Utente primadonna ha scritto:
Oh, così va meglio

Con ragionamenti pacati si può tranquillamente andar avanti per ore
Ci sono stati errori di comunicazione ed assunzioni sbagliate. Me ne rendo conto. Discutendo, anche in modo acidulo, la cosa è stata individuata. Ottimo, un interlocutore - anche e sopratutto un interlocutore con una idea diversa - è utile.
Utente primadonna ha scritto:
Ci sono stati dei documentati errori di gestione dovuti al connubio stato-imprenditoria. Questo NON vuol dire che "privato è bello/stato è sfacelo". Ma che è giusto che ognuno faccia la sua parte. Lo stato si occupi delle cose definite "strategiche" (anche i trasporti essenziali, al limite), e che lo faccia nel miglior modo possibile... ma lasci agli imprenditori di occuparsi di tutto il resto. Esempio: è strategico per lo stato produrre acciaio? Secondo me no. Non siamo in guerra e non credo lo saremo a breve. Logico quindi che ci debbano pensare i privati. Sta tranquillo che l'acciaio non mancherà mai negli scaffali italiani. Finché c'è domanda ci sarà qualcuno, da qualche parte che lo produrrà. Meglio se lo fa rispettando le regole e i diritti del lavoratore.
Sono punti su cui siamo d'accordo.
Per l'acciaio, in passato la produzione di acciaio era un parametro economico molto considerato, tant'è che Fidel Castro volle, sempre volle, fortissimamente volle una acciaieria. Ma chiedere ad un altro argentino (Porta, non il Che) di aggiornargli la flotta di locomotive per bruciare la bagasse con qualche anno di anticipo sulla crisi dello zucchero ? Troppo comodo il carbone sovietico ?
Utente primadonna ha scritto:
Lo ben so! D'altra parte ti sfido a trovare una sola frase, nei miei vari messaggi, in cui parlo di probabili MIRACOLI dall'imprenditoria privata. Nemmeno un VIC20 riuscirà a recuperare una frase che non ho mai scritto.
Mio errore di assunzione.
Purtroppo certe frasi assomigliavano troppo a quelle di chi si aspetta il miracolo dalla privatizzazione. Che sono tante, e la vedono ancora come la panacea.
Utente primadonna ha scritto:
saint ha scritto:
La telefonia su cavo - complice anche la concorrenza di quella wireless - non mi pare abbia fatto tutti questi balzi. Si, si sentono belle offerte e storie mica tanto rassicuranti. Ma arrivare ad esempio al modello americano (accesso urbano flat - con un gestore locale tra ultimo miglio e trunk per le lunghe distanze) non si è visto nulla.
Questo assioma presuppone due conseguenze:
la prima è che se la liberalizzazione della telefonia non ha prodotto quei gran balzi è PROPRIO perché non è stata una vera grande liberalizzazione connessa ad una reale separazione tra gestore dell'infrastruttura e TELECOM (ma questo non c'entra niente con la necessità di sottrarre allo stato la gestione di beni e servizi, c'entra nel COME fare le liberalizzazioni)
la seconda è che tu, correttamente, mi citi il modello Stati Uniti quale nazione dove è stato effettivamente liberalizzato il settore. MA qui avviene una specie di cortocircuito: è noto che in Italia, il solo citare positivamente il modello economico americano vuol dire trovarsi sommersi in una selva di critiche (per andarci leggero, quando non minacciano di morte certi economisti liberisti...), in quanto gli Stati Uniti vengono considerati come il MALE assoluto nel campo economico. Ora, che tu stesso me li citi positivamente (nella fattispecie della telefonia) è una bella cosa. Ma se lo dicevo io ero già defenestrato da qualche altro frequentatore del forum
Gli States hanno un po' la colpa di essersi dimenticati di essere stata una colonia. Se ne ricordava Roosvelt - che oggi in Italia passerebbe forse per un Trotzkista a sinistra di Bertinotti

-, ma dopo a naso se lo sono scordati. E invece che imperiali sono diventati imperialisti (solo la parte economica della cosa). Ma questo non genera simpatie.
Nel caso specifico, Bell era una monopolista: stessi difetti dell'esercizio pubblico, uno solo e poco efficente con l'aggiunta della voracità...
Utente primadonna ha scritto:
Ma sempre in quel periodo, purtroppo, aumentavano anche i capi, capetti, capettini, del nono, ottavo livello. Si saliva non per meriti di lavoro, ma amicizie e "correnti" sindacali.
Problema della piramide che diventa un cubo. Comune a molte strutture pubbliche all'epoca. Non ne fu esente la mia Alma Mater...
Utente primadonna ha scritto:
E allora torniamo in TOPIC. Dico solo che
- quest' ArenaWaysYou&Me (quanto li odio i nomi aziendali inglesizzandi...) forse avvierà dei servizi non ES, non MERCI su una rotta, tutto sommato, non fondamentale quale la Torino-Milano (ma sentivo parlare perfino di Biella-Torino)
- forse farà cilecca
- forse riuscirà a farcela
- forse le metteranno i bastoni tra le ruote
- forse la lasceranno in pace
Perché, prima di fasciarci la testa non ASPETTIAMO di vedere cosa combinerà?? Ecco quindi il mio invito a liberarci dell'ideologia e valutare le cose per come si presentano.
Io non parlavo per ideologia. Nello specifico, ho reagito a dei
segnali che ho colto nella loro comunicazione commerciale. Alcuni positivi come quello del dare modulo maggiorato e prevedere una certa varietà di offerte stabili.
Altri più preoccupanti come chiamare clienti i viaggiatori (cosa già della gestione IBM di trenitalia), o certi abbonamenti che paiono fin troppo rigidi, o l'aumento del prezzo nelle ore di punta, o la prenotazione obbligatoria, anche se decisamente migliorata. O ancora certo insistere sulla pulizia in maniera anche un po'poco 'pulita' - le bagagliere non le fai trasparenti per far vedere che sono pulite... Lo fai perché i passeggeri devono vedere se qualcuno che non deve smanazza i bagagli.
Quindi, bando all'euforia. Aspettiamo a vedere cosa succede, concordo con te. Io po su certe cose sono un po' pessimista -ed allergico a quelli del marketing ([url]http://www.youtube.com/watch?v=pVKnF26qFFM&feature=fvw[/quote])-, magari per la gioia di accorgermi che sbagliavo ed è andata meglio di come attendevo.
Utente primadonna ha scritto:
Ed ecco che torno alla frase che ha scatenato tutto sto sproloquio: << difficilmente potrà fare peggio di Trenitaglia e di Banda Moretti>> E non sarebbe poca cosa.
Vediamo cosa succede. Magari DB ha dentro abbastanza peso da far rigare tutti diritto. Del management italiano ho un po' meno fiducia - anche se ci sono eccezioni, per carità.
Utente primadonna ha scritto:
Anche questo è un buon modello. Somiglia al modello americano per la Sanità: il privato "compra" una certa quantità di servizi che lo stato ha preventivamente messo in appalto purché il privato garantisca una certa qualità del servizio.
Parli del modello Obama, vero ?
Non lo so, la sanità americana mi fa paura. Sarà probabilmente per la spada di damocle di poter essere trasferito ai carristi da una compagna di strada fastidiosa e con un brutto nome. Spada che è probabilmente tra le concause del fatto che io lavori in Italia e non negli USA, per la precisione a Redmond, WA... Si, proprio lì, in Microsoft Drive 1! Quando si lavora a costruirle certe cose non brutto come ad usarle
Preferisco la sanità Italiana. Non mi ha mai deluso, nè in Veneto nè all'Umberto Primo - anche se hanno come al solito sbagliato il mio nome... Hanno reagito solamente quando gli ho detto che la cosa avrebbe creato problemi coi flussi dalla Regione del Veneto... "Gian U
mberto Lauri ? No, no ge xe. Niente Omo, niente schei, passemo al prossimo!".