 22:40 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
Messaggi: 4549
Località: Ovunque, in sella alla vespa...
Sì, ma poi ti trovi a pensare come sarebbero una d445 o una e464 fatte dalla Kato...


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MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2008, 22:52 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 11:23
Messaggi: 37
Eppure per spezzare questo circolo vizioso, ad un produttore affidabile e con un minimo di visibilità come Vtrains, ACME ecc, basterebbe poco, purchè sia però coerente: una diesel da treno, una 668 ed il gioco è fatto.
Peccato.
Ciao.


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 10:14 
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Iscritto il: giovedì 9 marzo 2006, 12:22
Messaggi: 225
Località: Lecce
Il mercato si apre se ci sono prodotti validi a prezzo onesto.
L'esempio di Mehano è lampante, avendo avuto un ottimo risultato di vendita con le E424 ed E444R.
Se vogliono vendere una loco a 300 euro per rientrare dell'investimento anche con pochi pezzi venduti è chiaro che non ce la fanno, ma se la loco costasse 150 euro molti ne comprerebbero anche 2 (vista la fame...) e moltissimi almeno una, e allora sì che vendono tutto lo stock!

Idem per le carrozze, se chiedono 70 euro ne vendono una miseria, ma se chiedessero 25-30 euro gli ennisti ne comprerebbero a iosa per farsi il bel convoglio di composizione realistica.

Quando Roco alcuni anni fa ha fatto dei carri FS, sia pure in ricoloriture, credo che li abbia venduti tutti, ed il prezzo era, secondo me, onesto (dagli 11 ai 24 euro a seconda della complessità del carro).


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 10:20 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
Messaggi: 6836
Località: Regione FVG
dgmax ha scritto:
Quando Roco alcuni anni fa ha fatto dei carri FS, sia pure in ricoloriture, credo che li abbia venduti tutti, ed il prezzo era, secondo me, onesto (dagli 11 ai 24 euro a seconda della complessità del carro).

Io ne ho tre, il Shimms per lamiere in rotoli e due Eaos. Li ho presi una quindicina di anni fa.
Ricordo anche (purtroppo non le ho) le V200 versione FP e FSF. Che ci vorrebbe a farne la versione FER?


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 11:05 
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Iscritto il: giovedì 24 aprile 2008, 12:12
Messaggi: 128
Io continuo a puntare su Hornby-Arnold per la realizzazione di un programma FS in N. Magari a Norimberga annunciano qualcosa.
In italia, potrebbe fare qualcosa ACME, vista la rapidità e la disinvoltutra con la quale produce in H0. Ci sarebbe una terza opzione, forse meno praticabile, ovvero andare in pellegrinaggio (tutti gli ennisti) dal Sig. Faustini (Gieffeci), che a suo tempo, richiedendo a Roco il 626 (e scommettendo sul successo commerciale), riaprì il mercato stagnante e povero di modelli FS di quel tempo (1980 se non erro). Potrebbe tentare una cosa simile anche per l'enne...e se i numeri gli dessero ragione....cosa peraltro non improbabile considerato non solo il numero degli ennisti, ma anche il numero (basso) di pezzi con i quali è possibile avere margini di guadagno (leggi produzione in Cina).


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 14:42 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
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Località: Ovunque, in sella alla vespa...
Guarda, se facciamo i paragoni tra oggi e il 1980, mi sa che il 2008 come stagnanza batte il penultimo decennio del secolo.
E' vero, in HO c'è di nuovo un certo movimento che ha fatto superare la fase dei caimani a 300 euro e dei prototipi improbabili, che la gente comprava pur di vedere scritto FS, ma per quanto riguarda la N c'è solo da prendere in mano il fazzoletto.
Ci sono indubbiamente un sacco di modelli tedeschi che possono essere riproposti come mezzi da cantiere, è senz'altro possibile riprodurre una situazione industriale con tanti carri da smistare, ma finisce lì.
Il 444 e il 424 ci sono quasi per caso, e dietro hanno una storia complicata.
La Mehano ha poi continuato a vendere questi modelli per rientrare dell'investimento, che mi pare abbiano avuto un certo riscontro.
Volendo ripristinare una produzione minima di materiale italiano, e quanti tra noi hanno il potere di convincere un produttore importatore?, a questo punto sarebbe più opportuno dare un sguardo in Oriente piuttosto che rivolgersi a realtà più vicine, ma senz'altro più costose.


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 15:29 
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Località: Casa Mia
Per l'italiano sostengo da tempo quanto detto anche da Giovanni.Santangelo: se iniziassero con del materiale diesel, una macchina da treno, ad esempio una 345, sarebbe una cosa furba: puoi trainarci qualsiasi cosa esista in commercio: dalle carrozze Tibidabo, alle X Rivarossi; per quanto riguarda i carri merce... beh... la scelta è illimitata. Con una macchina si possono fare ben 2 tipi di coloritura e rispettive sottocoloriture: la tradizionale d'origine e l'xmpr, con le varie differenze di loghi (FS, Trenitalia) e strisce rosse presenti o meno.
Idem dicasi per una 668 o 663: ad esempio, una 663 sarebbe più indicata di una 668 in quanto copre meglio il periodo di transizione fra il vecchio e il nuovo colore: con uno stampo si possono fare un mucchio di versioni!
La 663 può viaggiare in comando multiplo sino a 3 unità: ecco che ci vogliono 3 casse (una motrice e due folli), in colori d'origine e nelle due varianti di xmpr, serie 1000 e serie 1100... farebbero già 18 pezzi di colore e numero diverso fra loro.
Poi, perchè la scelta del diesel? facile: non richiede la catenaria e un treno può essere realisticamente corto per un plastico piccolino che un italiano medio può tenere in casa...
La 424, bella si, i convogli corti... anche... però richiede la catenaria!
La 444R... oltre alla catenaria... beh... generalmente traina almeno una decina di pezzi = treno da circa 1,70 metri... in quanti plastici ci sta un treno simile?


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 19:05 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
Messaggi: 4549
Località: Ovunque, in sella alla vespa...
La cosa comica è che mi è capitato di vedere plastici in N molto più estesi, e non in proporzione, di quelli in HO.
Sarà perché con la N il treno e la linea si immergono nel paesaggio, sempre ammesso di non fare il solito ovale con tre o quattro linee che si intersecano uso piatto di spaghetti.
Sulla d345 sono pienamente d'accordo, anche se propendo per la d445 che permette anche composizioni reversibili e ha girato trainando davvero qualsiasi cosa.
E anche sulla ALn 668, ovviamente, realizzabile in un buon numero di livree, ambientabile in un arco di tempo di cinquant'anni, diffusissima.
Carri e carrozze, soprattutto carrozze, potranno venire in un secondo tempo.
A questo punto, come ci proponiamo a Kato?

p.s.
lo so cosa pensate, ma Kato fa già modelli europei e anche di gran pregio.
il costo dipende molto anche da chi distribuisce, anche se è sconcertante vedere che proprio questo produttore va da prezzi stracciati a tariffe da bordello d'alta classe.


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 21:06 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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G-master ha scritto:
La cosa comica è che mi è capitato di vedere plastici in N molto più estesi, e non in proporzione, di quelli in HO.


Questo è un problema tipico e che influenza indirettamente anche le scelte dei produttori. Il modellista è portato a usare la scala N per intasare al massimo il suo classico 100x200 cm (la dimensione del tavolo del nostro primo plastico, diciamocela la verità...) e non a adoperare tale scala secondo lo scopo per cui è nata, cioè di consentire la costruzione di plastici realistici.

I produttori sanno di questa tendenza e in scala N propongono pendolini, treni IC etc... e raramente il trenino da un loco e 4 carrozze: eccetto negli start set...

Con la scala N tuttavia si possono fare dei validissimi plastici contenuti nelle librerie del soggiorno, entro mensole di 20-30cm.

Il prezzo del materiale è pressochè identico a quello H0 per cui fare dei plastici assolutamente giocattoleschi e superatissimi ( i classici ovaloni che si vedono ancora nei cataloghi dei maggiori produttori) va solo in vantaggio di chi vende trenini e binari in 1:160.

Invece la scala N, usata per rappresentare piccoli plastici ma reali, senza strafare, scegliendo adeguatamente il parco dei rotabili, può essere una soluzione economica più di un lavoro in H0.

Come ho già detto, la scala N non è per chi ama riempire le vetrinette, ma per gente che fa il plastico. Molte volte gli ennisti sono persone che si sono stancate delle illusioni dell'H0 e dell'impossibilità di fare i miracoli per avere in casa propria un plastico come si deve.

Ricordo inoltre che è abbastanza triste, se ci riflettiamo, spendere centinaia e centinaia di euro in rotabili, binari e paesaggistica per darglii dimora nei posti più inadatti (garage e cantine umide e polverose...).
Certo, meglio di niente se il posto è quello, ma...se usare la N mi permette di avere il plastico in camera o in soggiorno, in condizioni climatiche ottimali, senza ingombrare e senza difficoltà di manutenzione...perchè no?


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MessaggioInviato: lunedì 25 agosto 2008, 21:20 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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tartaruga_veloce ha scritto:
Poi, perchè la scelta del diesel? facile: non richiede la catenaria e un treno può essere realisticamente corto per un plastico piccolino che un italiano medio può tenere in casa...


La riproduzione di una ferrovia secondaria FS di epoca III-IV è il classico desiderio di molti fermodellisti italiani. Per lo più, è proprio questo motivo che ostacola la diffusione della scala N in Italia in quanto non essendoci materiale rotabile a soddisfare questo desiderio, i modellisti considerano solo la scala H0.

Come mai in tanti anni di fermodellismo non vedo ancora commercialmente delle locomotive a vapore in scala N delle FS - ITALIANE (cioè non preda bellica o adattamenti da modelli tedeschi)???
Artigiani gioiellieri a parte, che me ne faccio di un pendolino e di un parco locomotive elettriche recenti se appunto, il desiderio del modellista medio (e pure il mio) è : FERROVIA SECONDARIA FS EPOCA III/IV ???

Sulla paesaggistica italiana in N stendiamo un velo pietoso...

Per poter avere un plastico in stile italiano scala N, sto facendo del freelance usando l'epoca III con le locotender Arnold e Fleischmann, e i carri merce peco. Mi sarebbe piaciuto fare un po di FS, ma per ora non è possibile. Tuttavia usare la N è l'unico modo per avere il plastico degno di tal nome a casa mia...


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MessaggioInviato: martedì 26 agosto 2008, 12:19 
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Iscritto il: lunedì 25 agosto 2008, 19:46
Messaggi: 66
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Ciao a tutti, sono un neofita con la passione dello stile itliano in scala N, devo dire che negli ultimi anni è stato fatto molto per questa scala per quanto riguarda lo stile FS:

Mehano: loco e carri merce
Roco: carrozze e carri merce
Eurorailmodel, quasi tutte le carrozze fs "recenti"......prodotto artigianale ma con prezzi non elevati....

Minitrix. loco e carri merce
Almamodel: 345, 444, 402b, e altro.

insomma siamo fiduciosi per il futuro...


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