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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 15:52 
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Nome: carlo borra
Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 17:38
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La tecnica sembra ottima. Ti suggerirei di andarci un po' piu' leggero senza esasperare troppo i bordi, con una patinatura generale meno marcata. Naturalmente e' solo un parere fra i tanti.
Carlo


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 18:06 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 3:48
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Località: 'Lisondria...
Come dice il buon Ferretti, si nota chiaramente la mano esperta di uno che arriva dal settore dei soldatini e dei diorami di battaglie.
Tuttavia con i treni sporcare è un pò diverso...
Kit...spero non ti sia offeso per le critiche, ma fidati che superverde,torrino,pesitalia,bartolozzi... son dei signor modellisti...da cui percepire e catturare ogni trucco... :wink: :wink: :wink:

Tornando al modello, io per iniziare eviterei di marcare cosi pesantemente, spigoli e rientranze. E' vero che non sei andato distante dalla foto che hai postato...ma quella foto non ha già di suo colori naturali... :wink:


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MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 21:08 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Ma infatti Gianni ha capito, è come quando si approcciano donne che non si conoscono, in discoteca, a volte va bene, a volte vaff..... :lol: :lol: , insomma sta tutto nel saper affrontare la questione. Comunque nulla di quanto detto toglie alle qualità innate di Kit!
Ora, però, aspetta che scendo dal piedistallo, è alto..... Oplà!
Ciao, Fabrizio.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 8:54 
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Iscritto il: venerdì 27 gennaio 2006, 0:24
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Bel lavoro Kit!!
Sinceramente arrivando anch'io dal modellismo statico apprezzo molto il lavoro di sottolineatura delle concavità e messa in luce dei particolari convessi. Senza questo lavoro i modelli mi sembrano piatti come fogli di carta.
I commenti che si sono ripetuti in questo thread sono gli stessi che sentivo 20 anni fa riguardo ai figurini, veicoli e aeroplani; questo da l'idea di quanto indietro sia il fermodellismo in Italia nei confronti del modellismo di altri tipi, per quello che riguarda il realismo della riproduzione degli effetti di luce sui modelli (all'estero certi commenti non esistono in quanto ci sono già arrivati a questo risultato). E questo indipendentemente dalla sporcatura o dalla patina di invecchiatura.
Effetivamente, come suggerito, i particolari aggiuntivi riportati, a questo punto sono grossolani e stonano con il resto dell'ottimo lavoro.
Continua pure a farci vedere le tue realizzazioni e a farci discutere su di esse, meglio che parlare del modello dell'anno o di quelli che dovranno uscire o se è meglio una marca dell'altra


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 9:36 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 3:48
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Località: 'Lisondria...
Kit...
penso che la migliore sporcatura sia questa....

viewtopic.php?t=27002&postdays=0&postorder=asc&start=0

Mr.Sanders...il fermodellismo in Italia è indietro non certo per il tipo di sporcature che si effettuano... :wink:
continuo a sostenere che il tipo di sporcatura che si fa sui figurini, e ai diorami medievali, sia non adatta ai treni...ne tanto meno ai mezzi militari moderni...
Per la sporcatura, gli americani insegnano...


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 9:47 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 13:19
Messaggi: 307
Mr.Sanders ha scritto:
Bel lavoro Kit!!
Sinceramente arrivando anch'io dal modellismo statico apprezzo molto il lavoro di sottolineatura delle concavità e messa in luce dei particolari convessi. Senza questo lavoro i modelli mi sembrano piatti come fogli di carta.
I commenti che si sono ripetuti in questo thread sono gli stessi che sentivo 20 anni fa riguardo ai figurini, veicoli e aeroplani; questo da l'idea di quanto indietro sia il fermodellismo in Italia nei confronti del modellismo di altri tipi, per quello che riguarda il realismo della riproduzione degli effetti di luce sui modelli (all'estero certi commenti non esistono in quanto ci sono già arrivati a questo risultato). E questo indipendentemente dalla sporcatura o dalla patina di invecchiatura.
Effetivamente, come suggerito, i particolari aggiuntivi riportati, a questo punto sono grossolani e stonano con il resto dell'ottimo lavoro.
Continua pure a farci vedere le tue realizzazioni e a farci discutere su di esse, meglio che parlare del modello dell'anno o di quelli che dovranno uscire o se è meglio una marca dell'altra


Scusa Mr. Sanders, non ti sembra di essere supponente e saccente con il tuo intervento? sono stati espressi pareri da persone che nel campo del modellismo ferroviario ci son dentro da tantissimo tempo su una certa realizzazione, è stata notata l' ottima abilità dell' autore, ma è stato fatto notare che quella seguita NON è la tecnica più appropriata per realizzare un rotabile vissuto; poi, è quantomeno azzardato (per non dire anche qui supponenete) sostenere che chi fa fermodellismo è indietro rispetto da chi viene dai figurini, forse hai visto poche realizzazioni marca stella in termini di realizzazione di paesaggi, infrastruttura ed elaborazione rotabili. Insomma, al posto tuo sarei più cauto....... e mi documenterei un pò di più.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 16:23 
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Iscritto il: lunedì 28 aprile 2008, 15:21
Messaggi: 29
Località: Milano
Ho letto con estremo interesse i commenti sino ad ora intervenuti e mi sembra di capire che il lavoro di Gianni abbia suscitato plurime reazioni:
chi approva incondizionatamente il lavoro;
chi giudica le tecniche impiegate di derivazione statico-plastimodellistica idonee e si limita a verificare se le stesse siano state applicate o meno con successo in fase di elaborazione del rotabile (o, più semplicemente, si limita a valutare il risultato a prescindere dalle lavorazioni eseguite);
chi ritiene, infine, che quelle tecniche siano inadatte, in radice, ad essere applicate al ferromodellismo con conseguenze nefaste per il modello.
Mi piacerebbe si discutesse, in modo costruttivo e tecnico, proprio di questo ultimo aspetto perchè personalmente sono, invece, convinto che quei metodi, se correttamente applicati, possano riservare soddisfazioni anche al ferromodellista.
Esprimerò il mio personale parere e visto che in questa discussione, stando a quanto riferisce Giacomo, sono intervenuti valenti ferromodellisti italiani (che purtroppo non conosco) vorrei cogliere l'occasione per sentire pareri tecnici da loro - e, ovviamente, da tutti quelli che vorranno intervenire -, in particolare se hanno applicato le tecniche e con quali risultati, quali ritengono adatte al ferromodellismo e quali no.
Si suol dire che "solo gli stupidi non cambiano mai idea" ed io sono pronto a cambiarla se vengono portate a supporto del "non è giusto" valide argomentazioni.
Una prima valutazione è di carattere statistico e riguarda “il come” viene approcciato il tema colorazione evoluta/invecchiamento all'estero è, un semplice dato indiziario, però credo possa quantomeno fornire una prima idea.
Nel ferromodellismo USA ed in quello francese, da quello che vedo (stiamo parlando delle branche orientate al weathering) viene fatto largo uso dei metodi di invecchiamento usati nello statico (anzi da quelle parti non vi sono distinzione fra modellisti), metodi come la schiaritura dei pannelli, i lavaggi selettivi e non, i filtri le lumeggiature, materiali come olii, gouache, pigmenti, sale, ecc. vengono usati allo stesso modo dei cugini dello statico senza alcuna esitazione o remora, le differenze sono minime.
Uno dei primi bei lavori di pre-ombreggiatura (tecnica utilizzata massicciamente da aeroplanari e carrarmatari di tutto il mondo) ho avuto modo di apprezzarlo proprio su un vecchio numero di Voie Libre (estrapolato dalla sterminata biblioteca di Alex Corsico), in cui veniva applicata, da manuale, su una piccola loco da manovra in kit.
A proposito di distinzioni, questo è un ferromodellista francese, Nouaillier, molto capace (se non erro pubblica spesso su RMF) che scrive di tecniche di colorazione/invecchiamento su un sito di modellismo militare.
Una seconda considerazione riguarda il merito, la maggior parte dei metodi di colorazione/invecchiamento usati nel plastimodellismo non hanno come finalità primaria quella di creare effetti da esplosione o simili ma quella, per dirla alla Canducci “di ricreare artificialmente sul modello l’effetto di tridimensionalità che la luce ambientale imprime nella realtà”.
A conferma, basta confrontare i lavori di un bravo e noto ferromodellista USA, Mellow (cliccare su una galleria qualsiasi)
oppure quelli di Mann (da vedere la galleria di immagini, dei carri in scala Z), con quelle di un qualsiasi plastimodellista italiano da pescare a caso da questo elenco
(lavori in cui non si notano esplosioni od ambientazioni medievali di sorta).
Il principio, in altri termini, è esattamente assimilabile, analogo a quello già universalmente riconosciuto nel ferromodellismo italiano che al rimpicciolire della scala i colori debbano essere schiariti.
Tutti sono artifizi belli e buoni, ma combinati assieme ingannano l'occhio e consentono di far risaltare volumi e dettagli che in un modello da scatola non si notano proprio perchè ridotti di molto rispetto all'originale e spesso di colore uniforme.
Se il ferromodellista si limita ad impiegare metodi che hanno quelle finalità non credo commetta alcun errore perchè la necessità appena descritta, parlando di oggetti in scala, penso sia comue tanto al plasti quanto al ferro modellismo.
Per non far solo teoria, vi propongo alcuni esempi.
[img][img]http://img264.imageshack.us/img264/6538/52067966jk02qs7.th.jpg[/img][/img]
Gianni ha marcato i recessi della Lima (vedi zona contrassegnata in rosso) con lo scopo di rendere visibile un rilievo che altrimenti sarebbe rimasto non facilmente percepibile.
Nella foto del prototipo quella marcatura non c’è, ma in quel caso, con tutta probabilità il dettaglio sarà facilmente visibile dall'osservatore perché la macchina è "in scala" 1:1.
Si potrà dunque discutere se l'ombra realizzata da Gianni sia troppo marcata rispetto al necessario ma non mi pare sia così scorretta l'idea di utilizzare quel metodo per enfatizzare il dettaglio costruttivo della loco.
L’approccio di Mellow è comunque analogo.
Idem per quanto riguarda le lumeggiature.
Nel lavoro di Gianni gli spigoli dei carrelli sono piuttosto marcati, ma la finalità è sempre quella di far risaltare volume/dettaglio ed il metodo è identico a quello utilizzato dallo stesso ferromodellista di cui sopra.
Verifichiamo un carrello invecchiato da Melow.
Ecco, in questo caso, la mano sembra più leggera il risultato più equilibrato e credibile, ma non scordiamo che Gianni è agli inizi con il ferromodellismo ed un certo adattamento del suo modus operandi al nuovo hobby penso sia necessario e naturale. Ho visto un suo modello di aereo dal vivo e le doti modellistiche (come perlatro riconosciuto da tutti) sono indiscusse.
Sempre lumeggiature, ma questa volta sui fabbricati (avevo già postato questa immagine).
Mellow lumeggia con tecnica identica a quella dello statico (la diversità, se così si può definire, è che in questo caso la lumeggiatura è eseguita posizionando l’ipotetico sole ad ore 13/14, mentre nello statico - se non ricordo male soprattutto nei figurini - di solito lo si posiziona ad ore 11).
La capacità del modellista statunitense è quella di eseguire lumeggiature in modo estremanante bilanciato, la lumeggiatura c'è ma a prima vista non si nota.
In questo caso le lumeggiature sono numerosissime (notate anche la testa dei rivetti), probabilmente perché il soggetto ha un colore molto scuro, ma sono certo che alla distanza da “esercizio” si notino il giusto.
Ma quella è un’altra storia è (quasi) arte.
Scusate la prolissità.


Ultima modifica di Marc.one il mercoledì 10 dicembre 2008, 16:51, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 16:50 
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Quello che scrive Marc.one è proprio quello che volevo dire io, forse non ci sono riuscito ma il concetto era quello.
Non c'è differenza tra i vari tipi di modellismo per quanto riguarda le tecniche illustrate, per i motivi che Marc.one ha abilmente trattato.
Per me un rotabile non trattato come un modello resta sempre e comunque un giocattolo costoso e non un modello, ma questo è un parere mio personale...e di molti modellisti all'estero.
Per carità non volevo offendere nessun NOME del fermodellismo, ma anni fa anche molti NOMI del modellismo e del figurinismo aborrivano lumeggiature, invecchiatura, ecc ecc...poi sono spariti e ne sono arrivati altri.
Continuo a dire che è la mentalità dei """fermodellisti""" italiani a non essere da modellisti. Del resto quando continuiamo a mettere nel modellismo il collezionismo ci diamo la dimostrazione chiara di quanto siamo lontani dal concetto di cosa sia il modellismo.
Ma sono miei idee, per carità, lasciamo perdere.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 16:56 
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Località: 'Lisondria...
Marc.one ha scritto:
Ecco, in questo caso, la mano sembra più leggera il risultato più equilibrato e credibile, ma non scordiamo che Gianni è agli inizi con il ferromodellismo ed un certo adattamento del suo modus operandi al nuovo hobby penso sia necessario e naturale.

Sempre lumeggiatura, posizionando l’ipotetico sole ad ore 13/14,
La capacità del modellista statunitense è quella di eseguire lumeggiature in modo estremanante bilanciato.

Scusate la prolissità.


è proprio li che ruota tutto... ovvero la leggerezza e l'armonia.

Personalmente la lumeggiatura con ipotetico sole non mi fa impazzire... preferisco avere fonti di luce vera e eseguire sporcature "reali" più leggere... :wink:

Scusarsi di che? :wink:

Gianni ha un ottima mano (magari l'avessi io... :( ). Trattasi, a mio modestissimo parere, di andarci più leggero. :wink: :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 17:01 
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Nome: carlo borra
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A mio parere, il miglior modo per valutare l'esito di un lavoro d'invecchiamento su un modello o comunque il tentativo di trasferire su di esso la sensazione di vissuto, rimane l'osservazione del mondo reale coadiuvata da un buon numero di foto naturali scattate in diverse condizioni di luce.

Secondo me , almeno nel fermodellismo, lo scopo dell'invecchiamento non dovrebbe essere quello di stupire con gli effetti speciali, esasperando spigoli, convessita' e cosi' via in modo da far risaltare tutte le incisioni.
Quando si osserva un convoglio ferroviario reale tutto appare piuttosto sfumato: i contrasti di luce e di colore sono in genere attenuati dalla distanza. Bisognerebbe riprodurre lo stesso effetto sui modelli in modo che guardandoli da una certa distanza, diciamo un metro, trasmettano una sensazione analoga. Quindi una patinatura discreta in molti casi e' la soluzione migliore.

Carlo


Ultima modifica di pesitalia il mercoledì 10 dicembre 2008, 17:06, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 17:05 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 3:48
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Località: 'Lisondria...
Mr.Sanders ha scritto:
Non c'è differenza tra i vari tipi di modellismo per quanto riguarda le tecniche illustrate, per i motivi che Marc.one ha abilmente trattato.


certo che non c'è differenza tra i vari settori!!!
ma sarai d'accordo che in molti diorami "medievali" o di battaglie o guerre, comunque tutti statici, la marcatura di ombre e luci è molto più pesante...con colori a volte anche troppo saturi...e con chiari/scuri troppo accentuati. Poi entra in gioco anche la "distanza di esercizio"...più sto distante, più marco rilievi e rientranze, al contrario se uso spesso foto macro dovrei stare più soft... e qui non ci asciughiamo più... :wink: :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 17:35 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
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Dai, dai, che non ci si arrabbia, anzi la discussione ha preso una svolta tecnica niente male. :wink:
Io, ho appena sporcato un merci raccoglitore anni '70, trainato da una 740 ancora immacolata, ma a breve tocca pure a lei, che ho messo a Campolieto.....
Ciao, Fabrizio.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 18:39 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6407
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Bene, bene, adesso che avete detto la vostra dico mia.

Premesso che marcare troppo i dettagli non è di mio gradimento per la semplice ragione che la ritengo "come la pappa pronta" ovvero stringendo "ti faccio vedere quello che decido io", data per scontata la buona fede del modellista, cioè che egli mette in mostra quello che immagina: come un qualsiasi pittore.
Io preferisco che sia l'osservatore ha ricercare i dettagli gurdando e riguardando il soggetto: in poche parole studiandolo e memorizzandolo.

Detto ciò una cosa che nella discussione mi sembra sia stato solo lievemente sfiorato è la differenza tra un qualsiasi modello statico e uno che si muove.

Un modello statico possiamo dipingerlo in modo che con una oppurtuna illuminazione risaltino alcuni particolari rispetto ad altri.
Altresì possiamo ipotizzare che sia illuminato in modo uguale su tutti i lati (cosa che ad esempio al vero si ha solo dentro una stanza oppure all'aperto quando è nuvoloso), in questo caso con i colori si simulano illuminazione ed ombre.

Un modello in movimento è invecie, ad ogni istante, illuminato in modo diverso e interagisce anche con: i colori, le forme, l'illuminazione di tutto quant'altro presente nella scena.
In particolare in un veicolo si hanno diversi effetti, ad esempio:
- del tempo cioè ruggine, sbiadimenti
- del movimento cioè raccolta di sporcizia, ammaccamenti
- della manutenzione cioè pezzi nuovi e vecchi mischiati, riprese di colore.

In un veicolo ferroviario, rispetto ad altri veicoli, gli effetti del tempo e dell'uso sono molto più evidenti, in particolare su quelli per le merci.
Le carrozze sono lavate ben più spesso (graffiti a parte).

Concludendo ritengo che prima di tutto sia necessario fare un distinguo ben preciso del veicolo sporcato o/e invecchiato,
- deve stare fermo esposto in vetrina con dedicata illuminazione
- deve stare fermo esposto su un tavolo illuminato in modo uniforme su tutti i lati
- deve muoversi su un plastico.
Perchè se non facciamo questi distinguo adesso esaltiamo un modello, 5 minuti dopo lo stronchiamo brutalmente.
Poi le tecniche utilizzate possono essere molteplici, ognuno usa quelle con le quali si trova meglio.

Saluti
Marco Fornaciari


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 19:17 
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credo che un buon metodo per l'invecchiamento sia tenere i modelli sul plastico la polvere e il farli girare fanno il resto !
all'inizio pensavo che non fosse efficace ma e' cosi.... 8)


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MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 19:26 
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Iscritto il: domenica 21 settembre 2008, 21:45
Messaggi: 568
Località: Genova
undead ha scritto:
credo che un buon metodo per l'invecchiamento sia tenere i modelli sul plastico la polvere e il farli girare fanno il resto !
all'inizio pensavo che non fosse efficace ma e' cosi.... 8)


Fino ad ora non sono ancora intervenuto..... ma visto che fai lo spiritoso ti voglio ricordare che un granello di polvere ingrandito 87 volte diventa una pietra !!!


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