Leopold ha scritto:
Inoltre qualcuno ha la vaga idea di che cosa stanno facendo quelli in piedi nei carri?
Maurizio Panconesi ha scritto:
Presso i grandi depositi di locomotive, coloro che difficilmente avevano le possibilità per acquistare della legna da ardere per la propria stufa, trovavano - grazie al compiacente benestare dei ferrovieri - una piccola fonte alternativa nel carbone caduto a terra dai focolari delle locomotive.
Erano poche manciate di carbone, che finivano nelle grandi tasche dei grembiuli di povere donne - spesso anziane - che si recavano all'alba negli impianti ferroviari per raccogliere pericolosamente tra le rotaie, il prezioso combustibile.
Ma in quegli anni non era neppure raro il caso che il carbone venisse recapitato fino a destinazione da parte di qualche compiacente fuochista che, transitando con la sua locomotiva davanti al casello di un amico casellante, "sbagliasse" nell'impalare il carbone nel focolare ... ed alcuni chili di ottimo litantrace o coke finissero sulla massicciata, subito dopo recuperati in un capiente sacco di juta dai figli del casellante in attesa ...
Con l'avvento delle FS nel 1905, un'apposita Circolare di Servizio prescrisse che alcuni manovali dovessero percorrere quotidianamente i binari degli scali ferroviari muniti di grandi sacchi di juta, allo scopo di recuperare ogni frammento di carbone caduto dalle locomotive: fu la fine anche per quella piccola attività di raccolta delle "spigolatrici" di carbone!