Proprio "poco poco", sul serio ...
In effetti mi sono dimenticato di rimarcare a
mangusta il precedente intervento di
Mario che già di suo, basato su esperienza diretta, è decisivo e illuminante per la fattibilità dell'opera. Io mi sono limitato a dare e illustrare dei criteri generali su come verificare e attuare la modifica.
Piuttosto noto che ancora permangono "convinzioni" che risalgono agli albori della dicotomia tra binario Marklin e binario a due rotaie.
Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti e, negli ultimi 60 anni (proprio cosi, più di 45 nel vecchio secolo e 15 nel corrente) sono avvenute essenzialmente due cose:
1) sono stati definiti degli standard assai più stringenti di un tempo (cfr
http://www.fimf.it/fimf_prec/images/nem/nem340.pdf per il sistema in H0 a tre rotaie che è un caso particolare della più generale
http://www.fimf.it/fimf_prec/images/nem/nem310.pdf che riguarda tutti gli scartamenti del sistema a due rotaie) dove le differenze nelle misure sono estremamente ridotte;
2) i criteri costruttivi e le semplificazioni in fase di produzione e assemblaggio, messe in opera essenzialmente dai terzisti (cinesi), hanno contribuito ad una sostanziale convergenza verso misure in pratica identiche e che giocano sulle tolleranze ammesse nell'interazione ruota/rotaia.
Per rendersi conto di che misure stiamo parlando riporto di seguito un confronto fatto sulla base di estratti delle norme NEM citate sopra.
Allegato:
340vs310.jpg [ 93.12 KiB | Osservato 4457 volte ]
Negli ultimi anni si è aggiunto un ulteriore elemento ovvero la diffusione del digitale tanto nel sistema Marklin che in quello a due rotaie e lo sviluppo di decoder multiprotocollo intelligenti e affidabili. Questo ha spostato sul piano dell'elettronica microprocessata quelle differenze a livello costruttivo che storicamente erano inizialmente a livello elettromeccanico.
Da parte dei produttori non Marklin che offrono soluzioni anche in sistema a 3 rotaie (Lima Expert ad esempio... Roco, Brawa, Piko, ecc.) la tendenza ormai generalizzata è quella di offrire macchine con motori in continua, misure degli assi compatibili con entrambi i sistemi e conversioni elettriche affidate al decoder. Unico fattore distintivo il pattino (in certe macchine semplicemente montandolo, a pressione, si converte il sistema per le tre rotaie).
Grazie al decoder, che riconosce intelligentemente l'alimentazione, la macchina, indipendentemente dal binario su cui circola, può essere quindi alimentata in CC, CA, Digitale DCC, Digitale Motorola/mfx.