Qui ci sono i pregi ed i difetti dei sistemi di binari più diffusi
viewtopic.php?f=7&t=74624 Più che altro si parla di questioni geometriche, sull'affidabilità saranno altri con più esperienza in merito a parlare.
A quelle note aggiungo che i Roco, sebbene siano in codice 83 hanno un attacco della rotaia più alto dei Peco in codice 75, quindi i mezzi più anziani (parliamo di mezzi con più di un quarto di secolo sulle spalle) è più facile che saltellino sul Roco che non sul Peco (meglio fare qualche prova comprando un flessibile per marca, nel caso). I Tillig non dovrebbero avere questo problema.
In generale nei miei progetti uso spesso prodotti di più marche mischiati tra loro, sia per ragioni geometriche (quello che produce uno, non lo produce anche l'altro), sia perchè anche al vero i piazzali sono costituiti da un miscuglio di tipi di scambi e binari inenarrabile. Tanto poi in un modo o nell'altro si riesce ad usare tutto (per i diversi codici mi pare che Peco produca delle scarpette di transizione, ma non è poi complicato fa da sè).
Altro discorso è l'autocostruzione.
Ad ogni modo (li hai già esclusi, ma avvaloro la tua scelta), no Fleishmann profi, modell &co, no Maerklin/Trix C, no Roco Geoline. Gli Hornby van bene se devi fare una tranvia (no, scusa, se è urbana non hanno rotaie phoenix, se extraurbana il codice 100 non è esagerato, peggio), il piko è un sistema di binari buono per chi inizia, ma alla fin fine andando un po' oltre ha dei limiti evidenti, i deviatoi da 15° e le intervie degne di una vallata alpina di Roco e Tillig tendo a non sopportarle, i binari Peco hanno una buona geometria, peccato che l'estetica necessiti di qualche ritocchino (già descritto sulle pagine di TTM), non troppo complicato, per eliminare l'orrida molla in mezzo agli aghi.