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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 10:20 
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mdp ha scritto:
AXEL ha scritto:
Fabio464 ha scritto:
Questo discorso non l'ho fatto per vantarmi o altro, l'ho fatto per farvi capire che l'associazione avrà un futuro grazie alle persone che ne stanno al comando... è come se fosse un azienda in pratica. :wink:

Attenzione il capo non è colui che comanda o che prende iniziative.Il capo è colui che ha la capacità di farsi ascoltare in modo carismatico.Il capo è colui che ascolta le problematiche dei propri soci.Assumere il comando è relativamente facile.Il difficile è mantenere l'incarico.Deve essere in grado di far fare ai soci ciò che piace a tutti(sia pur con qualche piccolo compromesso) e non solo fare quello che piace esclusivamente a lui.Altrimenti col tempo il capo si ritroverà a comandare un bel pugno di mosche :wink:


Un gruppo di amici con un obiettivo comune non può essere gestito come un'azienda... senza stipendi e tasse: dopo un po' la gente si secca e cambia hobby.
Certo chi organizza eventi deve farlo in maniera professionale ma sempre con l'umiltà di accogliere i contributi di tutti, sulla base delle disponibilità di ognuno.
Ha ragione AXEL: diventare capo non è difficile ma occorre grande disponibilità e spirito di servizio nei confronti di tutti per rimanerlo.
Ciao a tutti
Mario



Secondo me non deve esistere un capo, al massimo un coordinatore......stiamo parlando di gruppi giusto?? Allora si "lavora" in sinergia!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 10:55 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 12:44
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Il terrunciello ha scritto:
Secondo me non deve esistere un capo, al massimo un coordinatore......stiamo parlando di gruppi giusto?? Allora si "lavora" in sinergia!!!



yessssssssssssss!!!!!! :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 11:51 
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Iscritto il: martedì 4 luglio 2006, 23:47
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AXEL ha scritto:
Fabio464 ha scritto:
Questo discorso non l'ho fatto per vantarmi o altro, l'ho fatto per farvi capire che l'associazione avrà un futuro grazie alle persone che ne stanno al comando... è come se fosse un azienda in pratica. :wink:

Attenzione il capo non è colui che comanda o che prende iniziative.Il capo è colui che ha la capacità di farsi ascoltare in modo carismatico.Il capo è colui che ascolta le problematiche dei propri soci.Assumere il comando è relativamente facile.Il difficile è mantenere l'incarico.Deve essere in grado di far fare ai soci ciò che piace a tutti(sia pur con qualche piccolo compromesso) e non solo fare quello che piace esclusivamente a lui.Altrimenti col tempo il capo si ritroverà a comandare un bel pugno di mosche :wink:

Axel non è vero. Nella mia carica devo anche prendere decisioni, a volte, su come e perchè devono esser realizzate determinate cose e a volte è successo di impormi per delle decisioni che due o tre soci non ne volevano sapere. Io ti parlo del nostro plastico che non è modulare, quindi fisso in una sede e con un filo logico, ovvero dare un domani una spiegazione e un filo istruttivo di come avviene la circolazione ferroviaria riproducendo un tratto reale di ferrovia.
Se i soci iniziano a fare quello che vogliono, ad esempio, uno fa un tratto di mare, l'altro ne fa uno in montagna, l'altro ancora fa uno scorcio di zona tedesca, il tutto si perde in un bicchiere d'acqua e si crea solo un gran pastone, senza un armonia, senza un filo logico.
Il tutto sta come comunichi con i soci, come gli fai capire che quello che stanno facendo è sbagliato e magari è da fare in un altro modo, questo è importante. :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 11:54 
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Iscritto il: martedì 4 luglio 2006, 23:47
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mdp ha scritto:
AXEL ha scritto:
Fabio464 ha scritto:
Questo discorso non l'ho fatto per vantarmi o altro, l'ho fatto per farvi capire che l'associazione avrà un futuro grazie alle persone che ne stanno al comando... è come se fosse un azienda in pratica. :wink:

Attenzione il capo non è colui che comanda o che prende iniziative.Il capo è colui che ha la capacità di farsi ascoltare in modo carismatico.Il capo è colui che ascolta le problematiche dei propri soci.Assumere il comando è relativamente facile.Il difficile è mantenere l'incarico.Deve essere in grado di far fare ai soci ciò che piace a tutti(sia pur con qualche piccolo compromesso) e non solo fare quello che piace esclusivamente a lui.Altrimenti col tempo il capo si ritroverà a comandare un bel pugno di mosche :wink:


Un gruppo di amici con un obiettivo comune non può essere gestito come un'azienda... senza stipendi e tasse: dopo un po' la gente si secca e cambia hobby.
Certo chi organizza eventi deve farlo in maniera professionale ma sempre con l'umiltà di accogliere i contributi di tutti, sulla base delle disponibilità di ognuno.
Ha ragione AXEL: diventare capo non è difficile ma occorre grande disponibilità e spirito di servizio nei confronti di tutti per rimanerlo.
Ciao a tutti
Mario

Diventare capo è vero, non è difficile, basta che il presidente ti nomina capo nella assemblea e via... ma il difficile è mantenere tutti i rapporti, far diventare più grande l'associazione, aumentare lo spirito di quello che si vuole fare. :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 12:36 
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Fabio464 ha scritto:
Il tutto sta come comunichi con i soci, come gli fai capire che quello che stanno facendo è sbagliato e magari è da fare in un altro modo, questo è importante. :wink:

Appunto.Lo avevo già scritto prima"Il capo o coordinatore che sia è colui che ha la capacità di farsi ascoltare in modo carismatico".Se non sei carismatico o cerchi di importi soltanto perchè possiedi più mezzi degli altri non fa di te un capo e neppure un coordinatore.Forse non riesco a spiegarmi ma in fondo stiamo dicendo le stesse cose :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 12:49 
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Fabio464 ha scritto:
Se i soci iniziano a fare quello che vogliono, ad esempio, uno fa un tratto di mare, l'altro ne fa uno in montagna, l'altro ancora fa uno scorcio di zona tedesca, il tutto si perde in un bicchiere d'acqua e si crea solo un gran pastone, senza un armonia, senza un filo logico.

Si però ricordiamoci che il nostro è solo un hobby,un divertimento per lasciare da parte problemi familiari o lavorativi.Se far parte di un gruppo vuol dire prendersi un impegno fisso,rispettare scadenze e appuntamenti con troppa rigidità...E per di più litigare con la propria famiglia per questo...Beh per me tutto ciò non fa altro che aumentare i livelli di stress.A questo punto io non mi diverto più e preferisco fare fermodellismo da solo a casa mia e condividere di tanto in tanto i miei lavori con gli amici del forum o su TTM.Meglio organizzare mostre ed eventi ogni 2 o 3 anni mostrando lavori finiti che non affannarsi a creare frettolosamente delle realizzazioni soltanto perchè c'è quella data da rispettare,con il risultato di mostrare sempre e comunque lavori parzialmente finiti.Questo è il mio umilissimo punto di vista.Grazie a tutti per l'attenzione.

Cordiali saluti
Alex :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 13:09 
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AXEL ha scritto:
Si però ricordiamoci che il nostro è solo un hobby,un divertimento per lasciare da parte problemi familiari o lavorativi.Se far parte di un gruppo vuol dire prendersi un impegno fisso,rispettare scadenze e appuntamenti con troppa rigidità...E per di più litigare con la propria famiglia per questo...Beh per me tutto ciò non fa altro che aumentare i livelli di stress.A questo punto io non mi diverto più e preferisco fare fermodellismo da solo a casa mia e condividere di tanto in tanto i miei lavori con gli amici del forum o su TTM.Meglio organizzare mostre ed eventi ogni 2 o 3 anni mostrando lavori finiti che non affannarsi a creare frettolosamente delle realizzazioni soltanto perchè c'è quella data da rispettare,con il risultato di mostrare sempre e comunque lavori parzialmente finiti.Questo è il mio umilissimo punto di vista.Grazie a tutti per l'attenzione.

Cordiali saluti
Alex :)


ti quoto al 100%!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 13:31 
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AXEL ha scritto:
...stress....

Vero...
Però molto dipende dall'indole delle persone. Per alcuni avere una scadenza è di stimolo a raggiungere un traguardo che altrimenti andrebbe alle calende greche!
Poi anche i moduli, come i plastici, non finiscono mai.
A febbraio abbiamo portato a Tropea moduli finiti solo per la parte funzionale. L'estetica lasciava a desiderare, lo riconosco. Eppure abbiamo raccolto un certo interesse anche noi nonostante l'impianto dirimpettaio fosse di grande effetto.
A ottobre i moduli presentati avevano un'estetica soddisfacente e forse a te sono sembrati finiti: non è così e le minuzie da aggiungere sono ancora tante.

Ma non per questo ci facciamo prendere dallo stress o ci si dispiace più di tanto per l'opera incompleta presentata. Rimane sempre la valenza didattica.
Non escludo che qualcuno si sia convinto a partecipare proprio vedendo le differenze rispetto ad otto mesi prima.

Ciao a tutti
Mario


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo: da passione solitaria a hobby di gruppo
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 14:08 
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mdp ha scritto:
AXEL ha scritto:
...stress....

Vero...
Però molto dipende dall'indole delle persone.

Appunto la cosa è palese,quindi non si può interagire con tutti allo stesso modo(riferito al discorso del carisma)
mdp ha scritto:
Non escludo che qualcuno si sia convinto a partecipare proprio vedendo le differenze rispetto ad otto mesi prima.

Questo va bene per i fermodellisti in quanto tali,ma per il profano vedere soltanto un binario incollato in mezzo ad un pezzo di legno non è poi una cosa così interessante(riferito alle nuove leve ancora prive del fuoco della passione) :wink:

Ad un meeting lo capisco,ma ad una mostra,bisogna "mostrare" un prodotto finito.Se io vado ad una mostra di pittura mi aspetto di vedere appesi ai muri dei quadri finiti e non solo le tele bianche :lol:
Quindi invece di creare nuovi moduli da lasciare perennemente incompleti,perchè non concentrarsi a finire di tutto punto i propri moduli?Se vuoi ti do una mano io con le minuzie però dopo mi devi citare per l'aiuto è :wink: :lol: :lol: :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo: da passione solitaria a hobby di gruppo
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 14:37 
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Iscritto il: venerdì 4 luglio 2008, 6:53
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AXEL ha scritto:
Questo va bene per i fermodellisti in quanto tali,ma per il profano vedere soltanto un binario incollato in mezzo ad un pezzo di legno non è poi una cosa così interessante(riferito alle nuove leve ancora prive del fuoco della passione) :wink:

Ma guarda che ti dimentichi di un piccolo particolare: su quel binario spoglio c'era a quarta dimensione che operava a tutto spiano. Fermodellismo è movimento del treno: questo abbiamo fatto vedere a chi aveva occhi per vedere!

AXEL ha scritto:
Ad un meeting lo capisco,ma ad una mostra,bisogna "mostrare" un prodotto finito.Se io vado ad una mostra di pittura mi aspetto di vedere appesi ai muri dei quadri finiti e non solo le tele bianche :lol:

Eppure in qualche mostra si son viste solo tele tagliate! :mrgreen:
AXEL ha scritto:
Quindi invece di creare nuovi moduli da lasciare perennemente incompleti,perchè non concentrarsi a finire di tutto punto i propri moduli?Se vuoi ti do una mano io con le minuzie però dopo mi devi citare per l'aiuto è :wink: :lol: :lol: :lol:


Ma io ti cito volentieri una volta... due volte... metto il tuo nome sulla targhetta... ma non puoi chiedere un vitalizio per ogni volta che pubblico una foto sul mio sito!

Comunque tranquillo... mi sono messo d'accordo con il proprietario del modulo... cambierò la foto!

Ciao a tutti
Mario


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo: da passione solitaria a hobby di gruppo
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 14:51 
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Axel, i moduli non li lasci perennemente incompleti, li terminerai ma, perlomeno, tra una mostra e l'altra, fai vedere che il lavoro va avanti e questo significa tanto: è il segno che il lavoro di gruppo e quindi di associazione continua. :wink:
Un esempio che ti posso fare: alla manifestazione che abbiamo avuto a maggio di questo anno abbiamo presentato la stazione di Busalla con solamente i binari incollati ma comunque funzionante con il solo fabbricato viaggiatori e la pensilina.
A metà di questo mese apriremo al pubblico e mostreremo la stazione di Busalla evoluta ma non finita, con marciapiedi, pietrisco edifici limitrofi finiti ma la restante parte no: questo è comunque un segno che i lavori vanno avanti e che a breve sarà finito il tutto e chi è venuto a vederlo le volte passate e ritornerà a vederlo a metà mese, si renderà conto che il lavoro è andato avanti. :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo: da passione solitaria a hobby di gruppo
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 15:08 
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mdp ha scritto:
Ma guarda che ti dimentichi di un piccolo particolare: Fermodellismo è movimento del treno!

Si ma allora anche montare un ovale o un cerchio di binari per terra e vedere in movimento un treno equivale a fermodellismo?Per me fermodellismo è vedere correre i treni immersi nella natura fra alberi,ponti,gallerie e stazioni finite :lol:

mdp ha scritto:
Eppure in qualche mostra si son viste solo tele tagliate! :mrgreen:

Non credo fosse di grande interesse per i profani :lol:

mdp ha scritto:
Ma io ti cito volentieri una volta... due volte... metto il tuo nome sulla targhetta... ma non puoi chiedere un vitalizio per ogni volta che pubblico una foto sul mio sito!

Non chiedo nulla tranquillo...
mdp ha scritto:
Comunque tranquillo... mi sono messo d'accordo con il proprietario del modulo... cambierò la foto!

Per carità.Troppa serietà.Suvvia è solo un gioco.Lascia pure tutto com'è :wink:

Ciaoooooo....... :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo: da passione solitaria a hobby di gruppo
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 15:15 
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Fabio464 ha scritto:
Axel, i moduli non li lasci perennemente incompleti, li terminerai ma, perlomeno, tra una mostra e l'altra, fai vedere che il lavoro va avanti e questo significa tanto: è il segno che il lavoro di gruppo e quindi di associazione continua. :wink:
Un esempio che ti posso fare: alla manifestazione che abbiamo avuto a maggio di questo anno abbiamo presentato la stazione di Busalla con solamente i binari incollati ma comunque funzionante con il solo fabbricato viaggiatori e la pensilina.
A metà di questo mese apriremo al pubblico e mostreremo la stazione di Busalla evoluta ma non finita, con marciapiedi, pietrisco edifici limitrofi finiti ma la restante parte no: questo è comunque un segno che i lavori vanno avanti e che a breve sarà finito il tutto e chi è venuto a vederlo le volte passate e ritornerà a vederlo a metà mese, si renderà conto che il lavoro è andato avanti. :wink:

Si però organizzare una mostra significa sostenere dei costi.Che senso ha fare una mostra solo per far vedere che ho messo un alberello in più o che ho fatto l'acqua del laghetto.Meglio attendere qualche anno e fare una mostra col botto :wink:
Ripeto questo è il mio punto di vista. :)


Cordiali saluti
Alex.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo: da passione solitaria a hobby di gruppo
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 22:44 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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Credo di dovere qualche risposta all' amico Terroncello. Perchè, in discorsi, anche accesi, abbiamo già affrontato questi argomenti. E fà piacere confrontarsi.

Cita:
Finchè ci saranno i plastici itineranti rinchiusi dentro a vere e proprie trincee di filo spinato senza dare la possibilità ai ragazzini che vengono nelle fiere a partecipare attivamente;

Dare la possibilità ai ragazzini di guidare un modello di treno è sicuramente una cosa buona.
E non è difficile. Basta che l' impianto non sia completamente automatico, e che i ragazzini siano un minimo posati. Si può fare su qualsiasi impianto. Anche se riproduce una stazione vera.

Per un club è certamente una cosa buona avere un plastico, magari anche vecchio, su cui far provare i curiosi (grandi o piccoli) che potrebbero avvicinarsi al treno. E tu questo tu l' hai sempre sostenuto.

Poi, però, si potrebbe voler far vedere al pubblico la vita di una stazione ferroviaria, coi suoi movimenti ed i vari treni che la impegnano. Quì, però, dovrà operare chi ha avuto un minimo di istruzioni, altrimenti non si riuscirà a mostrare quello che si vuole.

Far provare il treno ai giovani (e agli adulti), e far vedere i movimenti di una stazione, possono anche essere due attività da svolgere sullo stesso plastico, ma non contemporaneamente.

Quella che vedi come trincea di filo spinato è la necessità di lasciare l' operatore concentrato nei movimenti, per non fare (o meglio per limitare) gli errori in presenza del pubblico.

Ma se il pubblico è limitato a poche persone interessate, non è un problema far provare.

Quindi credo che il fermodellismo integralista non sia, di per sè un ostacolo ai giovani e ai curiosi. Semmai uno stimolo.

Cita:
Finchè si penserà solo ad autocelebrarsi del lavoro che si è fatto per se stessi;


Però l' aver fatto un impianto che riproduce una stazione vera non deve essere una specie di peccato originale.
Potrà non interessare, potrà non piacere. Fortunatamente non siamo tutti uguali.
Ma non deve essere motivo di vergogna l' aver fatto una cosa complicata.
Tutto il fermodellismo è fatto così. Io, modellisticamente, non sò fare nulla (a parte il piano binari).
Ma ammiro chi sà fare, chi sà dipingere un edificio, chi sà fare una locomotiva, chi ...
Anche se sò che, a quelli, io non arriverò mai. Li ringrazio per avermi mostrato cose che, se fosse per le mie capacità, non esisterebbero.
Ognuno dà il suo contributo. E' giusto così.

Cita:
Finchè non si avranno aperture a tutto il mondo fermodellistico (ci è stato detto che la N è una mer....);


Anche se io non ho detto una cosa così, mi sento ugualmente chiamato in causa perchè non mi è piaciuta la scelta.
I motivi te li ho già detti.
- un impianto in N fatto bene non costa molto meno di un impianto in H0. Ma, a pari risultato estetico, ha un lavoro molto più difficile. Che, quindi, richiede di selezionare ancor di più le persone.
- la scala N si presta poco alle manovre. Ed infatti si vede assai di rado un N manovrare. Già è difficile in H0e, ma a fare manovre in N ci si scontra con la riduzione della massa, che non si riduce in proporzione alla scala. Risultato : o si tiene una velocità minima di 30..50 km/h in scala, o si avrà un numero di fermate che snaturerà il movimento che si vuole mostrare.
Poi, naturalmente, impegnando capacità e risorse, molte cose diventano possibili, ma anche elitarie.
All' ultimo Novegro c' era un plastico in scala N, a parer mio intelligente. Magari la persona con cui ho parlato scrive quì. Riproduceva alcuni punti caratteristici di Milano. Aveva un piano binari semplicissimo. Una linea a doppio binario con un salto di montone, tecnicamente studiato per raccordarsi agli impianti tedesci nei raduni. Ed avevano puntato sul modellismo del paesaggio, utilizzando addiritura la maquette di un edificio vero e riadattandolo al plastico. Più vero di così !
- H0 o N è comunque una scelta di campo. Farle entrambe è come fare due guerre assieme. Le si perdono entrambe. A meno chè uno non sia miliardario. Ma se lo fosse, potrebbe acquistare un ex magazzino merci !!! Ed allora, sai che plastico in 0 !!!

Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo: da passione solitaria a hobby di gruppo
MessaggioInviato: mercoledì 3 novembre 2010, 0:39 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 12:44
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Località: Pavia-Bologna-Pietra Ligure
ste.klausen21 ha scritto:
- un impianto in N fatto bene non costa molto meno di un impianto in H0. Ma, a pari risultato estetico, ha un lavoro molto più difficile. Che, quindi, richiede di selezionare ancor di più le persone.
- la scala N si presta poco alle manovre. Ed infatti si vede assai di rado un N manovrare. Già è difficile in H0e, ma a fare manovre in N ci si scontra con la riduzione della massa, che non si riduce in proporzione alla scala. Risultato : o si tiene una velocità minima di 30..50 km/h in scala, o si avrà un numero di fermate che snaturerà il movimento che si vuole mostrare.
Poi, naturalmente, impegnando capacità e risorse, molte cose diventano possibili, ma anche elitarie.


Stefano permettimi di dirti che non è assolutamente vero, la stessa cura che tieni in H0 la puoi tenere in N, i rotabili funzionano bene, gli ultimi modelli, l'avvento del DCC hanno permesso a questa scala di avere la stessa affidabilità della scala maggiore.
Per un "Italianista" la vera difficoltà è di non aver materiale industriale in abbondanza, ma ci sono altri mezzi per procurarsi il materiale in stile italiano.
Sul mio plastico (con binari di 20 anni fà) le manovre si fanno a velocità realistica 10-15 km/h e se vai sul mercato americano allora è ancora tutto più facile.

ste.klausen21 ha scritto:
All' ultimo Novegro c' era un plastico in scala N, a parer mio intelligente. Magari la persona con cui ho parlato scrive quì. Riproduceva alcuni punti caratteristici di Milano. Aveva un piano binari semplicissimo. Una linea a doppio binario con un salto di montone, tecnicamente studiato per raccordarsi agli impianti tedesci nei raduni. Ed avevano puntato sul modellismo del paesaggio, utilizzando addiritura la maquette di un edificio vero e riadattandolo al plastico. Più vero di così !
- H0 o N è comunque una scelta di campo. Farle entrambe è come fare due guerre assieme. Le si perdono entrambe. A meno chè uno non sia miliardario. Ma se lo fosse, potrebbe acquistare un ex magazzino merci !!! Ed allora, sai che plastico in 0 !!!

Stefano Minghetti


E' il plastico dell'ASN (Amici della Scala N) è presente in Italia da 15 anni.....:)

Per il resto le guerre di religione sono inutili, basta divertirsi dalla I alla Z

ciao


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