claudio.mussinatto ha scritto:
la risposta è semplice, siamo in italia e non c'è nulla da fare.
D'altra parte pensate se in Francia avrebbero tollerato la sequenza di casse rifatte o da rifare con cui siamo stati trattati noi...ma d'altra parte , loro hanno fatto la rivoluzione e noi?
P.S. I nomi dei due paesi sono volutamente scritti cos' , uno in aiuscolo el'altro no.
saluti
Salve,
lavoro per una multinazionale svizzera che e' pero' ormai da molti anni sostanzialmente un' azienda francese.
Ho frequenti contatti di lavoro con colleghi francesi, da cui ho imparato alcune cose:
la Francia ha servizi sociali importanti ed efficienti (ed impensabili da noi)
la Francia ha avuto una pesantissima denatalizzazione negli anni 50 e 60, a cui il governo francese ha risposto con seri servizi sociali ed importanti aiuti economici alle famiglie (non con le chiacchiere, come in Italia, dove il welfare si pretende di farlo fare alle famiglie a costo zero per lo stato); i miei colleghi francesi hanno 2, 3 e anche 4 figli; i miei colleghi italiani e io stesso...1.
in Francia gli ultimi due anni di lavoro prima della pensione si lavora con orario gradualmente sempre piu' ridotto (credo a stipendio pieno) per abitursi gradualmente all' inattivita' lavorativa della pensione
non so' ora, ma fino a qualche anno fa', se in Francia si veniva licenziati lo stato francese garantiva un' indennita' di disoccupazione gradualmente decrescente per due anni e permetteva di fare (ed "invitava" a farli) corsi di aggiornamento professionale anche, se necessario, con stage all' estero, a totale costo dello stato
i Francesi si considerano una nazione e ci hanno messo quasi mille anni per costruirla col sangue di mille guerre; nessuno in Francia pensa di spezzettare la nazione nel nome di individualismi vari e vaghi come qualcuno vorrebbe fare in Italia
in Francia non esistono "terroni" e "polentoni": esistono solamente i francesi del Nord e del Sud
in Francia non esiste un Nord a livello tedesco ed un Sud a livello medio-orientale (per non dire peggio), come in Italia; non esistono regioni con la disoccupazione al 4% ed altre con la disoccupazione al 20%, come in Italia, ma la disoccupazione e' distribuita piuttosto uniformemente
i Francesi non si definiscono affatto nostri cugini d' oltralpe (come noi definiamo loro) e si sentono mentalmente e culturalmente piu' vicini ai loro eterni nemici / avversari Tedeschi; l' unica vicinanza che hanno col mondo latino e' la lingua; nella mentalita' comune francese gli Italiani sono associati (sa Dio perche') agli Spagnoli e non e' affatto un complimento
i Francesi hanno in generale un' opinione piuttosto bassa degli Italiani ed un' opinione ancora peggiore dei nostri governanti ed in particolare del nostro attuale Presidente del Consiglio (mi dispiace per i sostenitori del PDL, ma e' così).
etc., etc.
Concludendo questo mio intervento fuori argomento, quando mi confronto con i Francesi provo imbarazzo e capisco perche' l' opinione corrente dell' Italia come sistema paese e degli Italiani come persone sia così bassa.
Vi risparmio per pieta' quello che ho imparato dai miei colleghi tedeschi sul loro paese.
Non so' con quale faccia tosta vorremmo fare parte del salotto buono della UE o anche piu' semplicemente a confrontarci sul mercato internazionale con Francesi e Tedeschi: a noi manca il requisito fondamentale, che e' la serieta'.
Saluti un po' esterofili
Stefano.