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MessaggioInviato: sabato 16 dicembre 2006, 20:31 
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Sono nato nella prima meta' del secolo scorso.

Comunque qualche indizio l'ho dato qua e la' . . .

I ricordi di sopra si riferiscono al 1961 l'accazero mi aveva colpito cinque anni prima con un impianto I RR M.

A 8 anni, come 'premio' per essermi tolto le adenoidi ebbi il mio L 424/R

Non ho nessuna foto del mio primo plastico.

Del secondo mi e' rimasta questa

Immagine

e le altre che trovate qui

http://www.apud.it/pescaraferr/mrr/mrrplast02.asp

Ueh, se rompo coi ricordi ditemelo, ma visto il titolo di questo thread :!:

Antonello


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MessaggioInviato: lunedì 18 dicembre 2006, 10:38 
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Antonello,
perbaccolona vai avanti coi RRicordi (e scusa per il furto della definizione!).
Certo, per quegli anni, il tuo plastichetto II era decisamente riuscito, o per lo meno al livello di quello pubblicati su HO RR.


Giancarlo,
geniale l'utilizzo del tavolo buono come supporto binario; chissà le botte!

Dei binari economici con innesto a spina, ricordo gli improperi per mantenere la continuità elettrica. Quando finalmente con mio fratello riuscimmo ad avere tutti binari della serie modello, quelli con le scarpette nere (di lamierino armonico?), la RR se ne uscì con la serie seguente dal profilato nickel-silver giallastro e soprattutto con le malefiche scarpette bianche. Ricordo con raccapriccio che esse erano incompatibili con i binari precedenti per la ridotta larghezza della suola, e particolarmente prone alla deformazione permanente; difetti di non poco conto per chi, come noi, montava e rismontava i tracciati su tavoli o pavimento. Ugh!


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MessaggioInviato: lunedì 18 dicembre 2006, 14:47 
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Ma le scarpette nere sono venute dopo! Prima erano cromate e quelle sì che si aprivano dopo pochi monta e smonta!
Per Antonello. Complimenti! Avevi le littorine! Che meraviglia!
Per i RRicordi vi facciol'elenco del materiale motore in sequenza così come mi fu regalato:
Le 626/V;
ABL/R;
L835/R;
1 TEE/R;
Le 646/R.
Poi ci fu un'interruzione di almeno dodici anni...


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MessaggioInviato: lunedì 18 dicembre 2006, 16:31 
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A questa prima esercitazione segui' subito dopo un plastico basato su un progetto preso da H0 RR con una stazione di pianura ed una di collina ed un percorso a forma pressappoco di otto allungato in cui tutte le rampe erano in galleria.

Potevo gestire due incroci in stazione per un totale di 4 treni.

Appena finito un plastico subbito mettevo mano al successivo, perche' il divertimento era tutto nel fare.

A meta' collina feci partire una rampa con i mostruoso raggio di 30 cm
che, dopo aver scavalcato una gola su di un fantastico ponte in muratura della Faller, arrivava alla stazione di testa di montagna; su questa linea facevano servizio le due littorine della foto precedente.

In un angolo c'era anche un mulino ad acqua con la ruota sempre in rotazione e rumore di segheria.

Con gli standard di oggi avevo realizzato un panettone, ma quel circuito ancora e' nei miei sogni.

Antonello


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MessaggioInviato: lunedì 18 dicembre 2006, 16:38 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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Causa trasloco dovetti smantellare il tutto.

Il nuovo plastico venne costruito su un pannello di masonite recuperato in cantina.

Tracciato meno arzigogolato del precedente ma, sorpresa, c'erano le auto che camminavano: avevo adattato una autopista della Tyco e l'avevo incorporata nel paesaggio.

Tutte le volte che mio padre aveva visite di colleghi venivano tutti in camera mia a giocare con le macchinine mentre i treni si rincorrevano.

Suggestione delle suggestioni quando chiudevo la luce e risaltavano nel buio tutti i lampioni e le case illuminate e i fanaloni delle loco RR.

Questo e' stato il mio ultimo plastico: un po' per via di un altro trasloco, un po' perche' avevo raggiunto i 16 anni e avevo finalmente la Lambretta, per qualche anno di treni non mi interessai piu'.

Antonello


Ultima modifica di Antonello il martedì 19 dicembre 2006, 16:23, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: martedì 19 dicembre 2006, 14:48 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 11:48
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Càspita che attività, Antonello!
A proposito di animazione varia, ricordo che RR stessa ripropose in Italia il Faller Car System , che , diversamente dall'attuale, era un'autopista slot, con scala prossima all'HO "gonfiato"; il che , per quegli anni, era comunque un bell'exploit tecnico, soprattutto per le automobili. Esistevano perfino elementi di "strada" adatti per i passaggi a livello, il tutto (non so quanto bene) funzionante.

Del tutto O.T. invece, l'argomento Lambretta , o Vespa nel mio caso, è capace di stimolare altre tempeste ormonali/memoriche.....



Andrea,
quanto fu lunga l'esistenza di Alzate?


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MessaggioInviato: martedì 19 dicembre 2006, 15:39 
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Direi dal 57 al 63. Però in tempi successivi la stazione di Alzate, nata in curva fu spostata sul lato dritto. Con uno scambio con uscita in tangente ero riuscito a fare un raddoppio piuttosto lungo sul lato lungo del plastico. Purtroppo però (siccome non erano ancora usciti gli RD94) non riuscivo a chiudere il binario. Avevo fatto una prolunga con due fiammiferoni da caminetto incollati sul cartoncino. Il treno aveva bisogno di qualche spintarella, ma il marciapiede dritto era bellissimo.
Avevo circa 10 anni e pensai il primo orario. I treni facevano servizio sull'ovale e la manovra più complicata era un andata/ritorno composta da ABL e centoporte a carrelli che doveva retrocedere da Alzate Campagna (l'ex stazione in curva) per arrivare ad Alzate Città (la nuova stazione in rettilineo).
Peccato che ancora non avevo appreso la tecnica degli "smiles" ovvero degli orologi veloci...


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MessaggioInviato: martedì 19 dicembre 2006, 17:03 
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Il primo anno di Universita' mi e' toccato farlo ospite di un Collegio per universitari: non e' che ci fosse da fare molto la sera oltre al biliardo, la tele e lo studio.

Ecco come mi torno' la voglia di tornare al modellismo e cosa ci poteva essere di meglio delle scatole TrenHobby della RR ?

Una ad una me le sono costruite tutte, ma, per risparmiare, tutte in versione statica.

Mi costavano la colazione del mattino e i regalini di mio nonno.

Li compravo in un negozio dell'Aquila che vendeva articoli tecnici in gomma, sul Corso.

E' stata una palestra modellistica inestimabile.

Antonello


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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 0:14 
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Per 'colpa' o per merito di questo thread stasera ho messo in moto la mia L RR e, a discapito dei suoi soli 51 anni, e' partita al primo colpo, arzilla e troppo veloce come sempre.

Se penso che ogni tanto mi abbandona una giovane Roco, per non parlare delle Lima piu' recenti . . .

Non ho a portata di mano due pile da 4,5 volt, se ancora le fanno, per provare l'ebbrezza delle manovre con slittata e scintilla, ma il buon RT3 fa ancora bene il suo dovere.

Mi sa che sto monopolizzando quest'area: chi vuol contribuire con i suoi RRicordi ?

Antonello


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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 9:47 
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Località: Calabria del Nord:Castelcrati Terme(nome brevettato!)
Materiale rotabile di mio fratello provato mesi fa:
L B& O,851(Trenhobby),automotrice FNM e rimorchiata ete etc...
sono partiti tutti al primo colpo di RT3(fra l'altro a 160 v e quindi con sottotrasformatore!)
età media: 40 anni,alcuni 52...meditate fans dei vari outsiders! 8)


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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 11:39 
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Nome: Maurizio
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Località: Roma
Visto che siamo in vena di ricordi........
io sono giovane rispetto a voi, ma sono cresciuto come voi col mito della RR.
"Purtroppo il primo treno del 74 (avevo 3 anni), e gli altri che seguirono furono rigorosamente LIMA G (orrore direte voi!), eccetto il trasformatore RR giallo; ma il sogno dei veri RR c'e' sempre stato, quindi scippai intorno alla fine degli anni 70 il set RR con la 341 e 2 X a mio cugino (loro potevano permetterseli), ci si avvicina agli 80 e perpetro un altro scippo: le 803 e la WR Orient Express ad un amico del nonno ferroviere ormai disinteressato.
Mal gliene colse al nonno.... :lol:
.... cominciai a fare un plastico nel suo box e quando ando' in pensionemi regalo' il + bel treno che abbia mai avuto: il resto dell'Orient Express con la sua bella 691 in testa.
Ora sta a casa sua dentro una bella vetrina comprata apposta, in attesa di correre........... (e' una promessa!).. appena metto binari su legno, o trovo qualcuno che lo ospiti al mio ritorno in Italia.

Ora sto rimendiando varie RR usate anni 60/70: non motore a pallini, ma standard, non riesco a guarire..... 444 / 940 / 428.......
se le vecchie 1/80 non vi piacciono + (mi rivolgo non a voi che scrivete su questo filetto) io le accolgo volentieri :D :D :D :D :D


Buon Natale Rivarossiano a tutti

Maurizio


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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 14:51 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
Messaggi: 2857
Località: Roma
Io ho l'RT/R, nero di bachelite. A 125 Volt.


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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 18:33 
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Anche io avevo un RT3 ............. a 110 volt !!! NN si e' mai capito perche' rivarossi nn montasse dei cambio-tensione sui suoi apparecchi.
Forse per evidenti motivi di economia .Comunque il mio RT3 era un vero mulo , l'ho riavvolto x la 220 (da giovani si ha un sacco di tempo ! ) e prima x anni ci ho fatto girare le loco sul mio primo plastico poi l'ho usato come alimentatore da banco regolabile fino alla fine degli anni 70 per i miei esperimenti di elettronica e quanti transistor e amplificatori ci ho alimentato ! Poi e' andato via un po' alla volta ............ prima i disgiuntori termici ...........poi i raddrizzatori quadrati al selenio (quando si bruciano quei cosi fanno na' puzza malefica) poi si e' spaccato il pannello giallo ..............alla fine il colpo di grazia glielo ha dato una busta di cloruro ferrico che si e' aperta e lo ha corroso completamente.Ma quanti ricordi..........


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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 20:06 
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Località: Pescara
Secondo me mettere il cambiatensione sarebbe costato meno del dover gestire tre scorte diverse ( 110, 160, 220 ); forse pensavano che ci sarebbe stato il rischio di bruciare l'avvolgimento per sbaglio.

A me si brucio' l'RT2 nel '61 e ricordo ancora le peripezie per farlo riparare . . . Ancora adesso ce l'ho con il fondello separato dalla scatola visto che non me lo hanno rivettato ed io non ho mai comprato la famosa AM 6 (attrezzo speciale per la chiusura dei trasformatori ) ne' possedevo la mitica SAC.

Ho anche un TFA 1 , che dal giorno che l'ho acquistato ronza come una segheria: allora il concetto di garanzia era piu' labile.

Antonello


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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 20:26 
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Iscritto il: martedì 27 giugno 2006, 17:48
Messaggi: 1777
Località: Granducato di Toscana
Eccoi miei RT2,quello a destra è a 160 volt,quello a sinistra era a 160 V. anche lui, ha mantenuto solo la cassa,è elettronico(semplicissimo ma sopporta di tutto)e lo uso per i trapani ed i saldatori a 12 /14 volt e per le locomotive in prova al banco
Immagine
questo era il mio primo plastico,mai finito
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questo l'ultimo,all'inizio degli anni '80,rigorosamente a vapore
Immagine
saluti Giancarlo


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