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"
… ovvero dai pin 6 e 2 escono i poli negativi per le luci e dal pin 7 la massa positiva ..."
... perdonatemi, ma "
nun se po proprio sentì": è una semplificazione linguistica e concettuale il cui uso comporta però una serie di malintesi che complicano la comprensione del funzionamento.
La
corrente fluisce dal + al - (quindi un polo negativo non può "uscire"

) e, per quanto possa sembrare strano per come se ne parla di solito,
il + del decoder non è la "massa" ma solo il comune positivo dell'alimentazione preso direttamente all'uscita dello stadio raddrizzatore interno. La massa del decoder è invece interna ed è a 0 volt (questa connessione spesso, soprattutto sugli 8 poli, non è disponibile … vedi i contorcimenti che tocca fare in certi casi per mettere un condensatore tampone).
La precisazione di sopra non è futile: serve a capire come funzionano le "uscite" di un decoder … in realtà andrebbero chiamate "entrate" (perchè la corrente vi entra) e sono configurate come "tappi" verso la massa interna (i zero volt): quando non sono attive NON fanno passare corrente mentre quando sono attive si "stappano" e permettono il passaggio della corrente e quindi il funzionamento di quanto a loro collegato.
Vi è un perchè sono state pensate così: fin dagli inizi della progettazione del sistema (più di 30 anni fa… non sembra ma il tempo passa) ci si è resi conto che i modelli esistenti avevano poco spazio (i componenti dei decoder erano più grossi) e moltissimi modelli usavano il telaio metallico (collegato tramite le ruote ad una delle rotaie) come comune di alimentazione (volutamente non uso massa) per le luci e il motore ... quindi era necessaria una soluzione circuitale semplice che permettesse di riutilizzare il più possibile l'esistente.
In digitale per il motore non sono possibili soluzioni alternative a quella di avere i suoi poli isolati da tutto il resto (la dannazione dei vecchi fleischmann per esempio) ma per le luci esiste un compromesso che permette di stravolgere il meno possibile i collegamenti esistenti!
Con le "uscite" implementate come sopra descritto è possibile
NON utilizzare il comune positivo (il filo blu) quindi
lasciare le luci da un lato collegate al telaio (una rotaia) perchè la corrente, quando l'uscita è attiva, avrà comunque la possibilità di fluire verso la massa del decoder e, tramite lo stadio raddrizzatore (che è reversibile), verso l'altra rotaia chiudendo il circuito.
Quando alimentato in digitale (che ricordo è concettualmente una corrente alternata la cui onda "assomiglia" ad una onda quadra di ampiezza intorno ai 18-20 volt) l'effetto del tipo di collegamento sopra spiegato è che, per il tipo di circuito interno del decoder, solo una semionda può essere utilizzata il che equivale ad avere sulle luci solo la metà della tensione efficace (quindi 9-10 volt)… il che per le vecchie lampadine a 12-14 volt è un bene (se si modifica il circuito per usare il filo blu come comune positivo tocca sostituire le lampadine con altre che reggono almeno 16-18 volt oppure passare ai led+resistenza).
Spero che adesso capire il circuito di quella loco possa essere più semplice.