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 Oggetto del messaggio: Re: Produrre in Cina
MessaggioInviato: mercoledì 5 ottobre 2016, 10:02 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
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Non volevo essere subdolo, volevo solo ribadire il concetto che è inutile parlare di quello che non si conosce (o di cui si conosce solo una parte, tendenzialmente quella che ci fa più comodo).
Gli aspetti da prendere in considerazione sono tanti, anche troppi, e (quasi) nessuno di noi ha le capacità per farlo.
In teoria non dovremmo averne neanche la necessità: ci domandiamo per caso se tutto quello che usiamo quotidianamente vale quanto lo abbiamo pagato?
Oltre al classico (è un esempio) "le mie scarpe le ha cucite un bambino in Bangladesh" ci poniamo tutti questi quesiti?
Non credo proprio, perchè allora dobbiamo farlo in continuazione per i nostri modelli?
Io non conosco le cifre esatte: anche a me piacerebbe pagare (parlo di prezzo pieno) una locomotiva 150 euro invece che 200 ma se tutte le ditte propongono questo (con minimi scostamenti e quasi mai al ribasso) vuol dire che quello è il prezzo che è dato da innumerevoli fattori che noi non possiamo neanche immaginare. Poi se vogliamo chiamarlo "cartello" è un altro discorso ma non ci deve riguardare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Produrre in Cina
MessaggioInviato: mercoledì 5 ottobre 2016, 10:10 
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Iscritto il: sabato 18 febbraio 2006, 22:49
Messaggi: 716
Sul fatto che non ci debba riguardare e che sia sostanzialmente inutile parlarne all'infinito sono d'accordo con te. Basterebbe semplicemente acquistare solo al prezzo che riteniamo congruo. Io, salvo rare eccezioni, ho smesso di comprare macchine a 200 euro, anche senza lamentarmi continuamente dei prezzi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Produrre in Cina
MessaggioInviato: mercoledì 5 ottobre 2016, 10:15 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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aiupira ha scritto:
Ribadisco: non sono un tecnico, quindi non so e non mi interessano assolutamente le cause delle svendite, ma da semplice acquirente posso dire che negli ultimi anni ho trovato quasi tutto dopo alcuni mesi a prezzi decisamente più bassi rispetto a quelli iniziali.

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Se i tecnici sapessero veramente sempre quello che stanno facendo/pensando, non sarebbero comuni mortali, ma "dei infallibili". :lol: :lol: :lol: Ma tant'è! :roll:

Quindi nel caso del commercio vale sempre la regola della domanda e dell'offerta, tradotto: il prezzo esposto, e quanto si è disponibili a spendere. Raggiunto questo equilibrio siamo tutti felici e contenti: chi compa ha l'oggetto del desiderio, chi vende i soldi in tasca.
Anche uscire a prezzi "alti", e poi fare la svendita è una tecnica commerciale, che: ieri, oggi, e domani, non trova mai smentite.
Alla fine è solo un discorso psicologico e non commerciale (e di curiosi dei fatti degli altri :P ).


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 Oggetto del messaggio: Re: Produrre in Cina
MessaggioInviato: mercoledì 5 ottobre 2016, 11:06 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
Messaggi: 3207
Un solo appunto riguardo alle svendite: ne esistono di due tipi.
Che le faccia il negoziante, in un certo senso, fa parte dell'ordine naturale delle cose, quando a farle è direttamente il produttore bisogna preoccuparsi un po' di più come insegnano un paio di casi recenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Produrre in Cina
MessaggioInviato: mercoledì 5 ottobre 2016, 22:08 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1990
Località: Faenza
Però, ribadisco, il prezzo di vendita è il minimo possibile solo ove c' è forte concorrenza fra prodotti uguali : viti, spine e prese, televisori, pane, ...
Se riesci a fidelizzare i clienti, potrai vendere a prezzo più alto. Questo ti consentirà di investire e differenziare il prodotto, che diventerà unico, e si presterà ad un ulteriore aumento del ricarico.

Un esempio ?
Ne ero convinto, e ne ho trovato conferma su internet :
l' i-Phone che costa 800 Euro, ha un costo industriale a pezzo di circa 130 Euro. Il moltiplicatore è circa 6.
E quindi ?
Se i clienti sono diposti a spendere 800 Euro, perchè la Apple dovrebbe venderli a meno ?
Tutte le aziende ragionano in quel modo.
E' noto che il ricarico, dal costo industriale al prezzo in negozio, varia solitamente da 3 a 5 a seconda del tipo di merce e del settore. Nei settori più ricercati il ricarico aumenta. E quì cito Bigboy60 :".. O credete veramente che un bottiglino di profumo di vostra moglie, e manco di quelli più cari, "valga" 70-80-100 Euro ?"

Quindi, per quanto mi riguarda, le due tesi :
- "Se costa così, è perchè non può costare meno"
- "Il prezzo di vendita dovrebbe essere poco sopra il costo industriale"

sono entrambe errate.
Da prodotto a prodotto la cosa cambia, seguendo sempre la legge della domanda e dell' offerta.
Claudio Mussinatto ha ormai perso la voce a forza di ripeterlo, ma resta il fatto che, se ci sono persone disposte a pagare 600 Euro una locomotiva Lima degli anni '70, qualcuno gliela venderà. Ma questo non significa che quella locomotiva valga quei soldi.
Così come non è possibile ad una azienda vendere senza ricarichi.


Stefano Minghetti


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